<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
  <channel>
    <title>Big Sur on Melabit</title>
    <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/tags/big-sur/</link>
    <description>Recent content in Big Sur on Melabit</description>
    <generator>Hugo</generator>
    <language>it</language>
    <lastBuildDate>Mon, 22 Jan 2024 18:00:00 +0000</lastBuildDate>
    <atom:link href="https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/tags/big-sur/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml" />
    <item>
      <title>Ridare una nuova vita al vecchio Mac con OpenCore Legacy Patcher (terza parte)</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/01/22/ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-terza-parte/</link>
      <pubDate>Mon, 22 Jan 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/01/22/ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-terza-parte/</guid>
      <description>&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-22-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-terza-parte/oclp-macbookpro-2011-monterey.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dopo due lunghissimi articoli su OpenCore Legacy Patcher (&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2023/12/22/ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-prima-parte/&#34;&gt;prima parte&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/01/19/ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt;), ha senso destinarne un terzo ad una linkografia&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ragionata di pagine web e di video dedicati a questo software?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo me sì (altrimenti non stareste leggendo l&amp;rsquo;articolo proprio in questo momento), perché OpenCore Legacy Patcher (come sempre, da ora in poi userò l&amp;rsquo;acronimo OCLP) è un software complesso e non è possibile coprire tutti i casi di uso in due articoli, pur se molto corposi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il riferimento principale è, naturalmente, il &lt;a href=&#34;https://dortania.github.io/OpenCore-Legacy-Patcher/&#34;&gt;sito web di OCLP&lt;/a&gt;, che spiega in modo chiaro e dettagliato come installare ed usare il programma e come risolvere i problemi principali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altrettanto utile è il &lt;a href=&#34;https://github.com/dortania/OpenCore-Legacy-Patcher/&#34;&gt;progetto di OCLP su GitHub&lt;/a&gt;, da cui si possono scaricare tutte le &lt;a href=&#34;https://github.com/dortania/OpenCore-Legacy-Patcher/releases&#34;&gt;release&lt;/a&gt; del programma e il codice sorgente in Python, utile per chi voglia studiare come funziona OCLP o controllare che OCLP non contenga delle &lt;em&gt;backdoor&lt;/em&gt; o dei trucchetti vari per prendere possesso del Mac o per infettarlo con qualche tipo di &lt;em&gt;malware&lt;/em&gt; (non ce ne sono).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altro riferimento imprescindibile è il sito di &lt;a href=&#34;https://mrmacintosh.com/&#34;&gt;Mr. Macintosh&lt;/a&gt;, con il relativo &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/@Mr.Macintosh&#34;&gt;canale YouTube&lt;/a&gt;. Dal sito si possono scaricare i programmi di installazione di un &lt;a href=&#34;https://mrmacintosh.com/how-to-download-macos-catalina-mojave-or-high-sierra-full-installers/&#34;&gt;gran numero di versioni di macOS&lt;/a&gt;, da Sonoma giù giù fino a Lion,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; una cosa molto utile per chi non riesca (o non voglia) usare OCLP per scaricare macOS.&lt;/p&gt;&#xA;  &lt;div style=&#34;border-style: solid; border-width: 0px 0px 0px 12px; border-color: #154167; background-color: #F7F7F2; padding: 1em; margin: 20px 0px; color:black; font-size:100%&#34;&gt;&#xA;  Ricordo che OCLP supporta solo le versioni più recenti di macOS, da Big Sur a Sonoma sui Mac &lt;a href=&#34;https://dortania.github.io/OpenCore-Legacy-Patcher/MODELS.html&#34;&gt;prodotti più o meno dal 2008 in poi&lt;/a&gt;. Chi volesse installare sul suo Mac d&#39;epoca una versione più datata di macOS, da Catalina fino a Sierra, deve rivolgersi al &lt;a href=&#34;http://dosdude1.com/software.html&#34;&gt;progetto di DOSDude1&lt;/a&gt;, che non ho mai provato ma che sembra fatto bene, anche se non è sofisticato come OCLP.&#xA;  &lt;/div&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più interessante è il &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/@Mr.Macintosh&#34;&gt;canale YouTube di Mr. Macintosh&lt;/a&gt;, dove si possono trovare guide dettagliatissime all&amp;rsquo;installazione e all&amp;rsquo;uso di OCLP. Fra l&amp;rsquo;altro, Mr. Macintosh parla lentamente (fin troppo!) e in modo molto comprensibile, per cui anche chi conosce solo l&amp;rsquo;inglese di base dovrebbe essere in grado di seguire senza troppe difficoltà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le guide video di Mr. Macintosh hanno anche una versione scritta &lt;a href=&#34;https://mrmacintosh.com/blog/&#34;&gt;sul suo blog&lt;/a&gt;, che può essere più comoda da seguire soprattutto per gli utenti esperti, perché a volte Mr. Macintosh parla così lentamente da risultare noioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ho conosciuto OCLP proprio guardando per caso uno dei suoi video (&lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=znlhI6f7x1Q&#34;&gt;credo questo&lt;/a&gt; oppure &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=5M1MepotME0&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;) e ho subito provato ad usarlo installando Big Sur, che funzionava alla grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro ottimo canale YouTube dedicato a OCLP (ma non solo) è quello di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/@JessiesFlying&#34;&gt;Jessie&amp;rsquo;s Flying&lt;/a&gt;. In particolare, &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=gmwneF_YsCA&#34;&gt;questo video&lt;/a&gt; è imperdibile, non a caso l&amp;rsquo;ho già citato nella &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2023/12/22/ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-prima-parte/&#34;&gt;prima parte di questa serie&lt;/a&gt;. Anche &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=cLAX7zGAUig&#34;&gt;questo più recente&lt;/a&gt; non è male, anche perché dà una idea generale dei modelli di Mac su cui vale davvero la pena installare OCLP.