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    <title>Bug on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Bug on Melabit</description>
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    <lastBuildDate>Tue, 04 Feb 2025 06:00:00 +0000</lastBuildDate>
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      <title>Apple abbiamo risolto dei problemi: da Sonoma a Sequoia</title>
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      <pubDate>Tue, 04 Feb 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-02-04-apple-abbiamo-risolto-dei-problemi-da-sonoma-a-sequoia/bug-fix-in-sequoia.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli ultimi mesi ho scritto ben quattro articoli sui bachi di macOS Sonoma (la lista completa si trova alla fine di questo articolo), perché mi sembrava incredibile che questa versione di macOS fosse stata pubblicata con dei bachi così evidenti nel Finder e nella gestione del disco .&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nelle versioni più recenti di Sonoma, &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;alcuni bachi segnalati&lt;/a&gt; &amp;ndash; come quello dello svuotamento ballerino del cestino, del nome del file di default quando si stampa virtualmente in PDF una pagina web, o della mancata visualizzazione di un nuovo file o di una nuova cartella nella  modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt; &amp;mdash; &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/05/31/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/&#34;&gt;sono stati corretti&lt;/a&gt;, ma quelli più seccanti sono rimasti lì, intoccati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un paio di giorni fa, dopo aver provato macOS Sequoia su una macchina che uso come muletto, ho deciso di aggiornare anche il Mac Mini M1 che ho a casa a Sequoia 15.3 e, con grandissima soddisfazione, posso dire che tutti, o quasi, i bachi più gravi riportati in quegli articoli sono scomparsi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #1&lt;/strong&gt;: Se abbiamo una cartella piena di file e ne trasciniamo le icone sotto il limite inferiore della finestra mentre premiamo il tasto CMD (⌘), il limite inferiore della finestra ora si estende correttamente e visualizza anche le icone poste più in basso, senza più dare l’impressione che i file siano scomparsi.&#xA;Unica eccezione è quando la cartella non ha la barra di scorrimento attiva perché i file contenuti sono pochi. In questo caso le icone continuano a scomparire, proprio come con Sonoma, ma perlomeno ora basta cliccare sull&amp;rsquo;icona &amp;lt; in alto a sinistra sulla barra degli strumenti per poi tornare alla cartella di partenza per ripristinare la visualizzazione completa dei file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #2&lt;/strong&gt;: Se in uno Spazio abbiamo due finestre del Finder sovrapposte e usiamo le combinazioni di tasti CTRL(⌃)-1 e CTRL–2 e così via per &lt;a href=&#34;https://youtu.be/lnCxG2AVfgI&#34;&gt;trascinare la finestra in primo piano da uno spazio all&amp;rsquo;altro&lt;/a&gt;, al ritorno nello Spazio di partenza la finestra &lt;em&gt;viaggiatrice&lt;/em&gt;_ ora finisce sopra quella rimasta ferma, come è giusto che sia. Lo stesso avviene quando le finestre sovrapposte sono più di due.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #3&lt;/strong&gt;: Anche lo &lt;a href=&#34;https://youtu.be/nUBGoUJiW_A&#34;&gt;sfarfallio&lt;/a&gt; ben visibile con Sonoma quando si trascinava una finestra del Finder da uno Spazio all&amp;rsquo;altro ora è scomparso. Osservare una cosa del genere era semplicemente scandaloso, non solo perché avveniva su macchine che montano processori potentissimi come gli Apple Silicon, ma anche perché prima di Sonoma questo sfarfallio non si era mai verificato su macchine molto, molto meno prestanti, come i Mac Book Air Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #4&lt;/strong&gt;: Sequoia ha anche corretto il baco relativo alla &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/11/14/apple-abbiamo-un-altro-problema-un-nuovo-baco-di-macos-sonoma/&#34;&gt;finestra che scompariva più veloce di una Formula 1&lt;/a&gt; quando si collegava una chiavetta USB ad un portatile, ma di questo ne avevo già scritto a suo tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #5&lt;/strong&gt;: Il Finder è finalmente tornato alla normalità quando deve &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/05/31/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/&#34;&gt;mostrare cartelle di un disco esterno USB contenenti qualche centinaio di file&lt;/a&gt;. La lentezza (per dire poco) sperimentata con Sonoma era davvero seccante, e non ce la facevo più a dover aspettare decine e decine di secondi ogni volta che dovevo accedere ad una cartella esterna un po&amp;rsquo; piena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #6&lt;/strong&gt;: Ma la vera chicca di Sequoia, quella con la quale gli dò già un 8 secco alla fine del primo quadrimestre, è il fatto che, per la prima volta dopo anni ed anni, l&amp;rsquo;aggiornamento di macOS non ha &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/22/apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/&#34;&gt;scombinato la disposizione delle icone&lt;/a&gt; nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt;.&#xA;Saranno pochissimi quelli che, come me, preferiscono tenere organizzate le applicazioni installate in modo visuale invece che alfabetico. Ma voglio farmi lo stesso portavoce di questi quattro gatti e ringraziare di cuore gli sviluppatori Apple per una correzione che aspettavamo da non so più quante versioni di macOS.