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    <title>Cnr on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Cnr on Melabit</description>
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      <title>Il CNR è anche questo: la burocrazia degli acquisti</title>
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      <pubDate>Tue, 08 Dec 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://assets.amuniversal.com/f3bb5e709eb6012f2fe500163e41dd5b&#34; alt=&#34;&#34; title=&#34;Dilbert, la strip del 3 ottobre 1993&#34;&gt;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Dilbert, &lt;a href=&#34;https://dilbert.com/strip/1993-10-03&#34;&gt;3 ottobre 1993&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli anni &amp;lsquo;90, prima dell&amp;rsquo;informatizzazione di massa della seconda metà del decennio, era ancora normale vedere negli uffici pubblici decine e decine di macchine da scrivere. Un moderno modello elettrico a pallina per i dirigenti, o meglio per le loro segretarie, i dirigenti non si &lt;em&gt;sporcavano le mani&lt;/em&gt; scrivendo a macchina. Un reperto archeologico (un po&amp;rsquo; come il &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/M1_Garand&#34;&gt;Garand&lt;/a&gt; della guerra di Corea che mi avevano dato in dotazione al militare) per gli impiegati di secondo livello, quelli che la macchina da scrivere la dovevano usare davvero tutto il giorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con quegli strumenti rudimentali (se pensiamo a quello che abbiamo a disposizione oggi), con l&amp;rsquo;aggiunta di qualche fax e di quintali di carta, veniva gestito tutto il normale lavoro di ufficio. Allora mi potevo arrabbiare se un ordine veniva emesso in un mese, ogni giorno perduto poteva significare mancare una buona offerta e spendere di più o semplicemente non riuscire a ricevere in tempo utile uno strumento necessario per quello che si era pianificato di fare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma in quegli stessi anni &amp;lsquo;90 ho anche visto emettere degli ordini in tempo reale, proprio davanti ai miei occhi. Rare volte, lo ammetto, ma è successo. Una volta che le carte e le firme erano a posto, bastava un ultimo controllo veloce dei fondi disponibili e l&amp;rsquo;ordine veniva stampato ed inviato via fax all&amp;rsquo;azienda.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Oggi che i computer sono ubiqui e che l&amp;rsquo;ultimo impiegato amministrativo ha sulla scrivania un computer capace di fare in un amen i calcoli per andare su Marte, ci ho messo più di sei mesi per rinnovare il noleggio di una stampante multifunzione, mentre l&amp;rsquo;azienda che aveva fatto l&amp;rsquo;offerta migliore se ne volava via per disperazione. E finendo per spendere il 50% in più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure devo scrivere una relazione di più di 10 pagine piena di tabelle per giustificare l&amp;rsquo;acquisto di alcune workstation e di materiale informatico vario, per un totale di 15.000 euro. Che sembrano tanti, ma che in realtà sono una sciocchezza se servono per far lavorare meglio e più velocemente ben 5 colleghi. Senza dimenticare che le workstation sono pagate con i fondi dei progetti faticosamente conquistati da noi stessi, di fatto è come se un chirurgo dovesse trovare da sé i soldi per comprare i camici e i bisturi con cui opera.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E dopo aver chiesto offerte, fatto e ricevuto telefonate, confrontato i preventivi, preparato la relazione, firmato e fatto firmare documenti rimpallandoli via email da un collega all&amp;rsquo;altro, dopo essere finalmente riuscito a far completare la procedura sul famigerato &lt;a href=&#34;https://www.acquistinretepa.it/opencms/opencms/&#34;&gt;Mercato della Pubblica Amministrazione&lt;/a&gt; (MePA), che mi sento dire? Che ci possono volere da 2 a 3 settimane per far uscire l&amp;rsquo;ordine dalla pancia amministrativa dell&amp;rsquo;istituto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tre settimane! Con l&amp;rsquo;azienda che preme perché siamo a fine anno e intanto i prezzi crescono&amp;hellip; In tre settimane si va e si torna dalla Luna (e avanza tempo per farsi quasi tutta la quarantena) o si attraversa l&amp;rsquo;Atlantico in barca a vela, altro che emettere un ordine!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Ma la vera chicca è un&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tante volte bisogna effettuare degli acquisti urgenti, si rompe un mouse, c&amp;rsquo;è bisogno di un cavetto, serve un nuovo timbro, bisogna spedire una raccomandata (per tante amministrazioni la PEC è un oggetto sconosciuto, oppure vogliono le PEC ma &lt;em&gt;anche&lt;/em&gt; il cartaceo). Proprio per questo sono previsti i cosiddetti acquisti &lt;em&gt;per cassa&lt;/em&gt;, normalissimi acquisti in contanti rimborsati dietro presentazione dello scontrino fiscale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per anni ed anni la cosa ha funzionato bene, soprattutto quando il gruppo riceveva un fondo cassa periodico a cui attingere (&lt;em&gt;fondo economale&lt;/em&gt; nel burocratese imperante). Si era liberi di comprare tutto ciò che serviva, ma bisognava anche auto-regolarsi, perché una volta finiti i soldi disponibili non c&amp;rsquo;erano santi, si doveva aspettare il rinnovo del fondo cassa per fare nuove spese.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora invece, dopo l&amp;rsquo;emanazione di nuove norme più stringenti per &amp;ldquo;&lt;em&gt;evitare gli sprechi&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, per ogni acquisto cosiddetto urgente io e i mie colleghi dobbiamo:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li&gt;Compilare un modulo, che curiosamente si chiama &amp;ldquo;&lt;em&gt;Modulo rimborso spese&lt;/em&gt;&amp;rdquo; anche se in questo momento serve solo per &lt;em&gt;pianificare&lt;/em&gt; la spesa e non per chiedere il rimborso, attestando che la spesa ha &amp;ldquo;&lt;em&gt;carattere di urgenza&lt;/em&gt;&amp;rdquo; oppure che è &amp;ldquo;&lt;em&gt;difficoltosa ogni altra forma di pagamento&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. Nel modulo bisogna indicare la spesa prevista (meglio abbondare, se scrivi una cifra e poi spendi 10 centesimi in più diventa un affare di stato), e la descrizione di quello che devi acquistare.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Indicare da qualche parte nello stesso modulo (non è previsto da nessuna parte, e quindi è difficile ricordarsene sempre) il codice del progetto di ricerca dal quale attingere i fondi. E questo anche se si devono spendere 10 euro e con tanti progetti utilizzabili c&amp;rsquo;è di sicuro la copertura finanziaria.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Firmare il modulo e farlo firmare al responsabile della struttura, cosa che ora richiede un giro di email e un bel po&amp;rsquo; di tempo buttato. Solo questa perdita di tempo costa al CNR, e di conseguenza allo Stato e quindi a tutti noi che paghiamo le tasse, molto, molto di più del valore effettivo della spesa. Ma siamo appena all&amp;rsquo;inizio.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Il modulo firmato va girato alla/al collega che amministra i fondi, che autorizza la spesa. Bisogna però ricordarsi di inviarlo in CC: anche al responsabile amministrativo, il vero e unico Dio onnipotente dell&amp;rsquo;istituto. Senza CC: il minimo è beccarsi un cartellino giallo, preferisco non pensare a cosa succede dopo la seconda o terza volta ai colleghi più distratti.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;!--Potrebbero anche essere dei numi della loro specialità, trattati con deferenza nei consessi internazionali, ma se non sanno mettere i codici giusti nel modulo per certi amministrativi sono meno di niente.--&gt;&#xA;&lt;ol start=&#34;5&#34;&gt;&#xA;&lt;li&gt;A questo punto si può acquistare finalmente quello che serve. Peccato che magari nel frattempo si sono persi due giorni e magari non si è riusciti a lavorare. Ovviamente bisogna ricordarsi di conservare lo scontrino fiscale, ma questa è l&amp;rsquo;unica cosa normale dell&amp;rsquo;intera faccenda.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Una volta fatto l&amp;rsquo;acquisto bisogna compilare un nuovo &amp;ldquo;&lt;em&gt;Modulo rimborso spese&lt;/em&gt;&amp;rdquo; (questa volta il titolo è appropriato) per chiedere il&amp;hellip; rimborso della spesa. Il modulo è identico a quello del punto 1., ma fa niente perché questa volta bisogna indicare la cifra spesa al centesimo e allegare (virtualmente) lo scontrino fiscale.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Naturalmente serve un nuovo giro di firme fra chi ha effettuato l&amp;rsquo;acquisto, il responsabile della struttura e chi amministra i fondi, ma questa volta firma anche il responsabile amministrativo e persino il direttore dell&amp;rsquo;istituto. Tutto questo anche per una spesa di 10 euro.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fatevi due conti e vedete quanto è costato davvero questo benedetto scontrino. Si farebbe prima a buttarli questi soldi, altro che &lt;em&gt;evitare gli sprechi&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Qal&amp;rsquo;è l&amp;rsquo;effetto finale di tutta questa storia? Che i soldi non si riesce letteralmente a spenderli. A meno di non dedicarsi anima e corpo agli acquisti (come purtroppo succede a me in questo momento), mentre si cerca di non farsi troppo male contro il muro di gomma della burocrazia e di non togliere troppo tempo prezioso all&amp;rsquo;attività di ricerca. Perché non c&amp;rsquo;è niente da fare, la ricerca richiede di investire soldi, parecchi soldi. Per il laboratorio, per la strumentazione, per i computer, per il software, senza spendere soldi non si va da nessuna parte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la cosa ancora più incredibile al CNR è che, quando i soldi per qualche motivo avanzano &amp;ndash; perché in questo momento si vuole conservare un tesoretto da utilizzare più avanti o, peggio, semplicemente perché non si riesce letteralmente a spenderli in tempo a causa delle lungaggini burocratico-amministrative &amp;ndash; se come dicevo i soldi avanzano, a fine anno diventano dei &lt;em&gt;residui&lt;/em&gt; che finiscono in un limbo dal quale l&amp;rsquo;amministrazione centrale si sente auto-autorizzata ogni tanto (o meglio, ogni spesso) ad attingere per soddisfare le sue voglie infinite oppure per coprire degli ammanchi opachi, come ha cercato di fare quest&amp;rsquo;anno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con quale scusa l&amp;rsquo;amministrazione centrale giustifica tutto questo? Che sono soldi che non abbiamo speso e che di conseguenza non ci servono. Insomma, prima fa di tutto per mettere ostacoli e non farceli spendere, e poi ha pure il coraggio di dire che è colpa nostra! Kafkiano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;O meglio, come dicono più terra terra a Napoli, &lt;em&gt;cornuto e mazziato&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aveva ragione Jim Morrison, &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=xDLQlzTf9Mw&#34;&gt;questa è proprio la fine&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/xDLQlzTf9Mw?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;</description>
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      <title>Il CNR è anche questo: concorsi in LaTeX</title>
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      <pubDate>Sun, 08 Nov 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Nella &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/10/25/il-cnr-e-anche-questo-concorsi-senza-frontiere/&#34;&gt;puntata precedente&lt;/a&gt; ho raccontato della mia corsa contro il tempo dell&amp;rsquo;estate, una prova assurda come quelle di &lt;a href=&#34;https://curiosando708090.altervista.org/giochi-senza-frontiere-19651982-19881999/&#34;&gt;Giochi senza frontiere&lt;/a&gt;, ma senza allegria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile però dilungarsi ancora in dettagli poco comprensibili ai non addetti ai lavori. Meglio parlare invece di cosa ho fatto io per superare questa prova, cercando di sfruttare quel poco che so di LaTeX e di programmazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché, l&amp;rsquo;ho già detto ma mi ripeto, qualche nozione di programmazione può aiutare a cavarsela meglio con le tante &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/Montalbano/Nichil_arrabbiato.html&#34;&gt;rotture di cabasisi&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; che dobbiamo affrontare ogni giorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Se c&amp;rsquo;è una cosa sulla quale sin dal primo momento non ho avuto il minimo dubbio, è che non avrei usato Word per preparare il curriculum professionale. Word non mi piace, si sa, ma in questa scelta non c&amp;rsquo;era nessuna prevenzione, era solo un modo per preservare la mia salute mentale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Word ha grosse difficoltà a gestire strutture complesse come le tabelle. Una, due, tre, dieci tabelle vanno ancora bene, ma qui si trattava di creare centinaia e centinaia di tabelle diverse, una per ogni &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/10/25/il-cnr-e-anche-questo-concorsi-senza-frontiere/&#34;&gt;titolo&lt;/a&gt; &amp;ndash; articolo, progetto, software, brevetto, insegnamento, incarico &amp;ndash; inserito nel curriculum professionale. Dopo un po&amp;rsquo; Word sarebbe letteralmente &lt;em&gt;impazzito&lt;/em&gt; nel maneggiare tutte quelle tabelle, facendomi perdere un sacco di tempo prezioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con &lt;a href=&#34;https://www.latex-project.org/&#34;&gt;LaTeX&lt;/a&gt; il problema non si pone. Un documento LaTeX è un normale file di testo e il fatto che contenga tabelle, liste o semplici paragrafi non fa molta differenza, sono solo delle porzioni di testo strutturate in modo diverso. Il peggio che può capitare è che il &lt;a href=&#34;https://www.overleaf.com/learn/latex/Choosing_a_LaTeX_Compiler&#34;&gt;compilatore LaTeX&lt;/a&gt; impieghi qualche secondo in più a convertire il documento LaTeX in PDF.