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    <title>El Capitan on Melabit</title>
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    <description>Recent content in El Capitan on Melabit</description>
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      <title>Apple abbiamo altri problemi: uno sguardo ai bachi d&#39;epoca di macOS</title>
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      <pubDate>Thu, 22 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-22-apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/macos-bugs.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;ultimo post&lt;/a&gt; ho descritto alcuni bachi freschissimi presenti in Sonoma, la versione più recente di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I bachi riportati qui, invece, si trascinano da svariate versioni di macOS e sembra che Apple non abbia &lt;a href=&#34;https://tidbits.com/2019/10/21/six-reasons-why-ios-13-and-catalina-are-so-buggy/&#34;&gt;nessuna voglia di sistemarli&lt;/a&gt; o che non li consideri dei veri e propri bachi. Questi problemi però, a differenza di &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2023/12/14/serious-bugs-remain-in-macos-sonoma-14-2/&#34;&gt;altri report&lt;/a&gt;, non si verificano in condizioni estreme o dopo aver aperto un dazillione di file ma in normalissime condizioni d&amp;rsquo;uso, e quindi mi pare ancora più strano che non siano mai stati risolti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;I primi due sono più che altro incongruenze dell&amp;rsquo;interfaccia utente, molto sorprendenti se si considera l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/design/human-interface-guidelines&#34;&gt;attenzione quasi maniacale&lt;/a&gt; che Apple dedica ai minimi &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/design/&#34;&gt;dettagli di design&lt;/a&gt; dei propri prodotti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;La barra di scorrimento (scrollbar) della lista delle applicazioni acquistate dall&amp;rsquo;App Store è parzialmente nascosta dal titolo della finestra e compare solo dopo aver scorso un certo numero di applicazioni (quante dipende dal numero totale di applicazioni presenti nella lista, se sono tante bisogna scendere parecchio per rivedere la barra).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;La stessa cosa succede nella pagina iniziale dell&amp;rsquo;App Store quando si sposta il mouse nella parte superiore della finestra facendone comparire il titolo. Qui però gli elementi contenuti nella pagina sono pochi e quindi una parte della scrollbar rimane sempre visibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo invece è un vecchio baco relativo al Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho configurato le &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema &amp;amp;#062; Scrivania e Dock&lt;/code&gt; in modo che l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Preferisci pannelli quando apri i documenti&lt;/code&gt; sia sempre attiva. In questo modo, ogni volta che apro una nuova finestra nelle applicazioni che supportano questa funzione (fra cui il Terminale), macOS crea al suo posto un nuovo pannello all&amp;rsquo;interno della finestra già aperta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se sto usando il Terminale con una configurazione personalizzata (ad esempio la mia ha 120 colonne x 40 righe) e seleziono la voce di menu &lt;code&gt;Nuova Finestra&lt;/code&gt; scegliendo un profilo che ha una dimensione diversa (ad esempio quella di default di 80 colonne x 24 righe), viene sì creato un nuovo pannello, ma tutto il Terminale cambia dimensione e assume quelle del profilo appena scelto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In effetti questa potrebbe anche essere una scelta progettuale degli sviluppatori. Scelta che però contrasta con quello che succede quando l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Preferisci pannelli quando apri i documenti&lt;/code&gt; è attiva solo a pieno schermo, perché qui il nuovo pannello assume invece la dimensione di quello di partenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Va detto che con High Sierra era perfino peggio: ogni volta che si apriva un nuovo pannello il Terminale perdeva una riga. Per fortuna questo baco è stato corretto nella versione successiva di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo baco, per me che uso sempre la modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt; nelle finestre del Finder e ordino le icone dei file in modo visuale seguendo un ordine logico (almeno per me) e lasciando spesso degli spazi vuoti, è una grandissima seccatura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fino a El Capitan, se spostavo le icone di una cartella al di sotto del bordo inferiore della finestra, il Finder non faceva una piega e manteneva l&amp;rsquo;ordine delle icone spostate, lasciando uno spazio vuoto dove queste si trovavano in origine. Da Sierra in poi, invece, il bordo inferiore della finestra del Finder è diventato una specie di barriera invalicabile, per cui la stessa operazione fa &lt;em&gt;rimbalzare&lt;/em&gt; le icone che sarebbero finite sotto il bordo nella parte superiore della finestra, ora rimasta vuota.