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    <title>Debian on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Debian on Melabit</description>
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      <title>Linux per tutti i giorni</title>
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      <pubDate>Mon, 20 Mar 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://imgs.xkcd.com/comics/cautionary.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualche giorno fa una &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2017/03/13/la-pubblicita-e-l-anima/&#34;&gt;bella domanda di andy69&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org&#34;&gt;QuickLook&lt;/a&gt; mi ha stimolato ad elencare quelle che, secondo me, sono le distribuzioni di Linux più adatte per la vita di tutti i giorni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;argomento mi interessa parecchio e ho pensato di riprenderlo e di estenderlo un po&amp;rsquo; in questo articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;tante-distribuzioni-troppe-distribuzioni&#34;&gt;Tante distribuzioni, troppe distribuzioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le distribuzioni di Linux sono &lt;em&gt;troppe&lt;/em&gt;. E sono quasi tutte &lt;em&gt;inutili&lt;/em&gt;, semplici rimasticature delle distribuzioni maggiori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho cercato su &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/&#34;&gt;Distrowatch&lt;/a&gt; le distribuzioni che contengono una qualunque versione di &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; (se manca bash che distribuzione è?) e sono venute fuori ben 759 distribuzioni diverse, di cui solo ben 266 attive. Con &lt;code&gt;tar&lt;/code&gt; (idem) i risultati sono simili: ci sono 751 distribuzioni che lo contengono, di cui 263 sono attive.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di queste alcune sono iper-specializzate,  vedi &lt;a href=&#34;https://fermilinux.fnal.gov/&#34;&gt;Fermi Linux&lt;/a&gt;, sviluppata al &lt;a href=&#34;http://www.fnal.gov/&#34;&gt;FermiLab&lt;/a&gt;, il concorrente USA del &lt;a href=&#34;https://home.cern/&#34;&gt;CERN&lt;/a&gt;. Oppure &lt;a href=&#34;http://gparted.sourceforge.net/livecd.php&#34;&gt;GParted Live&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.clonezilla.org/&#34;&gt;Clonezilla&lt;/a&gt;, che servono a partizionare o produrre immagini complete di backup del disco rigido, e &lt;a href=&#34;http://www.openmediavault.org/&#34;&gt;openmediavault&lt;/a&gt;, una distribuzione specifica per i &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Network_Attached_Storage&#34;&gt;sistemi NAS&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma il mondo ha veramente bisogno di &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=mangaka&#34;&gt;Linux Mangaka&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=korora&#34;&gt;Korora Project&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=wattos&#34;&gt;wattOS&lt;/a&gt;, o di &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=voyager&#34;&gt;Voyager Live&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto uno dei problemi della mancata affermazione di Linux sul Desktop è proprio la eccessiva frammentazione della piattaforma:&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; gli utenti sono confusi e non sanno che distribuzione scegliere, per gli sviluppatori è ancora peggio perché già supportare solo le distribuzioni maggiori è un grattacapo non da poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora facciamo un po&amp;rsquo; di spazio e vediamo quali sono le &lt;em&gt;migliori distribuzioni di Linux&lt;/em&gt;, intendendo con questa espressione le distribuzioni &lt;em&gt;veramente utili&lt;/em&gt;, adatte all&amp;rsquo;utente che voglia &lt;em&gt;usare&lt;/em&gt; Linux al posto di Windows o di (non si sa mai!) macOS/OS X per il suo lavoro di tutti i giorni, ma che sappia poco o nulla di sviluppo del software o di amministrazione dei sistemi operativi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://itsfoss.com/wp-content/uploads/2013/07/Windows_Vs_Mac_Vs_Linux_10.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;quali-distribuzioni&#34;&gt;Quali distribuzioni?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cercare di stabilire quali siano le &lt;em&gt;migliori distribuzioni&lt;/em&gt; di Linux significa scatenare una guerra di religione peggiore della &lt;a href=&#34;http://www.alfonsomartone.itb.it/rqftcg.html&#34;&gt;grande guerra fra Commodoriani e Sinclairisti&lt;/a&gt;, durata per gran parte degli anni &amp;lsquo;80.