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto che i documenti LaTeX siano dei file di testo mi permetteva anche di generare automaticamente le tabelle relative a ciascun titolo inserito nel curriculum professionale, una cosa impossibile da fare con Word e che ha velocizzato moltissimo tutto il lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già perché, non l&amp;rsquo;ho detto prima, il curriculum professionale andava sì scritto in Word, ma poi la sottomissione andava fatta in PDF,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; utilizzando (ci credete?) la &lt;a href=&#34;https://selezionionline.cnr.it/jconon/?lang=it&#34;&gt;piattaforma online&lt;/a&gt; per i concorsi dismessa così improvvidamente. In pratica il &lt;a href=&#34;https://figshare.com/account/articles/13076858&#34;&gt;modello in Word&lt;/a&gt; fornito dall&amp;rsquo;amministrazione serviva solo come indicazione di massima di come dovesse essere organizzato il curriculum, ma niente impediva di utilizzare altri strumenti. L&amp;rsquo;unica cosa davvero importante è che il &lt;em&gt;layout&lt;/em&gt; del file PDF corrispondesse a quello previsto dall&amp;rsquo;amministrazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riprodurre in LaTeX il modello originale in Word non è stato difficile: la classe &lt;a href=&#34;https://www.ctan.org/pkg/memoir&#34;&gt;memoir&lt;/a&gt; è molto flessibile ed è particolarmente adatta a produrre tutti quei documenti che escono dai canoni classici di LaTeX, mentre i package &lt;a href=&#34;https://ctan.org/pkg/geometry&#34;&gt;geometry&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.ctan.org/pkg/booktabs&#34;&gt;booktabs&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://ctan.org/pkg/multirow&#34;&gt;multirow&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.ctan.org/pkg/titlesec&#34;&gt;titlesec&lt;/a&gt; permettono di regolare finemente i dettagli del documento finale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sia chiaro, preparare un modello di documento LaTeX partendo da zero non è mai facile, a meno di non essere dei veri esperti. Per fortuna avevo già fatto delle cose simili in passato e mi è bastato modificare qualche dettaglio per ottenere quello che mi serviva.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Il modello LaTeX era però il problema minore, ciò che importava davvero era riuscire a riutilizzare il più possibile il lavoro fatto in passato. Come già detto nel &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/10/25/il-cnr-e-anche-questo-concorsi-senza-frontiere/&#34;&gt;post precedente&lt;/a&gt;, i soloni che ci governano non avevano previsto nessuna possibilità di esportare i dati già presenti sulla piattaforma online. L&amp;rsquo;unica possibilità era quella di partire dal curriculum in PDF preparato per un concorso precedente (del 2013, ben sette anni fa).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna ho una certa esperienza nell&amp;rsquo;estrazione di dati dai documenti PDF, un problema molto attuale dato che tante istituzioni, non solo nazionali ma anche internazionali, sono molto restie a condividere i loro dati in formati standard utilizzabili da chi, come me, si occupa di estrarre informazioni dalle serie temporali di misure. Quando va bene il meglio che si riesce ad ottenere sono dei file PDF contenenti delle tabelle mal strutturate, che bisogna ingegnarsi a convertire in formati usabili per le analisi. Mi è bastato quindi adattare uno script in R sviluppato per altri scopi per riuscire a convertire la domanda in PDF in un &lt;a href=&#34;https://www.html.it/articoli/file-csv-cosa-sono-come-si-aprono-e-come-crearli/&#34;&gt;file CSV&lt;/a&gt; ben ordinato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Partendo dal file CSV e con qualche semplice &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/02/18/script-per-tutti-i-giorni-entra-in-scena-awk/&#34;&gt;script in AWK&lt;/a&gt; (un&amp;rsquo;altro &lt;em&gt;tool&lt;/em&gt; di base di cui non potrei mai fare a meno) è stato quasi un gioco da ragazzi estrarre i dati relativi ai titoli già presentati in quel concorso, salvandoli in file differenti in base alla &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/10/25/il-cnr-e-anche-questo-concorsi-senza-frontiere/&#34;&gt;tipologia&lt;/a&gt; in modo che poi fosse più semplice aggiungere uno ad uno i titoli mancanti (dal 2013 ad oggi ce ne sono state di novità!). Il modello LaTeX si occupava poi di importare questi file nella sequenza corretta producendo il curriculum completo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già che c&amp;rsquo;ero, con gli stessi script potevo anche costruire automaticamente le tabelle LaTeX dove incasellare ciascun titolo. È una cosa più difficile da spiegare che da fare, ma che ha rappresentato un vantaggio incomparabile rispetto a creare le tabelle una ad una con Word.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ammettere che gli script AWK non erano perfetti, purtroppo me ne sono accorto solo dopo aver iniziato il lavoro di inserimento dei nuovi titoli. Ma dato che questi script mi servivano solo una volta, ho preferito correggere a mano gli errori piuttosto che perdere altro tempo a perfezionarli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Lavorare con file diversi per ciascuna tipologia (o &lt;em&gt;fattispecie&lt;/em&gt;, il termine preferito dai nostri vertici amministrativi) aveva un altro grosso vantaggio. Avendo separato il modello LaTeX, che gestiva l&amp;rsquo;aspetto generale del curriculum professionale, dai dati riportati nei diversi file, potevo velocizzare parecchio la fase di (diciamo così) &lt;em&gt;debugging&lt;/em&gt; del documento finale. In altre parole, se lavoravo sugli articoli scientifici scritti nel corso della mia carriera, potevo importare nel modello generale LaTeX solo il file relativo, lasciando fuori tutto ciò che riguardava le altre attività svolte. Analogamente per le altre tipologie di documenti. Sembra una cosa da niente, ma quando si passano le giornate ad inserire i dati di decine di nuovi documenti, avere a disposizione un file PDF più snello e poter controllare più rapidamente di non aver fatto errori e di non aver dimenticato niente può davvero fare la differenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Un altro aspetto chiave dell&amp;rsquo;usare LaTeX al posto di Word è stato il fatto di poter numerare a piacere le singole tabelle. Su questo la confusione era massima. Il principio generale era chiaro, i vari titoli delle &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/10/25/il-cnr-e-anche-questo-concorsi-senza-frontiere/&#34;&gt;Categorie A e B&lt;/a&gt; andavano inseriti rispettando un ordine temporale inverso, dal più recente al più vecchio, assegnando un numero progressivo a ciascuna tabella. Quello che non era affatto chiaro era il &lt;em&gt;come&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/10/categoria-a.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Modello di curriculum professionale: titoli della Categoria A.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/10/categoria-b.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Modello di curriculum professionale: titoli della Categoria B.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;era chi affermava che si dovessero numerare progressivamente i documenti della &lt;strong&gt;Categoria A&lt;/strong&gt;, gli ormai famosi &lt;strong&gt;Prodotti della Ricerca&lt;/strong&gt;, indipendentemente dalla loro tipologia ma tendendo conto solo della data, ricominciando la numerazione dal principio una volta passati ai titoli della &lt;strong&gt;Categoria B&lt;/strong&gt;, dove invece i titoli andavano raggruppati in base alla tipologia. Altri pensavano che fosse preferibile raggruppare tutti i titoli della Categoria A per tipologia (prima tutti gli articoli, poi i capitoli di libri e gli atti di congressi, poi i brevetti, e così via), ordinandoli dal più recente al più vecchio e numerandoli progressivamente, continuando la numerazione con gli stessi criteri una volta passati alla Categoria B. Altri volevano numerare anche le tipologie, un po&amp;rsquo; come si fa con i capitoli di un libro tecnico. Insomma, ogni partecipante al concorso aveva la sua idea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come ha scritto qualcuno in un gruppo WhatsApp, &lt;em&gt;&amp;ldquo;le migliori menti del Paese non riuscivano a interpretare le istruzioni del bando di concorso&amp;rdquo;&lt;/em&gt;. Non so se al CNR ci siano davvero le &lt;em&gt;migliori menti del Paese&lt;/em&gt;, ma è evidente che tutta questa confusione derivava dalla difficoltà di interpretare un gergo burocratico astruso e inconsistente, incomprensibile per chi è abituato per professione ad essere preciso e rigoroso. A ciò si aggiungeva un motivo più banale, il timore di fare degli errori nella stesura del curriculum e di essere penalizzati per questo dalle commissioni di valutazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io non avevo scelta. Avendo raggruppato tutti i miei titoli in file differenti in base alla tipologia e importando i file uno dopo l&amp;rsquo;altro nel modello generale LaTeX, non potevo fare altro che numerare tutti i titoli della stessa tipologia in base alla data (dal più recente al più vecchio), proseguendo la numerazione una volta passato ad un&amp;rsquo;altra tipologia e continuando a numerare progressivamente allo stesso modo anche i titoli della Categoria B.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi sembrava anche la cosa più logica da fare, perché questo ordinamento facilitava il lavoro della commissione, che così trovava raggruppati prima tutti gli articoli scientifici (che sono senza ombra di dubbio i titoli più importanti per un ricercatore), poi tutti i capitoli di libri o gli atti di congresso, poi i brevetti, e così via. Se l&amp;rsquo;ordinamento primario per tipologia era previsto esplicitamente per la Categoria B, perché non fare lo stesso anche per la Categoria A? Se poi alla commissione non piacerà, pazienza!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che ho usato &lt;a href=&#34;https://git-scm.com&#34;&gt;git&lt;/a&gt; &amp;ndash; il sistema di controllo delle versioni che è ormai uno standard di fatto nel mondo dello sviluppo &amp;ndash; per gestire le revisioni di tutti i file che mi servivano per produrre il curriculum professionale finale: il modello generale in LaTeX, gli script in R e AWK e tutti i file CSV e LaTeX generati dagli script.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il sistema di controllo delle versioni potevo aggiornare i vari file LaTeX dei titoli sapendo di poter tornare indietro anche in caso di errori troppo gravi per essere recuperati a colpi di &lt;em&gt;undo&lt;/em&gt;. Per fare un esempio, a un certo punto mi sono accorto che avrei dovuto scambiare due righe in tutte le tabelle del file relativo agli articoli (si veda la figura qui sotto). Con un buon editor di testo è una cosa che si fa in cinque minuti, ma sapere di poter usare &lt;code&gt;git&lt;/code&gt; anche per &lt;a href=&#34;https://git-scm.com/book/en/v2/Git-Tools-Interactive-Staging&#34;&gt;annullare ogni singola modifica&lt;/a&gt; è una cosa che si apprezza solo dopo essersi spupazzati una ad una un migliaio di righe di codice LaTeX.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/10/git-latex.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Interfaccia grafica di &lt;code&gt;git&lt;/code&gt; con la quale è possibile accettare o annullare ogni singola modifica ad un file.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Git è troppo complicato? Può darsi, ma un sistema di controllo delle versioni è come un backup, finché va tutto bene non si capisce a cosa serva, ma quando si presenta un problema si ringrazia il cielo di averlo usato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Guardando a ritroso mi accorgo che la preparazione di questo curriculum professionale è stata in parte un lavoro di programmazione, tutto sommato abbastanza divertente, seguita da una lunga e noiosissima fase di inserimento dei nuovi dati e di controllo che tutto fosse a posto, una cosa che sembrava non dovesse finire mai. Lavorando una decina di ore al giorno ho impiegato quasi un mese per completare il lavoro, un pelo in anticipo rispetto alla scadenza prevista. Uno spreco di tempo assurdo per quello che dovrebbe essere un evento normalissimo nella vita professionale di chi fa questo mestiere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La versione finale del mio curriculum ha 248 pagine, un numero che per un matematico (o un programmatore) ha un certo significato.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Chissà se la commissione che lo giudicherà sarà dello stesso avviso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;(&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/12/01/il-cnr-e-anche-questo-un-po-di-codice/&#34;&gt;Continua&amp;hellip;&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa più che ragionevole, visto che un file PDF è molto più difficile da manipolare del corrispettivo in Word.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto fra parentesi, se c&amp;rsquo;è interesse per l&amp;rsquo;argomento, potrei scrivere dei post specifici su LaTeX e dintorni, toccando non solo le basi ma anche argomenti più avanzati come questo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ammetto che arrivare a 271 o a 314 pagine sarebbe stato meglio, ma ci proverò la prossima volta.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Il CNR è anche questo: concorsi senza frontiere</title>
