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    <title>Emulatore on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Emulatore on Melabit</description>
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      <title>Emulare online: sempre più in Alto</title>
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      <pubDate>Sat, 20 May 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è solo il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/23/emulare-il-macintosh-online/&#34;&gt;Macintosh&lt;/a&gt;. Il web è pieno di emulatori di tutti i tipi, con i quali si possono usare vecchie macchine e vecchi sistemi operativi direttamente nel browser, senza installare nulla sul proprio computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea iniziale per questo post era quella di proporre un lista ragionata dei migliori emulatori online, ma poi ho deciso di lasciar perdere, ci sono già delle liste ben fatte ed è inutile ripetersi.&#xA;La mia preferita è una lista molto dettagliata di &lt;a href=&#34;https://www.cambus.net/emulators-written-in-javascript/&#34;&gt;emulatori in JavaScript&lt;/a&gt;, che è di sicuro il modo più &lt;em&gt;moderno&lt;/em&gt; ed efficace (anche se magari non il più efficiente) per realizzare un emulatore online, oggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Interessanti anche le liste contenute in &lt;a href=&#34;https://hackaday.com/2015/09/28/roundup-retro-computers-in-your-browser/&#34;&gt;Roundup: Retro Computers in Your Browser&lt;/a&gt; e in &lt;a href=&#34;https://archive.vg/blog/a-big-list-of-browser-based-emulators-and-ports-of-classic-games&#34;&gt;A Big List of Browser-Based Emulators and Ports of Classic Games&lt;/a&gt;, che però contengono parecchi link ormai defunti, oltre che un po&amp;rsquo; di emulatori che richiedono Flash, Java o qualche strano plugin per funzionare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Senza dimenticare la &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/softwarelibrary&#34;&gt;Software Library&lt;/a&gt; dell&amp;rsquo;Internet Archive, dove si trova un po&amp;rsquo; di tutto, anzi il vero problema è proprio quello di riuscire ad orientarsi fra la tantissima roba disponibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se proprio devo consigliare un paio di cose da provare, sceglierei &lt;a href=&#34;https://www.scullinsteel.com/apple//e&#34;&gt;Apple //jse&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.pcjs.org/&#34;&gt;PCjs Machines&lt;/a&gt;, facili e comodi da usare e con tantissimo software di buona qualità disponibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma fin qui, diciamolo, non c&amp;rsquo;è niente di particolarmente eccitante, in fondo l&amp;rsquo;Apple II si poteva emulare tranquillamente anche in un &lt;a href=&#34;https://web.archive.org/web/20130128132322/http://www-personal.umich.edu/~mressl/appleiigo/&#34;&gt;widget di Dashboard&lt;/a&gt;!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché non provare invece qualcosa di più interessante, una macchina ormai quasi dimenticata, ma senza la quale non ci sarebbero i computer come li conosciamo (e li usiamo) oggi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://c1.staticflickr.com/6/5550/31336403041_6946f4b212_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Parlo di sua maestà, l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://history-computer.com/ModernComputer/Personal/Alto.html&#34;&gt;Alto&lt;/a&gt;, sviluppato al Palo Alto Research Center (PARC) della Xerox nei primi anni &amp;lsquo;70. Il  primo &lt;em&gt;computer personale&lt;/em&gt;, ma anche il primo computer che conteneva, anche se in modo ancora acerbo, gli elementi di una interfaccia utente grafica, parecchi anni prima del Lisa e del Macintosh.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dell&amp;rsquo;Alto non è stato venduto nemmeno un esemplare &amp;ndash; tutti gli esemplari prodotti sono stati usati all&amp;rsquo;interno della Xerox oppure regalati(!) a università e centri di ricerca USA, oltre che alla Casa Bianca e alla Camera dei Rappresentanti &amp;ndash; ma rimane lo stesso una pietra miliare nella storia dell&amp;rsquo;informatica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra incredibile ma esiste un &lt;a href=&#34;http://retroweb.maclab.org/articles/Xerox-Alto.html&#34;&gt;emulatore online dell&amp;rsquo;Alto&lt;/a&gt;, lento, anzi lentissimo, e soggetto a continui crash, ma comunque molto utile per conoscere un oggetto affascinante (ed imprescindibile) della storia della tecnologia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per usare l&amp;rsquo;emulatore bisogna cliccare prima &lt;a href=&#34;http://retroweb.maclab.org/articles/Xerox-Alto.html&#34;&gt;su questo link&lt;/a&gt; e poi sul disco di boot (Boot Disk), rappresentato dall&amp;rsquo;icona del disco rigido con il pallino verde, che compare nella finestra di testo a sinistra del monitor dell&amp;rsquo;Alto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/05/salto_online.