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Che dire? Sono davvero molto soddisfatto che con Sequoia Apple sia riuscita a correggere tanti bachi imbarazzanti di Sonoma. Anche perché quelli che avevo segnalato non erano bachi legati a &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2023/12/14/serious-bugs-remain-in-macos-sonoma-14-2/&#34;&gt;funzioni&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2024/01/24/serious-bugs-fixed-in-macos-sonoma-14-3&#34;&gt;esotiche&lt;/a&gt; del sistema operativo o del &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2024/03/18/serious-bug-in-sonoma-14-4-will-destroy-saved-versions-in-icloud-drive/&#34;&gt;file&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2024/03/19/sonomas-lost-versions-bug-what-it-is-and-how-to-safeguard-versions/&#34;&gt;system&lt;/a&gt;, ma problemi ben evidenti a chiunque usasse l&amp;rsquo;interfaccia grafica di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo non credo che in quel di Cupertino ci sia qualcuno che compulsa avidamente le pagine di &lt;a href=&#34;https://melabit.com/posts/it&#34;&gt;Melabit&lt;/a&gt;. Ma questo significa anche che le criticità segnalate negli articoli precedenti erano dei problemi concreti ed evidenti anche ad altri utenti, nonché agli stessi sviluppatori di Apple, e non solo le preoccupazioni immaginarie di un utente un po&amp;rsquo; troppo zelante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rimane il problema di fondo, e cioè che non ha senso continuare con questa politica di rilasci annuali di nuove versioni di macOS (ma anche di iOS, iPadOS, watchOS e così via), ciascuno infarcito di nuove funzioni luccicanti ma quasi sempre inutili, che rimangono per forza di cose poco testate e che magari portano nuovi bachi nei fondamenti del sistema operativo, senza dare il tempo di correggere i bachi già presenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ciclo annuale di nuove &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; sarà senza dubbio utile per il marketing, ma è proprio quello che serve agli utenti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per chi fosse interessato alla mia saga sui bachi (e non solo) di macOS Sonoma, ecco i link alle puntate precedenti:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/22/apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/&#34;&gt;Apple abbiamo altri problemi: uno sguardo ai bachi d’epoca di macOS&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/05/31/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/&#34;&gt;Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma (aggiornamento)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/11/14/apple-abbiamo-un-altro-problema-un-nuovo-baco-di-macos-sonoma/&#34;&gt;Apple abbiamo un altro problema: un nuovo baco di macOS Sonoma&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tanto che subito dopo ho aggiornato anche il Mac Studio che uso per lavoro.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi pare evidente che non c&amp;rsquo;era nessun motivo tecnico alla base del problema (come ad esempio la separazione rigida fra le applicazioni installate di default in macOS e quelle installate dall&amp;rsquo;utente), ma solo una scarsa attenzione a un dettaglio che sarà pure minore, ma che è piuttosto seccante per chi ne fa uso.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Apple abbiamo un altro problema: un nuovo baco di macOS Sonoma</title>
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      <pubDate>Thu, 14 Nov 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-14-apple-abbiamo-un-altro-problema-un-nuovo-baco-di-macos-sonoma/sonoma-new-bugs.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I bachi di Sonoma non mancano mai di sorprendere, e qui descrivo un baco fresco fresco, che per fortuna è stato corretto in Sequoia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prendete un MacBook Air o Pro nuovo, dove avete appena installato Sonoma, oppure un MacBook dove prima di installare Sonoma avete cancellato il disco di avvio (quello che succede aggiornando semplicemente da una versione precedente potrebbe essere diverso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Provate a inserire una chiavetta o un disco esterno USB (o anche, quando c&amp;rsquo;è, una scheda SD). Quello che vedrete sarà questo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/GvHlNf3Gtcc?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Cioè non vedrete praticamente niente, anche al rallentatore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria, macOS dovrebbe far comparire una finestra a scomparsa che chiede all&amp;rsquo;utente se vuole consentire il collegamento dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;accessorio USB&lt;/em&gt; (come lo definisce Apple) al Mac. Peccato solo che, come si vede nel video, il &lt;em&gt;pop-up&lt;/em&gt; scompaia più veloce di un&amp;rsquo;auto di Formula 1.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo dire che le prime volte che mi è successo non vedevo nemmeno quello. Solo dopo alcuni tentativi infruttuosi e sempre più frustanti, un&amp;rsquo;ombra velocissima sullo schermo mi ha fatto pensare ad una finestra a scomparsa troppo zelante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo baco si verifica con macOS Sonoma 14.6, non ho idea se anche le versioni precedenti ne siano soggette. Per ovviare al problema bisogna andare nelle Impostazioni di Sistema alla voce Privacy e sicurezza e modificare l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Consenti il collegamento degli accessori&lt;/code&gt; da &lt;code&gt;Chiedi ogni volta&lt;/code&gt;, oppure &lt;code&gt;Chiedi per i nuovi accessori&lt;/code&gt;, in &lt;code&gt;Sempre&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-14-apple-abbiamo-un-altro-problema-un-nuovo-baco-di-macos-sonoma/macos-sonoma-accessory-bug.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta collegata l&amp;rsquo;unità USB, per maggiore sicurezza si può tornare a selezionare l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Chiedi per i nuovi accessori&lt;/code&gt;, ricordandosi di ripetere la procedura ogni volta che si inserisce una nuova chiavetta (o disco esterno).