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      <pubDate>Sun, 25 Oct 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/T8el-AHcNFs?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Lo so, è da un mese che non pubblico niente sul blog. Non che mi manchino gli spunti, tutt&amp;rsquo;altro, la lista di cose da scrivere si allunga ogni giorno di più. Ma è dall&amp;rsquo;inizio di agosto che mi trovo ad affrontare una scadenza importante dopo l&amp;rsquo;altra, e appena ne supero una eccone un&amp;rsquo;altra ancora più pressante. Dopo giornate come quelle delle ultime settimane, è difficile mettersi di nuovo alla scrivania la sera per aggiornare il blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma il mondo deve sapere&amp;hellip; 😂😂😂😂😂 e quindi quello che segue è il racconto (lungo!) di cosa ha significato affrontare la scadenza più importante di tutte, che purtroppo è stata anche la più fastidiosa e frustante. Una gara contro il tempo che mi faceva pensare alle prove assurde di &lt;a href=&#34;https://curiosando708090.altervista.org/giochi-senza-frontiere-19651982-19881999/&#34;&gt;Giochi senza frontiere&lt;/a&gt;, ma senza la goliardia e il buonumore degli originali.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La storia interesserà, giustamente, solo a pochissimi frequentatori del blog. Tutti gli altri faranno bene a &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/11/08/il-cnr-e-anche-questo-concorsi-in-latex/&#34;&gt;saltare direttamente alla seconda parte&lt;/a&gt;, deve racconto come ho affrontato questa prova con l&amp;rsquo;aiuto degli strumenti di cui parlo spesso in questo blog, LaTeX, R, script da Terminale, sistemi di controllo di versione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché non è detto che uno debba imparare a programmare solo per fare delle cose serie. Anche riuscire a cavarsela meglio con le &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/Montalbano/Nichil_arrabbiato.html&#34;&gt;rotture di cabasisi&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; di tutti i giorni può essere un&amp;rsquo;ottima scusa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Tutto è cominciato ai primi di agosto, quando il CNR ha pensato bene di pubblicare i bandi di concorso ex &lt;strong&gt;Articolo 15&lt;/strong&gt; (dall&amp;rsquo;articolo del contratto che li prevede), per i passaggi di livello di ricercatori e tecnologi.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Erano dieci anni che non uscivano dei concorsi di questo tipo (che dovrebbero invece avere una cadenza biennale), cosa potevano scegliere i nostri ineffabili vertici se non il mese di agosto per pubblicare i bandi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Estate rovinata. Perché partecipare ad un concorso per passare ad un livello superiore non è uno scherzo e può richiedere mesi di lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so per esperienza. Nel 2013 partecipai ad un altro concorso (di tipologia differente) per passare a dirigente di ricerca, il livello più alto nel &lt;em&gt;cursus honorum&lt;/em&gt; della ricerca italiana. Il bando (ovviamente!) uscì a luglio con scadenza a settembre ma poi, a causa del cattivo funzionamento della &lt;a href=&#34;https://selezionionline.cnr.it/jconon/?lang=it&#34;&gt;piattaforma web&lt;/a&gt; messa su in fretta e furia per gestire quel concorso, la scadenza venne rimandata più volte fino a novembre. Il motivo principale era la scarsa affidabilità della piattaforma web, che era tanto sovraccarica da andare continuamente in crash, cancellando senza pietà tutte le informazioni non ancora salvate. Mi ricordo ancora le alzatacce alle 4 del mattino, l&amp;rsquo;unico momento buono per inserire sulla piattaforma le informazioni tratte dalle centinaia di documenti richiesti per partecipare al concorso.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Negli ultimi anni la piattaforma web è migliorata moltissimo e rappresenta ormai un archivio molto dettagliato dei documenti già presentati dai miei colleghi e da me ai vari concorsi a cui abbiamo partecipato nel frattempo. Un archivio che potrebbe essere molto utile per semplificare la partecipazione ai nuovi concorsi istituiti dal CNR.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E invece cosa pensano i soloni che ci governano e che, un pezzo dopo l&amp;rsquo;altro, stanno smontando quello che era uno dei migliori enti di ricerca multidisciplinari del mondo? Di abolire per questo concorso &lt;em&gt;agostano&lt;/em&gt; la piattaforma web e di richiedere invece la compilazione di un &lt;a href=&#34;https://figshare.com/account/articles/13076858&#34;&gt;modello di documento in Word&lt;/a&gt; (lo trovate in miniatura anche qui sotto), nel quale inserire tutte le migliaia di informazioni che costituiscono il cosiddetto &lt;em&gt;curriculum professionale&lt;/em&gt; di ciascun partecipante al concorso. Aggiungendo danno al danno, i soloni suddetti non prevedono alcuno strumento per &lt;strong&gt;esportare le informazioni&lt;/strong&gt; già inserite nella piattaforma online, costringendoci di fatto a ricominciare tutto da zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[gallery type=&amp;ldquo;thumbnails&amp;rdquo; columns=&amp;ldquo;3&amp;rdquo; autostart=&amp;ldquo;true&amp;rdquo; size=&amp;ldquo;medium&amp;rdquo; link=&amp;ldquo;file&amp;rdquo; ids=&amp;ldquo;4953,4954,4955,4956,4957&amp;rdquo;]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;curriculum professionale&lt;/strong&gt; è solo un lontano parente del normale &lt;strong&gt;curriculum vitae&lt;/strong&gt; (CV), nel quale si condensano anni ed anni di lavoro in poche pagine leggibili. Qui si tratta invece di un &lt;a href=&#34;https://figshare.com/account/articles/13076858&#34;&gt;dettagliatissimo e minuziosissimo elenco&lt;/a&gt; di tutto ciò che costituisce l&amp;rsquo;attività scientifica di un ricercatore: gli articoli pubblicati sulle riviste scientifiche o sugli atti delle conferenze, i libri o i capitoli di libri, i software sviluppati, i brevetti, i progetti, le attività di docenza, la partecipazione a commissioni tecnico-scientifiche e molto altro.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Sono i cosiddetti &lt;strong&gt;titoli&lt;/strong&gt;, ciascuno dei quali va inserito nel curriculum professionale in base alla sua &lt;strong&gt;fattispecie&lt;/strong&gt; (un termine di estrazione giuridica che in questo contesto è &lt;a href=&#34;https://www.treccani.it/vocabolario/fattispecie/&#34;&gt;improprio&lt;/a&gt; e che nel seguito sostituirò con &lt;a href=&#34;https://www.treccani.it/vocabolario/tipologia/&#34;&gt;tipologia&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style = &#34;border-style: solid; border-width: 0px 0px 0px 4px; border-color: midnightblue; background-color: aliceblue; padding: 1em;&#34;&gt;&#xA;Traduco per i non iniziati al gergo burocratico dell&#39;ente. Per il CNR una &lt;strong&gt;fattispecie&lt;/strong&gt; rappresenta un tipo specifico di attività svolta: un articolo scientifico è una &lt;em&gt;fattispecie&lt;/em&gt;, un libro o capitolo di libro è un&#39;altra &lt;em&gt;fattispecie&lt;/em&gt;, i brevetti, i software, i progetti, gli incarichi, le docenze sono ulteriori &lt;em&gt;fattispecie&lt;/em&gt; diverse, così come lo sono moltissime altre attività tecnico-scientifiche svolte nel corso della propria carriera.&#xA;&lt;p&gt;Per confondere ancora di più le idee, tutte le attività di stampo più propriamente scientifico, e quindi gli articoli, i libri o i capitoli di libri, i brevetti, i software, vengono definite anche &lt;strong&gt;Prodotti della Ricerca&lt;/strong&gt;, e sono suddivise a loro volta in &lt;em&gt;fattispecie&lt;/em&gt; differenti (che naturalmente variano di concorso in concorso). Ciascun &lt;em&gt;Prodotto della Ricerca&lt;/em&gt;, e più in generale ciascuna attività tecnico-scientifica svolta, rappresenta un &lt;strong&gt;titolo&lt;/strong&gt; professionale, e va inserito in una tabella del &lt;strong&gt;curriculum professionale&lt;/strong&gt; specifica per la sua &lt;em&gt;fattispecie&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se tutto ciò vi fa girare la testa, pensate a me che ho dovuto cercare di spiegarlo!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;&lt;!-- In un ente di ricerca multidisciplinare come il CNR, che si occupa di discipline che spaziano dalla fisica quantistica alle scienze umane, le possibili tipologie di **Prodotti della Ricerca** -- il termine usato dai burocrati del CNR, e solo da loro, per designare l&#39;_output_ più propriamente scientifico del nostro lavoro -- sono così variegato da rendere spesso molto difficile incasellarle  in una delle tipologie (oops, _fattispecie_!) previste. Per tenere conto dei tanti casi particolari c&#39;è quindi bisogno della tipologia-calderone, _Ulteriori prodotti non classificabili nelle sopraindicate fattispecie_, dove si mette tutto ciò che avanza, sperando che la commissione di concorso sia illuminata. --&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inserire un nuovo &lt;em&gt;Prodotto della Ricerca&lt;/em&gt; nell&amp;rsquo;orribile &lt;a href=&#34;https://figshare.com/account/articles/13076858&#34;&gt;modello Word&lt;/a&gt; fornito dall&amp;rsquo;amministrazione non è uno scherzo: si deve selezionare la tipologia (o se preferite la fattispecie) &lt;em&gt;giusta&lt;/em&gt;, duplicare la tabella originale vuota relativa alla tipologia scelta oppure una tabella già compilata, e infine (si fa per dire) inserire una ad una con molta pazienza le informazioni richieste. Alcune sono ovvie, come il titolo e gli autori di un lavoro scientifico. Altre sono piuttosto complicate da reperire, come l&amp;rsquo;indice di classificazione della rivista e il famigerato &lt;em&gt;impact factor&lt;/em&gt;,&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; informazioni che bisogna cercare consultando i siti web delle riviste oppure degli appositi database &lt;a href=&#34;https://mjl.clarivate.com/home&#34;&gt;online&lt;/a&gt;, alcuni &lt;a href=&#34;https://www.scimagojr.com/&#34;&gt;aperti a tutti&lt;/a&gt;, altri &lt;a href=&#34;https://mjl.clarivate.com/home&#34;&gt;proprietari e a pagamento&lt;/a&gt; (sono carissimi, ma per queste inutili sciocchezze il CNR è sempre pronto a sprecare soldi). Infine ci sono le informazioni di cui non si capisce bene il senso, come il codice identificativo della rivista (ISSN) o peggio ancora il campo &lt;em&gt;Altre informazioni&lt;/em&gt;, nel quale ognuno mette quello che gli pare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E tutto ciò va fatto per ogni singolo &lt;em&gt;Prodotto della Ricerca&lt;/em&gt;. I ricercatori più anziani come me, con una carriera ormai più che trentennale alle spalle e centinaia di prodotti della ricerca, partendo da zero hanno bisogno di parecchi giorni per inserire tutti questi titoli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Ma questa è solo la prima parte della storia, quella che riguarda la produzione scientifica vera e propria e che va sotto l&amp;rsquo;ombrello di &lt;strong&gt;Categoria A&lt;/strong&gt;. La seconda parte del &lt;a href=&#34;https://figshare.com/account/articles/13076858&#34;&gt;modello Word&lt;/a&gt; se vogliamo è molto, molto peggio. Si tratta della &lt;strong&gt;Categoria B&lt;/strong&gt;, quella che raccoglie tutte la attività di contorno alla ricerca vera e propria, le attività didattiche, quelle di diffusione della cultura scientifica, i premi, le partecipazioni ad organismi tecnici o scientifici, le responsabilità varie e soprattutto le partecipazioni ai progetti di ricerca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che è ciò che interessa davvero alla nostra amministrazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché i progetti di ricerca portano soldi, tanti soldi. I soldi che lo Stato non da più (il finanziamento ordinario copre ormai solo gli stipendi dei dipendenti), per cui se vuoi fare qualcosa devi partecipare a dei progetti di ricerca. Non importa quali, non importa se sono attinenti o no al tuo filone scientifico, non importa se sono davvero utili al progresso scientifico, o perlomeno alla società. L&amp;rsquo;unica cosa davvero importante è che i progetti portino soldi, perché sono quelli che fanno andare avanti la baracca. Nonché, attraverso rapine sempre più pesanti ai finanziamenti faticosamente acquisiti (preparare un progetto di ricerca è una faticaccia), permettono alla sede amministrativa centrale di prosperare alla grande, senza mai dare nessun supporto a questa faticosa attività di autofinanziamento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai sei un bravo scienziato se riesci ad acquisire finanziamenti, altrimenti sei uno sfigato qualunque. Potrai anche avere titoli scientifici inappuntabili, ma se non porti soldi puoi sognarti di vincere un concorso al CNR. Lo pensa l&amp;rsquo;amministrazione, ma lo pensano (purtroppo!) anche tanti colleghi rampanti, quelli che pesano le persone in base al denaro che hanno saputo conquistarsi, e che avrebbero fatto meglio a fare i &lt;em&gt;broker&lt;/em&gt; piuttosto che i ricercatori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non a caso sono proprio i progetti a fare la parte del leone nella Categoria B del curriculum professionale. I progetti riguardano le prime due &lt;em&gt;fattispecie&lt;/em&gt; della Categoria B e la varietà e quantità di informazioni richiesta è decisamente maggiore rispetto a tutte le altre tipologie: da dove sono arrivati i soldi, quanto ha introitato il progetto complessivo, quanto ha introitato il gruppo del CNR (&lt;em&gt;Unità Operativa&lt;/em&gt;) di cui fa parte il candidato, quali erano gli obiettivi del progetto, quali risultati ha ottenuto, quanto è durato. E per come sono strutturati i progetti di ricerca, queste informazioni sono sparse su molteplici documenti, da cercare uno ad uno sul proprio computer o magari sulle copie cartacee di venti-trent&amp;rsquo;anni fa (per quei fortunati o previdenti che le hanno conservate), per cui compilare la tabella di un singolo progetto di ricerca può richiedere ore di lavoro. Un vero incubo!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è una cosa che accomuna tutta la  Categoria B del curriculum professionale. La richiesta ossessiva di &lt;em&gt;pezze d&amp;rsquo;appoggio&lt;/em&gt; per qualunque cosa si sia fatta nella propria vita professionale: numeri di protocollo, delibere, decreti, provvedimenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una richiesta ragionevole per le attività più importanti, come ad esempio gli insegnamenti universitari, che devono necessariamente essere autorizzati con apposite delibere. Molto meno ragionevole per altre attività normalissime per un ricercatore, come far parte del comitato organizzatore di una conferenza o di qualche commissione tecnico-scientifica, incarichi che vengono assegnati quasi sempre con una semplice email o che compaiono solo su un sito web che spesso viene disattivato al termine della conferenza.&lt;sup id=&#34;fnref:6&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:6&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;6&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come &lt;a href=&#34;https://ilnostrocnr.it/forums/topic/armi-di-distrazione-di-massa/#post-8771&#34;&gt;ha scritto benissimo&lt;/a&gt; un collega, &lt;em&gt;&amp;ldquo;È stato davvero penoso vedere persone di valore doversi instupidire nella rincorsa del numero di protocollo, del quartile più alto, della dichiarazione del direttore o del responsabile del progetto, del link che non c’è più, e nel mentre erano costantemente infastidite da notizie che continuavano a ribaltare le modalità di compilazione di schede inutilmente minuziose: il numero progressivo, le fattispecie, le annualità. Un vilipendio di energie intellettuali, uno spreco di tempo e denaro, un alt irragionevole e su tutta la linea alle attività di ricerca, un’efficace distrazione da altri temi importanti legati al futuro della ricerca e del suo esercizio (es. PNR). Impegno per altro richiesto e pilotato con un bando uscito a ridosso della chiusura estiva imposta dall’Ente, tale da fagocitarsi una buona parte delle ferie&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non potrei essere più d&amp;rsquo;accordo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;(&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/10/25/il-cnr-e-anche-questo-concorsi-senza-frontiere/&#34;&gt;Continua&amp;hellip;&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alzi la mano chi se li ricorda. Giochi senza frontiere sono stati per tantissimi anni il gioco dell&amp;rsquo;estate per eccellenza, quello in cui concorrenti provenienti da ogni angolo dell&amp;rsquo;Europa si affrontavano in gare improbabili nelle quali dovevano evitare di essere travolti da una valanga mentre &lt;em&gt;sciavano&lt;/em&gt; sulla sabbia, tirare via l&amp;rsquo;acqua di un lago con un bicchiere attaccato ad una canna da pesca o cercare di rimanere in equilibrio su una enorme palla di polistirolo. L&amp;rsquo;inventore di queste prove era un vero genio dell&amp;rsquo;assurdo. La dirigenza del CNR cerca continuamente di copiare da lui, ma non ha la stessa stoffa.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I tecnologi del CNR sono una figura professionale anomale. In teoria dovrebbero essere coloro che gestiscono i grossi laboratori sperimentali, le infrastrutture di rete e così via. In pratica ormai, per ragioni troppo complesse da spiegare qui, una gran parte di tecnologi svolge compiti di tipo amministrativo, snaturando di fatto il ruolo. Per questo motivo, quando nel seguito parlerò dei ricercatori, mi riferirò sempre anche ai (pochi) tecnologi ancora degni di questo nome.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono voluti due o tre anni per concludere l&amp;rsquo;iter di quel concorso, che naturalmente non ho vinto, anche se in una delle due graduatorie mi sono classificato piuttosto bene. La graduatoria era quella meno attinente al mio percorso professionale, ma queste sono le stranezze della burocrazia italiana, accoppiate alla, diciamo così, &lt;em&gt;ostilità&lt;/em&gt; di uno dei commissari dell&amp;rsquo;altra graduatoria.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può diventare direttore di un Istituto del CNR, direttore di Dipartimento e perfino Direttore Generale presentando un normalissimo &lt;em&gt;curriculum vitae&lt;/em&gt; di 10-20 pagine, ma non ne bastano 200 per partecipare ad un concorso da dirigente di ricerca.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;La discussione di cos&amp;rsquo;è l&amp;rsquo;impact factor e perché lo definisco &lt;em&gt;famigerato&lt;/em&gt; porterebbe troppo lontano dal nucleo principale dell&amp;rsquo;articolo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:6&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più di una volta ho dovuto ricorrere al beneamato &lt;a href=&#34;https://archive.org&#34;&gt;Internet Archive&lt;/a&gt; per cercare di reperire queste informazioni.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:6&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Cronaca di un disastro: come sopravvivere alla pagina bianca di WordPress</title>