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto sommato preferisco Mr. Macintosh, che va più in profondità dal punto di vista tecnico, però se si vuole avere una idea veloce e senza troppi fronzoli di cosa fa e come funziona OCLP &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/@JessiesFlying&#34;&gt;Jessie&amp;rsquo;s Flying&lt;/a&gt; può essere una scelta migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra strano, ma anche Macworld ha pubblicato nel corso degli anni parecchie guide a OCLP, &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/672461/how-to-install-macos-on-unsupported-mac.html&#34;&gt;questa dovrebbe essere la più recente&lt;/a&gt; e, naturalmente, è dedicata principalmente a Sonoma, ma non manca di menzionare versioni precedenti da Big Sur fino a High Sierra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per capire meglio come funziona OCLP &lt;em&gt;dentro&lt;/em&gt; c&amp;rsquo;è questo articolo piuttosto interessante, &lt;a href=&#34;https://blog.greggant.com/posts/2023/03/28/opencore-and-opencore-legacy-patcher-explained.html&#34;&gt;OpenCore Legacy Patcher Explained&lt;/a&gt;, con relativo &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=VSF9eCLDpoI&amp;amp;t=7s&#34;&gt;video su YouTube&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo stesso autore ha scritto anche una &lt;a href=&#34;http://blog.greggant.com/posts/2023/01/23/opencore-legacy-patcher-quick-instructions.html&#34;&gt;guida all&amp;rsquo;installazione di OPLP&lt;/a&gt; che però mi sembra poco utile per chi è nuovo ad OCLP, dato che nell&amp;rsquo;ultimo anno l&amp;rsquo;interfaccia grafica del programma è stata rivista in modo profondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Last but not least&lt;/em&gt;, da guardare &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=667-Wav4n68&#34;&gt;questo video&lt;/a&gt; che confronta le prestazioni di tre Mac piuttosto datati (due MacBook Pro del 2011 e uno del 2012). Vale la pena guardarlo per rendersi conto dei problemi che possono presentarsi sui Mac più vecchi e delle relative soluzioni (quando è possibile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il messaggio di fondo comunque è semplice: nemmeno OCLP fa miracoli, per cui sui Mac più vecchi è consigliabile usare Big Sur o, al massimo, Monterey. Su un Mac Book Pro 2011 come il mio, Big Sur va alla grande, ma anche Monterey secondo me è più che usabile e non ho mai avuto i problemi riportati nel video, forse perché ho 16 GB di RAM o perché l&amp;rsquo;ho sempre usato solo con il display LCD integrato (e comunque non credo di aver mai aperto Foto su quella macchina).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una nota di colore: guardando il video si nota chiaramente che non è prodotto da professionista di YouTube come Mr. Macintosh o Jessie&amp;rsquo;s Flying, e questo secondo me lo rende molto più &lt;em&gt;fresco&lt;/em&gt; e molto più simile a ciò che può fare, con la tastiera, un umile scribacchino del web come il sottoscritto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;accademia della Crusca, stranamente, &lt;a href=&#34;https://accademiadellacrusca.it/it/parole-nuove/sitografia/897&#34;&gt;accetta questo termine&lt;/a&gt;, insieme all&amp;rsquo;italianissimo &lt;em&gt;sitografia&lt;/em&gt;, che non mi piace per niente.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ache se Apple pone molte limitazioni, in sostanza bisogna avere un Mac compatibile per farlo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Aggiornare a macOS Monterey</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/09/05/aggiornare-a-macos-monterey/</link>
      <pubDate>Mon, 05 Sep 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/09/05/aggiornare-a-macos-monterey/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Non sono un &lt;em&gt;early adopter&lt;/em&gt; e quindi non ho mai avuto fretta di acquistare l&amp;rsquo;ultimo prodotto tecnologico. Non è per snobismo, ma piuttosto perché, come succede con le automobili, so per esperienza che i difetti iniziali (quasi) inevitabili di questi prodotti vengono corretti solo dopo la seconda o la terza iterazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si veda l&amp;rsquo;iPhone che, nonostante la &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=t-AEvr5DKyc&#34;&gt;magnifica presentazione&lt;/a&gt; di Steve Jobs, all&amp;rsquo;inizio aveva &lt;a href=&#34;https://www.t3.com/features/remember-this-heres-everything-that-the-first-iphone-couldnt-do&#34;&gt;parecchi limiti&lt;/a&gt; ed è diventato lo smartphone che tutti conosciamo ed amiamo solo a partire dalla seconda, o meglio ancora dalla terza generazione, quell&amp;rsquo;iPhone 3GS che rimane ancora uno dei migliori modelli mai prodotti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero caso di scuola degli ultimi anni è il Samsung Galaxy Fold, la cui prima versione di fatto &lt;a href=&#34;https://www.androidauthority.com/samsung-galaxy-fold-issues-display-problems-977233/&#34;&gt;non funzionava&lt;/a&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Ancora più recente è il caso del Lenovo XPS 13 Plus, il cui schermo OLED ha &lt;a href=&#34;https://www.pcworld.com/article/919715/dell-xps-13-plus-laptops-screen-issues.html&#34;&gt;seri problemi di qualità&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-09-05-aggiornare-a-macos-monterey/mariola-grobelska-DiWckj0v2Fk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@mariolagr&#34;&gt;Mariola Grobelska&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I sistemi operativi non sono molto diversi, la frenesia di dover uscire ogni anno con una nuova versione di macOS (ma il discorso vale anche per iOS/iPadOS, per Windows e perfino per le millanta distribuzioni di Linux), produce quasi sempre delle prime versioni abbastanza immature, che vengono affinate solo con gli aggiornamenti successivi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è raro quindi per me aspettare parecchi mesi prima di aggiornare macOS all&amp;rsquo;ultima versione disponibile, anzi a volte arrivo anche a saltare una o persino due versioni se mi sembra che non ci sia nulla di tanto interessante da meritare lo sforzo dell&amp;rsquo;aggiornamento.