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;A prima vista sembra strano che la richiesta di consenso per il collegamento dei nuovi accessori compaia solo nei MacBook e non nei Mac desktop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma a ben pensarci la cosa ha un senso. Non credo che gli sviluppatori di macOS vogliano impedirci di collegare le chiavette USB di nostra proprietà o quelle delle persone che conosciamo. Credo, invece, che vogliano evitare che qualcuno inserisca di soppiatto una &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=e_f9p-_JWZw&#34;&gt;&lt;em&gt;chiavetta cattiva&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; (detta anche &lt;a href=&#34;https://shop.hak5.org/products/usb-rubber-ducky?variant=353378649&#34;&gt;Rubber Ducky&lt;/a&gt;), che ormai si può anche fare in casa con un &lt;a href=&#34;https://github.com/dbisu/pico-ducky&#34;&gt;Raspberry Pi Pico&lt;/a&gt; da pochi spiccioli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Queste chiavette sono programmabili e possono fare danni molto seri ad un computer, dal trasferire automaticamente sulla chiavetta dei file riservati,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; fino a cancellare &amp;ndash; se chi la programma è in possesso della password di un account amministrativo &amp;ndash; tutto il disco di sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che è più facile che un attacco di questo tipo avvenga su un MacBook, lasciato spesso incustodito, piuttosto che su un computer desktop, che rimane stabilmente in ambienti più controllati come la casa o l&amp;rsquo;ufficio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inserire un controllo di sicurezza di questo tipo nel sistema operativo è quindi un&amp;rsquo;ottima idea, ciò che è pessimo è il modo in cui è stata implementata in macOS Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La buona notizia è che su macOS Sequoia il baco è stato corretto e la finestra rimane ben visibile sullo schermo finché l&amp;rsquo;utente non effettua una scelta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per chi fosse interessato alla mia saga sui bachi (e non solo) di macOS Sonoma, ecco i link agli articoli precedenti:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/26/sonoma-ce-del-buono/&#34;&gt;Sonoma: c’è del buono&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/05/31/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/&#34;&gt;Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma (aggiornamento)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è affatto detto che succeda solo a chi progetta un &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Velivolo_stealth&#34;&gt;velivolo stealth&lt;/a&gt;, perché potrebbero più prosaicamente essere i documenti di un divorzio o di una controversia finanziaria.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma (aggiornamento)</title>
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      <pubDate>Fri, 31 May 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-31-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/sonoma-bugs-update.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un paio di mesi fa ho &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;elencato alcuni bachi più o meno gravi di Sonoma&lt;/a&gt; di cui mi sono accorto mentre prendevo confidenza con l&amp;rsquo;ultima versione di macOS, prima sul nuovo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;Mac Studio M2 Ultra&lt;/a&gt; e poi sul &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/03/11/da-intel-ad-apple-silicon/&#34;&gt;Mac Mini M1&lt;/a&gt; di casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In quel momento stavo usando macOS Sonoma 14.3, che poco dopo ho aggiornato sul Mini alla versione 14.3.1. Con questa &lt;em&gt;minor release&lt;/em&gt; Apple ha corretto un paio dei bachi descritti, in particolare il baco relativo allo svuotamento del Cestino in uno Spazio a casaccio e quello che impediva di dare un nome decente ai file PDF generati dalla funzione di &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché uso la funzione di &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt; (virtuale) dei PDF soprattutto in Firefox, mi è venuto il dubbio che quest&amp;rsquo;ultimo baco fosse legato al browser piuttosto che al sistema operativo. Ma non è così. Sul Mini aggiornato il problema è scomparso, ma il Mac Studio, rimasto più a lungo alla versione 14.3, ha continuato a darmi fastidio nonostante avesse esattamente lo stesso browser del Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora su entrambe le macchine è installato macOS 14.5 e anche sul Mac Studio il problema dei nomi dei PDF è scomparso. Tutti gli &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;altri bachi segnalati&lt;/a&gt; continuano invece a presentarsi allegramente. Anzi, con questo post aggiungo due nuovi bachi, uno dei quali è finito immediatamente in cima alla mia &lt;a href=&#34;https://www.facebook.com/share/v/6KYMsC2rCoHTYpsd/&#34;&gt;lista di seccature&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Il primo me l&amp;rsquo;ha segnalato &lt;a href=&#34;https://muloblog2.netlify.app&#34;&gt;Mimmo&lt;/a&gt; (grazie!) ai tempi di Sonoma 14.3 e riguardava Safari che ogni tanto nascondeva il testo contenuto nella selezione, come si può vedere nell&amp;rsquo;immagine qui sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-31-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/sonoma-safari-bug-zoom.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Non è un problema gravissimo, mi rendo conto, ma sorprende in un prodotto di un&amp;rsquo;azienda attenta ai minimi dettagli come Apple. L&amp;rsquo;avranno pensato anche dalle parti di Cupertino, dato che sembra essere stato risolto con il passaggio dalla versione 14.3 alla 14.5. Meglio così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altro baco è così evidente che non capisco come mi sia sfuggita prima: ogni volta che apro una cartella con un gran numero di file, il Finder di Sonoma impiega un&amp;rsquo;eternità a mostrarli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da anni utilizzo un disco esterno USB per tenere tutto ciò che desidero conservare ma che non ho bisogno quotidianamente. Alcune cartelle contengono migliaia e migliaia di file, ma fino ad ora la visualizzazione del loro contenuto è sempre stata istantanea, o quasi. E questo anche se il disco è (o meglio era, ma di questo parlo dopo) un semplice disco meccanico, di qualità ma pur sempre meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con Sonoma improvvisamente è cambiato tutto: ogni volta che apro una cartella molto piena, mi tocca aspettare diverse decine di secondi prima di vederne il contenuto. E quando dico decine di secondi intendo 40, 50, persino 60 secondi per una cartella con dentro 1.000-2.000 elementi.  