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta completato l&amp;rsquo;avvio del sistema comparirà la scritta &amp;ldquo;Xerox Alto Executive/12&amp;rdquo;, con alcuni dati relativi al sistema operativo in esecuzione, e poi il prompt dei comandi (l&amp;rsquo;equivalente del Terminale del Mac), rappresentato da un &lt;code&gt;&amp;amp;#62;&lt;/code&gt;.&#xA;Spostando il mouse sull&amp;rsquo;immagine del monitor si può finalmente provare ad usare l&amp;rsquo;Alto (preferibilmente scegliendo il tasto di zoom, in modo da ingrandire l&amp;rsquo;immagine del monitor su tutta la finestra del browser).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un comando fondamentale per interagire con l&amp;rsquo;Alto è il &lt;code&gt;?&lt;/code&gt;, che mostra il contenuto del disco montato nell&amp;rsquo;emulatore. L&amp;rsquo;Alto usa però la tastiera americana, per inserire il &lt;code&gt;?&lt;/code&gt; con tastiera italiana dobbiamo premere contemporaneamente &lt;code&gt;SHIFT&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;-&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Comparirà (lentamente!) una lista dei file presenti sul disco, quasi tutti giochi, insieme ad una freccia tremolante che rappresenta il puntatore del mouse, la prima indicazione che stiamo usando un sistema con una interfaccia grafica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I programmi eseguibili hanno il suffisso &lt;code&gt;.Run&lt;/code&gt; (più o meno come il suffisso &lt;code&gt;.exe&lt;/code&gt; che indica i programmi eseguibili su Windows). Per lanciare un programma basta scrivere una parte univoca del nome (il sistema operativo non distingue fra maiuscole e minuscole), anche senza estensione, e premere Invio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per cominciare, consiglio di lanciare il programma &lt;code&gt;Ti55.Run&lt;/code&gt;, un emulatore (dentro l&amp;rsquo;emulatore!) di una calcolatrice &lt;a href=&#34;http://www.datamath.org/Sci/MAJESTIC/TI-55.htm&#34;&gt;Texas Instruments TI-55&lt;/a&gt;, utilizzabile completamente con il mouse. Per uscire dall&amp;rsquo;emulatore basta schiacciare il tasto (virtuale) &lt;code&gt;OFF&lt;/code&gt; che &amp;ldquo;spegne&amp;rdquo; la calcolatrice.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non male anche il gioco del labirinto, &lt;code&gt;maze&lt;/code&gt;, nel quale si usa il mouse per tracciare il percorso che congiunge il quadratino chiaro lampeggiante di partenza a quello nero di arrivo. E dove, come in un labirinto reale, per tornare sui propri passi bisogna proprio rifare il percorso al contrario. Oppure &lt;code&gt;pinball&lt;/code&gt;, l&amp;rsquo;intramontabile flipper della nostra (o almeno della mia) giovinezza, che però è così lento da essere praticamente inutilizzabile, &lt;code&gt;trek&lt;/code&gt;, un gioco spaziale che ha bisogno di un &lt;a href=&#34;https://web.archive.org/web/20060823194351/http://www.bitsavers.org/pdf/xerox/alto/trek21.pdf&#34;&gt;manuale di 20 pagine&lt;/a&gt; per poter essere usato, o &lt;code&gt;turkey&lt;/code&gt;, un &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_del_quindici&#34;&gt;gioco del 15&lt;/a&gt; grafico in cui le tessere vengono mosse con il mouse.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se qualcosa va storto (e qualcosa va &lt;em&gt;spesso&lt;/em&gt; storto), la cosa più semplice è ricaricare la finestra del browser e far ripartire l&amp;rsquo;emulatore da zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo l&amp;rsquo;emulatore online dell&amp;rsquo;Alto contiene praticamente solo giochi. Per provare altre applicazioni fondamentali dell&amp;rsquo;Alto, come &lt;code&gt;Bravo&lt;/code&gt;, il primo editor grafico di testi, o &lt;code&gt;Draw&lt;/code&gt;, un programma di grafica vettoriale, ci vuole qualcosa di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Appuntamento alla prossima volta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;bibliografia&#34;&gt;Bibliografia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per saperne di più sull&amp;rsquo;Alto, consiglio fortemente la lettura di &lt;a href=&#34;https://archive.org/stream/byte-magazine-1981-09/BYTE_Vol_06-09_1981-09_Artifical_Intelligence#page/n59/mode/2up&#34;&gt;questo articolo di BYTE&lt;/a&gt;, pubblicato nel numero di settembre 1981. BYTE è stata per tutti gli anni &amp;lsquo;80 e i primi anni &amp;lsquo;90 la rivista fondamentale nel campo del &lt;em&gt;personal computing&lt;/em&gt; (e non solo), con un livello   di dettaglio e di approfondimento degli articoli che sarebbe assolutamente impensabile oggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto interessante anche l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://www.righto.com/2016/06/y-combinators-xerox-alto-restoring.html&#34;&gt;introduzione alla storia del restauro di un vecchio Alto&lt;/a&gt; appartenuto ad Alan Kay (il padre della programmazione ad oggetti e del &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Dynabook&#34;&gt;Dynabook&lt;/a&gt;, il computer educativo &lt;em&gt;ideale&lt;/em&gt; da cui discendono i notebook e i tablet di oggi).&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Emulare il Macintosh online (seconda parte)</title>