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche macOS Monterey non ha fatto eccezione, per cui ho aspettato un momento tranquillo di metà estate, quasi un anno dopo la presentazione ufficiale, per aggiornare i due MacBook Air di casa all&amp;rsquo;ultima versione disponibile del sistema operativo per Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente da segnalare per l&amp;rsquo;Air M1, come ci si poteva attendere l&amp;rsquo;aggiornamento si è concluso senza problemi e il notebook è rimasto scattante come con Big Sur. Peccato solo per lo sfondo, che non ha lo stesso impatto di quello, davvero magnifico, di &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;Big Sur&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la vera sorpresa è stato il vecchio MacBook Air i5 del 2015, sul quale prima dell&amp;rsquo;aggiornamento girava Mojave, una versione di macOS ormai vecchiotta ma ben rodata ed affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I commenti trovati in giro per la Rete non erano per niente incoraggianti, quasi tutti sostenevano che con Big Sur l&amp;rsquo;Air 2015 &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/juth8p/big_sur_in_macbook_air_early_2015/&#34;&gt;diventava molto lento&lt;/a&gt; e alcuni riportavano perfino problemi più o meno seri di compatibilità hardware, fino all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/jue7n5/big_sur_update_bricked_mid2014_13_mbp/&#34;&gt;impossibilità di avviare la macchina&lt;/a&gt;. Con Monterey non era diverso, c&amp;rsquo;era perfino &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/r5t37s/should_i_update_my_2015_macbook_air_to_macos/&#34;&gt;un tale che sosteneva&lt;/a&gt; che il suo MacBook Air con SSD da 512 GB e 8 GB di RAM (come il mio) aggiornato a Monterey effettuava il boot 40 volte più lentamente che con Big Sur (bum!) e impiegava una vita per riattivarsi dallo stato di stop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quindi prima di aggiornare mi sono preparato al peggio, salvando lo stato della macchina con Time Machine e disconnettendo subito dopo il disco esterno di backup, in modo da poter tornare facilmente a Mojave in caso di problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece tutto è andato per il meglio: per evitare un salto generazionale troppo grosso ho aggiornato prima da Mojave a Big Sur e poi da Big Sur a Monterey, e in entrambi i casi il processo è filato via liscio come l&amp;rsquo;olio e, cosa forse ancora più importante, la performance dell&amp;rsquo;Air non ne ha risentito. Da quanto ho visto finora, l&amp;rsquo;unico rallentamento si ha al primo accesso degli utenti non amministratori del sistema (quando ci sono), probabilmente a causa di qualche operazione preliminare di configurazione del nuovo sistema, ma dopo pochi minuti va tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intendiamoci, l&amp;rsquo;Air 2015 i5 mostra chiaramente gli anni che ha e le sue prestazioni &lt;em&gt;velocistiche&lt;/em&gt; non sono (e non sono mai state) di primo livello. Ma di sicuro non sono peggiorate con Monterey, per cui aggiornare ha senso soprattutto per poter usufruire delle versioni più recenti di parecchie applicazioni interessanti, penso soprattutto alla terna Pages, Numbers e Keynote che Apple continua a migliorare (anche se un po&amp;rsquo; troppo lentamente per i miei gusti). Oppure, perdonatemi se cito una applicazione molto specifica ma per me fondamentale, a RStudio, la cui ultima interazione ha davvero una marcia in più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà, ho aggiornato anche un altro dei miei Mac a Monterey, ma questo voglio raccontarlo in un prossimo articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non che le versioni successive siano più interessanti &amp;ndash; non ho mai capito il senso di un ibrido come il Fold, che vuole essere allo un po&amp;rsquo; telefono e un po&amp;rsquo; tablet senza far bene nessuna delle due cose e che nonostante ciò costa quanto un iPhone e un iPad messi insieme &amp;ndash; ma almeno funzionano!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ho fatto recentemente con Catalina e prima ancora con Sierra e con la coppia Mavericks e Yosemite.  Senza dimenticare Lion, che ho usato solo per pochissimi giorni pentendomene subito e saltando, per una volta a piè pari, su Mountain Lion.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Dai wallpaper agli sfondi</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/04/26/dai-wallpaper-agli-sfondi/</link>
      <pubDate>Tue, 26 Apr 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/04/26/dai-wallpaper-agli-sfondi/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Il riferimento al bellissimo sfondo di Big Sur dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;ultimo post&lt;/a&gt; mi ha fatto venire in mente quando gli sfondi per computer erano tutta un&amp;rsquo;altra cosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;un-po-di-storia&#34;&gt;Un po&amp;rsquo; di storia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli sfondi per computer nascono con la diffusione negli anni &amp;lsquo;80 dei computer dotati di interfaccia grafica, di fatto allora solo Macintosh, Atari ST e Amiga.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rispetto agli standard attuali gli sfondi di allora erano poverissimi, dei semplici pattern ripetuti di 8x8 o 16x16 pixel, dapprima solo in bianco e nero e dalla fine degli anni &amp;lsquo;80 anche a colori. Più che altro erano un modo per personalizzare e rendere più piacevole l&amp;rsquo;uso del computer, e magari, anche se in modo ancora inconsapevole, di adattare la luminosità del desktop ai gusti personali. Un po&amp;rsquo; come facciamo oggi con le interfacce &lt;em&gt;dark&lt;/em&gt; sempre più diffuse (che a me stancano gli occhi molto di più di quelle &lt;em&gt;light&lt;/em&gt;,  ma su questo sono in chiaramente in minoranza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac lo sfondo si chiamava &lt;em&gt;Desktop Pattern&lt;/em&gt;, che potremmo tradurre in &amp;ldquo;motivo (grafico) del desktop&amp;rdquo;, ed era configurabile &lt;em&gt;accendendo&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;spegnendo&lt;/em&gt; i pixel di una griglia 8x8 che veniva ripetuta fino ad occupare l&amp;rsquo;intero schermo del computer. Ecco un esempio di quello che si poteva ottenere sul Mac con System 6.0.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/system-6.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Configurazione delle sfondo del Mac con System 6.0.