Che saranno tanti, ma non sono certo la fine del mondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa strana è che fino a Monterey, &lt;strong&gt;con lo stesso disco esterno&lt;/strong&gt;, la visualizzazione era praticamente istantanea, quindi escludo che sia un problema di lentezza del disco o del collegamento con il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per togliermi il dubbio ho perfino acquistato un disco SSD NVMe da 2 TB, che ho installato in un &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B0CK2292Z4&#34;&gt;hub esterno&lt;/a&gt; collegato al Mini tramite la porta USB-C. Ora la visualizzazione del contenuto delle cartelle è più veloce (e ci mancherebbe!) ma sempre molto meno veloce di quello che sarebbe normale aspettarsi. A occhio ci mette la metà del tempo di prima, che per un SSD NVMe, anche se esterno, mi pare comunque un risultato inaccettabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spero che Apple si sia accorta del problema e che ci metta una pezza con macOS 15. Altrimenti mi toccherà davvero scrivere un &lt;em&gt;bug report&lt;/em&gt;, e non ne ho la minima voglia.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Apple abbiamo altri problemi: uno sguardo ai bachi d&#39;epoca di macOS</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/02/22/apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/</link>
      <pubDate>Thu, 22 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-22-apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/macos-bugs.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;ultimo post&lt;/a&gt; ho descritto alcuni bachi freschissimi presenti in Sonoma, la versione più recente di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I bachi riportati qui, invece, si trascinano da svariate versioni di macOS e sembra che Apple non abbia &lt;a href=&#34;https://tidbits.com/2019/10/21/six-reasons-why-ios-13-and-catalina-are-so-buggy/&#34;&gt;nessuna voglia di sistemarli&lt;/a&gt; o che non li consideri dei veri e propri bachi. Questi problemi però, a differenza di &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2023/12/14/serious-bugs-remain-in-macos-sonoma-14-2/&#34;&gt;altri report&lt;/a&gt;, non si verificano in condizioni estreme o dopo aver aperto un dazillione di file ma in normalissime condizioni d&amp;rsquo;uso, e quindi mi pare ancora più strano che non siano mai stati risolti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;I primi due sono più che altro incongruenze dell&amp;rsquo;interfaccia utente, molto sorprendenti se si considera l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/design/human-interface-guidelines&#34;&gt;attenzione quasi maniacale&lt;/a&gt; che Apple dedica ai minimi &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/design/&#34;&gt;dettagli di design&lt;/a&gt; dei propri prodotti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;La barra di scorrimento (scrollbar) della lista delle applicazioni acquistate dall&amp;rsquo;App Store è parzialmente nascosta dal titolo della finestra e compare solo dopo aver scorso un certo numero di applicazioni (quante dipende dal numero totale di applicazioni presenti nella lista, se sono tante bisogna scendere parecchio per rivedere la barra).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;La stessa cosa succede nella pagina iniziale dell&amp;rsquo;App Store quando si sposta il mouse nella parte superiore della finestra facendone comparire il titolo. Qui però gli elementi contenuti nella pagina sono pochi e quindi una parte della scrollbar rimane sempre visibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo invece è un vecchio baco relativo al Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho configurato le &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema &amp;amp;#062; Scrivania e Dock&lt;/code&gt; in modo che l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Preferisci pannelli quando apri i documenti&lt;/code&gt; sia sempre attiva. In questo modo, ogni volta che apro una nuova finestra nelle applicazioni che supportano questa funzione (fra cui il Terminale), macOS crea al suo posto un nuovo pannello all&amp;rsquo;interno della finestra già aperta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se sto usando il Terminale con una configurazione personalizzata (ad esempio la mia ha 120 colonne x 40 righe) e seleziono la voce di menu &lt;code&gt;Nuova Finestra&lt;/code&gt; scegliendo un profilo che ha una dimensione diversa (ad esempio quella di default di 80 colonne x 24 righe), viene sì creato un nuovo pannello, ma tutto il Terminale cambia dimensione e assume quelle del profilo appena scelto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In effetti questa potrebbe anche essere una scelta progettuale degli sviluppatori. Scelta che però contrasta con quello che succede quando l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Preferisci pannelli quando apri i documenti&lt;/code&gt; è attiva solo a pieno schermo, perché qui il nuovo pannello assume invece la dimensione di quello di partenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Va detto che con High Sierra era perfino peggio: ogni volta che si apriva un nuovo pannello il Terminale perdeva una riga. Per fortuna questo baco è stato corretto nella versione successiva di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo baco, per me che uso sempre la modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt; nelle finestre del Finder e ordino le icone dei file in modo visuale seguendo un ordine logico (almeno per me) e lasciando spesso degli spazi vuoti, è una grandissima seccatura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fino a El Capitan, se spostavo le icone di una cartella al di sotto del bordo inferiore della finestra, il Finder non faceva una piega e manteneva l&amp;rsquo;ordine delle icone spostate, lasciando uno spazio vuoto dove queste si trovavano in origine. Da Sierra in poi, invece, il bordo inferiore della finestra del Finder è diventato una specie di barriera invalicabile, per cui la stessa operazione fa &lt;em&gt;rimbalzare&lt;/em&gt; le icone che sarebbero finite sotto il bordo nella parte superiore della finestra, ora rimasta vuota.