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      <pubDate>Sun, 07 May 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Nella &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/23/emulare-il-macintosh-online/&#34;&gt;puntata precedente&lt;/a&gt; abbiamo visto che da qualche settimana è disponibile un &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/softwarelibrary_mac&#34;&gt;emulatore online del primo Macintosh&lt;/a&gt;, con il quale si possono provare parecchie applicazioni storiche per il Mac direttamente dal browser.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le applicazioni presenti in questo momento sono 77, non tantissime, ma è probabile che aumentino con il tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono due versioni di MacOS (proprio così, con Sierra siamo &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/lae/macos/sierra/&#34;&gt;tornati allo stesso nome&lt;/a&gt; ma con una maiuscola in meno), un System 6 ridotto all&amp;rsquo;osso e un System 7 (del 1991) con un buon numero di applicazioni installate, a mostrare cosa poteva fare un Mac un quarto di secolo fa (System 7 è praticamente contemporaneo a &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Windows_3.0&#34;&gt;Windows 3.0&lt;/a&gt;, uno dei sistemi operativi più inutili e pieni di bachi che abbia mai utilizzato).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono poi un po&amp;rsquo; di giochi &lt;em&gt;classici&lt;/em&gt;, che continuamo a vedere riproposti ancora oggi in tutte le salse, con solo un vestito più carino. Non mancano le applicazioni di produttività personale e qualche numero delle prime riviste in formato elettronico (e-zine).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per lo sviluppo ci sono alcuni BASIC, ma c&amp;rsquo;è soprattutto &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/apple/2012/05/25-years-of-hypercard-the-missing-link-to-the-web/&#34;&gt;HyperCard&lt;/a&gt; (con qualche stack relativo) a dimostrare la genialità di un &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/CC501_hypercard&#34;&gt;programma troppo avanzato&lt;/a&gt; per i suoi tempi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, con questo emulatore si possono provare parecchie cose interessanti, utili per mostrare ai più giovani le virtù (e i limiti) dei Mac degli anni &amp;lsquo;80 e &amp;lsquo;90, e che fanno respirare un soffio di nostalgia a chi &lt;em&gt;c&amp;rsquo;era già&lt;/em&gt; e quei Mac e quei sistemi operativi li ha usati davvero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma fra le tutte applicazioni disponibili, quella che mi ha incuriosito di più è stata &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/mac_DataFlow&#34;&gt;DataFlow Version 0.0&lt;/a&gt; (attenzione al numero di versione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ne avevo mai sentito parlare, però non pretendo di certo di conoscere tutto il software sviluppato per il Mac (o per qualunque altra piattaforma). Forse quello che mi ha colpito è la finestra scarna e quasi vuota del programma, molto diversa rispetto a tutti gli altri programmi disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio l&amp;rsquo;emulatore e la prima impressione è che DataFlow sia un programma come tanti, qualcosa per realizzare diagrammi di flusso o simili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma poi guardo con più attenzione e mi accorgo che in realtà DataFlow è molto di più, è un sistema, anche se assai rudimentale, di programmazione visuale basato sul concetto di &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Dataflow_programming&#34;&gt;programma a &lt;em&gt;flusso di dati&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; (da cui il nome).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica un programma di questo tipo è composto da un certo numero di blocchi fondamentali che eseguono una operazione predefinita sui dati in ingresso e poi li trasmettono al blocco successivo. Poiché i blocchi di elaborazione sono indipendenti fra loro, questo semplice concetto porta naturalmente al calcolo parallelo, senza i trucchi e gli inganni di tanti linguaggi adattati in modo un po&amp;rsquo; raffazzonato allo scopo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea era relativamente nuova per l&amp;rsquo;epoca (con DataFlow siamo più o meno alla fine degli anni &amp;lsquo;80) ma ha generato sistemi di programmazione molto avanzati, utilizzati ancora oggi in ambiti estremamente diversi. Come ad esempio &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/LabVIEW&#34;&gt;LabVIEW&lt;/a&gt; di National Instruments per il controllo della strumentazione elettronica, &lt;a href=&#34;https://it.mathworks.com/products/simulink.html&#34;&gt;Simulink&lt;/a&gt; di MathWorks per la modellazione di sistemi dinamici, &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/library/content/documentation/GraphicsImaging/Conceptual/QuartzComposerUserGuide/qc_intro/qc_intro.html&#34;&gt;Quartz Composer&lt;/a&gt; di Apple per la composizione grafica e, più recentemente, &lt;a href=&#34;https://www.tensorflow.org/&#34;&gt;TensorFlow&lt;/a&gt; di Google, diventato in pochissimo tempo uno degli strumenti più &lt;em&gt;popolari&lt;/em&gt;, anzi direi proprio &lt;em&gt;hot&lt;/em&gt;, nel campo della programmazione e dell&amp;rsquo;intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma DataFlow è un anticipo del futuro, una vera chicca buttata lì con noncuranza fra un foglio elettronico ed un giochino senza tante pretese.