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per evitarlo, bisogna trascinare le icone premendo contemporaneamente il tasto &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘), che in teoria serve per bypassare l&amp;rsquo;allineamento alla griglia, obbligando a ripristinare l&amp;rsquo;ordine delle icone  in un secondo momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questa chicca finale, quello che senza dubbio è il mio baco preferito di macOS, non è solo una seccatura ma, per dirla alla Camilleri, &lt;em&gt;una grandissima rottura di cabasisi&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio come per i documenti, io organizzo le applicazioni in modo visuale, raggruppandole in base alla tipologia e a quanto spesso le uso, e allinenando le icone alla griglia virtuale del Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza, lascio in cima alla finestra &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; tutte le applicazioni preinstallate di casa Apple e quelle che aggiungo io subito dopo la prima configurazione del sistema operativo, Pages, Numbers, Keynote, XCode, iMovie, GarageBand e così via. Subito sotto ci sono quelle da ufficio (la suite Office 365 e LibreOffice, gestori di PDF), quelle per la comunicazione (Teams, Webex, Skype), poi i browser e le applicazioni di sincronizzazione e accesso remoto. Ancora più giù le applicazioni più specifiche per il mio lavoro, per scrivere, prendere note e gestire gli articoli, editare le immagini, sviluppare codice. In fondo finiscono le utility varie per tenere sotto controllo la temperatura del Mac, gestire la clipboard, scompattare i file strani, registrare lo schermo e, ogni tanto, eseguire una scansione antivirus del Mac (MalwareBytes).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa organizzazione ci metto un attimo a scorrere la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; in cerca del programma che mi serve, perché so a priori dove dovrebbe essere anche se non ne ricordo il nome esatto.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo però, da non so più quante versioni di macOS, ogni volta che aggiorno macOS le icone delle applicazioni vengono sempre riordinate in modo alfabetico. Dato che per la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; l&amp;rsquo;ordinamento alfabetico è quello di default, la maggior parte degli utenti non se ne accorge nemmeno. Ma chi, come me, preferisce un ordinamento personalizzato, è obbligato ogni volta a rimettere tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché considero questo un baco e non una caratteristica voluta di macOS? Il motivo è banale: se per ogni cartella il Finder mi consente di ordinare i file in modi diversi &amp;ndash; alfabetico, per data, per dimensione, per tipo &amp;ndash; e mi consente anche di allinearli su una griglia o non ordinarli affatto, non si capisce perché mai la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; dovrebbe comportarsi in modo diverso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono dei motivi tecnici alla base di questa decisione? Nell&amp;rsquo;uso normale la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; può essere personalizzata esattamente come tutte le altre cartelle del &lt;code&gt;Finder&lt;/code&gt;, quindi perché mai il &lt;code&gt;Finder&lt;/code&gt; dovrebbe essere obbligato a resettare le personalizzazioni ad ogni aggiornamento, anche minore, del sistema operativo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo la mia modestissima opinione questo errore, insieme a quello descritto al punto precedente, è legato ad un problema con i fetentissimi file &lt;code&gt;.DS_Store&lt;/code&gt;, che gestiscono la configurazione di ciascuna cartella nel Finder e il cui &lt;a href=&#34;https://0day.work/parsing-the-ds_store-file-format/&#34;&gt;formato&lt;/a&gt; è tenuto più segreto di ciò che avviene dietro i cancelli dell&amp;rsquo;Area 51.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Se qualcuno del team di sviluppo di Apple sta leggendo queste righe, può trovare un&amp;rsquo;oretta per sistemare questi bachi? Non dovrebbe essere troppo difficile, dateci una occhiata per favore, un vostro fedele utente ve ne sarà grato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;La possibilità di organizzare le applicazioni e i documenti in modo &lt;em&gt;visuale&lt;/em&gt; è una delle funzioni di macOS che me lo fa preferire a Linux o a, orrore!, a Windows, dove questo modo di lavorare semplicemente non esiste.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac di casa su cui sto scrivendo ho 148 applicazioni installate, e per le mie abitudini non sono nemmeno tante. Ricordare il nome di tutte non fa per me, infatti non ho mai usato l&amp;rsquo;ordinamento alfabetico né tanto meno applicazioni come Alfred e simili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>A proposito di Quick Look</title>