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però, anche se non è il caso di parlare di distribuzioni &lt;em&gt;migliori&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;peggiori&lt;/em&gt; in assoluto (dipende moltissimo dall&amp;rsquo;uso finale, un desktop ha richieste ben diverse da quelle di un server o di un NAS ), si può provare ad elencare quelle più adatte per essere usate ogni giorno dagli utenti che vogliano lavorare con Linux e non pasticciare continuamente con il sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte opinioni personali, sia ben chiaro, decine di altri articoli su carta e su web presentano le cose in modo ben diverso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;debian&#34;&gt;Debian&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal mio punto di vista non c&amp;rsquo;è storia, la distribuzione Linux che preferisco in assoluto è &lt;a href=&#34;https://www.debian.org/&#34;&gt;Debian&lt;/a&gt;. Uso Debian dal 1997, l&amp;rsquo;ho installata per la prima volta sul mio Compaq 386 portatile caricando pazientemente decine di floppy disk e aggiustando a mano le &lt;a href=&#34;http://arachnoid.com/modelines/index.html&#34;&gt;modeline&lt;/a&gt; dello schermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Debian ha parecchie asprezze iniziali e un po&amp;rsquo; di fissazioni sul software installato di default. Ma una volta attivata la sezione non-free, che consente fra l&amp;rsquo;altro di installare i driver specifici per la propria scheda grafica (avere una scheda grafica di qualità ed usarla con i driver generici è una vera assurdità) e dopo essersi documentati un po&amp;rsquo; in rete sugli aspetti più ostici, gli aspetti positivi di Debian vengono fuori alla grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su tutti la facilità di installazione del software: per questo non c&amp;rsquo;è sistema migliore di Debian, nemmeno l&amp;rsquo;App Store arriva allo stesso livello di comodità d&amp;rsquo;uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anzi, il concetto stesso di App Store centralizzato è stato inventato proprio da Debian: tutti i pacchetti software (&lt;em&gt;package&lt;/em&gt;) accettati nella distribuzione sono disponibili negli archivi (&lt;em&gt;repository&lt;/em&gt;)  ufficiali, non c&amp;rsquo;è bisogno di andarli a cercare qui a là per la rete come succede purtroppo con RedHat e derivate (vedi sotto). Tanto per dare una idea, in questo momento in Debian ci sono oltre 40.000 package disponibili, che soddisfano praticamente tutte le necessità degli utenti.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta selezionato un package per l&amp;rsquo;installazione, il sistema di gestione dei pacchetti &lt;code&gt;apt&lt;/code&gt; è in grado di selezionare ed installare automaticamente tutte le &lt;em&gt;dipendenze&lt;/em&gt;, cioè i pacchetti e le librerie da cui il package selezionato dipende.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai anche in Linux si sta affermando un metodo diverso di distribuzione del software, con il quale tutte le librerie e i file accessori vengono inglobate nel pacchetto principale (&lt;em&gt;bundle&lt;/em&gt;), lo stesso meccanismo che esiste da sempre in Mac OS X (e prima in NeXTSTEP). Ma vent&amp;rsquo;anni fa lo spazio sugli hard-disk non era abbondante come oggi ed il meccanismo messo a punto da Debian riusciva a trovare un buon equilibrio fra lo spazio occupato sul disco rigido e la facilità d&amp;rsquo;uso. Non è certo un caso che alla fine quasi tutte le distribuzioni concorrenti l&amp;rsquo;abbiano adottato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;linux-mint&#34;&gt;Linux Mint&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il difetto principale di Debian è anche il suo pregio (per chi lo apprezza): bisogna configurare quasi da zero il proprio sistema, scegliendo in fase di installazione cosa farà la macchina e di conseguenza la base software da installare (che si può estendere facilmente in seguito). Anche l&amp;rsquo;aspetto grafico va definito praticamente a mano, scegliendo il tema grafico, lo sfondo, le icone, fra le migliaia e migliaia di opzioni disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò è molto flessibile per chi sa come muoversi, ma contribuisce anche a disorientare l&amp;rsquo;utente alle prime armi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://linuxmint.com/&#34;&gt;Linux