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Usarlo non è semplice, almeno per le abitudini odierne. L&amp;rsquo;interfaccia è rozza, i blocchi grafici non si possono spostare dopo averli posizionati sul foglio (io almeno non ci sono riuscito), le linee di connessione vanno un po&amp;rsquo; troppo per i fatti loro, si vede che è una versione molto acerba (versione 0.0, oggi la chiameremmo una versione &lt;em&gt;alfa&lt;/em&gt; se non meno). Alla fine comunque sono riuscito a fare un programmino semplice semplice, che prende due numeri interi e ne calcola somma, prodotto e quoziente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/05/dataflow.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Niente di che, è chiaro, ma quello che è particolarmente bello è che il programma è &lt;em&gt;dinamico&lt;/em&gt;, se si cambiano i numeri in ingresso mentre il programma è in esecuzione le caselle di uscita aggiornano immediatamente i risultati. Oggi è scontato, ma trent&amp;rsquo;anni fa?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturalmente i programmi moderni fanno molto di più e in modo molto più comodo, ma i fondamenti ci sono già tutti in DataFlow. È bello che l&amp;rsquo;Internet Archive l&amp;rsquo;abbia sottratto all&amp;rsquo;oblio del tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://forums.ni.com/attachments/ni/250/29496/1/Example.JPG&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;http://blogs.mathworks.com/images/seth/2008Q1/vdp_PlayButton.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Un semplice programma in LabVIEW (sopra), e in una vecchia versione di Simulink (sotto).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Emulare il Macintosh online</title>
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      <pubDate>Sun, 23 Apr 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Il &lt;em&gt;retrocomputing&lt;/em&gt; &amp;ndash; il recupero, il restauro e la conservazione di vecchi computer e del relativo software e documentazione, un tema a metà fra l&amp;rsquo;&lt;em&gt;archeologia&lt;/em&gt; informatica e la semplice &lt;em&gt;nostalgia&lt;/em&gt; (ma personalmente propendo per la prima alternativa) &amp;ndash; è  un argomento piuttosto &lt;em&gt;caldo&lt;/em&gt; in questi ultimi giorni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ne ho parlato pochi giorni fa a proposito del sito &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/18/storie-di-apple-la-storia-di-apple/&#34;&gt;Storie di Apple&lt;/a&gt;, che cerca di recuperare la storia, nota e semisconosciuta, dell&amp;rsquo;azienda di Cupertino.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ne hanno parlato in tanti in questa settimana,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; dopo che il benemerito Internet Archive ha &lt;a href=&#34;http://blog.archive.org/2017/04/16/early-macintosh-emulation-comes-to-the-archive/&#34;&gt;annunciato&lt;/a&gt;, proprio il  giorno di Pasqua, l&amp;rsquo;attivazione di un &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/softwarelibrary_mac&#34;&gt;emulatore online del primo Macintosh&lt;/a&gt;, il computer che ha cambiato la storia della tecnologia. La collezione attuale di sistemi operativi, applicazioni e giochi per i primi Macintosh è piuttosto ristretta, ma è probabile che cresca rapidamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;emulatore (si tratta di &lt;a href=&#34;https://github.com/jsdf/pce&#34;&gt;PCE.js&lt;/a&gt;, la versione in JavaScript dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://www.hampa.ch/pce/index.html&#34;&gt;emulatore PCE&lt;/a&gt; originale) può essere usato direttamente nel browser, indipendentemente dal sistema operativo sottostante e senza installare niente sul proprio computer. Una cosa che trovo sempre straordinaria, un segno chiarissimo della potenza dei computer attuali (emulare non è mai uno scherzo) e della trasformazione sempre più spinta del browser web in un vero e proprio sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma l&amp;rsquo;annuncio pasquale contiene una seconda parte trascurata da quasi tutti i commentatori, che però a me fa molto più gola. Dove viene detto che l&amp;rsquo;Internet Archive contiene ormai anche un&amp;rsquo;ampia collezione di &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/macworld-magazine?sort=-date&#34;&gt;Macworld Magazine&lt;/a&gt; &amp;ndash; compreso il primissimo numero con Steve Jobs e il Macintosh 128K in copertina &amp;ndash; e di libri relativi al Macintosh (questi sono solo quelli &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/macbooks?and%5B%5D=1984&amp;amp;sort=-date&#34;&gt;pubblicati nel 1984&lt;/a&gt; o nel &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/macbooks?and[]=1985&amp;amp;sort=-date&#34;&gt;1985&lt;/a&gt;). Tutti disponibili anche in pdf, per poter essere scaricati e sfogliati più comodamente sul proprio computer o tablet.