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      <pubDate>Wed, 22 Jan 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Questo non è un post adatto per chi si spaventa facilmente. Se siete ansiosi o deboli di cuore fatevi un favore e non continuate a leggere.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;premessa&#34;&gt;Premessa&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si verifica un disastro in ambito informatico (e non solo) la cosa più importante è non perdere mai la calma. E poi non bisogna avere fretta di rimettere le cose a posto, meglio riflettere prima di agire. Naturalmente avere un backup aggiornato a disposizione aiuta sempre moltissimo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte le volte che ho dovuto affrontare un disastro di tipo informatico &amp;ndash; e fra casi personali, amici e conoscenti succede relativamente spesso &amp;ndash; queste linee guida sono sempre state utilissime per risolvere il problema. L&amp;rsquo;ultima volta, però, una installazione di WordPress andata completamente in tilt ha messo a durissima prova la mia pazienza, oltre che le mie conoscenze tecniche. Ecco il racconto di quello che è successo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;una-giornata-particolare&#34;&gt;Una giornata particolare&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oltre a questo blog, amministro da anni &lt;a href=&#34;https://ilnostrocnr.it/&#34;&gt;Il nostro CNR&lt;/a&gt;, un sito finalizzato alla discussione di tematiche relative al mondo del CNR e della ricerca in generale. Come &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com&#34;&gt;melabit&lt;/a&gt;, anche Il nostro CNR è basato su &lt;a href=&#34;https://wordpress.org/&#34;&gt;WordPress&lt;/a&gt;. Il sito è piuttosto popolare, ha un discreto numero di visualizzazioni giornaliere, purtroppo sono sempre troppo pochi quelli che hanno la voglia e la pazienza di intervenire sul forum. Ma questo è un male tipico degli italiani, bravissimi a discutere animatamente al bar (&lt;em&gt;verba volant&amp;hellip;&lt;/em&gt;), ma molto meno propensi a mettere per iscritto quello che pensano, magari per paura di ritorsioni (&lt;em&gt;&amp;hellip;scripta manent&lt;/em&gt; ).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poco prima di Natale Corrado Zunino, un giornalista di Repubblica sempre molto attento ai problemi della ricerca, pubblica un articolo in cui rivela che la procedura di elezione del rappresentante del personale nel CdA del CNR, conclusa un mese prima, potrebbe essere stata &lt;a href=&#34;https://www.repubblica.it/scuola/2019/12/19/news/_brogli_per_le_elezioni_al_cnr_-243846407/&#34;&gt;viziata da brogli&lt;/a&gt;. Il rappresentante &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/10/06/il-cnr-e-anche-questo-scienza-contro-establishment/&#34;&gt;eletto alla tornata precedente&lt;/a&gt; era stato una vera e propria spina nel fianco per la dirigenza del CNR e, non pago di quattro anni di fatiche e sacrifici anche personali, aveva deciso di ripresentarsi per un secondo mandato, con ottime possibilità di successo. Toglierlo di mezzo e sostituirlo con qualcuno meno rigido e competente era quasi una necessità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Subito dopo aver letto l&amp;rsquo;articolo su Repubblica decido di diffonderlo tramite &lt;a href=&#34;https://ilnostrocnr.it/&#34;&gt;Il nostro CNR&lt;/a&gt;. Del resto, dopo la &lt;a href=&#34;https://www.raiplay.it/video/2017/03/Ricercatori-e-ricercati-66100079-8a30-44a7-a913-cf95f6e92fbb.html&#34;&gt;trasmissione di Report del marzo 2017&lt;/a&gt; che ha rivelato la lunga serie di ruberie avvenute in un istituto del CNR (di certo non l&amp;rsquo;unico) e ancora di più &lt;a href=&#34;https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/11/20/news/napoli_false_consulenze_al_cnr-241466172/&#34;&gt;dopo l&amp;rsquo;arresto&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/napoli_consiglio_nazionale_delle_ricerca_cnr_scandalo_consulenze_arresti-4875711.html&#34;&gt;dell&amp;rsquo;ex-direttore del CNR e dei suoi sodali&lt;/a&gt;, nel nostro ente l&amp;rsquo;interesse per queste vicende ripugnanti è altissimo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://www.ilmattino.it/photos/PANORAMA/57/11/4875711_2103_parco_giochi_gonfiabile_2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/napoli_consiglio_nazionale_delle_ricerca_cnr_scandalo_consulenze_arresti-4875711.html&#34;&gt;Il Mattino, 20 novembre 2019&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;aggiornamenti-inattesi&#34;&gt;Aggiornamenti inattesi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Entro quindi in quello che è un po&amp;rsquo; il &lt;em&gt;retrobottega&lt;/em&gt; del sito, la cosiddetta &lt;em&gt;dashboard&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;interfaccia di gestione dei contenuti e delle funzionalità di WordPress, per scrivere un post sulla notizia di Repubblica e come al solito trovo alcuni &lt;em&gt;plugin&lt;/em&gt; da aggiornare (i plugin sono dei pezzetti di codice che estendono le funzioni del sito). Succede praticamente ogni volta che accedo alla &lt;em&gt;dashboard&lt;/em&gt;, e senza pensarci più di tanto clicco sul pulsante di aggiornamento. È una procedura assolutamente sicura e comunque, anche se uno dei plugin non dovesse più funzionare bloccando il resto del sistema, mi basterebbe modificare i nomi di qualche file per disattivarlo e recuperare la piena operatività del sito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa volta invece, per qualche motivo incomprensibile, insieme all&amp;rsquo;aggiornamento dei plugin parte anche l&amp;rsquo;aggiornamento dell&amp;rsquo;intero codice di WordPress dalla versione 4.x all&amp;rsquo;ultima versione disponibile, la 5.qualcosa. Aggiornamento che per tanti motivi non volevo ancora fare, e soprattutto che non avrei mai fatto senza prima eseguire un backup affidabile di tutto il sito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non riesco ancora a capacitarmi di cosa possa essere successo, ma sono sicuro al 100% di non averlo fatto io stesso per errore. I pulsanti per aggiornare i plugin o il codice di WordPress sono ben distinti e non possono essere premuti contemporaneamente (lo vedete qui sotto), e poi ricordo benissimo di aver letto i messaggi che elencavano i plugin in corso di  aggiornamento. Ma, quando alla fine del processo ho cliccato per tornare alla pagina principale, ho visto partire anche l&amp;rsquo;aggiornamento del codice di WordPress, e a quel punto non potevo più far niente per interromperlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/aggiornamento-sito-e-plugin.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;È possibile che l&amp;rsquo;aggiornamento del codice sia partito da solo per qualche baco di Wordpress o di un plugin, del resto i bachi del software sono inevitabili. Una cosa seccante, ma ancora niente di preoccupante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;un-backup-è-per-sempre&#34;&gt;Un backup è per sempre?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta concluso l&amp;rsquo;aggiornamento non voluto di WordPress, apro una nuova scheda del browser per controllare cos&amp;rsquo;è successo al sito. Compare solo una pagina completamente bianca. Il sito in effetti funziona ancora, ma non carica correttamente le pagine, e anche la &lt;em&gt;dashboard&lt;/em&gt; appare completamente vuota. Per fortuna i file che costituiscono il sito  ci sono ancora tutti, e anche il database usato da WordPress per memorizzare i dati variabili del sito è ancora al suo posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style = &#34;border: 4px dotted lightgray; padding: 1em;&#34;&gt;&#xA;Un sito web dinamico come WordPress è costituito in genere da due componenti ben distinte: la prima comprende tutti file che costituiscono il sito web vero e proprio e che vengono modificati di rado, in particolare il codice WordPress e le personalizzazioni dell&#39;utente, i plugin, i temi grafici, le immagini e tutti i documenti collegati alle pagine del sito (questa componente sarà denominata da ora in poi &#34;file del sito&#34; o semplicemente &#34;sito&#34;). La seconda componente è costituita da un database nel quale vengono memorizzati i dati variabili del sito, fra cui i testi degli articoli e degli interventi sul forum, le informazioni relative agli utenti registrati, i dati di accesso e moltissimo altro.&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando succedono queste cose nel 99% dei casi la colpa è di qualche plugin che funziona male o non funziona affatto. Non c&amp;rsquo;era del resto da stupirsi, uno dei motivi per decidere di non aggiornare alla versione più recente di WordPress era legato proprio al fatto che almeno due plugin piuttosto importanti non erano ancora stati aggiornati per funzionare con le nuove versioni di WordPress e di &lt;a href=&#34;https://www.php.net/&#34;&gt;PHP&lt;/a&gt;, il linguaggio di programmazione per il web con il quale è sviluppato WordPress.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per correggere il problema della pagina bianca ci sono sostanzialmente due metodi: il primo richiede di disattivare i plugin uno ad uno, fino a scoprire quello che non funziona. Richiede ore ed ore di lavoro certosino e non avrebbe comunque risolto il problema dell&amp;rsquo;aggiornamento indesiderato del sito. Nonostante tutto, ho provato a disattivare i due, tre plugin più critici ma non cambiava niente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il secondo metodo prevede di ripristinare il sito da un backup recente e, in questo caso specifico, ha l&amp;rsquo;enorme vantaggio di poter tornare alla versione precedente di WordPress. E dato che il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/05/21/da-melabit-a-melabit-la-scelta-dell-hosting/&#34;&gt;&lt;em&gt;provider&lt;/em&gt; scelto per ospitare il sito&lt;/a&gt; fa un backup ogni ora, mi sembrava più che naturale scegliere la seconda soluzione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ed è qui che sono cominciati i guai.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apro un &lt;em&gt;ticket&lt;/em&gt;, cioè una richiesta di supporto tecnico, presso il provider e chiedo come ripristinare il sito da un backup eseguito intorno alle 9 del mattino, ora alla quale ero sicuro di non aver fatto ancora niente. Purtroppo non posso fare da solo, l&amp;rsquo;assistenza tecnica mi avvisa che la procedura di ripristino del database di WordPress deve essere effettuata dal provider, altrimenti dà errore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/ticket-01.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ovviamente li lascio fare, indicando il backup da ripristinare, il &lt;code&gt;#687&lt;/code&gt; eseguito alle 8:53, e ribadendo che volevo un ripristino totale, &lt;em&gt;pulito&lt;/em&gt;, sia del sito che del database su cui si appoggia (la conversazione qui sotto, così come tutte le conversazioni successive, vanno lette dal basso verso l&amp;rsquo;alto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/ticket-02.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Non funziona, anzi è peggio, i file del sito sembrano a posto, ma il database viene ripristinato solo in parte e quindi in pratica non serve a niente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intanto mi sono fatto dare l&amp;rsquo;intero backup del sito e del database delle ore 8:53 in formato standard e in questo backup il database sembra completo. Però ogni volta che l&amp;rsquo;assistenza tecnica prova a ripristinarlo la procedura fallisce. Secondo loro perché il database è corrotto, secondo me perché la loro procedura di ripristino non funziona bene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/ticket-03.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Provo allora a chiedere il ripristino da un backup di un paio di giorni prima, ma non cambia niente. È già passato un giorno, il sito è ancora giù e io faccio una pessima figura con i colleghi che lo frequentano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/ticket-04.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;andare-sul-cloud&#34;&gt;Andare sul cloud&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto decido di lasciar perdere l&amp;rsquo;assistenza tecnica e di fare da solo, usando il backup del sito e del database che mi sono fatto dare per ricostruire il sito da zero. Potrei usare come al solito una macchina virtuale, dove installare una versione server di Linux con tutto quello che serve per far funzionare WordPress, ma questa volta preferisco di andare sul cloud in modo da poter lavorare, se serve (e servirà molto spesso!), anche da casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scelgo &lt;a href=&#34;https://aws.amazon.com/cloud9/?origin=c9io&#34;&gt;AWS Cloud9&lt;/a&gt; di Amazon, funziona bene, costa poco e mi sembra più affidabile di altri servizi che ho usato in passato, come &lt;a href=&#34;https://codeanywhere.com/&#34;&gt;Codeanywhere&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.koding.com/&#34;&gt;Koding&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://pilvia.com/&#34;&gt;Pilvia&lt;/a&gt;, che cambiano continuamente modello di &lt;em&gt;business&lt;/em&gt;. Accedo al mio account e creo una nuova istanza di AWS Cloud9, dove installo la versione 18.04/Bionic LTS di Ubuntu Linux.