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      <pubDate>Mon, 16 Mar 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/03/lucas-benjamin-ioxr9mrmark-unsplash-2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@aznbokchoy&#34;&gt;Lucas Benjamin&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come già visto nel &lt;a href=&#34;&#34;&gt;post precedente&lt;/a&gt;, Quick Look permette di visualizzare l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://tidbits.com/2016/02/12/os-x-hidden-treasures-quick-look/&#34;&gt;anteprima di un gran numero di tipi di file&lt;/a&gt; direttamente nel Finder e nella maggior parte delle applicazioni integrate in macOS, nonché in applicazioni di terze parti che gestiscono i file come ForkLift o Cyberduck.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per attivare Quick Look basta selezionare un file e premere la barra spaziatrice oppure ⌘-Y. Una volta attivato, se si seleziona un altro file con il mouse o i tasti freccia, Quick Look aggiorna automaticamente l&amp;rsquo;anteprima. A partire da macOS 10.14/Mojave, Quick Look ha acquisito delle &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mh14119/10.14/mac/10.14&#34;&gt;ulteriori funzioni&lt;/a&gt;, che ne fanno in pratica un clone di Anteprima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quick Look è stata introdotto nell&amp;rsquo;ormai lontano 2009 con Leopard (cioè Mac OS X 10.5) ed è subito diventato uno dei miei strumenti preferiti di macOS, una di quelle cose che fanno la vera differenza rispetto agli altri sistemi operativi sulla piazza. Ed è rimasto tale anche quando, con macOS 10.11/El Capitan, Apple ha disgraziatamente disabilitato la funzione che permetteva di selezionare e copiare un brano di testo direttamente dall&amp;rsquo;anteprima di Quick Look.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quick Look supporta nativamente un gran numero di tipi di file, ma ci sono alcune clamorose omissioni, come ad esempio la possibilità di visualizzare l&amp;rsquo;anteprima dei file Markdown.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna esistono parecchi plugin di terze parti che permettono di estendere o migliorare le funzionalità di Quick Look. Il sito &lt;a href=&#34;https://www.quicklookplugins.com/&#34;&gt;Quick Look Plugins List&lt;/a&gt; li raccoglieva tutti, ma non viene aggiornato da più di un anno. In alternativa si può consultare l&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://htr3n.github.io/2018/07/handy-quicklook/&#34;&gt;Handy macOS QuickLook configurations&lt;/a&gt;, che contiene una lista di plugin utili per la maggior parte degli utenti, oppure il progetto ospitato sul solito GitHub, &lt;a href=&#34;https://github.com/sindresorhus/quick-look-plugins&#34;&gt;List of useful Quick Look plugins for developers&lt;/a&gt;, che elenca i plugin più interessanti per uno sviluppatore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto mi riguarda, io non potrei fare a meno di questi plugin:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://github.com/p2/quicklook-csv&#34;&gt;QuickLookCSV&lt;/a&gt;, che produce una anteprima dei file &lt;code&gt;.csv&lt;/code&gt; decisamente migliore rispetto a quella ottenibile con gli strumenti nativi di Quick Look;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://github.com/anthonygelibert/QLColorCode&#34;&gt;QLColorCode&lt;/a&gt;, che colora le parole chiave dei programmi scritti nei principali linguaggi di programmazione (funziona perfino con il venerando, e venerabile, Fortran);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://whomwah.github.io/qlstephen/&#34;&gt;QLStephen&lt;/a&gt;, che permette di visualizzare l&amp;rsquo;anteprima di un gran numero di file di testo non supportati da Apple;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://github.com/toland/qlmarkdown&#34;&gt;QLMarkdown&lt;/a&gt;, che visualizza l&amp;rsquo;anteprima dei file Markdown. Volendo si può anche usare &lt;a href=&#34;https://github.com/digitalmoksha/QLCommonMark&#34;&gt;QLCommonMark&lt;/a&gt;, il cui sviluppo però è fermo da tre anni. Sono entrambi ottimi, scegliere uno o l&amp;rsquo;altro è solo una questione di gusti personali.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;&lt;strong&gt;installazione di un plugin&lt;/strong&gt; di Quick Look è piuttosto semplice. Basta scaricare il plugin che ci interessa, scompattare eventualmente il file &lt;code&gt;.zip&lt;/code&gt; scaricato, e infine copiare il file &lt;code&gt;.qlgenerator&lt;/code&gt; risultante&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;nella cartella &lt;code&gt;~/Libreria/QuickLook/&lt;/code&gt;, dove il simbolo &lt;code&gt;~&lt;/code&gt; indica la cartella principale (la &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt;) dell&amp;rsquo;utente che sta usando il Mac (se la cartella in questione non esiste, createla voi stessi);&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;oppure nella cartella &lt;code&gt;/Libreria/QuickLook/&lt;/code&gt; contenuta nel disco di avvio, per rendere il plugin utilizzabile da tutti gli utenti del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi usa &lt;a href=&#34;https://brew.sh&#34;&gt;Homebrew&lt;/a&gt; è ancora più semplice (e chi non usa ancora Homebrew dovrebbe decidersi a farlo, magari leggendo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/tag/homebrew/&#34;&gt;la serie di articoli&lt;/a&gt; che ho scritto qualche anno fa). Bisogna aprire il Terminale, aggiornare Homebrew,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ brew update &#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;e installare il plugin desiderato, ad esempio &lt;code&gt;qlstephen &lt;/code&gt;, con il comando&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ brew cask install qlstephen&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dove &lt;code&gt;brew cask&lt;/code&gt; è una estensione di Homebrew che permette di &lt;a href=&#34;https://formulae.brew.sh/cask/&#34;&gt;installare un gran numero di applicazioni per macOS&lt;/a&gt; direttamente dalla linea di comando, fra cui un gran numero di plugin di Quick Look. Come sempre,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ brew cask uninstall qlstephen&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;rimuove il plugin installato con Homebrew.