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto molto rozzo se visto con gli occhi di oggi, ma si potevano fare perfino delle cose carine, come lo sfondo mostrato in figura che sembra essere composto da una trama di fili intrecciati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli anni &amp;lsquo;90 portano il colore e dei pattern più ampi, che non a caso venivano chiamati  anche &lt;em&gt;wallpaper&lt;/em&gt; (carta da parati) perché, proprio come la carta da parati, erano costituiti da un motivo grafico ripetuto sull&amp;rsquo;intera superficie, questa volta del desktop invece che del muro. Inutile dire che il confronto fra gli sfondi disponibili per il Mac e quelli per Windows 3.x/95 è improponibile, banali (per non dire brutti) quelli dei sistemi operativi Microsoft, molto più sofisticati quelli proposti da Apple. Lo si può vedere facilmente nelle figure qui sotto: le prime due mostrano il meglio che sono riuscito a trovare su Windows 3.1/95 (molto meglio Windows 3.1 secondo me), mentre l&amp;rsquo;ultima mostra lo strumento di selezione dei Desktop Pattern di System 7.5 insieme ad uno sfondo relativamente complesso già impostato (per cercare di rendere meno arbitrario il confronto ho scelto sfondi con la stessa tonalità dominante).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/windows-31.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Immagine del desktop di Windows 3.1, emulato online tramite &lt;a href=&#34;https://www.pcjs.org/software/pcx86/sys/windows/3.10/&#34;&gt;PCjs Machines&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/windows-95.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Immagine del desktop di Windows 95, emulato online tramite &lt;a href=&#34;https://www.pcjs.org/blog/2015/09/21/&#34;&gt;PCjs Machines&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/system-75.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Immagine del desktop di un Mac con System 7.5, emulato online tramite &lt;a href=&#34;https://system7.app/&#34;&gt;Infinite Mac&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più di tanto comunque non si poteva fare, perché usare dei pattern più complicati significava sprecare la memoria ancora relativamente ridotta del computer. Scavando nel mio hard-disk ho trovato alcuni dei motivi che usavo allora sfondo, come &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/70scircle.png&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/coco.png&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/pegboard-blue.png&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; (e anche &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/gnu.png&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;, da usare evidentemente in momenti di particolare fanatismo). Andavano bene con i monitor 800x600 o 1024x768 di allora, ma visti oggi sui nostri monitor ad altissima risoluzione sembrano semplicemente orribili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/tiled-90s-desktop-today.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Uno sfondo con pattern ripetuto degli anni &amp;lsquo;90 su un Mac moderno. No comment.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La fine del secolo scroso ci porta, insieme a &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/hardware/comments/5cr2j2/how_much_ram_did_computers_have_over_time_timeline/&#34;&gt;molta più RAM&lt;/a&gt;, anche le immagini di sfondo che conosciamo oggi, come questa per Mac OS 8.1 (le montagne sono una costante nell&amp;rsquo;immaginario Apple).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/mac-os-81.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Immagine del desktop di un Mac con Mac OS 8.1, emulato online tramite &lt;a href=&#34;https://macos8.app/&#34;&gt;Infinite Mac&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;avvento di Mac OS X segna l&amp;rsquo;ultimo passaggio degno di menzione, gli &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/&#34;&gt;sfondi astratti&lt;/a&gt; che si trovano in Mac OS X sono bellissimi, moderni e realizzati con una maestria tecnica che sarà di ispirazione per tutta una generazione di grafici, fra cui tanti pronti a &lt;a href=&#34;https://images-wixmp-ed30a86b8c4ca887773594c2.wixmp.com/f/e8b3a13f-6e82-4a64-9003-9f2b43614ac9/dlnu2n-f0095b4b-ea4f-4d7f-ad6d-620b6f305bdf.jpg&#34;&gt;scopiazzarli&lt;/a&gt; senza troppi scrupoli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/tiger-aqua-blue.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Lo sfondo di default di Tiger, in tutta la sua gloria.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma questi sfondi per Mac OS X non erano solo &lt;em&gt;belli&lt;/em&gt;, erano anche perfetti per la funzione che dovevano svolgere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;due-centesimi&#34;&gt;Due centesimi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché gli sfondi del desktop non devono solo essere solo gradevoli da un punto di vista grafico, devono anche essere adatti a svolgere le loro funzioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima è dare un&amp;rsquo;impronta, rendere immediatamente riconoscibile il sistema operativo sottostante. Come è riuscita a fare benissimo Microsoft con lo sfondo di default di Windows XP (&lt;a href=&#34;https://windowswallpaper.miraheze.org/wiki/Bliss&#34;&gt;&lt;em&gt;Bliss&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;), diventato una vera icona grafica e una delle &lt;a href=&#34;https://www.thestar.com/news/insight/2016/05/01/this-windows-wallpaper-was-a-real-photo-and-this-man-took-it.html&#34;&gt;foto più viste&lt;/a&gt; di tutti i tempi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/windows-xp-bliss.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Bliss, lo sfondo di default di Windows XP.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un caso fortunato, visto che nelle interazioni successive del suoi sistemi operativi Microsoft non è riuscita ed evitare di inserire degli sfondi di default decisamente mediocri, che sembrano più che altro delle inutili auto-promozioni del marchio (qui lo sfondo di default di &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/04/windows-7.jpg&#34;&gt;Windows 7&lt;/a&gt; e qui quello di &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/04/windows-10.jpg&#34;&gt;Windows 10&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple, invece, è riuscita benissimo a dare questa impronta in tutte le prime interazioni di Mac OS X, diciamo fino a &lt;a href=&#34;https://i.gzn.jp/img/2020/03/29/mac-wallpaper-history/10-6.png&#34;&gt;Snow Leopard&lt;/a&gt;, quando ogni sfondo identificava in modo chiaro e inconfondibile la versione del sistema operativo sottostante. Anzi, è arrivata perfino a suggerire con lo stesso sfondo la stretta somiglianza fra due versioni successive di Mac OS X (si pensi a &lt;a href=&#34;https://i.gzn.jp/img/2020/03/29/mac-wallpaper-history/10-5.png&#34;&gt;Leopard&lt;/a&gt; e a &lt;a href=&#34;https://i.gzn.jp/img/2020/03/29/mac-wallpaper-history/10-6.png&#34;&gt;Snow Leopard&lt;/a&gt; oppure a &lt;a href=&#34;https://i.gzn.jp/img/2020/03/29/mac-wallpaper-history/10-7.png&#34;&gt;Lion&lt;/a&gt; e a &lt;a href=&#34;https://i.gzn.jp/img/2020/03/29/mac-wallpaper-history/10-8.jpg&#34;&gt;Mountain Lion&lt;/a&gt;), dove la seconda versione serviva a correggere i &lt;em&gt;bug&lt;/em&gt; e a migliorare le prestazioni della prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/leopard.