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    <title>Fedora on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Fedora on Melabit</description>
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      <title>Linux per tutti i giorni</title>
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      <pubDate>Mon, 20 Mar 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://imgs.xkcd.com/comics/cautionary.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualche giorno fa una &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2017/03/13/la-pubblicita-e-l-anima/&#34;&gt;bella domanda di andy69&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org&#34;&gt;QuickLook&lt;/a&gt; mi ha stimolato ad elencare quelle che, secondo me, sono le distribuzioni di Linux più adatte per la vita di tutti i giorni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;argomento mi interessa parecchio e ho pensato di riprenderlo e di estenderlo un po&amp;rsquo; in questo articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;tante-distribuzioni-troppe-distribuzioni&#34;&gt;Tante distribuzioni, troppe distribuzioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le distribuzioni di Linux sono &lt;em&gt;troppe&lt;/em&gt;. E sono quasi tutte &lt;em&gt;inutili&lt;/em&gt;, semplici rimasticature delle distribuzioni maggiori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho cercato su &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/&#34;&gt;Distrowatch&lt;/a&gt; le distribuzioni che contengono una qualunque versione di &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; (se manca bash che distribuzione è?) e sono venute fuori ben 759 distribuzioni diverse, di cui solo ben 266 attive. Con &lt;code&gt;tar&lt;/code&gt; (idem) i risultati sono simili: ci sono 751 distribuzioni che lo contengono, di cui 263 sono attive.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di queste alcune sono iper-specializzate,  vedi &lt;a href=&#34;https://fermilinux.fnal.gov/&#34;&gt;Fermi Linux&lt;/a&gt;, sviluppata al &lt;a href=&#34;http://www.fnal.gov/&#34;&gt;FermiLab&lt;/a&gt;, il concorrente USA del &lt;a href=&#34;https://home.cern/&#34;&gt;CERN&lt;/a&gt;. Oppure &lt;a href=&#34;http://gparted.sourceforge.net/livecd.php&#34;&gt;GParted Live&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.clonezilla.org/&#34;&gt;Clonezilla&lt;/a&gt;, che servono a partizionare o produrre immagini complete di backup del disco rigido, e &lt;a href=&#34;http://www.openmediavault.org/&#34;&gt;openmediavault&lt;/a&gt;, una distribuzione specifica per i &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Network_Attached_Storage&#34;&gt;sistemi NAS&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma il mondo ha veramente bisogno di &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=mangaka&#34;&gt;Linux Mangaka&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=korora&#34;&gt;Korora Project&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=wattos&#34;&gt;wattOS&lt;/a&gt;, o di &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=voyager&#34;&gt;Voyager Live&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto uno dei problemi della mancata affermazione di Linux sul Desktop è proprio la eccessiva frammentazione della piattaforma:&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; gli utenti sono confusi e non sanno che distribuzione scegliere, per gli sviluppatori è ancora peggio perché già supportare solo le distribuzioni maggiori è un grattacapo non da poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora facciamo un po&amp;rsquo; di spazio e vediamo quali sono le &lt;em&gt;migliori distribuzioni di Linux&lt;/em&gt;, intendendo con questa espressione le distribuzioni &lt;em&gt;veramente utili&lt;/em&gt;, adatte all&amp;rsquo;utente che voglia &lt;em&gt;usare&lt;/em&gt; Linux al posto di Windows o di (non si sa mai!) macOS/OS X per il suo lavoro di tutti i giorni, ma che sappia poco o nulla di sviluppo del software o di amministrazione dei sistemi operativi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://itsfoss.com/wp-content/uploads/2013/07/Windows_Vs_Mac_Vs_Linux_10.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;quali-distribuzioni&#34;&gt;Quali distribuzioni?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cercare di stabilire quali siano le &lt;em&gt;migliori distribuzioni&lt;/em&gt; di Linux significa scatenare una guerra di religione peggiore della &lt;a href=&#34;http://www.alfonsomartone.itb.it/rqftcg.html&#34;&gt;grande guerra fra Commodoriani e Sinclairisti&lt;/a&gt;, durata per gran parte degli anni &amp;lsquo;80.