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come al solito, il &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; iniziale non fa parte del comando ma serve solo ad indicare il prompt del Terminale, per cui va tralasciato quando si copiano i comandi di questo articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per &lt;strong&gt;attivare un nuovo plugin&lt;/strong&gt; bisogna uscire e rientrare nel proprio account o almeno riavviare il Finder, cosa che si fa cliccando sull&amp;rsquo;icona del Finder nel Dock mentre si premono i tasti CTRL (⌃) e ALT (⌥) e scegliendo la voce di menu &lt;code&gt;Riavvia&lt;/code&gt;. Dal Terminale è ancora più semplice, basta eseguire&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ qlmanage -r&#xA;qlmanage: resetting quicklookd&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;per ricaricare istantaneamente tutti i plugin di Quick Look installati. Altro comando piuttosto utile è&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ qlmanage -r cache&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;che cancella la cache delle anteprime generate da Quick Look. La presenza di una cache, infatti, ha serie &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2018/06/24/last-week-on-my-mac-just-taking-a-quick-look/&#34;&gt;implicazioni legate alla privacy&lt;/a&gt;, dato che permette a chiunque abbia l&amp;rsquo;accesso al Mac di ottenere informazioni importanti sui documenti esaminati nelle ultime settimane.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;!-- [^1]: Uso ogni tanto anche [QLNetcdf](https://github.com/tobeycarman/QLNetcdf/), un plugin che permette di visualizzare i [file netcdf](https://www.unidata.ucar.edu/software/netcdf/docs/faq.html) (un formato adatto per dati più complessi di quelli rappresentabili da un semplice file `.csv`), che però non è certo un plugin di utilità generale.--&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo</title>
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      <pubDate>Fri, 08 Nov 2019 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/11/alexander-schimmeck-inec_oi7nhs-unsplash-2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@alschim&#34;&gt;Alexander Schimmeck&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La firma digitale apposta da Apple sui programmi di installazione di tutte le versioni di macOS distribuite digitalmente (cioè da Lion in poi) è scaduta il 24 ottobre scorso. Di conseguenza, se oggi si prova ad installare macOS utilizzando un programma di installazione scaricato prima del 24 ottobre, l&amp;rsquo;installazione si blocca con un messaggio di errore che invita a scaricare di nuovo il programma di installazione dall&amp;rsquo;App Store.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;una-lista-aggiornata-di-link&#34;&gt;Una lista aggiornata di link&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo piccola seccatura ha permesso di compilare una nuova lista di link perfettamente funzionanti all&amp;rsquo;App Store, da cui scaricare tutti gli ultimi programmi di installazione di macOS, da Yosemite fino a Catalina.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Questa lista aggiorna e sostituisce le informazioni contenute nei due articoli dello scorso anno dedicati allo stesso argomento (Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/29/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-high-sierra-a-el-capitan/&#34;&gt;da High Sierra a El Capitan&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/11/12/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-yosemite-a-lion/&#34;&gt;da Yosemite a Lion&lt;/a&gt;) e ora contiene anche i link alle pagine di supporto Apple dedicate a ciascuna versione di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;!-- CHECK!&#xA;https://www.tonymacx86.com/threads/faq-read-first-laptop-frequent-questions.164990/&#xA;--&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;OS X 10.10 Yosemite: &lt;a href=&#34;http://updates-http.cdn-apple.com/2019/cert/061-41343-20191023-02465f92-3ab5-4c92-bfe2-b725447a070d/InstallMacOSX.dmg&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; (disponibile solo in formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;) e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT210717&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;OS X 10.11  El Capitan: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/os-x-el-capitan/id1147835434&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; (disponibile anche in &lt;a href=&#34;http://updates-http.cdn-apple.com/2019/cert/061-41424-20191024-218af9ec-cf50-4516-9011-228c78eda3d2/InstallMacOSX.dmg&#34;&gt;formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;) e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT206886&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.12 