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per evitarlo, bisogna trascinare le icone premendo contemporaneamente il tasto &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘), che in teoria serve per bypassare l&amp;rsquo;allineamento alla griglia, obbligando a ripristinare l&amp;rsquo;ordine delle icone  in un secondo momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questa chicca finale, quello che senza dubbio è il mio baco preferito di macOS, non è solo una seccatura ma, per dirla alla Camilleri, &lt;em&gt;una grandissima rottura di cabasisi&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio come per i documenti, io organizzo le applicazioni in modo visuale, raggruppandole in base alla tipologia e a quanto spesso le uso, e allinenando le icone alla griglia virtuale del Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza, lascio in cima alla finestra &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; tutte le applicazioni preinstallate di casa Apple e quelle che aggiungo io subito dopo la prima configurazione del sistema operativo, Pages, Numbers, Keynote, XCode, iMovie, GarageBand e così via. Subito sotto ci sono quelle da ufficio (la suite Office 365 e LibreOffice, gestori di PDF), quelle per la comunicazione (Teams, Webex, Skype), poi i browser e le applicazioni di sincronizzazione e accesso remoto. Ancora più giù le applicazioni più specifiche per il mio lavoro, per scrivere, prendere note e gestire gli articoli, editare le immagini, sviluppare codice. In fondo finiscono le utility varie per tenere sotto controllo la temperatura del Mac, gestire la clipboard, scompattare i file strani, registrare lo schermo e, ogni tanto, eseguire una scansione antivirus del Mac (MalwareBytes).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa organizzazione ci metto un attimo a scorrere la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; in cerca del programma che mi serve, perché so a priori dove dovrebbe essere anche se non ne ricordo il nome esatto.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo però, da non so più quante versioni di macOS, ogni volta che aggiorno macOS le icone delle applicazioni vengono sempre riordinate in modo alfabetico. Dato che per la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; l&amp;rsquo;ordinamento alfabetico è quello di default, la maggior parte degli utenti non se ne accorge nemmeno. Ma chi, come me, preferisce un ordinamento personalizzato, è obbligato ogni volta a rimettere tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché considero questo un baco e non una caratteristica voluta di macOS? Il motivo è banale: se per ogni cartella il Finder mi consente di ordinare i file in modi diversi &amp;ndash; alfabetico, per data, per dimensione, per tipo &amp;ndash; e mi consente anche di allinearli su una griglia o non ordinarli affatto, non si capisce perché mai la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; dovrebbe comportarsi in modo diverso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono dei motivi tecnici alla base di questa decisione? Nell&amp;rsquo;uso normale la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; può essere personalizzata esattamente come tutte le altre cartelle del &lt;code&gt;Finder&lt;/code&gt;, quindi perché mai il &lt;code&gt;Finder&lt;/code&gt; dovrebbe essere obbligato a resettare le personalizzazioni ad ogni aggiornamento, anche minore, del sistema operativo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo la mia modestissima opinione questo errore, insieme a quello descritto al punto precedente, è legato ad un problema con i fetentissimi file &lt;code&gt;.DS_Store&lt;/code&gt;, che gestiscono la configurazione di ciascuna cartella nel Finder e il cui &lt;a href=&#34;https://0day.work/parsing-the-ds_store-file-format/&#34;&gt;formato&lt;/a&gt; è tenuto più segreto di ciò che avviene dietro i cancelli dell&amp;rsquo;Area 51.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Se qualcuno del team di sviluppo di Apple sta leggendo queste righe, può trovare un&amp;rsquo;oretta per sistemare questi bachi? Non dovrebbe essere troppo difficile, dateci una occhiata per favore, un vostro fedele utente ve ne sarà grato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;La possibilità di organizzare le applicazioni e i documenti in modo &lt;em&gt;visuale&lt;/em&gt; è una delle funzioni di macOS che me lo fa preferire a Linux o a, orrore!, a Windows, dove questo modo di lavorare semplicemente non esiste.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac di casa su cui sto scrivendo ho 148 applicazioni installate, e per le mie abitudini non sono nemmeno tante. Ricordare il nome di tutte non fa per me, infatti non ho mai usato l&amp;rsquo;ordinamento alfabetico né tanto meno applicazioni come Alfred e simili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma</title>