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/snow-leopard.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Sfondi a confronto: Leopard e Snow Leopard.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ed è tornata (finalmente!) a dare a macOS una impronta immediatamente riconoscibile con lo &lt;a href=&#34;https://dynamicwallpaper.club/wallpaper/r1olj9zggjl&#34;&gt;sfondo dinamico di Mojave&lt;/a&gt; (una vera primizia, che potrebbe diventare il &lt;em&gt;Bliss&lt;/em&gt; degli anni &amp;lsquo;20) e soprattutto con quelli di &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/#jp-carousel-19693&#34;&gt;Big Sur&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/#jp-carousel-22538&#34;&gt;Monterey&lt;/a&gt;. Lo sfondo di Big Sur, in particolare, ha segnato davvero una svolta, con l&amp;rsquo;abbandono delle viste naturalistiche un po&amp;rsquo; stucchevoli e il ritorno ad una grafica astratta.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò è funzionale alla seconda ragione per scegliere uno sfondo piuttosto che un altro. Perché è inutile nasconderselo, anche se sappiamo benissimo che non si dovrebbe fare, siamo tutti abituati a tenere un gran numero di file sul Desktop (senza magari arrivare a &lt;a href=&#34;https://i.redd.it/3466psyewti21.jpg&#34;&gt;certe&lt;/a&gt; stupide &lt;a href=&#34;https://twitter.com/literaticat/status/1114538221512400898/photo/1&#34;&gt;esagerazioni&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://i.redd.it/3466psyewti21.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;E allora uno &lt;a href=&#34;https://www.quora.com/What-makes-a-good-desktop-background&#34;&gt;sfondo del desktop chiaro e pulito&lt;/a&gt;, come quello di Big Sur o dei primi Mac OS X, può aiutare ad organizzare le icone sul Desktop in gruppi logici ben visibili, portando un po&amp;rsquo; di ordine nel caos dei nostri computer. Provate a fare la stessa cosa con un sfondo pieno di dettagli e di colori diversi e poi ditemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma naturalmente c&amp;rsquo;è un&amp;rsquo;ultima ragione, forse la più importante: personalizzare l&amp;rsquo;ambiente di lavoro, renderlo più confortevole e adatto a svolgere i suoi compiti giornalieri. E da qui vengono gli sfondi con le foto del partner o dei figli, i ricordi dell&amp;rsquo;ultimo viaggio, le immagini del personaggio preferito del cinema o dei &lt;em&gt;cartoon&lt;/em&gt;, o gli sfondi con&amp;hellip; i &lt;a href=&#34;http://wp.widewallpapers.net/2k/girls/7/1920x1080/hot-girl-wallpaper-1920x1080-017.jpg&#34;&gt;sogni impossibili&lt;/a&gt;. L&amp;rsquo;equivalente moderno delle foto nel portafoglio o delle cornici sulla scrivania, che fanno parte di un passato che pare già lontanissimo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;sfondi-sfondi-sfondi&#34;&gt;Sfondi, sfondi, sfondi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un articolo sugli sfondi del computer non ha ragione di esistere senza un elenco di link da cui scaricare degli sfondi di qualità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Impossibile non menzionare per prima la collezione preparata da &lt;a href=&#34;https://512pixels.net&#34;&gt;512 Pixels&lt;/a&gt; di tutti gli sfondi di default di macOS, convertiti per gli schermi moderni ad altissima risoluzione, &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/&#34;&gt;Every Default macOS Wallpaper – in Glorious 6K Resolution&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I puri e duri che preferiscono gli sfondi originali (o quasi) li possono trovare qui, &lt;a href=&#34;https://gigazine.net/gsc_news/en/20200329-mac-wallpaper-history/&#34;&gt;Looking back on successive default wallpapers from Mac OS X to macOS, it looks like this&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sempre su 512 Pixels, i più nostalgici possono trovare anche gli sfondi di Mac OS 9, convertiti anch&amp;rsquo;essi ad una risoluzione mai vista in originale, &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/mac-os-9-5k-wallpapers/&#34;&gt;Mac OS 9 Wallpapers in 5K Resolution&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I bulimici che vogliono proprio tutto troveranno invece in &lt;a href=&#34;https://photos.google.com/share/AF1QipNNQyeVrqxBdNmBkq9ILswizuj-RYJFNt5GlxJZ90Y6hx0okrVSLKSnmFFbX7j5Mg?key=RV8tSXVJVGdfS1RIQUI0Q3RZZVhlTmw0WmhFZ2V3&#34;&gt;macOS Wallpapers&lt;/a&gt; la collezione completa degli sfondi di tutte le versioni di macOS/Mac OS X, da Monterey a Cheetah e giù giù fino a System 7.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passando a siti più specifici, non posso non menzionare &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt; e in misura minore &lt;a href=&#34;https://www.pexels.com/&#34;&gt;Pexels&lt;/a&gt;, che contengono un enorme numero di fotografie di ottima qualità distribuibili liberamente, che possono diventare dei bellissimi sfondi per i nostri computer (come ad esempio questa &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/t/textures-patterns&#34;&gt;collezione&lt;/a&gt; di macrofotografie e di dettagli architettonici, oppure quest&amp;rsquo;altra di sfondi &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/s/photos/abstract&#34;&gt;astratti&lt;/a&gt;&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una menzione speciale la merita &lt;a href=&#34;https://www.deviantart.com/&#34;&gt;DeviantArt&lt;/a&gt;, che raccoglie immagini originali e ben fatte, anche se destinate in gran parte a generazioni ben più giovani della mia. Purtroppo ora per scaricare le immagini bisogna registrarsi al sito. Si può fare, magari usando un account usa e getta, ma è una piccola seccatura in più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non male nemmeno &lt;a href=&#34;https://wallpapercave.com/&#34;&gt;WallpaperCave&lt;/a&gt;, c&amp;rsquo;è moltissima roba per ragazzini però l&amp;rsquo;organizzazione in categorie è decente, e allora perché