Mint&lt;/a&gt; è un buon compromesso: base derivata da Debian (e perfettamente compatibile con la distribuzione principale), ma tema grafico ben definito e piuttosto accattivante, anche per chi è abituato al Mac. Non chiedetemi però la differenza fra le versioni &amp;ldquo;Cinnammon&amp;rdquo; e &amp;ldquo;MATE&amp;rdquo; di Mint, perché non me la ricordo mai. La versione &amp;ldquo;Xfce&amp;rdquo; va bene per chi vuole ridurre il peso del sistema grafico sul proprio computer, mentre la &amp;ldquo;KDE&amp;rdquo; va bene per chi vuol farsi male da solo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;ubuntu&#34;&gt;Ubuntu&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ubuntu è una derivazione di Debian, che in pochi anni è diventata la distribuzione più diffusa di Linux.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;All&amp;rsquo;inizio era una vera bomba, l&amp;rsquo;ho usata e consigliata parecchio, mi sono perfino registrato per ricevere i CD/DVD delle nuove &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; che distribuivo a chiunque mi capitasse a tiro (parliamo di tempi in cui scaricare un intero CD o peggio un DVD dalla rete era una impresa preclusa a chi aveva solo una connessione via modem alla rete).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi Ubuntu è cresciuta, forse troppo ed ha perso il suo smalto. Aggiornare Ubuntu da una release all&amp;rsquo;altra è una impresa quasi impossibile (o almeno, è una impresa che porta un sacco di grattacapi) e anche il fatto di promettere da anni innovazioni strepitose che poi non si concretizzano mai (leggi Wayland prima e Mir poi, i server grafici che avrebbero dovuto rimpiazzare il venerando X, attesi &lt;a href=&#34;http://www.markshuttleworth.com/archives/551&#34;&gt;dal lontano 2010&lt;/a&gt; e non ancora diventati realmente usabili, o Ubuntu Phone che ha fatto più o meno la fine del corrispettivo Microsoft).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;opensuse&#34;&gt;openSUSE&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte Debian, l&amp;rsquo;altra distribuzione che mi è sempre piaciuta è SuSE Linux o meglio, come si chiama oggi la versione desktop, &lt;a href=&#34;https://www.opensuse.org/&#34;&gt;openSUSE&lt;/a&gt;. Una distribuzione tedesca, precisa e rigorosa come chi l&amp;rsquo;ha sviluppata, la prima che ha sviluppato uno strumento integrato di configurazione e di gestione di tutto il sistema operativo. Anche l&amp;rsquo;installatore qualche anno fa era avanti anni luce rispetto alle altre distribuzioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non la uso, se non occasionalmente, da parecchio perché ha qualche problema con Parallels, che è ormai lo strumento principale con cui uso Linux oggi (vediamo se con la beta di quest&amp;rsquo;anno si riesce a migliorarne il supporto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrebbe essere interessante provarla con la &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/parallels-desktop-lite/id1085114709&#34;&gt;versione Lite di Parallels&lt;/a&gt;, che viene distribuita gratuitamente da qualche giorno sull&amp;rsquo;App Store.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;redhat-fedora-centos&#34;&gt;RedHat, Fedora, CentOS?&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non voglio parlare qui di &lt;a href=&#34;https://www.redhat.com/en&#34;&gt;RedHat&lt;/a&gt; e derivate, come &lt;a href=&#34;https://getfedora.org/&#34;&gt;Fedora&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.centos.org/&#34;&gt;CentOS&lt;/a&gt;. Non mi sono mai piaciute e quindi non le uso. Ci ho provato ogni tanto con RedHat, ma ho sempre lasciato perdere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uso ogni tanto su un server una versione specifica di CentOS, richiesta dal software scientifico professionale (e piuttosto costoso) che ci gira sopra. E ogni volta che lo faccio mi chiedo come si faccia ad avere la pazienza di andare a cercare per ogni dove i pacchetti software che servono. Forse è colpa mia che non so gestire al meglio questo tipo di distribuzioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;pixel&#34;&gt;Pixel&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se avete un vecchio computer a cui dare nuova vita, &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/blog/pixel-pc-mac/&#34;&gt;Pixel&lt;/a&gt; è la distribuzione che fa per voi. Pixel è una distribuzione sviluppata originariamente per il &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/&#34;&gt;Raspberry Pi&lt;/a&gt; &amp;ndash; il microcomputer a bassissimo costo tanto popolare fra chi vuole riuscire a mettere le mani &lt;em&gt;dentro&lt;/em&gt; un computer e fargli fare le cose più impensate e impensabili &amp;ndash; ed è stato poi portato ai computer con processore Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pixel gira molto bene sui Raspberry Pi più recenti, e a maggior ragione può andare a pennello per il vecchio portatile buttato in cantina a prendere polvere, che è a priori molto più potente di un qualunque Raspberry Pi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un discorso analogo vale per &lt;a href=&#34;https://elementary.io/&#34;&gt;Elementary OS&lt;/a&gt;, per il quale esiste un &lt;a href=&#34;https://github.com/aroman/elementary-on-a-mac&#34;&gt;progetto dedicato specificatamente ad installarlo sul Mac&lt;/a&gt;, in parallelo a macOS/OS X. Interessante questo &lt;a href=&#34;https://taoofmac.com/space/blog/2016/10/29/2240&#34;&gt;racconto dell&amp;rsquo;esperienza di un utente Mac&lt;/a&gt;, deluso dalle ultime novità hardware prodotte da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;frebsd&#34;&gt;FreBSD&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://www.freebsd.org/&#34;&gt;FreeBSD&lt;/a&gt; non è Linux, ma rappresenta la base UNIX originale su cui si fonda macOS/OS X. Di conseguenza può essere un&amp;rsquo;ottima alternativa a Linux per chi usa il Mac. In pratica, le &lt;a href=&#34;https://www.freebsd.org/doc/en/articles/explaining-bsd/comparing-bsd-and-linux.html&#34;&gt;differenze fra FreeBSD e Linux&lt;/a&gt; sono minime (o quasi) e spesso &lt;a href=&#34;https://www.over-yonder.net/~fullermd/rants/bsd4linux/01&#34;&gt;comprensibili solo a chi è particolarmente competente&lt;/a&gt; di sistemi operativi e sviluppo del software. Lo stesso vale per i tanti derivati di FreeBSD, fra cui non si possono non menzionare &lt;a href=&#34;http://www.openbsd.org/&#34;&gt;NetBSD&lt;/a&gt;, che gira praticamente ovunque o &lt;a href=&#34;http://www.openbsd.org/&#34;&gt;OpenBSD&lt;/a&gt;, particolarmente focalizzato sulla sicurezza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;stabile-o-instabile&#34;&gt;Stabile o instabile?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun dubbio su questo: chi vuole iniziare ad usare Linux deve scegliere la versione &lt;em&gt;stabile&lt;/em&gt; di Debian (o di qualunque altra distribuzione), lasciando le versioni di &lt;em&gt;test&lt;/em&gt; o peggio quelle &lt;em&gt;instabili&lt;/em&gt; (chiamate sempre e non a caso &amp;ldquo;sid&amp;rdquo; su Debian)&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; per il futuro, quando si avrà più esperienza e pratica con Linux. È meno divertente ma di sicuro è molto più conveniente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per uno sviluppatore &lt;a href=&#34;https://raphaelhertzog.com/2010/12/20/5-reasons-why-debian-unstable-does-not-deserve-its-name/&#34;&gt;anche sid può andare bene&lt;/a&gt; come distribuzione da usare tutti i giorni, e spesso è più stabile di tanti altri sistemi operativi, ma il solo fatto di dover aggiornare decine e decine di pacchetti ogni giorno non è di certo una cosa adatta all&amp;rsquo;utente &lt;em&gt;normale&lt;/em&gt;, che voglia usare il proprio computer per lavorare e non per giocare con il sistema (cosa peraltro bellissima per chi lo sa fare).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://itsfoss.com/wp-content/uploads/2013/07/Windows-Vs-Mac-Vs-Linux-Jokes_1.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Linux può essere una bella esperienza anche per un utente Apple. Si può installare senza troppi problemi sul proprio Mac, in parallelo a macOS/OS X. Si può installare in una macchina virtuale gestita da &lt;a href=&#34;https://www.virtualbox.org/&#34;&gt;VirtualBox&lt;/a&gt; (gratuito) oppure da &lt;a href=&#34;http://www.parallels.com/it/&#34;&gt;Parallels&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;http://www.vmware.com/products/fusion.html&#34;&gt;VMWare Fusion&lt;/a&gt; (a pagamento, ma c&amp;rsquo;è anche la versione &lt;em&gt;Lite&lt;/em&gt; di parallels citata prima), senza toccare nulla sul Mac. O si può usare per far rivivere un vecchio Mac lasciato in un angolo, persino un modello con processore PPC su cui può girare al massimo Leopard.