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      <pubDate>Mon, 12 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-bugs.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uso il Mac per lavorare e quindi sono sempre restio ad aggiornare macOS troppo velocemente. In genere preferisco aspettare che la versione corrente maturi e qualche volta la salto completamente, magari perché ho letto un  &lt;em&gt;report&lt;/em&gt; &lt;a href=&#34;https://mjtsai.com/blog/2022/12/27/ventura-issues/&#34;&gt;particolarmente negativi&lt;/a&gt; o perché non mi ha convinto dopo averla usata su qualche computer di amici o colleghi (l&amp;rsquo;ho fatto ad esempio con Sierra, con Catalina e con Ventura).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora quindi tutti i Mac sotto il mio controllo, quelli che uso personalmente e quelli della famiglia, erano fermi a Monterey, che mi piace, è stabile, è veloce, ed è compatibile con tutte le applicazioni che uso ogni giorno (e sono parecchie).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il mio &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;nuovo Mac Studio&lt;/a&gt; ho dovuto fare una eccezione, perché arriva con Sonoma preinstallato e comunque non credo sia compatibile con Monterey. Forse lo è con Ventura, ma Ventura è una delle versioni sulla mia lista nera, quindi che senso avrebbe usarlo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;premessa&#34;&gt;Premessa&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sonoma mi ha indispettito sin dal giorno in cui ho letto che non avrebbe più permesso di convertire nativamente un file PostScript o EPS (Encapsulated PostScript) in un PDF. Lo so, oggi pochi usano PostScript e per convertire i miei vecchi file EPS posso sempre usare &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2023/09/27/how-to-convert-postscript-and-eps-files-in-sonoma-in-a-vm-apple-silicon/&#34;&gt;Ghostscript o un emulatore&lt;/a&gt; al posto di &lt;code&gt;Anteprima&lt;/code&gt;, ma è un fatto quasi &lt;em&gt;filosofico&lt;/em&gt;: macOS è un sistema operativo molto complesso e costituito da migliaia e migliaia di componenti che si incastrano uno nell&amp;rsquo;altro, davvero non c&amp;rsquo;era più spazio per mantenere il supporto per i file PostScript/EPS? &lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Appena ho iniziato ad usare Sonoma sul Mac Studio mi sono accorto che la mia contrarietà aprioristica aveva un fondamento reale, perché Sonoma è afflitto da un bel po&amp;rsquo; di bachi incomprensibili che non rendono giustizia a quello che può fare davvero il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;i-bachi-di-sonoma&#34;&gt;I bachi di Sonoma&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La maggior parte dei bachi di Sonoma di cui mi sono accorto si verificano nel &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchlp2605/14.0/mac/14.0&#34;&gt;Finder&lt;/a&gt; e negli &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mh14112/14.0/mac/14.0&#34;&gt;Spazi&lt;/a&gt;, il primo usatissimo da tutti gli utenti di macOS, l&amp;rsquo;altro meno diffuso fra i normali utenti ma presumibilmente popolare fra gli sviluppatori del sistema operativo. Alcuni bachi, poi, sono così evidenti che mi sembra davvero strano che non siano stati corretti nel corso del &lt;em&gt;beta-testing&lt;/em&gt;, né nei vari aggiornamenti che si sono succeduti in questi mesi. In ogni caso, sono tutti bachi presenti in Sonoma 14.3, la versione attualmente installata sul Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;elenco che segue è più o meno in ordine di importanza (personale), partendo dai bachi, diciamo così, più &lt;em&gt;veniali&lt;/em&gt;, piccole seccature che non incidono sull&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;uso di macOS Sonoma, e arrivando fino a quelli davvero &lt;em&gt;mortali&lt;/em&gt; e ingiustificabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Subito dopo l&amp;rsquo;installazione di Sonoma, sfogliando la rete da un altro Mac, l’icona del Mac Studio appare come un punto interrogativo, mentre quella degli altri Mac pre-Sonoma è normale. Dopo alcune ore anche l&amp;rsquo;icona del Mac Studio torna alla normalità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni tanto, il messaggio di conferma dello svuotamento del Cestino appare in uno Spazio diverso da quello in cui si è eseguito il comando. Succede anche in Monterey, è vero, ma in quest&amp;rsquo;ultimo il Finder si sposta automaticamente nello Spazio del messaggio, permettendo di cliccare sul tasto di conferma. In Sonoma questo non succede e, non riuscendo a vedere il messaggio, si continua a provare a svuotare il cestino inutilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se usiamo  la funzione &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt; per generare un file PDF di un documento o di una pagina web, il file PDF non assume automaticamente il nome del documento di origine ma risulta essere &lt;code&gt;Senza titolo&lt;/code&gt;. Mai successo prima ed è una cosa davvero seccante.  Possibile che gli sviluppatori di macOS non generino mai un file PDF?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho l&amp;rsquo;impressione che il baco sia legato alla rimozione del supporto PostScript, ma non metterò la mano sul fuoco per questo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Siamo in una finestra del Finder e abbiamo impostato la modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt;. Se trasciniamo un gruppo di file sotto il limite inferiore della finestra premendo contemporaneamente il tasto &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) e poi rilasciamo il mouse, le icone più in basso non vengono più visualizzate, dando l&amp;rsquo;impressione che i file siano scomparsi.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tornare a vederli, bisogna cambiare modalità di visualizzazione, scegliendo ad esempio di mostrare la lista dei file (&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt;) e tornando poi alla vista per icone (&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;), oppure ci si deve spostare nella cartella superiore per poi tornare indietro, oppure si deve semplicemente chiudere la finestra corrente ed aprirne una nuova, selezionando di nuovo la cartella su cui stiamo lavorando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le figure qui sotto mostrano quello chi succede. La prima immagine mostra una cartella del Finder contenente una raccolta di documenti e altre cartelle.