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però, anche se non è il caso di parlare di distribuzioni &lt;em&gt;migliori&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;peggiori&lt;/em&gt; in assoluto (dipende moltissimo dall&amp;rsquo;uso finale, un desktop ha richieste ben diverse da quelle di un server o di un NAS ), si può provare ad elencare quelle più adatte per essere usate ogni giorno dagli utenti che vogliano lavorare con Linux e non pasticciare continuamente con il sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte opinioni personali, sia ben chiaro, decine di altri articoli su carta e su web presentano le cose in modo ben diverso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;debian&#34;&gt;Debian&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal mio punto di vista non c&amp;rsquo;è storia, la distribuzione Linux che preferisco in assoluto è &lt;a href=&#34;https://www.debian.org/&#34;&gt;Debian&lt;/a&gt;. Uso Debian dal 1997, l&amp;rsquo;ho installata per la prima volta sul mio Compaq 386 portatile caricando pazientemente decine di floppy disk e aggiustando a mano le &lt;a href=&#34;http://arachnoid.com/modelines/index.html&#34;&gt;modeline&lt;/a&gt; dello schermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Debian ha parecchie asprezze iniziali e un po&amp;rsquo; di fissazioni sul software installato di default. Ma una volta attivata la sezione non-free, che consente fra l&amp;rsquo;altro di installare i driver specifici per la propria scheda grafica (avere una scheda grafica di qualità ed usarla con i driver generici è una vera assurdità) e dopo essersi documentati un po&amp;rsquo; in rete sugli aspetti più ostici, gli aspetti positivi di Debian vengono fuori alla grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su tutti la facilità di installazione del software: per questo non c&amp;rsquo;è sistema migliore di Debian, nemmeno l&amp;rsquo;App Store arriva allo stesso livello di comodità d&amp;rsquo;uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anzi, il concetto stesso di App Store centralizzato è stato inventato proprio da Debian: tutti i pacchetti software (&lt;em&gt;package&lt;/em&gt;) accettati nella distribuzione sono disponibili negli archivi (&lt;em&gt;repository&lt;/em&gt;)  ufficiali, non c&amp;rsquo;è bisogno di andarli a cercare qui a là per la rete come succede purtroppo con RedHat e derivate (vedi sotto). Tanto per dare una idea, in questo momento in Debian ci sono oltre 40.000 package disponibili, che soddisfano praticamente tutte le necessità degli utenti.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta selezionato un package per l&amp;rsquo;installazione, il sistema di gestione dei pacchetti &lt;code&gt;apt&lt;/code&gt; è in grado di selezionare ed installare automaticamente tutte le &lt;em&gt;dipendenze&lt;/em&gt;, cioè i pacchetti e le librerie da cui il package selezionato dipende.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai anche in Linux si sta affermando un metodo diverso di distribuzione del software, con il quale tutte le librerie e i file accessori vengono inglobate nel pacchetto principale (&lt;em&gt;bundle&lt;/em&gt;), lo stesso meccanismo che esiste da sempre in Mac OS X (e prima in NeXTSTEP). Ma vent&amp;rsquo;anni fa lo spazio sugli hard-disk non era abbondante come oggi ed il meccanismo messo a punto da Debian riusciva a trovare un buon equilibrio fra lo spazio occupato sul disco rigido e la facilità d&amp;rsquo;uso. Non è certo un caso che alla fine quasi tutte le distribuzioni concorrenti l&amp;rsquo;abbiano adottato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;linux-mint&#34;&gt;Linux Mint&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il difetto principale di Debian è anche il suo pregio (per chi lo apprezza): bisogna configurare quasi da zero il proprio sistema, scegliendo in fase di installazione cosa farà la macchina e di conseguenza la base software da installare (che si può estendere facilmente in seguito). Anche l&amp;rsquo;aspetto grafico va definito praticamente a mano, scegliendo il tema grafico, lo sfondo, le icone, fra le migliaia e migliaia di opzioni disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò è molto flessibile per chi sa come muoversi, ma contribuisce anche a disorientare l&amp;rsquo;utente alle prime armi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://linuxmint.com/&#34;&gt;Linux Mint&lt;/a&gt; è un buon compromesso: base derivata da Debian (e perfettamente compatibile con la distribuzione principale), ma tema grafico ben definito e piuttosto accattivante, anche per chi è abituato al Mac. Non chiedetemi però la differenza fra le versioni &amp;ldquo;Cinnammon&amp;rdquo; e &amp;ldquo;MATE&amp;rdquo; di Mint, perché non me la ricordo mai. La versione &amp;ldquo;Xfce&amp;rdquo; va bene per chi vuole ridurre il peso del sistema grafico sul proprio computer, mentre la &amp;ldquo;KDE&amp;rdquo; va bene per chi vuol farsi male da solo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;ubuntu&#34;&gt;Ubuntu&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ubuntu è una derivazione di Debian, che in pochi anni è diventata la distribuzione più diffusa di Linux.