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E non c&amp;rsquo;è niente di meglio per far rivivere un vecchio Netbook, macchine popolarissime dieci anni fa, nate con Linux ma &lt;em&gt;uccise&lt;/em&gt; dalla Microsoft dell&amp;rsquo;era Ballmer, che pretendeva di farci girare Windows pur con limitazioni hardware tanto stringenti quanto assurde.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarei proprio curioso di sapere quali distribuzioni &lt;em&gt;non contengono&lt;/em&gt; &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;tar&lt;/code&gt; e perché.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il discorso vale più o meno negli stessi termini anche per Android.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse, ci sono ulteriori repository &lt;a href=&#34;https://wiki.debian.org/UnofficialRepositories&#34;&gt;non ufficiali&lt;/a&gt;, che soddisfano necessità più specifiche e che possono essere aggiunti facilmente alla lista dei repository standard.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo con Parallels (ma anche con VMware se è per questo), il vero scoglio non è tanto installare la distribuzione quanto installare i tool di supporto specifici dell&amp;rsquo;emulatore, che servono a migliorare l&amp;rsquo;interazione fra il Mac e la macchina virtuale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I nomi delle distribuzioni Debian sono tratti tutti da &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Toy_Story_-_Il_mondo_dei_giocattoli&#34;&gt;Toy Story&lt;/a&gt; (film straordinario); Sid è il ragazzino cattivo che distrugge i giocattoli per il puro piacere di farlo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Windows apre a Linux: gli ex nemici diventano amici?</title>
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      <pubDate>Thu, 14 Apr 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;La recente mossa di Microsoft di integrare in Windows 10 il supporto alle applicazioni Linux ha stupito più di un commentatore. Per anni, ai tempi del dominio incontrastato di Windows, Linux era &lt;em&gt;il male assoluto&lt;/em&gt;, il sistema operativo che andava contro i principi ispiratori del fondatore Bill Gates, e del suo epigono, Steve Ballmer. Anzi, Microsoft ha fatto per anni di tutto per &lt;a href=&#34;http://www.keyforweb.it/windows-10-impedira-di-installare-linux-su-notebook-e-pre-assemblati/&#34;&gt;scoraggiare&lt;/a&gt;, e perfino per &lt;a href=&#34;http://www.pcworld.com/article/2901262/microsoft-tightens-windows-10s-secure-boot-screws-where-does-that-leave-linux.html&#34;&gt;impedire&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;installazione di Linux al posto o in parallelo al suo sistema operativo&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma i tempi cambiano, Windows non è più la piattaforma dominante, il &lt;em&gt;mobile&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;cloud&lt;/em&gt; le stanno assestando colpi potentissimi, se Android e iOS non l&amp;rsquo;hanno ancora soppiantato in termini numerici lo hanno fatto di sicuro &amp;ndash; cosa ancora più preoccupante &amp;ndash; in termini di interesse degli sviluppatori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa significa &lt;em&gt;in pratica&lt;/em&gt; integrare Linux in Windows? I particolari della mossa di Microsoft sono ancora troppo scarsi e frammentari per poter rispondere in modo dettagliato alla domanda. L&amp;rsquo;articolo più completo e affidabile che ho letto finora sull&amp;rsquo;argomento &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/information-technology/2016/04/why-microsoft-needed-to-make-windows-run-linux-software/&#34;&gt;è stato pubblicato su ArsTecnica&lt;/a&gt; (e poteva essere diversamente?) qualche giorno fa. Ecco un riassunto delle principali informazioni tratte dall&amp;rsquo;articolo, insieme a qualche considerazione personale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;windows-subsystem-for-linux&#34;&gt;Windows Subsystem for Linux&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il prossimo &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/information-technology/2016/03/windows-10-270-million-users-binbash-supporting-anniversary-update-coming-summer/&#34;&gt;aggiornamento di Windows 10&lt;/a&gt; previsto per l&amp;rsquo;estate conterrà il cosiddetto &lt;a href=&#34;https://blogs.windows.com/buildingapps/2016/03/30/run-bash-on-ubuntu-on-windows/&#34;&gt;Windows Subsystem for Linux (WSL)&lt;/a&gt;, un insieme di nuovi componenti di base di Windows in grado di eseguire le applicazioni fondamentali di Linux (e del mondo Unix in generale): sicuramente