non farci una capatina? Lo stesso vale per &lt;a href=&#34;https://wallpaperaccess.com/&#34;&gt;Wallpaperaccess&lt;/a&gt;, di cui mi piace parecchio la sezione dedicata agli &lt;a href=&#34;https://wallpaperaccess.com/4k-minimalist&#34;&gt;sfondi minimalisti&lt;/a&gt;. Non male nemmeno &lt;a href=&#34;http://wallpaperswide.com/&#34;&gt;WallpapersWide&lt;/a&gt;, che ha una grafica piuttosto datata ma molto facile da navigare, e che propone parecchi sfondi interessanti come &lt;a href=&#34;http://wallpaperswide.com/orange_abstract_background-wallpapers.html&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Utile infine fare ogni tanto una capatina su &lt;a href=&#34;http://theultralinx.com/&#34;&gt;UltraLinx&lt;/a&gt;, un sito di design davvero interessante (guardate ad esempio come si possono &lt;a href=&#34;https://theultralinx.com/2018/09/20-ridiculously-satisfying-examples-of-cable-management/&#34;&gt;organizzare i cavi&lt;/a&gt; in modo creativo), che propone periodicamente degli &lt;a href=&#34;http://theultralinx.com/?s=wallpaper&#34;&gt;sfondi davvero eccellenti&lt;/a&gt;. E chissà, magari insieme allo sfondo ci scappa pure una &lt;a href=&#34;https://theultralinx.com/2022/04/clean-ultrawide-monochrome-workspace/&#34;&gt;buona idea&lt;/a&gt; per (ri)organizzare il proprio spazio di lavoro!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non a caso sono tornate subito in funzione le &lt;a href=&#34;https://github.com/vinceliuice/WhiteSur-gtk-theme&#34;&gt;fotocopiatrici grafiche&lt;/a&gt;&amp;hellip;&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so, è una fissazione.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: Big Sur</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/</link>
      <pubDate>Thu, 07 Apr 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Big Sur mi piace, ha portato una ventata di freschezza all&amp;rsquo;interfaccia grafica di macOS, un&amp;rsquo;interfaccia ormai familiare, ben assestata, rassicurante ma che, come le pareti di una casa abitata da tanti anni, attendeva con ansia una bella rinfrescata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;big-sur&#34;&gt;Big Sur&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo i fasti di &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Aqua_%28user_interface%29&#34;&gt;Aqua&lt;/a&gt;, la prima &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/gadgets/2000/02/mac-os-x-dp3/&#34;&gt;interfaccia grafica di Mac OS X&lt;/a&gt;, tanto innovativa e dirompente con i canoni stilistici dell&amp;rsquo;epoca da dare un grosso contributo alla rinascita del Mac e dell&amp;rsquo;intera Apple, e dopo il passaggio al &lt;em&gt;look&lt;/em&gt; grigio-metallico iniziato timidamente in Mac OS X 10.3/Panther e concluso con Mac OS X 10.5/Leopard, l&amp;rsquo;interfaccia grafica di macOS è sembrata stagnare per anni, un ritocchino qui e uno là, quasi sempre ispirato a iOS,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ma niente di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con Big Sur Apple ha cambiato radicalmente il linguaggio grafico di macOS, e lo ha fatto già a partire dallo sfondo che abbandona le noiose fotografie naturalistiche per tornare ad una grafica astratta molto moderna, chiaramente ispirata ai &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/&#34;&gt;grandiosi sfondi dei primi Mac OS X&lt;/a&gt; che hanno rallegrato i nostri occhi per tanti anni (il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2017/07/13/nostalgia-di-sfondo/&#34;&gt;mio preferito&lt;/a&gt; è quello di Tiger). E non solo i nostri, perché anche i grafici che curavano le distribuzioni di Linux di quegli anni si sentivano quasi in dovere di &lt;a href=&#34;https://www.gnome-look.org/p/1064519&#34;&gt;trarre&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.gnome-look.org/p/1056509&#34;&gt;ispirazione&lt;/a&gt; dagli sfondi di Mac OS X (e lo fanno &lt;a href=&#34;https://itsfoss.com/make-ubuntu-look-like-macos/&#34;&gt;ancora oggi&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/macbook-air-m1-big-sur-desktop.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Come tutti i cambiamenti radicali, Big Sur presenta dei difetti e delle incongruenze, che sono stati descritti molto bene da Riccardo Mori nella sua &lt;a href=&#34;http://morrick.me/archives/8945&#34;&gt;serie di articoli su Big Sur&lt;/a&gt;. La sua non sarà una recensione dettagliata e tecnicamente ineccepibile come quelle, inarrivabili!, di &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/gadgets/2015/04/after-fifteen-years-ars-says-goodbye-to-john-siracusas-os-x-reviews/&#34;&gt;John Siracusa&lt;/a&gt;, ma le si avvicina parecchio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcuni di questi difetti sono piuttosto evidenti proprio sull&amp;rsquo;Air M1. Ma cominciamo da quello che sull&amp;rsquo;Air non si vede, grazie alla potenza del processore M1. Sui Mac Intel Big Sur sembra &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/forums/thread/666661&#34;&gt;molto&lt;/a&gt; più &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOSBeta/comments/julm74/big_sur_is_making_my_laptop_slow_and_laggy/&#34;&gt;pesante&lt;/a&gt; dei sistemi operativi precedenti, magari con un i7 o un i9 non ci facciamo troppo caso, ma se abbiamo solo un i5 o peggio un i3, il rallentamento è abbastanza evidente. Certo, dopo un aggiornamento del sistema operativo è normale che il Mac fatichi un po&amp;rsquo;, magari perché deve convertire il filesystem da HFS+ a APFS e di sicuro perché sta indicizzando il contenuto del disco rigido,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ma per chi è ancora fermo a Catalina o a Mojave questo è un aspetto da non sottovalutare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;il-finder&#34;&gt;Il Finder&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;elencare i difetti più evidenti di Big Sur sull&amp;rsquo;Air M1 mi voglio concentrare sul Finder che, anche per gli amanti del Terminale come il sottoscritto, rimane lo strumento principale per interagire con il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io preferisco avere delle finestre del Finder piuttosto piccole, non solo perché così posso copiare o trascinare più facilmente file e cartelle da una finestra all&amp;rsquo;altra (per questo ci sono i pannelli e sono forse più comodi), ma soprattutto perché una finestra piccola mi permette di avere sempre in vista i file su cui lavoro, anche quando la maggior parte del desktop è occupata dal programma (o dai programmi) in uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con Big Sur, ridurre le dimensioni delle finestre del Finder sull&amp;rsquo;Air M1 ha l&amp;rsquo;effetto collaterale di nascondere quasi tutte le icone della barra degli strumenti, dove rimane comunque un sacco di spazio vuoto che potrebbe essere utilizzato in modo più efficace.