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/MacWorld_8801_January_1988&#34;&gt;questo numero di Macworld&lt;/a&gt;, che non potrebbe essere stato meno profetico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/macworld8801.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Oppure questa &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://archive.org/details/mac_Macintosh_Repair_and_Maintenance_Chilton_1986&#34;&gt;Chilton&amp;rsquo;s guide to Macintosh repair and maintenance&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; che, molto prima di &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/&#34;&gt;iFixit&lt;/a&gt;, insegnava come mettere le mani nel proprio (costoso!) Macintosh.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non è finita qui.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra questi, Ian Paul, &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3190166/macs/the-internet-archive-brings-macintoshs-classic-era-to-your-browser.html&#34;&gt;The Internet Archive brings Apple&amp;rsquo;s classic Macintosh to your browser&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; su Macworld, Andrew Cunningham, &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/apple/2017/04/classic-mac-os-and-dozens-of-apps-can-now-be-run-in-a-browser-window/&#34;&gt;Classic Mac OS and dozens of apps can now be run in a browser window&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; su ArsTechnica, Tim Hardwick, &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2017/04/19/internet-archive-classic-macintosh-software/&#34;&gt;Internet Archive Offers In-Browser Emulation of Classic Macintosh Software, Circa 1984-1989&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, Charley Locke, &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.wired.com/2017/04/mac-emulator-internet-archive/&#34;&gt;Aw Yiss: You Can Now Play Old-School Mac Games in Your Browser&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; su Wired. In italiano, a parte un breve articolo su Applicando, &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.applicando.com/il-primo-mac-1984-si-puo-emulare-online/&#34;&gt;Il primo Mac del 1984 si può emulare online&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; e il commento stimolante come sempre del mio amico Lux, &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2017/04/18/segni-del-tempo/&#34;&gt;Segni del tempo&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, non ho trovato altro.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché, se è vero che il browser sta diventando un sistema operativo, ci sono cose che secondo me funzionano ancora molto meglio sul desktop (anche scollegati dalla rete), e la lettura dei pdf è fra quelle.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Emuliamo Android sul Mac: BlueStacks App Player</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/01/08/emuliamo-android-sul-mac-bluestacks-app-player/</link>
      <pubDate>Thu, 08 Jan 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Perché mai un utente del Mac dovrebbe voler usare un emulatore di Android sotto OS X?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Innanzi tutto perché è divertente. E poi Android è il principale concorrente di iOS sulle piattaforme mobili ed è utile conoscerlo e confrontarne i pregi (pochi, ma ce ne sono) e i &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/?s=android&#34;&gt;difetti&lt;/a&gt; (parecchi) con quelli di iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre anche un utente del Mac potrebbe voler usare uno smartphone o un tablet con Android, magari per curiosità o perché ha esigenze limitate, per le quali un iPhone è sovradimensionato. Io stesso ho usato per anni un Galaxy S e non è detto che alla scadenza del contratto per il mio iPhone attuale non torni ad Android: per le mie esigenze &lt;em&gt;mobili&lt;/em&gt; quello che trovo veramente indispensabile è l&amp;rsquo;iPad più che l&amp;rsquo;iPhone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;emulatore di Android più popolare in assoluto è &lt;a href=&#34;http://www.bluestacks.com/app-player.html&#34;&gt;BlueStacks App Player&lt;/a&gt;, con cui si possono eseguire quasi tutte le applicazioni Android sul proprio computer. Purtroppo il &lt;a href=&#34;http://support.bluestacks.com/hc/en-us/articles/202494928-Why-has-the-Mac-OS-X-version-not-been-updated-&#34;&gt;grande successo&lt;/a&gt; della versione per Windows ha costretto il team di sviluppo a trascurare gli aggiornamenti della versione per OS X, che non si trova più sul &lt;a href=&#34;http://www.bluestacks.com/app-player.html&#34;&gt;sito ufficiale&lt;/a&gt; dell&amp;rsquo;applicazione. Ma internet è grande e su MacUpdate è ancora disponibile l&amp;rsquo;ultima versione di &lt;a href=&#34;http://www.macupdate.com/app/mac/43696/bluestacks-app-player&#34;&gt;BlueStacks App Player per Mac&lt;/a&gt;, che funziona senza problemi su Yosemite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;installazione-e-configurazione&#34;&gt;Installazione e configurazione&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per installare BlueStacks App Player basta fare doppio click sul file &lt;code&gt;BlueStacks_AppPlayer-Beta.dmg&lt;/code&gt; scaricato da MacUpdate e trascinare l&amp;rsquo;icona del programma in Applications.