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/aws-cloud9.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Potrei scegliere anche &lt;a href=&#34;https://aws.amazon.com/amazon-linux-ami/&#34;&gt;Amazon Linux&lt;/a&gt;, una versione di Linux specifica per Amazon AWS e basata su &lt;a href=&#34;https://www.redhat.com&#34;&gt;RedHat&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://centos.org/&#34;&gt;CentOS&lt;/a&gt;, ma preferisco andare sul sicuro, in fondo Ubuntu deriva sempre da &lt;a href=&#34;https://www.debian.org/&#34;&gt;Debian&lt;/a&gt;, e nel mondo Linux non c&amp;rsquo;è niente di meglio di Debian.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tralascio i dettagli dell&amp;rsquo;installazione di tutto quanto serve per far funzionare WordPress su Linux (ma se richiesto potrebbe essere argomento di un prossimo articolo). Il server web &lt;a href=&#34;http://httpd.apache.org&#34;&gt;Apache&lt;/a&gt;, il linguaggio di programmazione &lt;a href=&#34;https://www.php.net&#34;&gt;PHP&lt;/a&gt; e il sistema di database relazionale &lt;a href=&#34;https://mariadb.org&#34;&gt;MariaDB&lt;/a&gt;,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; sono già installati di &lt;em&gt;default&lt;/em&gt; in Ubuntu LTS, si tratta solo di configurare opportunamente tutto per &lt;a href=&#34;https://lucidar.me/en/aws-cloud9/how-to-run-apache-on-aws-ec2-cloud9-server/&#34;&gt;girare su AWS Cloud9&lt;/a&gt; e di creare il database per WordPress. Già che ci sono, installo anche &lt;a href=&#34;https://www.phpmyadmin.net&#34;&gt;phpMyAdmin&lt;/a&gt;, un programma comodissimo che permette di gestire un database MySQL (e quindi anche MariaDB) tramite una interfaccia web.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto basta scaricare il &lt;a href=&#34;https://wordpress.org/download/&#34;&gt;codice di WordPress&lt;/a&gt; ed effettuare la famosa &lt;a href=&#34;https://wordpress.org/support/article/how-to-install-wordpress/&#34;&gt;installazione in 5 minuti&lt;/a&gt; per essere a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Beh, magari fosse così semplice! Tutto quello che ho in questo momento è un sito funzionante ma vuoto, invece a me serve ripristinare tutto il contenuto de &lt;a href=&#34;https://ilnostrocnr.it&#34;&gt;Il nostro CNR&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo, sostituisco i file del sito e il database di WordPress con quelli contenuti nel backup fornito dal provider. Sembra difficile, ma avendo pieno accesso al terminale di Linux ed essendo l&amp;rsquo;amministratore onnipotente del sistema su cui gira WordPress diventa un gioco da ragazzi. Riavvio MariaDB ed Apache per fargli &lt;em&gt;rileggere&lt;/em&gt; i nuovi dati su cui operare, ma non funziona.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturale, il database contiene l&amp;rsquo;indirizzo web (URL) del sito originale, &lt;code&gt;https://ilnostrcnr.it&lt;/code&gt;, ma ora sono su Amazon AWS e l&amp;rsquo;URL del sito che ho creato è completamente diverso, è qualcosa tipo &lt;code&gt;https://b0ef0914612e145f8fad9237c0dabd8a.vfs.cloud9.us-east-2.amazonaws.com&lt;/code&gt;. Non ho intenzione di combattere con i DNS o il file &lt;code&gt;hosts&lt;/code&gt;, per cui entro nel database con phpMyAdmin, seleziono la tabella &lt;code&gt;wp_options&lt;/code&gt; e sostituisco l&amp;rsquo;URL originale contenuto nei record &lt;code&gt;siteurl&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;home&lt;/code&gt; con quelli forniti da Amazon AWS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riavvio di nuovo MariaDB ed Apache e finalmente il sito torna a vivere. Con phpMyAdmin controllo se il database ha degli errori, e in effetti ci sono, ma niente di così grave che possa impedirne il ripristino (e del resto a me funziona tutto perfettamente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto è quasi routine, ed è anche l&amp;rsquo;occasione per dare una bella rinfrescata alle funzionalità del sito. Entro nella dashboard e rimuovo il plugin &lt;code&gt;All-in-One WP Migration&lt;/code&gt;, che usavo per fare i backup personali del sito ma che che non è compatibile con le ultime versioni di PHP 7.x, e cancello dal terminale la directory relativa. Rimuovo anche il plugin &lt;code&gt;Count per Day&lt;/code&gt;, ottimo per analizzare le statistiche di accesso al sito ma che non è aggiornato da un anno e non è stato testato con le versioni più recenti di WordPress. E dato che &lt;a href=&#34;https://wordpress.org/plugins/count-per-day/&#34;&gt;ha violato le linee guida di WordPress&lt;/a&gt; è stato pure rimosso dall&amp;rsquo;archivio (&lt;em&gt;repository&lt;/em&gt;) ufficiale dei plugin di WordPress.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Controllo di nuovo il database usando sia una funzione seminascosta di WordPress&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; che il solito phpMyAdmin ed ora è tutto a posto, dopo la rimozione dei due plugin problematici anche gli errori del database sono scomparsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;ritorno-al-provider&#34;&gt;Ritorno al provider&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto mi rimane solo da fare un backup del sito e del database, che il provider potrà usare (o meglio &amp;ldquo;dovrà usare&amp;rdquo;, visto che finora non ha fatto niente di significativo) per ripristinare il sito originale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/ticket-05.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma la cosa si rivela più difficile del previsto e l&amp;rsquo;interazione fra il supporto tecnico e me sembra un dialogo fra sordi,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/ticket-06.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;che sfocia rapidamente nella incomunicabilità totale. Il sito è &lt;em&gt;giù&lt;/em&gt; da ben 11 giorni ma al servizio tecnico importa pochissimo. Inutile provare ancora a ricevere un supporto degno di questo nome.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/ticket-07.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Prima di tagliare i ponti con il servizio tecnico ho preparato un Piano B. Ore di ricerche sul web mi hanno fatto trovare &lt;a href=&#34;https://wordpress.org/plugins/duplicator&#34;&gt;Duplicator&lt;/a&gt;, un plugin che sembra perfetto per le mie esigenze. In apparenza è uno dei soliti plugin di backup/ripristino di una installazione di WordPress, che alla fine richiedono sempre l&amp;rsquo;acquisto della versione Pro per essere davvero utili. Duplicator invece è diverso, la &lt;a href=&#34;https://snapcreek.com/duplicator/&#34;&gt;versione Pro&lt;/a&gt; aggiunge delle funzioni molto interessanti per chi gestisce dei siti web per professione, ma la versione base gratuita fa tutto quello che mi serve, è solo leggermente più complicata da utilizzare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In previsione del piano B ho già provato a fondo Duplicator, usandolo per fare un backup completo del sito e per ripristinarlo in una nuova istanza di AWS Cloud9, e funziona in modo spettacolare. Mi piace soprattutto il fatto che lavori a bassissimo livello, sembra quasi di usare il terminale, che è poi quello che farei io stesso se il provider mi concedesse un accesso pieno e senza limitazioni via &lt;code&gt;ssh&lt;/code&gt; al mio sito e soprattutto al database associato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Entro quindi nel pannello di controllo del mio sito web e di tutti i tool collegati, il notissimo &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/CPanel&#34;&gt;cPanel&lt;/a&gt;, cancello tutti i file del sito e anche il database che ha creato tanti problemi, e già che ci sono aggiorno PHP alla versione 7.2, la stessa versione disponibile in AWS Cloud9. Mi tremano un po&amp;rsquo; i polsi, da ora in poi se sbaglio non posso più tornare indietro, ma ho delle alternative migliori?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza degli altri plugin di backup/ripristino che conosco, Duplicator non ha bisogno di una installazione preesistente di WordPress per funzionare, ma insieme al backup del sito genera un programma in &lt;code&gt;PHP&lt;/code&gt; che effettua da solo il processo di ripristino del sito e del database associato. Anche l&amp;rsquo;URL che ho modificato a mano diretatmente nel database vengono aggiornati correttamente. Bastano pochi minuti e il sito &lt;a href=&#34;https://ilnostrocnr.it&#34;&gt;torna a vivere&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È il 2 gennaio, sono passati ben 14 giorni dal disastro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando dicevo all&amp;rsquo;inizio che la lettura di questo articolo non è adatta a chi si spaventa facilmente o è ansioso, stavo scherzando, ma non troppo. Questa esperienza ha davvero messo a dura prova le mie capacità tecniche, nonché la mia pazienza nell&amp;rsquo;interagire con chi dovrebbe fornire un supporto tecnico decente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma dopo un paio di giorni era diventata una sfida personale, una specie di esame fuori tempo massimo, &lt;em&gt;sei capace di risolvere questo problema difficile&lt;/em&gt;? E poi, naturalmente, c&amp;rsquo;era la necessità di non fare brutta figura con tanti colleghi&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovvio che alla scadenza del contratto bisognerà cambiare provider, tutto sommato questo finora non è stato male, ma finché va tutto bene sono buoni tutti, le differenze si vedono solo &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=lIxUKbV0UEM&#34;&gt;quando il gioco si fa duro&lt;/a&gt;. Avevo già pensato di farlo per altri motivi, ma il dover &lt;em&gt;traslocare&lt;/em&gt; il sito su un&amp;rsquo;altro spazio web mi preoccupava un po&amp;rsquo;. Ora, con l&amp;rsquo;esperienza che mi sono fatta, sarà uno scherzetto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza delle versioni normali di Ubuntu Linux, che vengono rilasciate ogni sei mesi, le versioni LTS, &lt;em&gt;Long Term Support&lt;/em&gt;, vengono rilasciate solo nella primavera degli anni pari e sono particolarmente indicate per un sistema server.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;MariaDB è un derivato (&lt;em&gt;fork&lt;/em&gt;) del notissimo database &lt;a href=&#34;https://www.mysql.com/&#34;&gt;MySQL&lt;/a&gt;, prodotto dagli sviluppatori originali di MySQL e &lt;a href=&#34;https://mariadb.com/kb/en/mariadb-vs-mysql-compatibility/&#34;&gt;compatibile praticamente al 100%&lt;/a&gt; con la versione corrispondente di MySQL. L&amp;rsquo;origine del &lt;em&gt;fork&lt;/em&gt; sta nell&amp;rsquo;introduzione da parte di &lt;a href=&#34;https://www.oracle.com/index.html&#34;&gt;Oracle&lt;/a&gt;, che nel 2010 ha acquisito la ormai decaduta &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Sun_Microsystems&#34;&gt;Sun Microsystems&lt;/a&gt; con tutto il suo parco software fra cui Java e proprio MySQL, di estensioni proprietarie disponibili solo per la versione a pagamento di MySQL.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bisogna aggiungere nel file &lt;code&gt;wp-config.php&lt;/code&gt; la riga &lt;code&gt;define(&#39;WP_ALLOW_REPAIR&#39;, true);&lt;/code&gt;, andare all&amp;rsquo;URL di amministrazione &lt;code&gt;YOURSITE.com/wp-admin/maint/repair.php&lt;/code&gt; (dove &lt;code&gt;YOURSITE.com&lt;/code&gt; deve essere sostituito con l&amp;rsquo;indirizzo web del sito) e seguire le istruzioni.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Il CNR è anche questo: scienza contro establishment</title>
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      <pubDate>Tue, 06 Oct 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Eccoci alla puntata finale della lunga saga sull&amp;rsquo;elezioni del rappresentante del personale nel Consiglio di Amministrazione del CNR.&#xA;Chi avesse perso le puntate precedenti, può leggere la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/09/09/il-cnr-e-anche-questo-tempo-di-elezioni/&#34;&gt;prima parte&lt;/a&gt;, la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/09/12/il-cnr-e-anche-questo-radiografie-indisciplinate/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt; e la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/09/30/il-cnr-e-anche-questo-laltro-candidato/&#34;&gt;terza parte&lt;/a&gt; della storia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;gli-outsider&#34;&gt;Gli outsider&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oltre a quelli di cui ho già parlato, si sono candidati alle elezioni altri due colleghi, scienziati &lt;em&gt;veri&lt;/em&gt;, ma indeboliti dal fatto di aver già participato ad organi direttivi o consultivi del CNR.&#xA;Promettere una maggiore &lt;em&gt;trasparenza&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;comunicazione&lt;/em&gt; dei processi decisionali dell&amp;rsquo;Ente, senza averlo mai fatto &amp;ndash; pur avendone avuto l&amp;rsquo;opportunità &amp;ndash; nel corso degli incarichi precedenti, non è stato apprezzato dalla maggior parte della comunità scientifica.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;lestablishment-al-lavoro&#34;&gt;L&amp;rsquo;establishment al lavoro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La vera partita si giocava quindi fra l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/09/30/il-cnr-e-anche-questo-laltro-candidato/&#34;&gt;ex direttore generale&lt;/a&gt; e lo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/09/12/il-cnr-e-anche-questo-radiografie-indisciplinate/&#34;&gt;scienziato indisciplinato&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli ultimi giorni di campagna elettorale si sono mossi i &lt;em&gt;grossi calibri&lt;/em&gt;, per appoggiare senza se e senza ma la candidatura dell&amp;rsquo;ex direttore. Anche se formalmente solo un ricercatore (anzi un tecnologo) come tanti altri, è chiaro che solo questi era considerato far parte ancora del giro &lt;em&gt;giusto&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il direttore di uno dei maggiori dipartimenti del CNR ha &lt;a href=&#34;http://www.articolo33.it/documenti/email_brugnoli.pdf&#34;&gt;sollecitato via email&lt;/a&gt; i direttori dei suoi istituti a fare pressioni sul personale, non solo per &amp;ldquo;esercitare il diritto di voto&amp;rdquo; ma soprattutto per &amp;ldquo;sostenere la candidatura del Dr. Tuzi a membro del CdA&amp;rdquo;, in ragione del fatto che &amp;ldquo;si sta mettendo a disposizione dei ricercatori per questo ruolo&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Traduzione: le poltrone cambiano ma sono sempre gli stessi a doverle occupare.