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    <title>Chiavetta Usb on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Chiavetta Usb on Melabit</description>
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      <title>Come creare una chiavetta USB per installare macOS</title>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/ferdinand-stohr-rza7zui8m5o-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@fellowferdi&#34;&gt;Ferdinand Stöhr&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;articolo precedente, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo&lt;/a&gt;, abbiamo visto che da qualche mese Apple ha messo a disposizione delle versioni aggiornate dei programmi di installazione di macOS, da 10.10 Yosemite a 10.15 Catalina, utilizzando due diversi formati di file. Le versioni più recenti di macOS (High Sierra, Mojave e Catalina) sono disponibili solo come normali applicazioni per il Mac (formato &lt;code&gt;.app&lt;/code&gt;), quella più vecchia (Yosemite) si può scaricare solo in formato immagine (o &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;), mentre le due versioni intermedie sono disponibili sia come applicazioni che come immagini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma una volta finito di scaricare uno dei programmi di installazione di macOS disponibili, come si fa ad installarlo sul Mac?&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggiornare macOS non è difficile, ma cosa dobbiamo fare se vogliamo partire da zero? È sufficiente aprire il Terminale e seguire &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201372&#34;&gt;queste istruzioni&lt;/a&gt; per creare una chiavetta USB avviabile da cui eseguire una installazione &lt;em&gt;pulita&lt;/em&gt; di macOS. Ma prima di farlo è meglio chiarire la differenza fra i due tipi di programmi di installazione di macOS messi a disposizione da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;due-formati-convergenti&#34;&gt;Due formati convergenti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;I programmi di installazione disponibili come normali &lt;strong&gt;applicazioni per il Mac&lt;/strong&gt; vengono scaricati nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; e si aprono automaticamente; con questi è possibile aggiornare in pochi minuti la versione di macOS installata sul Mac seguendo le semplici istruzioni che compaiono sullo schermo. Se invece vogliamo effettuare una nuova installazione di macOS, dobbiamo chiudere il programma (dal menu o con la combinazione di tasti ⌘-Q) ed eseguire un semplice comando di Terminale che trasferisce il programma di installazione presente in &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; su una chiavetta USB, da cui avviare il Mac ed eseguire l&amp;rsquo;installazione di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di contro, questo tipo di programmi di installazione richiedono il collegamento all&amp;rsquo;App Store e possono essere scaricati solo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;da chi lo ha già fatto in passato&lt;/a&gt;, quando erano disponibili sull’App Store, utilizzando &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;un Mac compatibile&lt;/a&gt; con la versione di macOS desiderata (fa eccezione Catalina, la versione più recente di macOS, che è scaricabile liberamente dall&amp;rsquo;App Store da chiunque sia in possesso di un Mac compatibile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I programmi di installazione in &lt;strong&gt;formato immagine&lt;/strong&gt;, invece, possono essere scaricati liberamente dal sito di Apple senza passare dall&amp;rsquo;App Store, indipendentemente dal fatto che possano girare o no sul Mac usato per scaricarli. Una volta completato lo scaricamento, basta fare doppio click sul file &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt; per &lt;em&gt;montare&lt;/em&gt; il file immagine sul Desktop del Mac e aprire una cartella contenente un tipico pacchetto (&lt;em&gt;package&lt;/em&gt;) di installazione di macOS (l&amp;rsquo;analogo per il Mac dei ben più noti pacchetti di installazione per Windows o per Linux). Nella figura qui sotto è mostrato quello relativo a El Capitan, che  utilizza ancora la vecchia denominazione &amp;ldquo;Mac OS X&amp;rdquo;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macosx-el-capitan.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;questo invece è relativo a Sierra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macos-sierra.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Un doppio click sul file &lt;code&gt;.pkg&lt;/code&gt; fa partire l&amp;rsquo;installatore vero e proprio, che verifica che il programma in questione possa essere eseguito sul Mac,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macosx-check.