la shell &lt;a href=&#34;https://www.gnu.org/software/bash/&#34;&gt;bash&lt;/a&gt; e i relativi strumenti di sistema &lt;a href=&#34;https://www.gnu.org/software/sed/manual/sed.html&#34;&gt;sed&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.gnu.org/software/gawk/manual/gawk.html&#34;&gt;awk&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Diff_utility&#34;&gt;diff&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Grep&#34;&gt;grep&lt;/a&gt;, probabilmente &lt;a href=&#34;https://www.gnu.org/software/make/&#34;&gt;make&lt;/a&gt; per la compilazione &lt;em&gt;intelligente&lt;/em&gt; delle applicazionie, &lt;a href=&#34;https://www.gnu.org/software/gdb/&#34;&gt;gdb&lt;/a&gt; per il debug e &lt;a href=&#34;https://git-scm.com/&#34;&gt;git&lt;/a&gt; per il controllo di versione, i &lt;a href=&#34;https://gcc.gnu.org/&#34;&gt;compilatori&lt;/a&gt; e gli interpreti dei &lt;a href=&#34;https://www.python.org/&#34;&gt;principali&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.ruby-lang.org/en/&#34;&gt;linguaggi&lt;/a&gt; di &lt;a href=&#34;https://nodejs.org/en/&#34;&gt;programmazione&lt;/a&gt;, con le relative librerie. Tutta roba da sviluppatori, tutta roba che si usa dalla linea di comando. Niente applicazioni grafiche per l&amp;rsquo;utente finale, WSL non contiene X11, il software che gestisce le applicazioni grafiche in Linux e Unix.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;infrastruttura e i componenti di base sono stati sviluppati da Microsoft, mentre le applicazioni Linux verranno fornite da Canonical, l&amp;rsquo;azienda che sviluppa &lt;a href=&#34;http://www.ubuntu.com&#34;&gt;Ubuntu&lt;/a&gt;, la distribuzione più popolare di Linux. Tali applicazioni sono esattamente le stesse che girano su Ubuntu, senza bisogno di ricompilazioni o di adattamenti particolari per Windows.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le applicazioni fondamentali fornite da Canonical verranno installate tramite un tipico programma di installazione per Windows. Ci sarà la possibilità di aggiungere ulteriori applicazioni tramite i comandi &lt;code&gt;apt-get&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;dpkg&lt;/code&gt;, usati da Ubuntu (e da tutte le distribuzioni Linux derivate da &lt;a href=&#34;https://www.debian.org/&#34;&gt;Debian&lt;/a&gt;) per l&amp;rsquo;installazione del software dalla linea di comando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;windows-come-piattaforma-di-sviluppo&#34;&gt;Windows come piattaforma di sviluppo&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa mossa Microsoft riconosce di non essere più la principale piattaforma di sviluppo del software, come era diciamo fino a una decina di anni fa. Ormai lo sviluppo &lt;em&gt;vero&lt;/em&gt; si è spostato sul web (non si contano le applicazioni, anche di ottima qualità, che girano direttamente in un browser) e sui dispositivi mobili. Due campi in cui la Microsoft è quasi irrilevante, da un lato perché le applicazioni web sono independenti dal sistema operativo sottostante, dall&amp;rsquo;altro per il sostanziale fallimento dell&amp;rsquo;idea di unificare sistemi fissi e mobili in un ibrido mal fatto e mal venduto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, i programmatori e i sistemisti che escono dalle università americane crescono in un ambiente dominato da Linux (e Unix), sono abituati ad usare gli strumenti di sviluppo di questo ambiente e si trovano a mal partito con quelli tipici di Windows.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli stessi programmatori/sistemisti sono abituati da anni ad usare i prodotti Apple, magari sono partiti da iOS per approdare a OS X, con il suo cuore Unix già pronto e ben configurato, senza le complicazioni associate a Linux e alle sue infinite distribuzioni differenti e senza (almeno finora!) i pericoli di sicurezza e i fastidi di gestione del sistema tipici di un PC con Windows. Nemmeno il costo è un vero problema perché, c&amp;rsquo;è poco da fare, un computer con caratteristiche analoghe a quelle dei sistemi Apple ha costi comparabili e una qualità media decisamente minore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per cercare di contrastare questo stato di cose, la Microsoft ha anche deciso di &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/information-technology/2016/03/xamarin-now-free-in-visual-studio/&#34;&gt;integrare gratuitamente Xamarin&lt;/a&gt; (un tipico strumento di sviluppo orientato al mondo mobile) in Visual Studio. Accoppiata alla disponibilità di un emulatore Android di qualità e al supporto sempre maggiore allo sviluppo per Android, dimostra in modo palese come Microsoft stia cercando di rendere Windows la piattaforma preferita dagli sviluppatori Android (e forse anche iOS), provando a recuperare il tempo e le posizioni perdute.