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; E lo fanno sempre, sia chiaro, per &lt;em&gt;spirito di sacrificio&lt;/em&gt;, per mettere a disposizione degli altri &lt;em&gt;la loro esperienza&lt;/em&gt;. E gli effetti si vedono, al CNR come in Italia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di questo pesante intervento si è saputo, ma non sarà stato di certo l&amp;rsquo;unico. Chissà cosa avranno potuto fare e dire tanti capi e capetti, sopratutto nei confronti del personale più debole e più ricattabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si sono mossi anche i sindacati, alcuni cercando di apparire almeno formalmente &lt;em&gt;super partes&lt;/em&gt;, altri appoggiando in modo esplicito il solito ex direttore generale. Come interpretare altrimenti l&amp;rsquo;invito di uno dei sindacati a&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;sostenere una persona rappresentativa degli interessi generali, che conosce in profondità la realtà istituzionale ed organizzativa dell&amp;rsquo;Ente, i suoi meccanismi e le sue principali criticità&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;un candidato autorevole, in grado di meritare l&amp;rsquo;apprezzamento dei colleghi per il lavoro fin qui svolto, &amp;hellip; nonché per quella capacità gestionale indispensabile ad operare con credibilità in un organo come il CdA&amp;hellip;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è curioso, visto che gli stessi sindacati avevano criticato in passato, spesso aspramente, l&amp;rsquo;operato dell&amp;rsquo;ex direttore generale? Ma la &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stoccolma&#34;&gt;sindrome di Stoccolma&lt;/a&gt; è sempre in agguato e una vena di &lt;a href=&#34;http://www.sapere.it/sapere/dizionari/neologismi/politica-e-societa/tafazzismo.html&#34;&gt;tafazzismo&lt;/a&gt; non manca mai. E poi, non sono solo i nostri politici che si insultano di santa ragione in aula e vanno poi tranquillamente a prendere un caffé insieme al bar.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;chi-ha-vinto&#34;&gt;Chi ha vinto?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Personalmente non ci avrei mai creduto, anzi non ho nascosto che mi sembrava una battaglia persa in partenza. Ma alla fine, per una volta, &lt;a href=&#34;http://www.cnr.it/elezionicda2015/&#34;&gt;ha vinto quello&lt;/a&gt;&amp;hellip; &lt;em&gt;bravo&lt;/em&gt;. Al primo colpo, senza nemmeno la necessità di andare al ballottaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una bella sconfitta per l&amp;rsquo;establishment e per i tanti gattopardi che vogliono cambiare solo a parole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono mancati i colpi di coda, come il tentativo mal riuscito di convocare subito dopo le elezioni un Consiglio di Amministrazione con la maggior parte dei membri ormai scaduti, che avrebbe dovuto deliberare su questioni fondamentali il fabbisogno del personale per i prossimi anni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa lunga storia non riguarda solo un aspetto tutto sommato minore come una elezione al CNR.&#xA;Riguarda soprattutto il trasformismo di coloro che curano solo carriera e poltrone, l&amp;rsquo;inamovibilità di chi dirige, il familismo, l&amp;rsquo;incompetenza e la voglia di apparire a tutti i costi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riguarda più in generale il ruolo della ricerca in Italia e il legame di questa con il futuro del paese. Una cosa di cui la nostra classe dirigente miope non è minimamente consapevole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi sembrava necessario raccontare questa storia. Soprattutto perché, per una volta, il topolino è riuscito a spaventare l&amp;rsquo;elefante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se a qualcuno interessa, possiamo riparlarne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando parlo di comunità scientifica del CNR intendo comprendere tutte le tre componenti, ricercatori, tecnici e amministrativi che, ciascuno per la loro parte, collaborano a quella che dovrebbe essere la missione fondativa dell&amp;rsquo;Ente, la ricerca fondamentale e applicata.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra la Prima Repubblica, quando i vari Andreotti, Rumor, Fanfani, Forlani giocavano a governare l&amp;rsquo;Italia piroettando fra una poltrona e l&amp;rsquo;altra, un giorno presidente del consiglio, l&amp;rsquo;altro ministro della difesa, quello dopo degli interni. E ogni tanto fermi un giro a presiedere il partito.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Il CNR è anche questo: l&#39;altro candidato</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/09/30/il-cnr-e-anche-questo-laltro-candidato/</link>
      <pubDate>Wed, 30 Sep 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Terza puntata della saga sull&amp;rsquo;elezioni del rappresentante del personale nel Consiglio di Amministrazione del CNR.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima però devo scusarmi con i lettori per l&amp;rsquo;enorme ritardo nell&amp;rsquo;uscita di questa puntata rispetto alle previsioni. Purtroppo un&amp;rsquo;altra (poco) piacevole caratteristica del CNR è quella di assoggettare di continuo i suoi ricercatori a scadenze &lt;em&gt;urgentissime&lt;/em&gt;, che poi si rivelano quasi sempre molto poco urgenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per riannodare il filo del discorso consiglio quindi di rileggere la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/09/09/il-cnr-e-anche-questo-tempo-di-elezioni/&#34;&gt;prima parte&lt;/a&gt; e la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/09/12/il-cnr-e-anche-questo-radiografie-indisciplinate/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt; della saga.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;laltro-candidato&#34;&gt;L&amp;rsquo;altro candidato&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altro candidato &lt;em&gt;forte&lt;/em&gt; per il posto nel Consiglio di Amministrazione del CNR lo conosco di fama, si chiama Fabrizio Tuzi, 53 anni, ed è l&amp;rsquo;ex Direttore Generale del CNR.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;???&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avete letto bene, uno dei candidati a rappresentare i circa 9.000 dipendenti del CNR (fra ricercatori, tecnici e amministrativi) è l&amp;rsquo;ex Direttore Generale dello &lt;em&gt;stesso ente&lt;/em&gt;. Che dopo aver assistito per anni dalla finestra alle riunioni del Consiglio di Amministrazione,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; prova a entrare finalmente dalla porta nel CdA dell&amp;rsquo;ente che dirigeva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Attualmente Fabrizio Tuzi è un dipendente del CNR, con la qualifica di dirigente tecnologo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;ricercatori-e-tecnologi&#34;&gt;Ricercatori e Tecnologi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui devo aprire una parentesi, altrimenti non si capisce. Negli &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Enti_pubblici_di_ricerca&#34;&gt;Enti Pubblici di Ricerca (EPR)&lt;/a&gt; come il CNR, la carriera dei ricercatori è divisa in due rami paralleli, ricercatore e tecnologo. Ciascuno di questi rami è articolato in tre livelli: ricercatore, primo ricercatore e dirigente di ricerca e analogamente tecnologo, primo tecnologo e dirigente tecnologo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria (ma solo in &lt;em&gt;teoria&lt;/em&gt;) il ricercatore svolge l&amp;rsquo;attività di ricerca vera e propria (e vorrei vedere!), mentre il tecnologo si occupa dei grandi impianti, dei laboratori o delle strutture di ricerca. Compiti niente affatto &lt;em&gt;minori&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;trascurabili&lt;/em&gt;, si pensi solo al fatto di dover gestire le infrastrutture di rete o i grossi sistemi di calcolo. Non a caso, a parità di livello e di anzianità, gli stipendi di ricercatore e tecnologo sono uguali. In alcuni EPR la distinzione fra ricercatore e tecnologo è ancora meno definita e i due ruoli sono praticamente interscambiabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al CNR però hanno inventato la figura del &lt;em&gt;tecnologo amministrativo&lt;/em&gt;, un ircocervo che non fa attività di ricerca né gestisce le strutture di ricerca, ma svolge solo ed esclusivamente attività amministrative. Un controsenso che è solo un modo furbetto per aumentare surrettiziamente il numero dei &lt;em&gt;burocrati&lt;/em&gt; a scapito dei &lt;em&gt;tecnici&lt;/em&gt; (ma solo per questo ci vorrebbe un post apposito).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;dirigente-tecnologo&#34;&gt;Dirigente Tecnologo&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come già detto, il nostro Fabrizio Tuzi è un dirigente tecnologo. La sua è stata una carriera rapidissima: nel 1991 era un semplice ricercatore a tempo determinato, promosso nel 2000 a primo tecnologo, ma sempre a tempo determinato. L&amp;rsquo;assunzione a tempo indeterminato nella metà del 2001 l&amp;rsquo;ha portato in pochi anni a diventare prima Dirigente Generale e poi Direttore Generale del più grande ente di ricerca italiano. Smesso ad agosto del 2012 il ruolo di  Direttore, è diventato il giorno dopo dirigente tecnologo (chissà dopo quale concorso), con decorrenza dal 2008.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, da ricercatore precario a Direttore Generale in soli 18 anni, quasi un record. Una carriera brillante. E allora vediamo qual&amp;rsquo;è la sua&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;alta qualificazione tecnico-scientifica nel campo della ricerca nonché &amp;hellip; comprovata esperienza gestionale di enti ed istituzioni pubbliche o private&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;che è una &lt;a href=&#34;http://www.cnr.it/elezionicda2015/docs/Regolamento-elettorale.pdf&#34;&gt;condizione necessaria&lt;/a&gt; per entrare nel CdA del CNR.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per valutarla non si può che usare &lt;a href=&#34;http://www.scopus.com&#34;&gt;Scopus&lt;/a&gt; di Elsevier e &lt;a href=&#34;http://wokinfo.com&#34;&gt;Web of Science&lt;/a&gt; di Thomson Reuters, le banche dati più affermate in campo scientifico. Tutti i ricercatori e i tecnologi del CNR devono far riferimento a queste banche dati per la valutazione delle loro pubblicazioni, ad esempio ai fini della progressione di carriera.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su Scopus Fabrizio Tuzi compare con 5 pubblicazioni, una del 1996, tre del 2005 e l&amp;rsquo;ultima del 2009 (Figura 1). Su &lt;a href=&#34;http://apps.webofknowledge.com/&#34;&gt;Web of Science&lt;/a&gt; (WoS) lo troviamo invece appena tre volte (Figura 2), nonostante WoS sia in genere più aggiornato e più &lt;em&gt;aperto&lt;/em&gt; di Scopus.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_2148&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/09/tuzi_scopus.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/09/tuzi_scopus.png?w=605&#34; alt=&#34;Figura 1. Lista delle pubblicazioni su Scopus.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;523&#34; class=&#34;size-large wp-image-2148&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Figura 1. Lista delle pubblicazioni su Scopus.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_2149&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/09/tuzi_wos.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/09/tuzi_wos.png?w=605&#34; alt=&#34;Figura 2. Lista delle pubblicazioni su Web of Science.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;492&#34; class=&#34;size-large wp-image-2149&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Figura 2. Lista delle pubblicazioni su Web of Science.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le pubblicazioni scientifiche di Fabrizio Tuzi sono poche o tante?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per giudicare bisogna tenere conto che quelle indicizzate da Scopus e WoS sono solo le pubblicazioni su rivista soggette, prima della pubblicazione, ad un processo di &lt;em&gt;peer review&lt;/em&gt; (&lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Revisione_paritaria&#34;&gt;revisione paritaria&lt;/a&gt;), che nella maggior parte dei casi serve a garantirne la qualità scientifica.&#xA;Queste banche dati non considerano tante altre pubblicazioni, come quelle presentate a conferenze e a workshop, che sono parte essenziale e spesso preponderante dell&amp;rsquo;attività scientifica di un ricercatore, in particolare nei settori a evoluzione più rapida.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ricercatore giovane ha ormai normalmente dalle cinque alle dieci pubblicazioni indicizzate su Scopus o su WoS. Quello che è poco normale, invece, è averne solo cinque al top della carriera.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma andiamo a guardare in dettaglio queste cinque pubblicazioni. Per farlo usiamo questa volta &lt;a href=&#34;http://www.scimagojr.com&#34;&gt;SCImago&lt;/a&gt;, un servizio che permette di valutare la qualità scientifica di una rivista rispetto alle altre dello stesso settore e il &lt;a href=&#34;http://admin-apps.webofknowledge.com/JCR/JCR&#34;&gt;Journal Citation Reports&lt;/a&gt; (JCR), che calcola ogni anno l&amp;rsquo;impact factor (IF) di ogni rivista, l&amp;rsquo;indice bibliometrico più utilizzato (oltre che il più controverso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;SCImago classifica le riviste di ciascun settore di ricerca in quattro quartili: il primo (Q1) comprende il 25% delle riviste migliori, l&amp;rsquo;ultimo (Q4) il 25% delle peggiori. I quartili intermedi comprendono invece il 25% delle riviste immediatamente dopo le migliori (Q2) e il 25% di quelle immediatamente prima delle peggiori (Q3).