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;e poi esegue la procedura di installazione standard di un &lt;em&gt;package&lt;/em&gt; per macOS,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macosx-location.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macosx-package-installation.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;alla fine della quale troveremo in &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; il programma vero e proprio di installazione di macOS, nella forma di una normale applicazione per il Mac, proprio come nel caso precedente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macosx-application.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;aggiornare-o-partire-da-zero&#34;&gt;Aggiornare o partire da zero?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;In definitiva, qualunque sia il formato che decidiamo di scaricare, alla fine ritroveremo sempre in &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; una applicazione per il Mac contenente il programma di installazione di macOS, e sarà questa che utilizzeremo per i passi successivi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se non si è già aperto automaticamente, possiamo fare doppio click sul programma di installazione presente in &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; per aggiornare macOS alla versione desiderata, senza toccare le applicazioni e i documenti già presenti sul Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma ci sono casi in cui si vuole ripartire da zero, ad esempio perché si è cambiato il disco di avvio del Mac, perché si è acquistato un Mac usato o perché, al contrario, si desidera vendere il Mac cancellando tutti i nostri dati e programmi dal sistema ma fornendo all&amp;rsquo;acquirente un computer con il sistema operativo preinstallato, utilizzabile sin dal primo momento. Oppure semplicemente perché abbiamo fatto dei pasticci e vogliamo ripartire da un sistema &lt;em&gt;pulito&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque sia la ragione, per installare macOS da zero abbiamo davanti due alternative: la prima prevede di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;utilizzare macOS Recovery&lt;/a&gt; per installare l&amp;rsquo;ultima versione di macOS compatibile con il nostro modello di Mac, scaricandola eventualmente dalla rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altra alternativa richiede invece l&amp;rsquo;utilizzo di una chiavetta USB avviabile, sulla quale trasferire il programma di installazione di macOS scaricato. Una volta avviato il Mac dalla chiavetta USB si potrà installare macOS sul disco interno del Mac o eventualmente su un disco esterno collegato ad una porta USB3, Thunderbird o, per chi ce l&amp;rsquo;ha ancora, FireWire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;creare-una-chiavetta-usb-avviabile&#34;&gt;Creare una chiavetta USB avviabile&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Utilizzare una chiavetta USB è molto più flessibile, perché a differenza di macOS Recovery ci permette di installare qualunque versione di macOS compatibile con il modello di Mac che stiamo utilizzando, senza nemmeno dover accedere alla rete o inserire i nostri dati personali per scaricare macOS. Avviare il Mac dalla chiavetta USB permette anche di cancellare preventivamente il disco rigido di avvio, partendo quindi da un sistema &lt;em&gt;pulito&lt;/em&gt;. Altro aspetto a volte non trascurabile è che possiamo ripetere rapidamente l&amp;rsquo;intero processo di installazione su più Mac, senza dover attendere ogni volta lo scaricamento del programma di installazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa flessibilità ha un piccolo costo, perché richiede l&amp;rsquo;utilizzo del Terminale, ma basta seguire le istruzioni seguenti con un minimo di attenzione per non avere problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Serve una chiavetta USB da almeno 8 GB (da almeno 16 GB per Catalina), &lt;strong&gt;vuota o contenente dei file che non servono più&lt;/strong&gt;, perché nei passi successivi sarà cancellata completamente, senza troppe possibilità di recupero dei dati pre-esistenti. Per cui &lt;strong&gt;fate attenzione!