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/macbook-air-m1-big-sur-finder-best-size.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per confronto, ecco come ho configurato il mio Finder su Mojave, le icone della barra degli strumenti sono più piccole e tutte ben visibili e nel complesso mi sembra che il tutto sia molto più usabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/mojave-finder-best-size.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;La differenza sostanziale sta nel titolo della finestra, che nel Finder è il nome della cartella corrente. Fino a Catalina il titolo occupava uno spazio a sè stante in cima alla finestra, allineato ai bottoni colorati di chiusura/massimizzazione, mentre con Big Sur è stato integrato nella barra degli strumenti del Finder, rendendo necessario lasciare un po&amp;rsquo; di spazio vuoto per mostrare tutto il nome della cartella. Ma anche così, quando questo supera la ventina di caratteri il Finder non ce la fa più a farlo vedere tutto e lo deve accorciare con dei puntini di sospensione, messi un po&amp;rsquo; incongruamente alla fine del nome invece che nel mezzo, come siamo abituati a vedere da sempre nella finestra principale del Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma come già detto, nel Finder di Big Sur c&amp;rsquo;è anche un sacco di spazio fra una icona e l&amp;rsquo;altra, come si può vedere meglio nell&amp;rsquo;immagine qui sotto dove l&amp;rsquo;area attiva dell&amp;rsquo;icona, cioè l&amp;rsquo;area sensibile al click del mouse, appare in un grigio leggermente più scuro circondata da una enorme area più chiara del tutto inutilizzata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/big-sur-finder-icon-sensitive-area.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se volessi vedere tutte le icone della barra degli strumenti dovrei allargare parecchio la finestra del Finder, una cosa che può non essere un problema su un monitor da 27&amp;quot;, ma che diventa piuttosto seccante sul piccolo schermo dell&amp;rsquo;Air, perché significa occupare più della metà della larghezza del desktop. L&amp;rsquo;unico vero vantaggio di questa configurazione è la possibilità di passare con un click da una all&amp;rsquo;altra delle quattro modalità di visualizzazione dei file, una cosa che trovo molto comoda e di fatto irrinunciabile (ma dovrei ricordarmi una buona volta che ci sono le combinazioni di tasti ⌘1 - ⌘4 per fare la stessa cosa).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/macbook-air-m1-finder-all-tools.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è da dire che anche le icone della barra dei menu hanno subito lo stesso trattamento della barra degli strumenti del Finder, apparendo molto più separate l&amp;rsquo;una dall&amp;rsquo;altra rispetto alle versioni precedenti di macOS. Usando poco l&amp;rsquo;Air M1 (che tecnicamente è di mia moglie, io ne curo solo la parte &lt;em&gt;tecnica&lt;/em&gt;) non me ne accorgo, ma se avessi tante icone sulla barra dei menu, come è normale sui miei Mac, questa potrebbe diventare un&amp;rsquo;altra piccola seccatura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cè-sempre-un-modo&#34;&gt;C&amp;rsquo;è sempre un modo&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come succede spesso, il Terminale ci viene in aiuto, perché basta eseguire il comando&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ defaults write com.apple.finder NSWindowSupportsAutomaticInlineTitle -bool false&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;e riavviare il Finder (o meglio ancora fare logout e login nel proprio account) per &lt;a href=&#34;https://apple.stackexchange.com/questions/409825/always-show-directory-icon-on-finder-on-big-sur&#34;&gt;ripristinare l&amp;rsquo;aspetto&lt;/a&gt; che la barra del Finder aveva nelle versioni di macOS precedenti a Big Sur.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/macbook-air-m1-big-sur-old-toolbar.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ora la finestra del Finder può assumere un aspetto più congruente con le piccole dimensioni dello schermo dell&amp;rsquo;Air, mostrando allo stesso tempo l&amp;rsquo;intera barra degli strumenti. Esteticamente non è un gran che &amp;ndash; il titolo della finestra in grassetto e l&amp;rsquo;icona colorata alla sua sinistra stonano con tutto il resto &amp;ndash; ma se risolve un problema può essere un buon compromesso. In ogni caso, il comando complementare&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ defaults write com.apple.finder NSWindowSupportsAutomaticInlineTitle -bool true&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;seguito dal riavvio del Finder (o dal logout/login) permette di ripristinare in ogni momento la situazione originale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per cambiare invece l&amp;rsquo;aspetto della barra degli strumenti in tutte le applicazioni di Big Sur e non solo nel Finder, il comando da eseguire diventa&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ defaults write -g NSWindowSupportsAutomaticInlineTitle -bool false&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;dove il parametro &lt;code&gt;-g&lt;/code&gt; indica un cambiamento globale di configurazione. Anche in questo caso basta modificare il parametro finale in &lt;code&gt;-bool true&lt;/code&gt; per ripristinare la situazione originale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se vogliamo invece riavvicinare le &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/kgsfto/ugly_spacing_in_the_bigsurs_menu_bar_can_be_fixed/&#34;&gt;icone della barra dei menu&lt;/a&gt;, pare che non ci sia alternativa ad usare &lt;a href=&#34;https://www.macbartender.com/&#34;&gt;Bartender&lt;/a&gt;, un programma da 17 euro ma che fa tante altre cose, per cui potrebbe essere un buon modo per investire i propri soldi. Chissà se prima o poi qualcuno scoprirà un comando da Terminale per risolvere la questione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;ma-cè-dellaltro&#34;&gt;Ma c&amp;rsquo;è dell&amp;rsquo;altro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Big Sur mostra parecchi altri piccoli difetti, non ne farò una lista dettagliata che sarebbe stucchevole. Mi voglio invece concentrare su quelli che considero dei veri e propri &lt;em&gt;bug&lt;/em&gt;, niente di grave per fortuna, solo delle piccole incongruenze che spero che Apple corregga prima o poi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Primo esempio sono queste finestre di dialogo, nelle quali non si capisce perché il testo di uno dei pulsanti è in rosso o perché due azioni tutto sommato molto simili (perché potenzialmente pericolose per i propri file) hanno delle selezioni di default diverse.