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-finder-drag-bug-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qui ho selezionato alcuni file e li ho spostati in basso premendo contemporaneamente il tasto &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) (se non lo usassi, una volta oltrepassato il bordo inferiore i file più in basso si sposterebbero nella parte superiore della finestra). Questa operazione dovrebbe ingrandire la finestra virtuale del Finder, facendo comparire la  barra di scorrimento, ma su Sonoma questo non succede e sembra che i file siano scomparsi.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-finder-drag-bug-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Passando alla vista come lista di file e ritornando poi alla vista per icone compare finalmente la barra di scorrimento, rendendo evidente che ci sono altri file sotto il bordo inferiore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-finder-drag-bug-3.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Strettamente legato al baco precedente è questo: se apro una cartella del Finder dove è attiva la modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt; e vi aggiungo un nuovo file, questo a volte non è visibile finché non eseguo una delle operazioni descritte prima. La stessa cosa succede creando o copiando una nuova cartella. Per non farsi mancare niente, questo baco si verifica in modo casuale, a volte va tutto bene altre no, generando ancora più confusione nel povero utente alle prese con il Finder di Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Supponiamo di avere due finestre sovrapposte in uno Spazio, diciamo lo Spazio numero 1. Se clicchiamo con il mouse sulla barra della finestra che sta sopra e, tenendo sempre premuto il pulsante del mouse, usiamo le combinazioni di tasti &lt;strong&gt;CTRL&lt;/strong&gt;(⌃)-&lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;CTRL&lt;/strong&gt;-&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt; per spostarci nello Spazio numero 2 per poi  tornare in quello di partenza, al ritorno nello Spazio iniziale la finestra &lt;em&gt;viaggiatrice&lt;/em&gt; finisce sempre sotto quella rimasta ferma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/lnCxG2AVfgI?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Se ci sono tre o più finestre parzialmente sovrapposte, quella che va avanti e indietro fra gli Spazi finisce sempre &lt;strong&gt;sotto&lt;/strong&gt; la finestra che ha ricevuto il &lt;em&gt;focus&lt;/em&gt; prima della finestra &lt;em&gt;viaggiatrice&lt;/em&gt;, ma &lt;strong&gt;sopra&lt;/strong&gt; tutte le altre finestre del Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/NZxeilBRUsI?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo giochetto avviene solo con le finestre del Finder: se si sovrappone una finestra del Finder a una, diciamo, di Safari, la finestra del Finder che viene spostata fra uno Spazio e l&amp;rsquo;altro ricompare nello Spazio originale sempre sopra quella di Safari, proprio come dovrebbe essere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/SVtTsi-NVa4?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi ha visto i video qui sopra si sarà accorto di un&amp;rsquo;altro problema molto, ma molto serio: ogni volta che si trascina una qualunque finestra da uno Spazio all&amp;rsquo;altro si verifica uno &lt;strong&gt;sfarfallio&lt;/strong&gt; evidente dello sfondo della finestra, che potrebbe essere legato al codice che la ridisegna.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/nUBGoUJiW_A?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Succede sul potentissimo Mac Studio, e succede sui Mac meno performanti (grazie Mimmo!), ma non è mai, mai, mai successo in tutte le versioni precedenti di macOS.&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa strana è che questa è una operazione comunissima per chi usa regolarmente gli Spazi, e mi pare incomprensibile che gli sviluppatori non se ne siano accorti oppure che, se l&amp;rsquo;hanno fatto, non abbiano posto rimedio prima del rilascio del sistema operativo. Ragazzi, ma è possibile che con i computer ultrapotenti che abbiamo oggi dobbiamo attendere mezzo secondo per ridisegnare una finestra?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi sono i bachi di Sonoma di cui finora mi sono accorto personalmente. La lista non è di certo esaustiva, ma riflette la mia particolare modalità d&amp;rsquo;uso di macOS, fra cui un utilizzo continuo degli Spazi (che trovo molto più comodi di una configurazione multi-monitor). delle operazioni di trascinamento nel Finder e delle combinazioni di tasti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come abbiamo appena visto, Sonoma ha introdotto parecchi bachi più o meno gravi, ma macOS è affetto anche da tanti &lt;em&gt;bachi d&amp;rsquo;epoca&lt;/em&gt;, bachi che esistono da anni e che Apple si rifiuta di correggere o non considera tali. Ma di questi leggerete nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/22/apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei confronti delle versioni più recenti di macOS non sono &lt;a href=&#34;https://morrick.me/archives/9696&#34;&gt;ostile come Riccardo Mori&lt;/a&gt;, però ammetto che quello che scrive tocca più di un nervo scoperto.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui potrei partire con una lunga sparata sul fatto che i nostri documenti su computer rischiano di non essere più leggibili nel giro di pochi anni a meno che non ne abbiamo fatta una copia su carta, ma ve la risparmio perché non è il vero argomento di questo post.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A cosa serve una operazione del genere? Ad esempio a fare spazio a nuovi file che, per qualche motivo, si vogliono sistemare prima di quelli preesistenti mantenendo l&amp;rsquo;ordine delle icone già presenti, oppure per aver modo di riordinare a mano i file.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che nelle &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema&lt;/code&gt; ho scelto di avere le barre di scorrimento sempre attive.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so dire di Ventura, che non ho mai provato a fondo, ma di sicuro non è mai successo da Monterey in giù.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Un puntino blu pallido</title>