&lt;/strong&gt;, perché potreste perdere dei dati importanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bisogna rinominare la chiavetta USB in modo che abbia un nome standard, che verrà usato in tutte le istruzioni successive. Il nome in sé non è importante, tanto sarà modificato nel corso del trasferimento del programma di installazione di macOS sulla chiavetta, ma usarne uno standard semplifica la scrittura dei comandi da Terminale. Per cui chiamiamola &amp;ldquo;InstallazioneUSB&amp;rdquo;, senza spazi, e non pensiamoci più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La chiavetta USB deve essere formattata in formato &lt;code&gt;Mac OS esteso&lt;/code&gt; con &lt;code&gt;Mappa partizione GUID&lt;/code&gt;, se non siamo sicuri che sia già nel formato giusto lanciamo Utility Disco (si trova in &lt;code&gt;Applicazioni &amp;amp;#8594; Utility&lt;/code&gt;) e selezioniamo le stesse opzioni mostrate nella figura qui sotto. Anche il nome da dare alla chiavetta può essere inserito in questo momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni volta che si usa Utility Disco, &lt;strong&gt;bisogna stare molto attenti a non formattare per sbaglio un altro disco collegato al Mac&lt;/strong&gt;, ma basta guardare la dimensione del disco da formattare, ben visibile in un riquadro in alto a destra della finestra di Utility Disco, per non sbagliare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/format-usb-stick.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto si può lanciare il &lt;code&gt;Terminale&lt;/code&gt; di macOS (anche questo si trova in &lt;code&gt;Applicazioni &amp;amp;#8594; Utility&lt;/code&gt;) ed eseguire &lt;code&gt;createinstallmedia&lt;/code&gt;, un programma &lt;em&gt;nascosto&lt;/em&gt; da Apple in tutte le versioni gratuite dei programmi di installazione di macOS distribuite tramite l&amp;rsquo;App Store, che permette di trasferire sulla chiavetta USB i file di installazione di macOS. Le opzioni necessarie per il corretto funzionamento di &lt;code&gt;createinstallmedia&lt;/code&gt; variano leggermente a seconda della versione di macOS e qui sotto è riportato il comando completo da utilizzare per ciascuna versione di macOS che è possibile trasferire sulla chiavetta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Catalina&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ macOS\ Catalina.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mojave&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ macOS\ Mojave.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;High Sierra&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ macOS\ High\ Sierra.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sierra&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ macOS\ Sierra.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB --applicationpath /Applications/Install\ macOS\ Sierra.app &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;El Capitan&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ OS\ X\ El\ Capitan.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB --applicationpath /Applications/Install\ OS\ X\ El\ Capitan.app &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Yosemite&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ OS\ X\ Yosemite.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB --applicationpath /Applications/Install\ OS\ X\ Yosemite.app --nointeraction &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche &lt;strong&gt;Mavericks&lt;/strong&gt; può essere trasferito su una chiavetta USB con lo stesso metodo, sempre ammesso che si riesca a trovare da qualche parte il programma di installazione di questa versione del sistema operativo desktop di Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ OS\ X\ Mavericks.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB --applicationpath /Applications/Install\ OS\ X\ Mavericks.app --nointeraction &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre il simbolo &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; indica il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/le-parole-per-dirlo/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; di macOS e non fa parte del comando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I comandi elencati vanno eseguiti da un account di tipo &lt;code&gt;Amministratore&lt;/code&gt;; se siete l&amp;rsquo;unico utente del Mac siete automaticamente un amministratore del sistema, altrimenti dovete fare login in un account di questo tipo e riprovare oppure dovete chiedere all&amp;rsquo;amministratore del vostro Mac di eseguirlo per voi. Subito dopo aver premuto &lt;code&gt;Invio&lt;/code&gt; vi verrà chiesta la password di login del vostro account, seguita da una richiesta di conferma dell&amp;rsquo;operazione di trasferimento del programma di installazione di macOS sulla chiavetta USB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/transfer-macos-start.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/transfer-macos-start.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il trasferimento del programma di installazione di macOS sulla chiavetta USB dura parecchio, almeno cinque minuti e spesso molto di più, a seconda della velocità di scrittura della chiavetta USB. Nel frattempo potete tranquillamente fare altro: una volta concluso positivamente il processo di trasferimento, il Mac provvederà a notificarcelo direttamente sul Desktop e farà anche ricomparire il prompt del Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/transfer-macos-end.