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;All&amp;rsquo;inizio era una vera bomba, l&amp;rsquo;ho usata e consigliata parecchio, mi sono perfino registrato per ricevere i CD/DVD delle nuove &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; che distribuivo a chiunque mi capitasse a tiro (parliamo di tempi in cui scaricare un intero CD o peggio un DVD dalla rete era una impresa preclusa a chi aveva solo una connessione via modem alla rete).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi Ubuntu è cresciuta, forse troppo ed ha perso il suo smalto. Aggiornare Ubuntu da una release all&amp;rsquo;altra è una impresa quasi impossibile (o almeno, è una impresa che porta un sacco di grattacapi) e anche il fatto di promettere da anni innovazioni strepitose che poi non si concretizzano mai (leggi Wayland prima e Mir poi, i server grafici che avrebbero dovuto rimpiazzare il venerando X, attesi &lt;a href=&#34;http://www.markshuttleworth.com/archives/551&#34;&gt;dal lontano 2010&lt;/a&gt; e non ancora diventati realmente usabili, o Ubuntu Phone che ha fatto più o meno la fine del corrispettivo Microsoft).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;opensuse&#34;&gt;openSUSE&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte Debian, l&amp;rsquo;altra distribuzione che mi è sempre piaciuta è SuSE Linux o meglio, come si chiama oggi la versione desktop, &lt;a href=&#34;https://www.opensuse.org/&#34;&gt;openSUSE&lt;/a&gt;. Una distribuzione tedesca, precisa e rigorosa come chi l&amp;rsquo;ha sviluppata, la prima che ha sviluppato uno strumento integrato di configurazione e di gestione di tutto il sistema operativo. Anche l&amp;rsquo;installatore qualche anno fa era avanti anni luce rispetto alle altre distribuzioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non la uso, se non occasionalmente, da parecchio perché ha qualche problema con Parallels, che è ormai lo strumento principale con cui uso Linux oggi (vediamo se con la beta di quest&amp;rsquo;anno si riesce a migliorarne il supporto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrebbe essere interessante provarla con la &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/parallels-desktop-lite/id1085114709&#34;&gt;versione Lite di Parallels&lt;/a&gt;, che viene distribuita gratuitamente da qualche giorno sull&amp;rsquo;App Store.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;redhat-fedora-centos&#34;&gt;RedHat, Fedora, CentOS?&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non voglio parlare qui di &lt;a href=&#34;https://www.redhat.com/en&#34;&gt;RedHat&lt;/a&gt; e derivate, come &lt;a href=&#34;https://getfedora.org/&#34;&gt;Fedora&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.centos.org/&#34;&gt;CentOS&lt;/a&gt;. Non mi sono mai piaciute e quindi non le uso. Ci ho provato ogni tanto con RedHat, ma ho sempre lasciato perdere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uso ogni tanto su un server una versione specifica di CentOS, richiesta dal software scientifico professionale (e piuttosto costoso) che ci gira sopra. E ogni volta che lo faccio mi chiedo come si faccia ad avere la pazienza di andare a cercare per ogni dove i pacchetti software che servono. Forse è colpa mia che non so gestire al meglio questo tipo di distribuzioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;pixel&#34;&gt;Pixel&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se avete un vecchio computer a cui dare nuova vita, &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/blog/pixel-pc-mac/&#34;&gt;Pixel&lt;/a&gt; è la distribuzione che fa per voi. Pixel è una distribuzione sviluppata originariamente per il &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/&#34;&gt;Raspberry Pi&lt;/a&gt; &amp;ndash; il microcomputer a bassissimo costo tanto popolare fra chi vuole riuscire a mettere le mani &lt;em&gt;dentro&lt;/em&gt; un computer e fargli fare le cose più impensate e impensabili &amp;ndash; ed è stato poi portato ai computer con processore Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pixel gira molto bene sui Raspberry Pi più recenti, e a maggior ragione può andare a pennello per il vecchio portatile buttato in cantina a prendere polvere, che è a priori molto più potente di un qualunque Raspberry Pi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un discorso analogo vale per &lt;a href=&#34;https://elementary.io/&#34;&gt;Elementary OS&lt;/a&gt;, per il quale esiste un &lt;a href=&#34;https://github.com/aroman/elementary-on-a-mac&#34;&gt;progetto dedicato specificatamente ad installarlo sul Mac&lt;/a&gt;, in parallelo a macOS/OS X. Interessante questo &lt;a href=&#34;https://taoofmac.com/space/blog/2016/10/29/2240&#34;&gt;racconto dell&amp;rsquo;esperienza di un utente Mac&lt;/a&gt;, deluso dalle ultime novità hardware prodotte