<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
  <channel>
    <title>Deutsches Museum on Melabit</title>
    <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/tags/deutsches-museum/</link>
    <description>Recent content in Deutsches Museum on Melabit</description>
    <generator>Hugo</generator>
    <language>it</language>
    <lastBuildDate>Mon, 21 Aug 2017 06:00:00 +0000</lastBuildDate>
    <atom:link href="https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/tags/deutsches-museum/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml" />
    <item>
      <title>Cray-1 il macina numeri</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/08/21/cray-1-il-macina-numeri/</link>
      <pubDate>Mon, 21 Aug 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/08/21/cray-1-il-macina-numeri/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Cray. Oggi non se lo ricorda quasi nessuno (o magari pensa ad un supermercato), ma negli anni &amp;lsquo;70 e &amp;lsquo;80 Cray era sinonimo di supercomputer, quei computer potentissimi e inaccessibili usati per la ricerca nucleare o spaziale o per prevedere il tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/cray1-1.jpg&#34; target=&#34;_blank&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/cray1-1.jpg&#34; alt=&#34;Il Cray-1 esposto al Deutsches Museum di Monaco.&#34; style=&#34;width:50%;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&#xA;_Il Cray-1 esposto al Deutsches Museum di Monaco, presumibilmente l&#39;unità appartenuta al Max Planck Institute di Garching, Monaco._&#xA;&lt;p&gt;Per tutta la seconda metà degli anni &amp;lsquo;70 non esisteva nessun computer più potente del Cray-1, un bestione di due metri da 10 milioni di dollari (di allora, oggi corrispondono a più o meno il doppio), costruito in modo quasi artigianale. Il primo computer ad usare i circuiti integrati &amp;ndash; solo quattro tipi diversi &amp;ndash; distribuiti su centinaia e centinaia di schede elettroniche strettamente accoppiate, che producevano tanto calore da dover essere raffreddate con un sistema speciale a base di freon.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/cray1-2.jpg&#34; target=&#34;_blank&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/cray1-2.jpg&#34; alt=&#34;Schede elettroniche modulari del Cray-1.&#34; style=&#34;width:50%;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&#xA;_Schede elettroniche modulari del Cray-1._&#xA;&lt;p&gt;Il Cray-1 era composto da 12 colonne a forma di cuneo con la punta tagliata, che formavano un arco di 270°. Visto da sopra ricordava la lettera &amp;ldquo;C&amp;rdquo; di Cray. Ma la forma aveva una funzione precisa: minimizzare la lunghezza dei collegamenti fra le schede elettroniche che componevano l&amp;rsquo;intero computer, ciascuno dei quali non dovevano superare i 120 centimetri per non rallentare inutilmente la macchina. C&amp;rsquo;erano migliaia di coppie intrecciate di cavi bianchi e azzurri, per un totale più di 100 chilometri di cavo, a formare un groviglio che sembrava inestricabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/cray1-3.jpg&#34; target=&#34;_blank&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/cray1-3.jpg&#34; alt=&#34;Groviglio di cavi nella zona centrale del Cray-1.&#34; style=&#34;width:50%;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&#xA;_Groviglio di cavi nella zona centrale del Cray-1._&#xA;&lt;p&gt;Per gli standard di allora il Cray-1 era veloce, anzi velocissimo: 138 MFLOPS (cioè milioni di operazioni in virgola mobile al secondo) continuativi e 250 MFLOPS, quasi il doppio, per brevi periodi di tempo, circa 5 volte meglio del miglior computer dell&amp;rsquo;epoca, il CDC 7600. E tutto ciò nonostante le due ore giornaliere di fermo macchina necessarie per le operazioni di manutenzione preventiva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Cray-1 era costruito apposta per fare calcoli o &lt;em&gt;macinare i numeri&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;number crunching&lt;/em&gt;), come si usava dire allora, preferibilmente lavorando in parallelo sui cosiddetti &lt;em&gt;vettori&lt;/em&gt;, strutture matematiche formate da numeri dello stesso tipo organizzati in righe o colonne. Il suo compilatore trasformava il normale codice  FORTRAN in istruzioni specifiche per l&amp;rsquo;hardware della macchina, e i risultati dei calcoli venivano usati immediatamente per le  elaborazioni successive, senza passare dalla memoria. Il concetto di &lt;em&gt;chaining&lt;/em&gt; (o &lt;em&gt;pipelining&lt;/em&gt;) diventerà comune solo decine di anni dopo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Cray-1 era super anche per il resto delle sue caratteristiche hardware: 8 MB di memoria RAM e una frequenza di clock di 80 MHz, numeri astronomici per l&amp;rsquo;epoca (tanto per mettere le cose in prospettiva, il primo modello di &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Apple_II&#34;&gt;Apple II del 1977&lt;/a&gt; aveva una frequenza di clock di 1 MHz, una memoria massima di 48 kB e costava 2500 dollari; se avesse avuto le stesse specifiche hardware dal CRAY-1 sarebbe dovuto costare più di 30 milioni di dollari).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi come me si è appassionato di computer alla fine degli anni &amp;lsquo;70, il Cray-1 era un mito irraggiungibile. Riservato solo a pochissimi scienziati, agli altri toccavano le schede perforate o, al massimo, il VAX.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pochi giorni fa ho avuto la fortuna di vederne uno dal vivo, al &lt;a href=&#34;http://deutsches-museum.de&#34;&gt;Deutsches Museum&lt;/a&gt; di Monaco, uno dei principali musei della scienza e della tecnica del mondo (se passate da Monaco una visita al Deutsches Museum è d&amp;rsquo;obbligo). Era chiaramente il re della sezione, piazzato proprio al centro della stanza, ben in vista e ben illuminato. Ancora bellissimo, con il suo look inconfondibilmente anni &amp;lsquo;70.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Peccato solo non aver potuto condividere l&amp;rsquo;emozione con nessun altro, nemmeno con mia moglie, che pazientemente ha voluto accompagnarmi a visitare un settore del museo per lei assolutamente alieno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;(&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/08/31/cray-1-a-confronto/&#34;&gt;continua&lt;/a&gt;&amp;hellip;)&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
  </channel>
</rss>