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/transfer-macos-end.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi preferisce un avviso sonoro può sostituire la seconda parte del comando, da &lt;code&gt;osascript -e ...&lt;/code&gt; fino alla fine della linea, con &lt;code&gt;say &amp;quot;Trasferimento completato&amp;quot;&lt;/code&gt;. Assicuratevi di aver installato il supporto per le voci in italiano (tramite &lt;code&gt;Preferenze di Sistema &amp;amp;#8594; Accessibilità &amp;amp;#8594; Voce&lt;/code&gt; oppure &lt;code&gt;Preferenze di Sistema &amp;amp;#8594; Dettatura e voce &amp;amp;#8594; Testo da pronunciare&lt;/code&gt;, a seconda della versione di macOS presente sul Mac) altrimenti vi sembrerà di sentire &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Stanlio_e_Ollio&#34;&gt;Ollio&lt;/a&gt;, ma in ogni caso un avviso sonoro sembra qui più efficace di una notifica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;per-chi-vuole-uno-strumento-grafico&#34;&gt;Per chi vuole uno strumento grafico&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Terminale è un strumento potentissimo, ma tanti utenti del Mac vengono messi a disagio dalla sua interfaccia spartana a linea di comando, e hanno quasi paura di usarlo temendo di fare danni. In questo caso specifico è molto difficile, se si seguono attentamente le istruzioni è impossibile sbagliare. Ma visto che ci sono due buoni strumenti che permettono di trasferire un programma di installazione di macOS su una chiavetta USB tramite una interfaccia grafica, perché non segnalarli?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tanto è facile, sono solo due, &lt;a href=&#34;https://macdaddy.io/install-disk-creator/&#34;&gt;Install Disk Creator&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://diskmakerx.com/&#34;&gt;DiskMaker X&lt;/a&gt;, entrambe gratuiti (la versione Pro di DiskMaker X serve solo a chi deve installare macOS su un gran numero di Mac diversi o si occupa di supporto tecnico). Ammetto di non averli mai usate perché con il Terminale faccio prima, ma sono entrambi degli strumenti noti e notoriamente affidabili, chi decidesse di usarli non avrà problemi. E nel caso, c&amp;rsquo;è sempre il Terminale&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per semplicità nel testo dell’articolo userò sempre il termine &amp;ldquo;macOS&amp;rdquo; anche per indicare le versioni che in origine si chiamavano OS X.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 3)</title>
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      <pubDate>Mon, 15 Oct 2018 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/cristina-gottardi-665241-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@cristina_gottardi&#34;&gt;Cristina Gottardi&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è qualche morale da trarre dalle storie raccontate nelle due puntate precedenti (clicca qui per leggere la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;prima parte&lt;/a&gt; e la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/05/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-2/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt;)?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo negozio in cui &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;ho cercato il cacciavite&lt;/a&gt; adatto a rimuovere la batteria del mio MacBook Pro è uno dei più grossi punti vendita della regione nel settore della ferramenta professionale e del fai-da-te. Il negozio ha una clientela variegata che va dall&amp;rsquo;artigiano al piccolo rivenditore, dall&amp;rsquo;appassionato di &lt;em&gt;bricolage&lt;/em&gt; alla famiglia in cerca di accessori per la casa. I commessi sono abbastanza competenti e disponibili, il vero problema è riuscire a trovarne uno vista la scarsità di personale in rapporto alle dimensioni del negozio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In compenso, come tanti altri grossi centri commerciali, anche questo negozio si è adeguato alle nuove abitudini dei consumatori e offre la possibilità di restituire o di sostituire qualunque prodotto entro un termine ragionevole di tempo, come è normale per gli acquisti online. Non lo fa certo per seguire la moda del momento o perché sono &amp;ldquo;buoni&amp;rdquo; e vogliono venire incontro al cliente. In realtà, consentire di restituire un eventuale acquisto sbagliato serve più che altro a compensare la mancanza di personale che possa aiutare e consigliare i clienti durante gli acquisti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal punto di vista umano non sarà il massimo, però almeno comprare qui è poco rischioso: se si sbaglia prodotto perché non si è riusciti a trovare qualcuno che avesse il tempo e la possibilità di consigliarci adeguatamente, si è sempre in tempo a correggere l&amp;rsquo;errore, un vantaggio non da poco per il cliente. Tutto sommato, dubito che risenta particolarmente della concorrenza dei negozi online, primo fra tutti Amazon.