Sierra: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-sierra/id1127487414&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; (disponibile anche in &lt;a href=&#34;http://updates-http.cdn-apple.com/2019/cert/061-39476-20191023-48f365f4-0015-4c41-9f44-39d3d2aca067/InstallOS.dmg&#34;&gt;formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;) e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT208202&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.13 High Sierra: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-high-sierra/id1246284741&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT208969&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.14 Mojave: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-mojave/id1398502828&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT210190&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.15 Catalina: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-catalina/id1466841314&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT201475&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando non indicato esplicitamente il programma di installazione è una normale applicazione macOS. Per Yosemite, El Capitan e Sierra è disponibile anche una versione alternativa in formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt; (per Yosemite esiste solo quest&amp;rsquo;ultima versione), che deve essere &lt;em&gt;montata&lt;/em&gt; sul Desktop prima di eseguire l&amp;rsquo;applicazione contenuta al suo interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questa lista manca Mavericks (OS X 10.9), che è stata la prima versione totalmente gratuita di macOS, così come mancano Mountain Lion (OS X 10.8) e Lion (Mac OS X 10.7), che erano ancora a pagamento ma venivano forniti gratuitamente a chi acquistava un nuovo Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In fondo non è un grosso problema, Mavericks può essere sostituito tranquillamente da Yosemite e o meglio ancora da El Capitan (tutti i Mac che supportano Mavericks sono compatibili con queste due versioni di OS X), mentre Mountain Lion può essere ancora &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/D6377ZM/A/os-x-mountain-lion&#34;&gt;acquistato dal sito di Apple&lt;/a&gt; a 21.99 euro. Su Lion meglio stendere un velo pietoso, e comunque quasi tutti i Mac prodotti negli ultimi 10-12 anni su cui gira Lion possono tranquillamente utilizzare Mountain Lion che, come indica il nome, è una versione corretta e ottimizzata di Lion (le eccezioni sono pochissime, come si può leggere nei commenti qui sotto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;a-patto-che&#34;&gt;A patto che&amp;hellip;&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si tenga presente che, per riuscire a scaricare questi programmi di installazione, bisogna soddisfare tre condizioni piuttosto stringenti:&lt;br&gt;&#xA;– aver già scaricato la versione prescelta di macOS a suo tempo, quando era disponibile sull’App Store;&lt;br&gt;&#xA;– utilizzare un Mac compatibile con la versione di macOS desiderata (quindi non si può utilizzare un vecchio Mac su cui gira al massimo El Capitan per scaricare Sierra o versioni successive di macOS);&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;non utilizzare un Mac su cui gira una versione di macOS di due generazioni più recente di quella desiderata (quindi da Mojave si può scaricare High Sierra ma non Sierra o versioni precedenti, mentre chi usa High Sierra può scaricare Sierra ma non El Capitan).&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci dovrebbe comunque essere una eccezione a queste tre regole, che riguarda l&amp;rsquo;ultima versione di macOS presente sull&amp;rsquo;App Store compatibile con il nostro Mac. In pratica, se il Mac è abbastanza recente, Apple ci offrirà sempre di installare l&amp;rsquo;ultima versione di macOS (in questo momento Catalina), altrimenti ci permetterà di installare l&amp;rsquo;ultima versione di macOS supportata dal Mac, anche se non l&amp;rsquo;abbiamo mai scaricata dall&amp;rsquo;App Store (e quindi non soddisfiamo la prima condizione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho potuto provare questa ipotesi però mi sembra più che ragionevole, soprattutto alla luce della ben nota propensione di Apple a farci tenere sempre aggiornato il sistema operativo del Mac (e non per ragioni di &lt;em&gt;obsolescenza programmata&lt;/em&gt;, come pensano in tanti, ma solo perché così si riduce il numero di configurazioni da supportare).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macos-recovery&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A partire dal solito Lion, tutti i computer Macintosh dispongono della funzione di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201314&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;, che permette di ripristinare il sistema operativo tramite internet ed è utilissima per correggere eventuali errori di avvio del Mac oppure quando si vuole cancellare il disco rigido prima di vendere o cedere il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma macOS Recovery può essere utilizzata anche per (re)installare alcune versioni di macOS, scaricandole se serve direttamente dalla rete. In particolare, macOS Recovery ci permette sempre di reinstallare la versione di macOS installata originariamente sul