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel corso della prima esecuzione il programma effettua un processo piuttosto lungo di autoconfigurazione. Durante questa fase compare la finestra di caricamento animata mostrata in Fig. 1. Una volta conclusa la configurazione si apre una pagina contenente un elenco dei programmi più popolari che è possibile installare nell&amp;rsquo;emulatore (Fig. 2).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1593&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/01-first_run.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/01-first_run.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 1 - Finestra di caricamento di BlueStacks App Player.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1593&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 1 - Finestra di caricamento di BlueStacks App Player.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1594&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/02-top_charts.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/02-top_charts.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 2 - Elenco dei programmi più popolari installabili su BlueStacks App Player.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1594&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 2 - Elenco dei programmi più popolari installabili su BlueStacks App Player.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cliccando sull&amp;rsquo;icona &lt;code&gt;My Apps&lt;/code&gt; viene aperta una pagina contenente tutte le applicazioni preinstallate di default (Fig. 3).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1595&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/03-my_apps.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/03-my_apps.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 3 - Applicazioni preinstallate di default.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1595&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 3 - Applicazioni preinstallate di default.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La barra nera in basso contiene alcune icone utili per muoversi fra le varie schermate del sistema e per configurare l&amp;rsquo;emulatore. A sinistra troviamo l&amp;rsquo;icona con la freccia indietro per tornare alla schermata precedente e quella con il menu ad hamburger per eseguire delle funzioni particolari. Al centro una icona con il logo di BlueStacks per tornare alla pagina &lt;code&gt;My Apps&lt;/code&gt;. Infine a destra una icona con due rettangoli sovrapposti per passare dalla visualizzazione in finestra a quella a schermo intero e viceversa e l&amp;rsquo;icona a forma di chiave inglese e cacciavite incrociati per configurare il sistema, ad esempio modificare lingua, tastiera e formato dell&amp;rsquo;ora e gestire le applicazioni installate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;installazione-delle-applicazioni&#34;&gt;Installazione delle applicazioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per poter installare le applicazioni Android in BlueStacks App Player bisogna disporre di un account su Google o crearne uno nuovo. L&amp;rsquo;intero processo è gestito lanciando l&amp;rsquo;applicazione &lt;code&gt;1-Click Sync&lt;/code&gt; e seguendo le istruzioni visualizzate sullo schermo. In questa fase si può anche decidere di abilitare il trasferimento delle applicazioni installate nell&amp;rsquo;emulatore su un dispositivo android &lt;em&gt;reale&lt;/em&gt; con un semplice click sull&amp;rsquo;icona dell&amp;rsquo;applicazione stessa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proviamo ad esempio ad installare Dropbox (ci servirà un&amp;rsquo;altra volta) nell&amp;rsquo;emulatore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torniamo alla schemata &lt;code&gt;My Apps&lt;/code&gt; premendo l&amp;rsquo;icona con il logo di BlueStacks. Eseguiamo &lt;code&gt;App Search&lt;/code&gt; e inseriamo Dropbox nel campo di ricerca (Fig. 4).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1596&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/04-search_app.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/04-search_app.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 4 - Ricerca di una applicazione con AppSearch.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1596&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 4 - Ricerca di una applicazione con AppSearch.