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;altro negozio&lt;/a&gt; è tutta un&amp;rsquo;altra storia. Fino a qualche anno fa era molto più grande e molto più specializzato, una specie di punto di incontro obbligato per un pubblico di appassionati e di professionisti nel campo dell&amp;rsquo;elettronica e dei computer. Ci si poteva trovare di tutto, dalle resistenze ai circuiti integrati, dal materiale per produrre circuiti stampati alla strumentazione di misura semi-professionale, oltre che naturalmente schede e accessori vari per il computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la crisi ha morso pesantemente, la concorrenza dei negozi online di materiale elettronico (non solo Amazon, ma soprattutto &lt;a href=&#34;https://it.rs-online.com/web/&#34;&gt;RS Components&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.digikey.it/products/it&#34;&gt;Digi-Key&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.adafruit.com&#34;&gt;Adafruit&lt;/a&gt; o negozi analoghi) è fortissima, a un certo punto il negozio originale non ce l&amp;rsquo;ha fatta più e si è trasferito in un locale molto più piccolo a pochi metri da quella originale. Dove però vende più che altro cinesate da quattro soldi, niente a che vedere con il materiale di qualità di qualche anno fa. Se poi il negoziante è antipatico, non si fida dei clienti,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; tratta con modi bruschi i pochi che osano varcare la soglia del suo negozio, non offre prodotti di qualità, non ha molto senso tornarci un&amp;rsquo;altra volta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una delle cose migliori di un negozio &lt;em&gt;fisico&lt;/em&gt; è il fatto di avere qualcuno con cui confrontarsi, al limite anche solo per fare due chiacchiere &amp;ndash; con il mio edicolante succede quasi sempre &amp;ndash; se il negoziante non riesce, o non vuole, &lt;a href=&#34;http://www.giovannicappellotto.it/16630-come-il-negozio-tradizionale-puo-competere-con-le-commerce/&#34;&gt;entrare in sintonia con il cliente&lt;/a&gt;, allora è meglio l&amp;rsquo;impersonalità del negozio online. Sarà pure freddo, solitario, ma almeno si può comprare quando e come si vuole, e si risparmia pure. E se qualcosa non piace o non va bene, la si rimanda indietro e amici come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Tanti sostengono, e con qualche ragione, che Amazon sta distruggendo il commercio tradizionale. Però a mio avviso una bella fetta di colpa ce l&amp;rsquo;hanno gli stessi commercianti. Se per farsi sostituire in garanzia una pendrive da pochi euro il cliente deve affrontare una procedura così fastidiosa &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/05/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-2/&#34;&gt;come quella che ho descritto&lt;/a&gt; qualche giorno fa, perché si sa a priori che il venditore non è disposto a farsene carico facilmente, è chiaro che c&amp;rsquo;è qualcosa che non funziona.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È vero, non ho nemmeno provato a chiedere la sostituzione in garanzia della pendrive a chi me l&amp;rsquo;aveva venduta, ma solo perché tante esperienze passate (una l&amp;rsquo;ho anche &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/08/10/commercio-tradizionale-o-commercio-elettronico/&#34;&gt;raccontata qui&lt;/a&gt; più di tre anni fa) mi hanno insegnato che tornare da MediaWorld, Unieuro o quello che volete dicendo &amp;ldquo;Ho comprato questo &amp;hellip;&amp;hellip;.. [riempire i puntini a piacere] ma non funziona&amp;rdquo;, significa sottoporsi ad una prova eroica di pazienza e di sopportazione che non tutti sono in grado di superare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo ancora molto bene quello che successe qualche tempo fa da MediaWorld. Avevo comprato un mouse, un volgarissimo mouse con il filo, che non ne voleva sapere di funzionare. Torno indietro dopo un giorno o due, con il mouse impacchettato come si deve e lo scontrino regolamentare, e mi indirizzano da un commesso che mi non crede &lt;em&gt;a prescindere&lt;/em&gt;. E che passa una mezz&amp;rsquo;ora a cercare di far funzionare a tutti i costi il mio mouse, infilandolo praticamente in tutti i computer che aveva sotto mano e sostenendo che fosse solo una questione di driver. Ovviamente il fatto che gli dicessi che l&amp;rsquo;avevo usato con il Mac, dove non serve nessun driver per far funzionare un mouse, non faceva che rafforzargli l&amp;rsquo;idea che fra i due l&amp;rsquo;imbecille fossi io, povero utente Apple incapace di mettere le mani nelle &lt;em&gt;fini intricatezze&lt;/em&gt; del sistema operativo a Finestre. Alla fine l&amp;rsquo;ho spuntata, ma la tentazione di strozzarlo è stata forte come non mai.