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      <pubDate>Wed, 29 Jun 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Qual è quella macchina progettata per funzionare per appena quattro anni e che invece, dopo 45 anni di funzionamento ininterrotto, è ancora in perfetta forma e, con un po&amp;rsquo; di fortuna, potrebbe raggiungere e superare i 50, l&amp;rsquo;età della maturità?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qual è quel computer che con appena 69 kilobyte di memoria riesce a far funzionare un mare di strumenti scientifici e ad inviare i dati raccolti attraverso un flebile collegamento radio di appena 23 W di potenza, più o quello che serve per illuminare la cucina con un paio di lampadine a LED?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qual è quel nastro magnetico che riesce a funzionare senza rompersi per 45 anni in condizioni di freddo e di vuoto estremo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti questi oggetti fanno parte di una delle maggiori sfide scientifiche e tecnologiche che la mente umana abbia partorito, le sonde Voyager 1 e Voyager 2, lanciate dalla NASA nel lontano 1977 e che oggi, dopo aver visitato in sequenza Giove, Saturno, Urano e Nettuno, viaggiano nello spazio interstellare nei pressi del confine dell&amp;rsquo;eliosfera, quella zona dello spazio dove il vento solare perde forza fino a scomparire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://www.scientificamerican.com/article/record-breaking-voyager-spacecraft-begin-to-power-down/&#34;&gt;storia di Voyager 1 e 2&lt;/a&gt; è stata raccontata nell&amp;rsquo;ultimo numero di Scientific American ed è una lettura gradevole e affascinante come poche. Non perdetela!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Molto bello in particolare il racconto di come sia stata scattata la famosa fotografia &amp;ldquo;Pale Blue Dot&amp;rdquo; (un puntino blu pallido) del 14 febbraio 1990, che ha catturato l&amp;rsquo;immagine della Terra immediatamente prima dello spegnimento del sistema fotografico di Voyager 1.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-06-29-un-puntino-blu-pallido/PIA23645_modest.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;La famosa immagine &amp;ldquo;Pale Blue Dot&amp;rdquo; (un puntino blu pallido) catturata dalla sonda Voyager 1 il 14 febbraio 1990, nella &lt;a href=&#34;https://www.jpl.nasa.gov/images/pia23645-pale-blue-dot-revisited&#34;&gt;versione aggiornata&lt;/a&gt; del 2020.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta arrivati oltre Nettuno c&amp;rsquo;era ben poco di significativo da fotografare ed era molto più utile spegnere questo sottosistema per risparmiare energia. Ma gli scienziati della NASA vollero immortalare in quell&amp;rsquo;ultimo scatto l&amp;rsquo;aspetto del nostro pianeta visto dai confini del sistema solare. La nostra boria di essere al centro dell&amp;rsquo;universo diventa ben poco quando ci rendiamo conto di essere invece meno di un granello di sabbia nell&amp;rsquo;immensità che ci circonda.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una piccola nota tecnica: l&amp;rsquo;immagine mostrata nella figura qui sopra è una &lt;a href=&#34;https://www.jpl.nasa.gov/images/pia23645-pale-blue-dot-revisited&#34;&gt;versione recente&lt;/a&gt; (realizzata nel 2020, in corrispondenza del 30esimo anniversario della fotografia originale), elaborata utilizzando le più moderne tecniche di elaborazione delle immagini, senza però alterare lo spirito dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.jpl.nasa.gov/images/pia00452-solar-system-portrait-earth-as-pale-blue-dot&#34;&gt;immagine originale&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Due parole infine sul software che gira sul computer con appena 69 kilobyte a cui accennavo all&amp;rsquo;inizio. Computer come questo non devono, anzi non possono, avere dei &lt;em&gt;bug&lt;/em&gt;, perché il più piccolo errore software potrebbe mandare a ramengo una missione costata centinaia di milioni di dollari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E infatti i bug non ci sono, e i pochi che si presentano comunque possono in genere essere corretti da remoto tramite delle backdoor lasciate appositamente aperte dagli sviluppatori. Tutto ciò però ha un costo enorme, in termini di programmatori dedicati al progetto, di tempo speso nello sviluppo e soprattutto di funzioni implementate nel software, che deve limitarsi a fare lo stretto necessario e niente di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quindi niente interfacce grafiche (orrore!), niente sistemi operativi adatti a pilotare tutto il pilotabile, ma solo ed esclusivamente lo stretto indispensabile alla buona riuscita della missione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è chi oggi pretende di &lt;a href=&#34;https://www.repubblica.it/tecnologia/blog/strategikon/2022/06/13/news/il_bug_dellapple_m1_e_la_intolleranza_verso_gli_errori_digitali-353699622/&#34;&gt;punire o sanzionare&lt;/a&gt; gli errori software, utilizzando magari il solito Garante tuttofare per la protezione dei dati personali. Peccato che costui dimentichi (o non sappia) che i bug ci sono perché i sistemi attuali sono intrinsecamente troppo complessi per essere del tutto esenti da errori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le missioni spaziali ci insegnano che si può raggiungere la perfezione o quasi, al costo di farci pagare il computer o lo smartphone almeno 10 se non 100 volte di più, oltre che costringerci ad usare modelli con funzioni ridotte all&amp;rsquo;osso, altro che i lockscreen con i widget animati e facezie varie. È davvero quello che vogliamo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure possiamo tenere i piedi per terra (letteralmente!) ed accettare il fatto che se stiamo viaggiando nel bel mezzo del sistema solare è fondamentale non perdersi, ma se ci perdiamo in centro perché Maps fa i capricci&amp;hellip; insomma, non è poi quella gran cosa.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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