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le (poche) riviste scientifiche su cui ha pubblicato Fabrizio Tuzi sono tutte riviste del secondo o del tezo quartile, tranne Scientometrics che si posiziona in Q1, cioè nel 25% delle migliori riviste del suo campo. Scientometrics è anche l&amp;rsquo;unica ad avere un Impact Factor, pari a circa 2.2, le altre riviste non hanno IF, quindi dal punto di vista scientifico è come se non esistessero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Delle altre 45 (e più) pubblicazioni che, a leggere il suo &lt;a href=&#34;http://www.dcp.cnr.it/trasparenza/curricula/cv_tuzi.pdf&#34;&gt;curriculum pubblico&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;ex DG ha scritto nel corso della sua carriera non c&amp;rsquo;è traccia nei database &lt;em&gt;ufficiali&lt;/em&gt; internazionali. C&amp;rsquo;è &lt;a href=&#34;https://scholar.google.it/citations?user=zejG2SYAAAAJ&#34;&gt;qualcosa&lt;/a&gt; su Google Scholar, ma alcune pubblicazioni non sono chiaramente sue, visto che trattano di tendinopatie o di mineralogia. Tutte le altre considerate da Google Scholar sono in italiano e sono comparse su riviste che con la scienza hanno poco a che fare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Possiamo quindi dire che Fabrizio Tuzi abbia una &amp;ldquo;&lt;em&gt;alta qualificazione tecnico-scientifica nel campo della ricerca&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Giudicate voi. Secondo me, usando esattamente gli stessi strumenti che le commissioni di concorso del CNR utilizzano per valutare l&amp;rsquo;attività di un qualunque ricercatore e tecnologo, non ci siamo proprio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo di menzionare il fondamentale volume a firma dell&amp;rsquo;ex DG,  &lt;a href=&#34;http://www.valentinaedizioni.it/l_innovazione_dimezzata.htm&#34;&gt;L&amp;rsquo;Innovazione Dimezzata&lt;/a&gt;, nel quale l&amp;rsquo;autore si chiede nel risvolto di copertina &lt;em&gt;&amp;ldquo;Perché si spendono soldi per la ricerca e l&amp;rsquo;innovazione senza pretendere un resoconto preciso e documentato di quello che è stato fatto?&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo l&amp;rsquo;autore dimentica che tali resoconti ci sono e si chiamano &lt;em&gt;articoli scientifici&lt;/em&gt;. Articoli che nella maggior parte dei casi sono molto precisi e sottoposti al giudizio, spesso senza peli sulla lingua, di colleghi e concorrenti. Sono gli articoli indicizzati da Scopus, WoS e SCImago, proprio quelli che lui non ha.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;direttore-generale&#34;&gt;Direttore Generale&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E qual&amp;rsquo;è la &lt;em&gt;comprovata esperienza gestionale&lt;/em&gt; del candidato CdA? Quella senza dubbio c&amp;rsquo;è, anzi Fabrizio Tuzi nella sua vita professionale non ha fatto praticamente altro che &lt;em&gt;gestire&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel curriculum aggiornato che Fabrizio Tuzi, come tutti i candidati al CdA, ha dovuto inserire nella pagina &lt;a href=&#34;http://www.cnr.it/elezionicda2015/&#34;&gt;dedicata alle elezioni&lt;/a&gt;,&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; si legge che è stato Direttore Generale del CNR dal 2009 al 2012, ma solo dopo aver diretto l’Ufficio Rapporti con l’Industria e i Servizi e uno degli uffici top del CNR, la Direzione Centrale Supporto alla Programmazione e alle Infrastrutture.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima ancora era nello staff della Direzione Centrale per le Attività Scientifiche oltre che responsabile di un Progetto Strategico.&#xA;Persino all&amp;rsquo;inizio della carriera ha diretto qualcosa, essendo stato nel gruppo direttivo di un Progetto Finalizzato dedicato alle tecnologie avanzate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un direttore nato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con qualche ombra, come &lt;a href=&#34;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&amp;amp;amp;leg=17&amp;amp;amp;id=00751680&amp;amp;amp;parse=si&amp;amp;amp;toc=no&#34;&gt;assumere per chiamata diretta un capo ufficio stampa&lt;/a&gt;, nonostante le disposizioni di legge. O nel 2010 fare pasticci con i bandi di concorso per i passaggi di livello, una cosa di cui ancora oggi i ricercatori del CNR pagano le conseguenze.&#xA;Oppure adottare il software gestionale &lt;a href=&#34;https://www.researchgate.net/publication/277207225_SIGLA_a_flexible_portable_and_reusable_ERP_System_for_Research_Management&#34;&gt;SIGLA&lt;/a&gt;, un bestione da mezzo milione di linee di codice, tristemente famoso fra gli amministrativi del CNR per le nuove funzionalità aggiunte senza uno straccio di documentazione o per l&amp;rsquo;Help Desk che non aiuta nessuno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;oltre-il-cnr-e-ritorno&#34;&gt;Oltre il CNR e ritorno&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma che ha fatto il nostro candidato &lt;em&gt;dopo&lt;/em&gt; aver diretto il CNR?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pochi giorni dopo aver lasciato la direzione del CNR ha assunto la carica di Direttore dell&amp;rsquo;IMAST, una piccola società privata con una ventina di dipendenti che ha fra i suoi soci anche il CNR. Per consentirgli di approdare alla direzione dell&amp;rsquo;IMAST, il vecchio CdA ha dovuto emettere ben &lt;a href=&#34;http://www.romacapitale.net/scienza/ricerca/10970-tuzi-lascia-la-poltrona-al-cnr-e-la-ritrova-allimast-.html&#34;&gt;due delibere ad hoc&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo solo sei mesi, irriconoscente della spinta ricevuta dal vecchio CdA e  consapevole del fatto che un istituto come l&amp;rsquo;IMAST andasse troppo stretto ad uno che aveva diretto il maggior ente di ricerca italiano, è passato a dirigere l&amp;rsquo;ASI, l&amp;rsquo;Agenzia Spaziale Italiana, superando un &lt;a href=&#34;http://archiviostorico.corriere.it/2014/febbraio/08/Quei_consulenti_dell_Agenzia_spaziale_co_0_20140208_38c9f5c8-908d-11e3-b795-1df510272edd.shtml&#34;&gt;concorso opaco&lt;/a&gt;, nel quale non sarebbero stati ammessi all&amp;rsquo;esame orale tre candidati più titolati e con maggiori requisiti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E  che fa Tuzi dopo soli 10 mesi di direzione dell&amp;rsquo;ASI? Prima di riuscire a &lt;a href=&#34;http://www.asi.it/it/news/fabrizio-tuzi-allasi-voglio-valorizzare-le-grandi-professionalita-esistenti&#34;&gt;valorizzare le grandi professionalità esistenti&lt;/a&gt; e nel pieno di una &lt;a href=&#34;http://www.repubblica.it/cronaca/2014/02/07/news/saggese_indagato-77935310/&#34;&gt;bufera giudiziaria&lt;/a&gt;, si dimette. Improvvisamente. Cerca senza successo di diventare Direttore Generale dell&amp;rsquo;ISTAT, per poi tornare a fare il semplice tecnologo in uno dei cento istituti del CNR (anche se al livello massimo della carriera).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, è più o meno come se Bill Gates, dopo aver smesso di fare il CEO di Microsoft, fosse rientrato nella sua stessa azienda come ingegnere &lt;em&gt;senior&lt;/em&gt; per lavorare al progetto Surface.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Appuntamento a presto per la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/10/06/il-cnr-e-anche-questo-scienza-contro-establishment/&#34;&gt;puntata conclusiva&lt;/a&gt; della saga.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In base allo Statuto, il Direttore del CNR partecipa alle riunioni del CdA senza diritto di voto.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tanto per fare un confronto, in questo momento io ho 41 pubblicazioni indicizzate su Scopus e  e 62 su WoS (il 50% in più), su un totale di circa 140 pubblicazioni. Su Scopus, che presta maggiore attenzione alle riviste europee, me ne mancano quindi parecchie, soprattutto quelle degli ultimi anni (una cosa che dovrei approfondire). Il numero delle mie pubblicazioni indicizzato da WoS è più ragionevole e più vicino alla realtà (persino queste banche dati non sono infallibili). I miei numeri sono in linea con quelli dei colleghi della mia età, né troppo bassi né particolarmente alti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;È evidente che quando uno come l&amp;rsquo;ex Direttore Generale parla di &lt;em&gt;resoconti precisi e documentati&lt;/em&gt; non pensa ad articoli scientifici ma piuttosto a lunghe e soffocanti relazioni in burocratese, quelle cose inutili e destinate a finire ben in fondo ad un cassetto che tanto piacciono a chi la scienza &lt;em&gt;non la fa&lt;/em&gt;, ma è solo capace di contare titoli e cariche.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una pagina che, in barba a tutte le norme sulla trasparenza amministrativa, non è pubblica ma acccessibile ai soli abilitati al voto.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Il CNR è anche questo: radiografie indisciplinate</title>
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      <pubDate>Sat, 12 Sep 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Seconda puntata della saga sull&amp;rsquo;elezioni di un rappresentante del personale nel CdA del CNR. La prima parte può essere letta &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/09/09/il-cnr-e-anche-questo-tempo-di-elezioni/&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alle elezioni partecipa tutto il personale a tempo determinato e indeterminato, ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi, ma possono essere eletti solo i ricercatori e i tecnologi&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; di ruolo (cioè con contratto a tempo indeterminato), dotati di&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;alta qualificazione tecnico-scientifica nel campo della ricerca nonché di comprovata esperienza gestionale.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quindi a leggere lo Statuto del CNR, i candidati dovrebbero essere &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; degli scienziati di buon livello, &lt;em&gt;e solo dopo&lt;/em&gt; dei buoni manager.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uno dei candidati è un ingegnere, &lt;a href=&#34;https://www.researchgate.net/profile/Vito_Mocella&#34;&gt;Vito Mocella&lt;/a&gt;, ricercatore a Napoli presso l&amp;rsquo;Istituto di Microelettronica e Microsistemi, uno dei cento e passa istituti del CNR sparsi su tutto il territorio nazionale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Premetto di non conoscere di persona Vito Mocella. L&amp;rsquo;ho solo visto in un paio di foto e, solo per qualche minuto, in una delle videoconferenze che ha tenuto la settimana scorsa. Non so se è antipatico e pieno di boria (non sarebbe il primo) o se è uno allegro con cui è piacevole andare a mangiare una pizza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non lo so e non mi interessa nemmeno. Quello che mi interessa veramente è se possiede una &lt;em&gt;alta qualificazione tecnico-scientifica&lt;/em&gt;, come vuole lo Statuto del CNR.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo proposito, voglio riportare la storia raccontata su una mailing list proprio dal &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/09/09/il-cnr-e-anche-questo-tempo-di-elezioni/&#34;&gt;precedente candidato al CdA&lt;/a&gt;, fatto fuori dall&amp;rsquo;ineffabile Gelmini e &lt;a href=&#34;http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/16/ultimo_regalo_del_ministro_Gelmini_co_9_111116032.shtml&#34;&gt;sostituito  dall&amp;rsquo;ex Rettore con grande famiglia&lt;/a&gt;. Riferisco la storia esattamente come l&amp;rsquo;ho ricevuta, divisa in due email successive, limitandomi ad aggiungere qualche nota e a togliere qualche dettaglio ininfluente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;radiografia-di-vito&#34;&gt;Radiografia di Vito&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tranquilli, non ve la mostro. Vi parlo però della radiografia (tecnicamente e senza scendere nei dettagli è una scansione 3D ad elevatissima risoluzione fatta al sincrotrone) che Vito ha fatto ad un papiro di Ercolano bruciato nell&amp;rsquo;eruzione del Vesuvio del 79 dC.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pensate, un rotolo di papiro scritto carbonizzato, completamente intoccabile pena la sua distruzione definitiva. Eppure l&amp;rsquo;esperimento di Vito ha dimostrato che dalla scansione è possibile leggere il testo scritto sul papiro, srotolandone virtualmente l&amp;rsquo;immagine 3D.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto l&amp;rsquo;esperimento &lt;a href=&#34;https://www.researchgate.net/publication/271333714_Revealing_letters_in_rolled_Herculaneum_papyri_by_X-ray_phase-contrast_imaging&#34;&gt;è stato pubblicato&lt;/a&gt; a Gennaio sulla rivista &lt;a href=&#34;http://www.nature.com/articles/ncomms6895&#34;&gt;Nature Communications&lt;/a&gt; e sembra che sia l&amp;rsquo;articolo con il maggiore impatto mediatico nella storia della rivista.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già, perché qualunque importante giornale o televisione o radio al mondo vi venga in mente, ha dedicato un servizio, un&amp;rsquo;intervista, un video alla ricerca, al suo scopritore e ai suoi risultati.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si intuisce che srotolare virtualmente tutti i papiri carbonizzati paradossalmente salvati per i posteri dall&amp;rsquo;eruzione e leggerne il contenuto può cambiare la Storia della Filosofia o della Letteratura antiche come le conosciamo, e questo giustifica l&amp;rsquo;incredibile impatto mediatico internazionale oltre che l&amp;rsquo;interesse scientifico nelle discipline umanistiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché ve ne parlo? Per mostrare l&amp;rsquo;eccellenza scientifica di Vito Mocella? Non esattamente, avrei potuto descrivere per esempio un&amp;rsquo;altra sua scoperta di qualche anno fa, il primo &lt;a href=&#34;http://prometeo.sif.it/papers/online/sag/027/01-02/pdf/05-fisica-e.pdf&#34;&gt;materiale di dimensioni macroscopiche invisibile&lt;/a&gt;, che lo rese noto sui media come il possibile inventore del mantello di Harry Potter.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In fondo (e per fortuna) il nostro Ente è pieno di risultati di eccellenza assoluta, che magari non hanno lo stesso impatto mediatico, ma che possono avere straordinarie ricadute immediate o a medio termine direttamente sulla nostra vita (basti pensare alle ricerche in biologia o medicina).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi e vi chiedo: un Ente (uso la E maiuscola) che ha la fortuna di avere un simile ricercatore e una simile scoperta, cosa fa?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Risposta semplice: chiede al ricercatore di cosa ha bisogno per progredire nella ricerca e gli mette a disposizione fondi e strutture.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo voi, cosa ha fatto il nostro ente?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;così-lente-tratta-i-suoi-ricercatori-eccellenti&#34;&gt;Così l&amp;rsquo;ente tratta i suoi ricercatori eccellenti?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poco dopo la pubblicazione dell&amp;rsquo;articolo di Vito su Nature Communications a gennaio qualcuno, in Italia e nel CNR, forse a seguito dell&amp;rsquo;enorme eco mediatica internazionale, ha insinuato dubbi sull&amp;rsquo;originalità della ricerca di Vito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;insinuazione è stata fatta arrivare nelle alte sfere del CNR dove è stato paventato un procedimento disciplinare nei confronti di Vito, ovviamente senza esito poichè era basato sul nulla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non contenti del primo tentativo di intimidazione, Vito è stato segnalato poi alla &lt;a href=&#34;http://www.cnr.it/ethics/commissione.php&#34;&gt;Commissione per l&amp;rsquo;Etica della Ricerca e la Bioetica del CNR&lt;/a&gt;, salvo poi ritirare la segnalazione poiché appunto lo scopo era quello di intimidire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E dal punto di vista scientifico?