da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;frebsd&#34;&gt;FreBSD&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://www.freebsd.org/&#34;&gt;FreeBSD&lt;/a&gt; non è Linux, ma rappresenta la base UNIX originale su cui si fonda macOS/OS X. Di conseguenza può essere un&amp;rsquo;ottima alternativa a Linux per chi usa il Mac. In pratica, le &lt;a href=&#34;https://www.freebsd.org/doc/en/articles/explaining-bsd/comparing-bsd-and-linux.html&#34;&gt;differenze fra FreeBSD e Linux&lt;/a&gt; sono minime (o quasi) e spesso &lt;a href=&#34;https://www.over-yonder.net/~fullermd/rants/bsd4linux/01&#34;&gt;comprensibili solo a chi è particolarmente competente&lt;/a&gt; di sistemi operativi e sviluppo del software. Lo stesso vale per i tanti derivati di FreeBSD, fra cui non si possono non menzionare &lt;a href=&#34;http://www.openbsd.org/&#34;&gt;NetBSD&lt;/a&gt;, che gira praticamente ovunque o &lt;a href=&#34;http://www.openbsd.org/&#34;&gt;OpenBSD&lt;/a&gt;, particolarmente focalizzato sulla sicurezza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;stabile-o-instabile&#34;&gt;Stabile o instabile?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun dubbio su questo: chi vuole iniziare ad usare Linux deve scegliere la versione &lt;em&gt;stabile&lt;/em&gt; di Debian (o di qualunque altra distribuzione), lasciando le versioni di &lt;em&gt;test&lt;/em&gt; o peggio quelle &lt;em&gt;instabili&lt;/em&gt; (chiamate sempre e non a caso &amp;ldquo;sid&amp;rdquo; su Debian)&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; per il futuro, quando si avrà più esperienza e pratica con Linux. È meno divertente ma di sicuro è molto più conveniente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per uno sviluppatore &lt;a href=&#34;https://raphaelhertzog.com/2010/12/20/5-reasons-why-debian-unstable-does-not-deserve-its-name/&#34;&gt;anche sid può andare bene&lt;/a&gt; come distribuzione da usare tutti i giorni, e spesso è più stabile di tanti altri sistemi operativi, ma il solo fatto di dover aggiornare decine e decine di pacchetti ogni giorno non è di certo una cosa adatta all&amp;rsquo;utente &lt;em&gt;normale&lt;/em&gt;, che voglia usare il proprio computer per lavorare e non per giocare con il sistema (cosa peraltro bellissima per chi lo sa fare).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://itsfoss.com/wp-content/uploads/2013/07/Windows-Vs-Mac-Vs-Linux-Jokes_1.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Linux può essere una bella esperienza anche per un utente Apple. Si può installare senza troppi problemi sul proprio Mac, in parallelo a macOS/OS X. Si può installare in una macchina virtuale gestita da &lt;a href=&#34;https://www.virtualbox.org/&#34;&gt;VirtualBox&lt;/a&gt; (gratuito) oppure da &lt;a href=&#34;http://www.parallels.com/it/&#34;&gt;Parallels&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;http://www.vmware.com/products/fusion.html&#34;&gt;VMWare Fusion&lt;/a&gt; (a pagamento, ma c&amp;rsquo;è anche la versione &lt;em&gt;Lite&lt;/em&gt; di parallels citata prima), senza toccare nulla sul Mac. O si può usare per far rivivere un vecchio Mac lasciato in un angolo, persino un modello con processore PPC su cui può girare al massimo Leopard.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E non c&amp;rsquo;è niente di meglio per far rivivere un vecchio Netbook, macchine popolarissime dieci anni fa, nate con Linux ma &lt;em&gt;uccise&lt;/em&gt; dalla Microsoft dell&amp;rsquo;era Ballmer, che pretendeva di farci girare Windows pur con limitazioni hardware tanto stringenti quanto assurde.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarei proprio curioso di sapere quali distribuzioni &lt;em&gt;non contengono&lt;/em&gt; &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;tar&lt;/code&gt; e perché.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il discorso vale più o meno negli stessi termini anche per Android.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse, ci sono ulteriori repository &lt;a href=&#34;https://wiki.debian.org/UnofficialRepositories&#34;&gt;non ufficiali&lt;/a&gt;, che soddisfano necessità più specifiche e che possono essere aggiunti facilmente alla lista dei repository standard.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo con Parallels (ma anche con VMware se è per questo), il vero scoglio non è tanto installare la distribuzione quanto installare i tool di supporto specifici dell&amp;rsquo;emulatore, che servono a migliorare l&amp;rsquo;interazione fra il Mac e la macchina virtuale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I nomi delle distribuzioni Debian sono tratti tutti da &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Toy_Story_-_Il_mondo_dei_giocattoli&#34;&gt;Toy Story&lt;/a&gt; (film straordinario); Sid è il ragazzino cattivo che distrugge i giocattoli per il puro piacere di farlo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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