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ripetere tutto ciò per una banale pendrive, dovendo ammettere per forza di averla formattata e per di più in HFS+ (ma sarebbe lo stesso anche se avessi usato NTFS), sarebbe stato troppo anche per uno con la pazienza di Giobbe. Figuriamoci per me!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Solo &lt;em&gt;dopo&lt;/em&gt; essere uscito dal negozio mi sono reso conto che forse il negoziante credeva che avrei usato il cacciavite una volta, riportando poi indietro tutto il &lt;em&gt;set&lt;/em&gt; per farmi restituire i dieci euro. Come se il gasolio me lo dessero gratis!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 2)</title>
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      <pubDate>Fri, 05 Oct 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;All&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;estate compro una chiavetta USB per rimpiazzare l&amp;rsquo;ennesima &lt;em&gt;pendrive&lt;/em&gt; perduta. Ormai sono così piccole che è praticamente impossibile non dimenticarle in giro o farle cadere per sbaglio dalla tasca. Dovrei decidermi ad attaccarle ad un portachiavi o a qualcosa del genere, ma poi diventerebbe molto più scomodo collegarle al computer. Per fortuna le uso solo (o quasi) per trasportare dei file da un Mac all&amp;rsquo;altro e perderne una non è mai troppo grave.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In genere uso le pendrive SanDisk, costano il giusto e sono abbastanza affidabili. Questa volta prendo una &lt;a href=&#34;https://www.sandisk.it/home/usb-flash/ultra-flair&#34;&gt;SanDisk Ultra Flair&lt;/a&gt; da 16 GB, che in teoria dovrebbe garantire velocità di scrittura vicine ai 100 Mb/s, ma che &lt;a href=&#34;https://usb3speed.nirsoft.net/?pdesc=SanDisk&amp;#43;Ultra&amp;#43;Flair&amp;#43;16&amp;#43;GB&amp;#43;USB&amp;#43;3.0&amp;amp;vname=SanDisk&amp;#43;Corp.&amp;amp;vid=1921&amp;amp;pid=21905&#34;&gt;in realtà&lt;/a&gt; non va oltre i 30 MB/s. Niente di straordinario ma visto il costo può ancora andar bene, significa che ci vuole poco più di un minuto per trasferire un file di 2 GB sulla chiavetta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La mia però è decisamente più lenta e impiega vari minuti per scrivere solo qualche centinaio di MB. In lettura va un po&amp;rsquo; meglio, ma è sempre molto più lenta delle altre chiavette USB con cui ho a che fare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Provo a saltare l&amp;rsquo;hub USB e collegare la chiavetta ad una porta USB del Mac. Provo a riformattarla in vari modi con il Mac e anche con un PC, perché so per esperienza che il Mac non gradisce più di tanto gestire i &lt;em&gt;file system&lt;/em&gt; non nativi. Niente da fare, la chiavetta è e rimane lentissima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto decido di rischiare e compro un&amp;rsquo;altra chiavetta identica. Questa funziona perfettamente, non è un fulmine ma è decisamente meglio della prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro che la pendrive originale ha dei problemi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Normalmente la butterei via senza pensarci, l&amp;rsquo;ho pagata 12 euro, è inutile perderci altro tempo. Ma ormai mi sono incaponito e decido di utilizzare per la prima volta la &lt;a href=&#34;https://www.sandisk.it/about/legal/warranty/warranty-emea#Italian&#34;&gt;garanzia &amp;ldquo;a vita&amp;rdquo;&lt;/a&gt; (o quasi) con cui sono venduti questi oggettini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai sono passati dei mesi da quando ho preso la prima chiavetta e i rivenditori finali (Unieuro in questo caso) tendono sempre a evitare di svolgere queste pratiche in proprio, adducendo le scuse più cervellotiche. Non ho voglia di perdere tempo anche con loro e decido di fare da me. Vado sulla &lt;a href=&#34;https://kb-it.sandisk.com/app/rmaform&#34;&gt;pagina apposita&lt;/a&gt; di Sandisk e provo a chiedere l&amp;rsquo;RMA (&lt;em&gt;Return Merchandise Authorization&lt;/em&gt;), cioè la sostituzione in garanzia della chiavetta difettosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sembra difficile, basta compilare il &lt;a href=&#34;https://kb-it.sandisk.com/app/rmaform&#34;&gt;modulo online&lt;/a&gt;, inserendo i dati personali (facile), il luogo e la data di acquisto (nessun problema, ho conservato la ricevuta), il tipo di prodotto (non facilissimo ma con un po&amp;rsquo; di attenzione si può fare) e infine il numero seriale (e dove lo trovo?