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessuna proposta concreta, anzi il tentativo di impadronirsi della ricerca  (sempre nelle alte sfere), cercando di tenere Vito in situazione di sudditanza per via della (finta) pendenza dei procedimenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E le altissime sfere (intendo il Presidente)? Non sono state a guardare ed hanno fatto di tutto per contrastare la sua attività.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto che i tentativi in questione non siano andati &amp;ndash; per ora &amp;ndash; in porto è dovuto alla tenacia di Vito, che non è solo un eccellente scienziato ma anche una persona che non si lascia intimidire, ma anzi sa come reagire con tenacia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pare poi che il timore che questi movimenti sotterranei nel CNR potessero compromettere la ricerca di Vito e dei suoi colleghi abbia addirittura indotto il governo tedesco ad intervenire a livello europeo per placare certe manovre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Così l&amp;rsquo;Ente ha mostrato di difendere la ricerca e i suoi ricercatori?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma perché qualcuno dentro il CNR dovrebbe contestare i risultati ottenuti da un ricercatore dello &lt;em&gt;stesso ente&lt;/em&gt;, pubblicati su una delle riviste più prestigiose a livello mondiale?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Forse perché ritiene, onestamente, che i risultati siano sbagliati o perfino falsi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è dubbio che ci siano parecchi esempi di ricerche basate su &lt;a href=&#34;http://archiviostorico.corriere.it/2013/ottobre/16/Truccate_foto_delle_cellule_prof_co_0_20131016_07a339c6-3626-11e3-b3a6-43cb1f7e1049.shtml&#34;&gt;falsificazioni dei risultati&lt;/a&gt; e perfino &lt;a href=&#34;http://retractionwatch.com/2015/05/20/author-retracts-study-of-changing-minds-on-same-sex-marriage-after-colleague-admits-data-were-faked/&#34;&gt;su dati totalmente inventati&lt;/a&gt;, anche pubblicate su riviste di alto livello. Ma per contestarle ci vogliono delle ragioni più che fondate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto più prosaicamente ritengo che tutto dipenda da giochetti ben più miserabili, come il desiderio di di qualcuno &lt;em&gt;nelle alte sfere&lt;/em&gt; di appropriarsi di una ricerca di fortissimo impatto mediatico, sperando di trarne il massimo profitto in termini di immagine e di carriera, per sé e per i suoi sodali. E perfino tagliando fuori chi il lavoro l&amp;rsquo;aveva fatto veramente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Attendo con ansia le smentite. Ma la saga non è ancora finita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I tecnologi del CNR sono figure &lt;em&gt;ibrida&lt;/em&gt;, che nella maggior parte dei casi non sono &lt;em&gt;scienziati applicati&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;ingegneri&lt;/em&gt;, come ci si aspetterebbe in base al significato del &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Tecnologo_in_tecnologie_fisiche_innovative&#34;&gt;termine tecnologo&lt;/a&gt;. Ma di questo parleremo diffusamente un&amp;rsquo;altra volta.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;La congiunzione &lt;em&gt;nonché&lt;/em&gt; infatti in questa accezione significa &lt;a href=&#34;http://www.treccani.it/vocabolario/nonche/&#34;&gt;e anche, e inoltre, come pure&lt;/a&gt;. Lo dice la Treccani, non io, probabilmente ci possiamo fidare.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è affatto una esagerazione, ne hanno parlato tutti. Dai quotidiani come &lt;a href=&#34;http://www.repubblica.it/scienze/2015/01/20/news/i_papiri_di_ercolano_si_potranno_leggere_ai_raggi_x-105350509/&#34;&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, il &lt;a href=&#34;http://www.corriere.it/cultura/15_gennaio_21/tecnica-leggere-papiri-ercolano-senza-danneggiarli-1c90e032-a163-11e4-8f86-063e3fa7313b.shtml&#34;&gt;Corriere&lt;/a&gt;, il &lt;a href=&#34;http://www.nytimes.com/2015/01/21/science/more-progress-made-toward-learning-contents-of-herculaneum-scrolls.html&#34;&gt;New York Times&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.usatoday.com/story/news/2015/01/23/pompeii-papyri-x-ray-scrolls/22187367/&#34;&gt;USA Today&lt;/a&gt; o il &lt;a href=&#34;http://www.theguardian.com/science/2015/jan/20/words-ancient-scrolls-eruption-vesuvius-x-ray-herculaneum&#34;&gt;Guardian&lt;/a&gt;, ai &lt;em&gt;magazine&lt;/em&gt; e ai siti web più o meno specializzati, &lt;a href=&#34;http://www.scientificamerican.com/article/ancient-scrolls-burned-in-vesuvius-volcano-eruption-deciphered-by-advanced-x-ray-scans/&#34;&gt;Scientific American&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.lescienze.it/news/2015/01/20/news/lettura_papiri_carbonizzati_arrotolati_ercolano_tomografia_raggi_x-2449463/&#34;&gt;Le Scienze&lt;/a&gt;, il &lt;a href=&#34;http://www.nationalgeographic.it/italia/2015/01/21/news/decifrati_grazie_ai_raggi_x_i_papiri_di_ercolano-2453328/&#34;&gt;National Geographic&lt;/a&gt;, lo &lt;a href=&#34;http://www.smithsonianmag.com/history/ancient-scrolls-blackened-vesuvius-are-readable-last-herculaneum-papyri-180953950/?no-ist&#34;&gt;Smithsonian&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://archaeology.org/issues/175-1505/trenches/3166-trenches-italy-herculaneum-papyri-scanned&#34;&gt;Archaeology&lt;/a&gt;. Perfino &lt;a href=&#34;http://www.cnet.com/news/x-ray-reveals-the-secrets-of-burned-vesuvius-scrolls/&#34;&gt;CNET&lt;/a&gt;. Anche la &lt;a href=&#34;http://edition.cnn.com/2015/01/21/world/feat-x-rays-vesuvius-scrolls/&#34;&gt;CNN&lt;/a&gt;, la &lt;a href=&#34;http://www.bbc.com/news/science-environment-30888767&#34;&gt;BBC&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;http://www.npr.org/sections/thetwo-way/2015/01/22/378904803/x-rays-open-secrets-of-ancient-scrolls&#34;&gt;NPR&lt;/a&gt; non si sono fatte sfuggire la notizia. E la RAI? Ci ha pensato solo &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=mpHni6cHwV0&#34;&gt;RAI Storia&lt;/a&gt;, Vespa era già impegnato.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Il CNR è anche questo: tempo di elezioni</title>
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      <pubDate>Wed, 09 Sep 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/g5Y_P6JidRA?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Tempo di elezioni al &lt;a href=&#34;http://www.cnr.it&#34;&gt;CNR&lt;/a&gt;. Per la prima volta verrà eletto un rappresentante del personale nel CdA dell&amp;rsquo;Ente. Il nuovo Statuto del CNR prevede infatti che tutto il personale del CNR possa eleggere&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;un componente di alta qualificazione tecnico-scientifica nel campo della ricerca nonché di comprovata esperienza gestionale,&amp;hellip; tra i ricercatori e i tecnologi di ruolo.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma, come sa bene &lt;a href=&#34;http://www.treccani.it/vocabolario/gattopardismo/&#34;&gt;Tancredi Falconeri&lt;/a&gt;, in Italia si finge sempre che tutto cambi, ma solo per fare in modo che le cose rimangano eternamente come sono. Con i risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Voglio raccontare allora quello che sta succedendo in questi giorni al CNR, cercando di evitare di affrontare gli aspetti più &lt;em&gt;tecnici&lt;/em&gt; (elettorato, criteri di ineleggibilità, competenze), incomprensibili al pubblico dei non iniziati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A causa della lunghezza inusuale del post (persino per le mie abitudini!), ho deciso di dividerlo in più puntate, il più ravvicinate possibile per non far perdere il filo della lettura. Ma bando alle ciance, si incomincia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;elezioni-in-estate&#34;&gt;Elezioni? In estate!&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con la solita tempistica tutta italiana, il 2 luglio è stata nominata la Commissione elettorale, che ha definito le regole della consultazione e ha poi verificato i requisiti richiesti e la regolarità delle candidature, presentante fra il 20 e il 27 luglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza la campagna elettorale si è svolta in piena estate, ad agosto&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e nei primissimi giorni di settembre. Ed è consistita praticamente solo in qualche santino elettorale inviato via email, di tono fintamente amichevole e tanto &lt;em&gt;democristiano&lt;/em&gt;, di qualche incontro in videoconferenza con i candidati, e di scambi di email su una &lt;a href=&#34;https://groups.google.com/forum/?hl=it#!forum/articolo33&#34;&gt;lista di discussione&lt;/a&gt;, benemerita ma quasi &lt;em&gt;privata&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto qui.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma come, il maggiore ente di ricerca italiano affronta un nodo cruciale della sua esistenza &amp;ndash; travagliata da una sempre maggiore mancanza di fondi, da una fortissima spinta a snaturarlo in un ente di servizio&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;, da un invecchiamento tragico del personale scientifico e tecnico, dall&amp;rsquo;esistenza di una generazione di precari &lt;em&gt;storici&lt;/em&gt; quasi senza speranze &amp;ndash; e tutto si risolve in qualche email e in un&amp;rsquo;oretta di videoconferenza?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra incredibile ma è così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma qualche anno fa è successo anche di peggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;la-grande-famiglia&#34;&gt;La grande famiglia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche nel 2011, sempre in estate, i ricercatori &lt;a href=&#34;http://italians.corriere.it/2011/11/19/il-cnr-e-la-nomina-di-ferrara/&#34;&gt;indicarono un loro rappresentante&lt;/a&gt; come componente del consiglio di amministrazione del CNR, ma il ministro Gelmini di turno, &lt;a href=&#34;https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2011/09/24/gelmini-la-capra-di-neutrini/&#34;&gt;nota per la sua profonda conoscenza dei tunnel per i neutrini&lt;/a&gt;, non tenne minimamente conto dell&amp;rsquo;indicazione dei ricercatori e &lt;a href=&#34;http://italians.corriere.it/2011/11/19/il-cnr-e-la-nomina-di-ferrara/&#34;&gt;nominò al suo posto Gennaro Ferrara&lt;/a&gt;, ex rettore per ben 23 anni dell’Università &lt;em&gt;Parthenope&lt;/em&gt; di Napoli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Leggiamo cosa scrisse Gian Antonio Stella &lt;a href=&#34;http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/16/ultimo_regalo_del_ministro_Gelmini_co_9_111116032.shtml&#34;&gt;su Gennaro Ferrara&lt;/a&gt;, sul Corriere della Sera del 16 novembre 2011:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Gennaro Ferrara, 74 anni, collezionista di poltrone di ogni genere ma soprattutto per 23 anni rettore di quella che probabilmente è l&amp;rsquo;università più nepotista d&amp;rsquo; Italia, la napoletana &lt;em&gt;Parthenope&lt;/em&gt;.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Oltre a finire sui giornali come il peggiore ateneo del Paese nella classifica del Sole 24 ore o per una stupefacente convenzione con la UIL che assicurava ai suoi iscritti un riconoscimento fino a 60 crediti per la laurea triennale in giurisprudenza con uno sconto di un anno su tre, il prof. Ferrara è celeberrimo tra gli amanti dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;University Horror Show&lt;/em&gt; per il grappolo di parenti piazzati nel suo regno.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;E per la strepitosa intervista data a Nino Luca, autore di &lt;a href=&#34;http://parentopoli.com/&#34;&gt;Parentopoli: Quando l&amp;rsquo; università è affare di famiglia&lt;/a&gt;. Un&amp;rsquo;intervista dove, vistosi rinfacciare di aver sistemato nella &lt;em&gt;sua&lt;/em&gt; università &lt;em&gt;la seconda moglie, il di lei fratello, una figlia e i mariti delle due figlie&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;allora rettore rispondeva così:&amp;rdquo;,&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Io vorrei parlare con un giornalista che faccia un articolo forse più stucchevole ma che, con argomentazioni e approfondimenti, possa farsi capire dal lettore. Se noi trattiamo &lt;em&gt;Parentopoli&lt;/em&gt; in termini scandalistici non va bene. Glielo dice sa chi? Il secondo di otto figli di un operaio. Io invidiavo quelli che nascevano nelle famiglie di un certo&amp;hellip; Le posso dire con orgoglio che nessuno può chiedermi chi mi ha aiutato. I miei parenti, mia figlia, devono dimostrare ogni giorno di valere. Ma perché non intervistate loro? &amp;hellip;Tenga presente una cosa. Se vuole, lei può parlare con loro ma non è giusto &lt;em&gt;stare scritti&lt;/em&gt; sui giornali&amp;hellip;&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo è uno degli uomini che &lt;a href=&#34;http://www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Organizzazione/Consigliodiamm.html&#34;&gt;ha governato negli ultimi anni&lt;/a&gt; il più grande ente di ricerca italiano, al posto di colui che era stato scelto democraticamente dai suoi stessi colleghi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per ulteriori dettagli, non c&amp;rsquo;è niente di meglio che leggere l&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;http://www.roars.it/online/cnr-si-puo-far-governare-la-scienza-dalla-politica-linadeguatezza-di-un-cda-nellaeropago-della-scienza/&#34;&gt;CNR: si può far governare la scienza dalla politica? L’inadeguatezza di un CdA nell’areopago della scienza&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivederci a presto con la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/09/12/il-cnr-e-anche-questo-radiografie-indisciplinate/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è mese migliore, al CNR, per far uscire concorsi e bandi. A parte, naturalmente, la fine di dicembre.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria al servizio dell&amp;rsquo;industria. Negli Stati Uniti funziona, il mondo industriale collabora in modo paritario con l&amp;rsquo;università. Contribuisce alla ricerca, sviluppa nuovi strumenti e nuove tecnologie e alla fine brevetta e produce. Riceve soldi ma investe anche di suo, contando di guadagnarci, alla fine. In Italia l&amp;rsquo;industria è così arretrata da vedere la ricerca solo come il modo di arraffare soldi pubblici e di far risolvere qualche problema spiccio del momento, senza nemmeno concepire l&amp;rsquo;idea di dover dare qualcosa in cambio.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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