Mac,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; oppure l&amp;rsquo;ultima versione compatibile con il nostro modello di Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi è interessato può trovare i dettagli in &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;Come utilizzare macOS Recovery per reinstallare il sistema operativo del Mac&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;quando-tutto-manca&#34;&gt;Quando tutto manca&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A volte non è possibile scaricare di nuovo uno dei programmi di installazione di macOS. Magari perché il Mac che state usando non soddisfa la seconda o la terza condizione di sopra. Oppure perché avete già preparato una chiavetta USB con il programma di installazione e non avete voglia di rifare tutto da zero. Oppure perché avete un piano a consumo e non volete sprecare parecchi GB inutilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quele che sia il motivo, c&amp;rsquo;è un trucco che vi permetterà di continuare ad utilizzare un programma di installazione di macOS già scaricato, anche ora che siamo ben oltre la data fatidica del 24 ottobre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il trucco in verità è vecchissimo, lo si usava tanti anni fa per continuare ad utilizzare le versioni di prova a tempo di certi programmi, soprattutto i giochi: basta cambiare la data del Mac su cui volete eseguire il programma di installazione di macOS, facendo in modo che sia precedente al 24 ottobre. Una volta conclusa l&amp;rsquo;installazione si potrà ripristinare tranquillamente la data reale.&#xA;Questo trucco l&amp;rsquo;ho provato e funziona perfettamente (proprio perché avevo una chiavetta già pronta a mi seccava rifare tutto da capo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il vero problema in questo caso è cambiare la data del Mac prima di installare macOS. Ma questo sarà argomento del &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/12/18/come-cambiare-la-data-in-macos/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro problema si presenta una volta finito di scaricare il programma di installazione della versione di macOS desiderata. Se vogliamo solo aggiornare macOS ci basta eseguirlo (eventualmente dopo aver fatto doppio click sul file &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt; per &lt;em&gt;montarlo&lt;/em&gt; sul Desktop). Se invece vogliamo installare macOS da zero, dobbiamo creare una chiavetta USB avviabile dalla quale eseguire il programma di installazione stesso. Come si fa sarà argomento di un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/01/07/come-creare-una-chiavetta-usb-per-installare-macos/&#34;&gt;articolo successivo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;18/12/2019: Questo articolo è stato modificato più volte aggiungendo nuove informazioni o cercando di rendere più chiare quelle già presenti. La versione attuale dovrebbe essere finalmente quella definitiva.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per semplicità nel testo dell&amp;rsquo;articolo userò sempre il termine &amp;ldquo;macOS&amp;rdquo; anche per indicare le versioni che in origine si chiamavano OS X o Mac OS X.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure Lion per i Mac più vecchi, sui quali era installato originariamente Snow Leopard o Leopard.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: da High Sierra a El Capitan</title>
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      <pubDate>Mon, 29 Oct 2018 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dopo più di un anno dalla pubblicazione il contenuto dell&amp;rsquo;articolo è ancora in gran parte valido. Nel frattempo per Apple ha aggiornato alcuni dei link riportati qui sotto, che sono contenuti una versione più recente dell&amp;rsquo;articolo, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;In questi giorni sto trafficando parecchio con il mio MacBook Pro, modello Early 2011. Per ora ho installato El Capitan, che è la versione recente di macOS che preferisco ma sulla quale purtroppo non girano alcune applicazioni che mi interessano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il MacBook Pro non è compatibile con Mojave, per cui l&amp;rsquo;unica alternativa ragionevole è installare High Sierra. Ma è ancora possibile scaricare ed installare High Sierra, o altre versioni meno recenti di macOS, direttamente dal Mac?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;lapp-store-ai-tempi-di-mojave&#34;&gt;L&amp;rsquo;App Store ai tempi di Mojave&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La ristrutturazione dell&amp;rsquo;App Store avvenuta in parallelo all&amp;rsquo;introduzione di macOS Mojave ha creato più di un problema a tutti coloro che non hanno aggiornato i propri Mac all&amp;rsquo;ultima versione del sistema operativo di casa Apple. In tanti casi forzatamente, dato che Mojave ha ristretto la soglia di compatibilità ai soli Mac prodotti &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201475&#34;&gt;a partire dalla metà del 2012&lt;/a&gt; in poi (mentre i Mac compatibili con High Sierra erano tutti quelli &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/kb/SP765&#34;&gt;prodotti dalla fine del 2009&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni volta che si apre l&amp;rsquo;App Store da un Mac con High Sierra (o versioni precedenti) ci vogliono tempi biblici per far comparire la lista delle applicazioni acquistate. Sul mio MacBook Pro con El Capitan ho misurato ben 20-25 secondi (e in certi casi anche 30 secondi) dal click sull&amp;rsquo;icona &amp;ldquo;Acquistate&amp;rdquo; alla comparsa della lista. Ma quello che è peggio, se si clicca su una delle applicazioni elencate, magari per leggere la descrizione e le recensioni prima di installarla, ci vuole di nuovo un tempo lunghissimo per tornare indietro alla lista completa (per me 18-20 secondi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È possibile che il problema sia legato a qualche modifica nel tipo o nel formato del database usato da Apple per gestire questi dati,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; però rimane il fatto che la cosa dopo un po&amp;rsquo; diventa molto noiosa, soprattutto se si è reinstallato macOS da zero e si ha bisogno di installare un certo numero di applicazioni di base.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, da quando è uscito Mojave, dalla lista di applicazioni acquistate sono scomparse sia Sierra che High Sierra, le due versioni precedenti di macOS, mentre sono ancora presenti tutte le altre versioni acquistate in precedenza, da Lion a El Capitan (ricordo che Lion è stata la prima versione di macOS &amp;ndash; ma allora si chiamava ancora Mac OS X &amp;ndash; &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_Lion&#34;&gt;distribuita attraverso l&amp;rsquo;App Store&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il motivo di questa rimozione mi sembra francamente incomprensibile, soprattutto tenendo conto che, come già detto, i Mac che possono installare Mojave devono soddisfare requisiti molto più stringenti rispetto a quelli richiesti da High Sierra (o da Sierra). Chissà se questa scelta significa che gli sviluppatori di macOS considerano Sierra e High Sierra delle versioni poco riuscite di macOS e cercano di dissuadere gli utenti dal continuare ad usarle.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cè-quasi-sempre-un-rimedio&#34;&gt;C&amp;rsquo;è (quasi) sempre un rimedio&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io conservo sul mio Mac principale tutti gli &lt;em&gt;installer&lt;/em&gt; di macOS presenti sull&amp;rsquo;App Store (da Lion in poi sono già otto versioni diverse) perché mi servono per poter creare rapidamente delle macchine virtuali con versioni differenti di macOS, per cui il problema della &amp;ldquo;scomparsa&amp;rdquo; di Sierra e High Sierra dall&amp;rsquo;App Store non mi tocca personalmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante ciò, mi sembrava interessante trovare una soluzione che potesse essere utile anche a chi non dispone dei programmi di installazione meno recenti. E una soluzione c&amp;rsquo;è anche se, come succede spesso con Apple, è ben nascosta nelle pagine del suo sito.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per scaricare il programma di installazione di &lt;strong&gt;High Sierra&lt;/strong&gt; si può usare questo &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/app/id1246284741?ls=1&amp;amp;mt=12&#34;&gt;link diretto all&amp;rsquo;App Store&lt;/a&gt;, oppure andare alla &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT208969&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt; Apple dove si trova il link all&amp;rsquo;App Store mostrato prima (al punto 4 dell&amp;rsquo;elenco). In alternativa, si può provare ad usare quest&amp;rsquo;altro &lt;a href=&#34;#ZgotmplZ&#34;&gt;link diretto&lt;/a&gt; o questa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/macos/high-sierra&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;, leggermente diversa dalla prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per &lt;strong&gt;Sierra&lt;/strong&gt;, questo è il &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/us/app/macos-sierra/id1127487414?ls=1&amp;amp;mt=12&#34;&gt;link diretto all&amp;rsquo;App Store&lt;/a&gt; e questa la &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT208202&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt; con il link all&amp;rsquo;App Store (sempre al punto 4).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, anche per &lt;strong&gt;El Capitan&lt;/strong&gt; esiste ancora un &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/app/os-x-el-capitan/id1147835434?ls=1&amp;amp;mt=12&#34;&gt;link diretto all&amp;rsquo;App Store&lt;/a&gt; e una &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT206886&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt; con il solito link all&amp;rsquo;App Store.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo è una soluzione solo parziale, che permette a chi non ha ancora aggiornato a Mojave di scaricare i programmi di installazione di High Sierra, Sierra e El Capitan, e solo quelli, anche se non l&amp;rsquo;ha fatto in precedenza. Chi invece è già passato a Mojave può scaricare soltanto High Sierra, se prova a cliccare sui link riportati sotto relativi a Sierra o El Capitan riceve il messaggio di errore mostrato nella figura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/app_store_el_capitan.