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;virtualizzazione&#34;&gt;Virtualizzazione&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Francamente sono stupito dalla banalità dell&amp;rsquo;approccio Microsoft all&amp;rsquo;integrazione di Linux in Windows, e dalla risonanza che ha avuto. In fondo il WSL di Windows 10 non è altro che un emulatore, o meglio un virtualizzatore, niente di particolarmente nuovo o sofisticato.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; &lt;a href=&#34;https://blogs.windows.com/buildingapps/2016/03/30/run-bash-on-ubuntu-on-windows/&#34;&gt;Lo dice fra le righe la stessa Microsoft&lt;/a&gt;: come è tipico di un emulatore/virtualizzatore, &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; e tutte le applicazioni Linux sono isolate e non possono comunicare con le applicazioni per Windows: non si può lanciare una applicazione per Windows da bash o al contrario eseguire bash dal terminale standard di Windows (l&amp;rsquo;orrido, quasi inusabile &lt;code&gt;cmd&lt;/code&gt;) o dal più performante &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Windows_PowerShell&#34;&gt;PowerShell&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Microsoft ha già fatto qualcosa di molto simile ai tempi di Windows 7. Le edizioni &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt; di Windows 7 dispongono infatti della cosiddetta &lt;a href=&#34;http://windows.microsoft.com/it-it/windows7/install-and-use-windows-xp-mode-in-windows-7&#34;&gt;modalità Windows XP&lt;/a&gt;, utilizzando la quale è possibile far girare le applicazioni per Windows XP non compatibili in una macchina virtuale separata all&amp;rsquo;interno di Windows 7. La macchina virtuale è preconfigurata dalla Microsoft, per cui l&amp;rsquo;utente non si accorge (o quasi) della sua esistenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per di più su Windows esiste da anni il progetto &lt;a href=&#34;https://www.cygwin.com&#34;&gt;Cygwin&lt;/a&gt; che fa &lt;em&gt;praticamente&lt;/em&gt; la stessa cosa dell&amp;rsquo;accoppiata WSL/Ubuntu. Anzi parecchio di più, dato che funziona su una qualunque versione di Windows da XP in poi e permette di usare non solo le applicazioni da linea di comando ma anche quelle grafiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È vero che le applicazioni provenienti da Linux devono essere adattate per poter essere compilate e per girare sotto Cygwin, ma lo stesso succede anche per Ubuntu, dove chi prepara i pacchetti binari di installazione di ciascuna applicazione deve preoccuparsi di adattare il codice sorgente originale in modo che sia compatibile con le librerie e il resto del software presente nella distribuzione, ripetendo il processo ad ogni aggiornamento del codice sorgente e della distribuzione. Un lavoro non banale, soprattutto per le applicazioni più complesse.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi, dai, siamo seri, vedere nelle foto della presentazione di WSL i dischi &lt;code&gt;C:&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;D:&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;E:&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;F:&lt;/code&gt; tipici di Windows, o meglio reperti archeologici del DOS, essere tradotti nel sistema Linux all&amp;rsquo;interno di Windows in &lt;code&gt;/mnt/c/&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;/mnt/d/&lt;/code&gt; e così via, da quel senso di &lt;em&gt;déjà vu&lt;/em&gt; ammuffito che fa stringere il cuore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://cdn.arstechnica.net/wp-content/uploads/2016/04/img_0018-640x426.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un emulatore simula il funzionamento completo di una macchina che può avere componenti hardware completamente diversi da quelli del sistema &lt;em&gt;ospite&lt;/em&gt; su cui gira l&amp;rsquo;emulatore (si pensi ad esempio all&amp;rsquo;emulatore di un Apple II su un PC o su un Mac). Un virtualizzatore invece fa girare un altro sistema operativo utilizzando direttamente l&amp;rsquo;hardware del sistema ospite.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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