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna le istruzioni sono chiare, il numero seriale è inciso sulla chiavetta stessa, basta riuscire a leggerlo. È una parola, i caratteri sono microscopici e la mia vista non è più quella di qualche anno fa. Provo a fotografarlo con il telefono ma l&amp;rsquo;obiettivo non è adatto per le foto macro. L&amp;rsquo;unica macchina fotografica &lt;em&gt;vera&lt;/em&gt; di casa ce l&amp;rsquo;ha mia figlia in Inghilterra, che faccio? Per fortuna arriva un&amp;rsquo;illuminazione, perché non provare con lo scanner? E in effetti con lo scanner ottengo una immagine ben definita nella quale il numero seriale si vede perfettamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finisco di inserire i dati richiesti, allego le scansioni della pendrive e dello scontrino fiscale richieste da Sandisk come prova di acquisto, premo Invio, sono proprio curioso di vedere cosa succede.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il giorno dopo arriva via email l&amp;rsquo;etichetta per la spedizione tramite UPS della pendrive difettosa. Sono perplesso, quanto costerà a Sandisk tutto questo &lt;em&gt;ambaradan&lt;/em&gt; per una chiavetta USB da pochi euro? E quanto costerà anche a me, in termini di fastidi e tempo perso? Ci vuole una busta imbottita (a bolle d&amp;rsquo;aria, come precisa l&amp;rsquo;email), bisogna stampare l&amp;rsquo;etichetta, fissarla alla busta con lo scotch, cercare un negozio che la prenda in carico per il ritiro del corriere, trovare il parcheggio&amp;hellip; Vale la pena fare tutto questo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma ormai sono in ballo e vado fino in fondo (come avrei potuto scrivere questo articolo se non lo avessi fatto?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/busta.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Lascio la busta per il ritiro il lunedì e dopo una settimana esatta Sandisk mi avvisa che la mia richiesta di RMA è in fase di revisione. Il giorno dopo la richiesta è accettata. La chiavetta sostitutiva viene spedita il giorno stesso, da Brno nella Repubblica Ceca, sempre tramite UPS. In questo momento è in transito a Norimberga e dovrebbe arrivare lunedì prossimo. Non mi sembra che quelli di UPS siano mostri di velocità, e nemmeno Sandisk, in fondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/ups.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ben diverso quello che succede in casa Amazon. Pochi mesi fa una scheda microSD (sempre Sandisk, modello Extreme-&lt;em&gt;qualcosa&lt;/em&gt;) installata nel cellulare Android di una figlia smette improvvisamente di funzionare. La tiro fuori, il Mac non la vede, Linux nemmeno, è decisamente morta. L&amp;rsquo;ho comprata da Amazon, compilo il modulo online relativo ai prodotti in garanzia, spiego brevemente quello che è successo e in un paio di giorni mi arriva una nuova scheda SD, senza altre richieste, buste, corrieri, ritardi. La vecchia scheda la tengo per qualche giorno poi, visto che Amazon non la vuole indietro, la butto via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Amazon starà anche distruggendo il commercio tradizionale, ma forse una bella fetta di colpa ce l&amp;rsquo;hanno i commercianti stessi. Se un negozio &lt;em&gt;virtuale&lt;/em&gt; garantisce più servizi e più diritti ai suoi clienti e ne semplifica la vita, qual&amp;rsquo;è il valore aggiunto offerto da un negozio &lt;em&gt;fisico&lt;/em&gt;, quali sono i motivi per continuare a rivolgersi alla distribuzione tradizionale? Io non ho risposte, ma spero che qualcuno le abbia e le scriva nei commenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Aggiornamento.&lt;/strong&gt; La chiavetta è arrivata il giorno stabilito e funziona regolarmente (anzi sembra un pelino più veloce di quella che ho già). Purtroppo non posso far sentire la mia opinione, tutto sommato positiva, a SanDisk: se clicco sul link contenuto nell&amp;rsquo;email che mi hanno mandato con la richiesta di valutare la procedura, tutto quello che ottengo è questo&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/sondaggio.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ho l&amp;rsquo;impressione che quelli di SanDisk dovrebbero dare anche una ritoccatina alle parti di &lt;em&gt;servizio&lt;/em&gt; del loro sito, &lt;a href=&#34;https://kb-it.sandisk.com/app/rmalookup&#34;&gt;guardare questa pagina&lt;/a&gt; fa un po&amp;rsquo; cascare le braccia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Durante le vacanze ho letto il bel libro di Andrew &amp;ldquo;Bunnie&amp;rdquo; Huang, &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B06XDHKV94&#34;&gt;&lt;em&gt;The Hardware Hacker&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; (consigliatissimo!), dove c&amp;rsquo;è un intero capitolo dedicato al sottobosco del materiale elettronico falso ma praticamente indistinguibile da quello originale e venduto come se fosse materiale originale. Chissà se la mia chiavetta rientra in questa casistica.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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