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;E per chi volesse scaricare le versioni precedenti di macOS o, come si chiamava prima, Mac OS X? Questo sarà l&amp;rsquo;argomento della &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/11/12/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-yosemite-a-lion/&#34;&gt;seconda parte dell&amp;rsquo;articolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infatti su Mojave la stessa lista compare pressoché istantaneamente.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono nemmeno il primo a proporla, ne hanno già scritto giorni fa l&amp;rsquo;amico &lt;a href=&#34;https://nicolalosito.it/2018/10/24/come-scaricare-macos-sierra-e-high-sierra/&#34;&gt;Nicola Losito&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.macworld.co.uk/news/mac-software/impossible-download-old-macos-3684588/&#34;&gt;Macworld UK&lt;/a&gt;, dal punto di vista dell&amp;rsquo;utente già passato a Mojave. Io mi sono limitato ad affrontare l&amp;rsquo;argomento dal punto di vista opposto, considerando quello che può fare chi non usa l&amp;rsquo;ultima versione del sistema operativo Apple.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Batteria no, batteria si</title>
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      <pubDate>Wed, 24 Oct 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Un post di qualche giorno fa sull&amp;rsquo;acquisto di un cacciavite per &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;rimuovere la batteria rigonfia&lt;/a&gt; del mio MacBook Pro si concludeva così:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Post Scriptum #2.&lt;/em&gt; Non credo che comprerò un&amp;rsquo;altra batteria. Ormai quando viaggio porto solo l&amp;rsquo;iPad e quindi il MacBook Pro può benissimo rimanere fisso sulla scrivania, sempre collegato all&amp;rsquo;alimentatore (come del resto ha fatto finora per il 99% del tempo).&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo in pochi giorni ho dovuto ricredermi e ho acquistato su eBay una nuova batteria per il MacBook Pro. Per due motivi fondamentali, uno di tipo &lt;em&gt;pratico&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;altro collegato ad una scelta misteriosa degli sviluppatori di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/magsafe.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Motivo pratico.&lt;/strong&gt; Il mio MacBook Pro è un modello del 2011, &lt;em&gt;A1286 Early 2011&lt;/em&gt; per la precisione, e quindi ha ancora il connettore di alimentazione &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/MagSafe&#34;&gt;MagSafe&lt;/a&gt; introdotto con molto entusiasmo da Apple nel 2006 ma poi mandato inopinatamente in pensione esattamente &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;dieci anni dopo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho sempre pensato che il MagSafe fosse una idea geniale, chiunque sia inciampato in un cavo di alimentazione normale danneggiando il connettore, o peggio il computer, sa di cosa parlo. Il connettore MagSafe ad L montato sul mio MacBook Pro è veramente molto sensibile, basta spostare il  Mac sulla scrivania o urtare per sbaglio il cavo di alimentazione con delle carte o dei libri per farlo staccare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con la batteria il meccanismo è a prova di bomba: il cavo si stacca ed il Mac non subisce danni, mentre la batteria intanto lo tiene acceso. Ma senza batteria il connettore MagSafe diventa &lt;em&gt;pericoloso&lt;/em&gt;, basta un colpetto sbagliato e il Mac si spegne di colpo, facendo perdere insieme con l&amp;rsquo;alimentazione tutto il lavoro non ancora salvato. E anche se non si perde niente, bisogna comunque riavviare, ricaricare i programmi in uso&amp;hellip; un fastidio e un rischio troppo grandi per non cambiare idea e non comprare una batteria nuova.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Motivo misterioso.&lt;/strong&gt; In macOS Mojave (ma forse già da High Sierra) la mancanza della batteria crea un problema imprevisto: il trackpad montato nel portatile &lt;a href=&#34;https://apple.stackexchange.com/questions/300342/built-in-touchpad-functional-but-not-detected-by-system-preferences-after-instal&#34;&gt;non viene riconosciuto&lt;/a&gt; nelle Preferenze di Sistema, funziona ma &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT204895&#34;&gt;non si possono configurare i gesti&lt;/a&gt; come il click con il tocco che io trovo utilissimi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è un problema hardware, con El Capitan il trackpad può essere configurato perfettamente anche senza batteria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra invece che per qualche motivo arcano gli sviluppatori di Mojave abbiano deciso che il riconoscimento del trackpad montato sui MacBook (Pro) debba dipendere dalla presenza della batteria, una scelta incomprensibile se si tiene conto che i due componenti hardware non hanno niente in comune.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aspettiamoci degli ulteriori vincoli nelle prossime iterazioni di macOS. Per quello che conta, io proporrei di non far funzionare tutti i mouse bluetooth di terze parti se non si fanno regolarmente gli esercizi fisici prescritti da Apple Watch o di limitare l&amp;rsquo;uso delle chiavette USB solo a coloro che usano ogni giorno il filo interdentale.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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