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Comparirà una lista di applicazioni che soddisfano i criteri di ricerca impostati (Fig. 5). Scegliamo la prima della lista premendo il pulsante &lt;code&gt;Install&lt;/code&gt; e attendiamo che il sistema esegua la ricerca dell&amp;rsquo;applicazione nei tre Store installati di default. Poiché Dropbox è disponibile sul Play Store di Google, clicchiamo sulla prima icona nella colonna di destra (Fig. 6) e aspettiamo che compaia la finestra di descrizione dell&amp;rsquo;applicazione del Play Store di Google (Fig. 7).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1597&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/05-select_alternative.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/05-select_alternative.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 5 - Lista di applicazioni che soddisfano i criteri di ricerca.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1597&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 5 - Lista di applicazioni che soddisfano i criteri di ricerca.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1598&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/06-play_store.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/06-play_store.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 6 - Verifica della disponibilità di Dropbox negli Store installati di default.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1598&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 6 - Verifica della disponibilità di Dropbox negli Store installati di default.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1599&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/07-dropbox.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/07-dropbox.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 7 - Schermata di installazione di Dropbox dal Play Store di Google.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1599&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 7 - Schermata di installazione di Dropbox dal Play Store di Google.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Premiamo il pulsante verde &lt;code&gt;Install&lt;/code&gt; ed eseguiamo la solita trafila per l&amp;rsquo;installazione di una applicazione su Android: richiesta di autorizzazioni (Fig. 8), scaricamento dell&amp;rsquo;applicazione (Fig. 9) e conclusione dell&amp;rsquo;installazione (Fig. 10).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1600&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/08-authorizations.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/08-authorizations.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 8 - Richiesta di autorizzazioni.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1600&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 8 - Richiesta di autorizzazioni.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1601&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/09-download.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/09-download.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 9 - Scaricamento dell&amp;#039;applicazione.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1601&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 9 - Scaricamento dell&amp;rsquo;applicazione.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1602&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/10-conclusion.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/10-conclusion.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 10 - Conclusione dell&amp;#039;installazione.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1602&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 10 - Conclusione dell&amp;rsquo;installazione.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La schermata &lt;code&gt;My Apps&lt;/code&gt; mostra ora l&amp;rsquo;icona dell&amp;rsquo;applicazione Dropbox appena installato (Fig. 11). Resta solo da configurare Dropbox inserendo le credenziali del nostro account.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1603&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/11-my_apps_updated.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/11-my_apps_updated.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 11 - Schermata My Apps con Dropbox appena installato.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1603&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 11 - Schermata My Apps con Dropbox appena installato.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;disinstallazione-delle-applicazioni&#34;&gt;Disinstallazione delle applicazioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per disinstallare una applicazione si deve premere l&amp;rsquo;icona &lt;code&gt;Settings&lt;/code&gt; (quella con il simbolo di una chiave inglese e di un cacciavite incrociati), selezionare la voce &lt;code&gt;Manage Applications&lt;/code&gt; e premere l&amp;rsquo;icona con il simbolo del cestino corrispondente all&amp;rsquo;applicazione da rimuovere. È possibile anche rimuovere più applicazioni contemporaneamente (Fig. 12). La schermata &lt;code&gt;My Apps&lt;/code&gt; dopo la disinstallazione di alcune applicazioni superflue è mostrata in Figura 13.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1604&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/12-uninstall_app.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/12-uninstall_app.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 12 - Disinstallazione delle applicazione dall&amp;#039;emulatore.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1604&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 12 - Disinstallazione delle applicazione dall&amp;rsquo;emulatore.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1605&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/13-my_apps_updated_2.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/01/13-my_apps_updated_2.png?w=605&#34; alt=&#34;Fig. 13 - Schermata `My Apps` dopo la disinstallazione di alcune applicazioni.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;371&#34; class=&#34;size-large wp-image-1605&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Fig. 13 - Schermata &lt;code&gt;My Apps&lt;/code&gt; dopo la disinstallazione di alcune applicazioni.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;installazione-delle-applicazioni-da-terminale&#34;&gt;Installazione delle applicazioni da Terminale&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è anche un &lt;a href=&#34;http://android.stackexchange.com/questions/60691/install-apk-on-bluestacks-for-mac&#34;&gt;modo più complicato&lt;/a&gt; per installare le applicazioni in BlueStacks App Player da Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo serve avere scaricato il file eseguibile dell&amp;rsquo;applicazione in formato &lt;code&gt;.apk&lt;/code&gt;. È quindi un metodo utile soprattutto con le applicazioni scaricate dagli Store non ufficiali (attenzione però a virus e malware molto diffusi nelle applicazioni distribuite illegalmente) o con le applicazioni sviluppate da noi stessi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Supponendo che l&amp;rsquo;applicazione da installare si chiami &lt;code&gt;myapp.apk&lt;/code&gt; e che sia stata salvata nella directory &lt;code&gt;~/Downloads/&lt;/code&gt; (il simbolo &lt;code&gt;~&lt;/code&gt; indica come al solito la cartella Inizio dell&amp;rsquo;utente che ha effettuato il login, identificata dall’icona di una casetta), per installarla bisogna lanciare BlueStacks App Player ed eseguire da Terminale i comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ cd  /Applications/BlueStacks.app/Contents/Runtime/&#xA;&#xA;$ ./uHD-Adb devices&#xA;List of devices attached &#xA;emulator-5554&#x9;device&#xA;&#xA;$ ./uHD-Adb install ~/Downloads/myapp.apk&#xA;3715 KB/s (1405378 bytes in 0.369s)&#xA;&#x9;pkg: /data/local/tmp/myapp.apk&#xA;Success&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;icona dell&amp;rsquo;applicazione installata dovrebbe ora essere visibile nella schermata &lt;code&gt;My Apps&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La disinstallazione di una applicazione da Terminale è leggermente più complicata. Bisogna conoscere il &lt;a href=&#34;http://stackoverflow.com/questions/8075162/what-should-be-the-package-name-of-android-app&#34;&gt;&lt;em&gt;package name&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; dell&amp;rsquo;applicazione, che in genere ha la forma &lt;code&gt;com.companyname.applicationname&lt;/code&gt;, simile a un &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Domain_Name_System&#34;&gt;dominio web&lt;/a&gt; scritto al contrario.&#xA;La sequenza dei comandi da eseguire per disinstallare Dropbox da Terminale è&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ cd  /Applications/BlueStacks.app/Contents/Runtime/&#xA;&#xA;$ ./uHD-Adb shell&#xA;shell@GT-N7000:/ $ pm list packages -f | grep dropbox                         &#xA;package:/data/app/com.dropbox.android-1.apk=com.dropbox.android&#xA;shell@GT-N7000:/ $ exit&#xA;&#xA;$ ./uHD-Adb uninstall com.dropbox.android&#xA;Success&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;In particolare, il comando &lt;code&gt;./uHD-Adb shell&lt;/code&gt; serve per accedere tramite la linea di comando all&amp;rsquo;emulatore, da cui eseguire il comando successivo &lt;code&gt;pm list packages -f&lt;/code&gt;, che elenca tutti i package installati ed il package name corrispondente. L&amp;rsquo;output prodotto da questo comando viene passato a &lt;code&gt;grep&lt;/code&gt; (tramite il meccanismo di comunicazione fra processi rappresentata dalla barra verticale &lt;code&gt;|&lt;/code&gt; o &lt;em&gt;pipe&lt;/em&gt;), per mostrare sul Terminale solo le righe contenenti la stringa &lt;code&gt;dropbox&lt;/code&gt;, evitando di dover scorrere una lunga lista di applicazioni installate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;BlueStacks App Player è facile e divertente da usare. Se si perdona la lentezza del programma ed il fatto che non venga più aggiornato, può essere utile per eseguire alcune applicazioni Android direttamente sul Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma servirà anche per uno scopo ben preciso, come vedremo in un prossimo post.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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