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/big-sur-dialog-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/big-sur-dialog-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più inesplicabile è il motivo per cui i menu di Big Sur mostrano le abbreviazioni da tastiera nello stesso tono di grigio delle voci di menu non attive. È vero che ora i menu sono più puliti dal punto di vista grafico, ma non c&amp;rsquo;era una soluzione più soddisfacente di far pensare che le abbreviazioni siano state disattivate?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/macbook-air-m1-finder-menu.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La freschezza di Big Sur è innegabile, i piccoli difetti elencati qui sembrano più che altro dei difetti di &lt;em&gt;gioventù&lt;/em&gt;, che saranno corretti man mano che la nuova interfaccia grafica si consolida. Quello che è altrettanto innegabile è la convergenza fra l&amp;rsquo;interfaccia utente di macOS e quella di iPadOS. Una tendenza che, se realizzata in maniera coerente, non può fare che bene, soprattutto ora che fra Universal Control, Sidecar, processori della stessa famiglia, diventa sempre più difficile dire dove finisce il Mac e dove inizia l&amp;rsquo;iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è chi ipotizza che l&amp;rsquo;aver separato nettamente le icone della barra del menu e della barra degli strumenti delle applicazioni sia il preludio all&amp;rsquo;introduzione sui Mac di uno schermo sensibile al tocco. Non so se sia vero e non so nemmeno se possa servire, personalmente ho provato brevemente ad usare le dita per gestire Windows 10 su un Surface della Microsoft ed è una impresa praticamente impossibile. Per fortuna Apple sa fare molto meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso ci sarà da divertirsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come le odiate barre di scorrimento nascoste o lo scroll &lt;em&gt;naturale&lt;/em&gt; del mouse, che tanto naturale non è. Opinione personale, naturalmente.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un piccolo prezzo da pagare per avere delle ricerche istantanee o quasi.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Performance Test</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/</link>
      <pubDate>Tue, 15 Mar 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Dopo aver valutato le &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;prestazioni del MacBook Air M1 con Geekbench 5&lt;/a&gt;, questa volta tocca a &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/&#34;&gt;PerformanceTest&lt;/a&gt;, un tool meno noto ma davvero molto interessante, perché permette una analisi molto dettagliata delle prestazioni del sistema. Ma non temete, qui mi limiterò solo a un riassunto dei risultati più importanti. Chi vuole può saltare i dettagli relativi all&amp;rsquo;installazione e all&amp;rsquo;uso di PerformanceTest e &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/#risultati&#34;&gt;leggere solo la parte finale&lt;/a&gt; con i risultati dei test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;performancetest-versione-grafica-e-versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;PerformanceTest: versione grafica e versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest per Mac è un prodotto gratuito di &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com&#34;&gt;Passmark Software&lt;/a&gt; ed è un vero peccato che il produttore faccia pochissimo per farcelo trovare con facilità, sepolto com&amp;rsquo;è in fondo della pagina dedicata alla descrizione generica del prodotto (e anche da lì ci vogliono altri due click per arrivare alla &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;versione specifica per Mac&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/performancetest/id1560051043&#34;&gt;versione grafica&lt;/a&gt; di PerformanceTest si trova sull&amp;rsquo;App Store e gira su macOS 11.0 e versioni superiori, quindi di fatto solo su Big Sur e Monterey (Figura 1), mentre la &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/downloads/pt_mac.zip&#34;&gt;versione a linea di comando&lt;/a&gt; (da eseguire quindi con il Terminale del Mac) ha bisogno almeno di macOS 10.14 Mojave (Figura 2).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-gui-air-m1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Versione grafica di PerformanceTest.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-cli-air-m1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Versione a linea di comando di PerformanceTest.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le schermate delle due versioni sono praticamente identiche, la parte superiore della finestra mostra le principali informazioni di sistema mentre tutto il resto è dedicato all&amp;rsquo;elenco dei test disponibili e ai risultati corrispondenti. L&amp;rsquo;unica differenza è che la versione a linea di comando mostra anche i valori dei parametri utilizzati per eseguire i test (numero di processi, numero di ripetizioni, durata del test, tutte cose che vedremo meglio più avanti), mentre la versione grafica può utilizzare solo i parametri di default (o almeno io non sono stato capace di trovare il modo di configurarla), parametri di cui però non sappiamo nulla perché non sono riportati nella finestra del programma. Sull&amp;rsquo;Air M1 la schermata della versione grafica si estende in verticale per tutto lo schermo e finisce per essere nascosta in parte dal Dock; è vero che ci vuol poco per nascondere il Dock, ma è una piccola seccatura lo stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ho preferito usare la versione a linea di comando, non solo perché è compatibile con un maggior numero di versioni di macOS e quindi mi ha permesso di provare quasi tutti i Mac a mia disposizione, ma anche perché può eseguire tutti i test in sequenza salvando i risultati su un file. Una bella comodità quando ogni ciclo di test dura mezz&amp;rsquo;ora o più e si devono ripetere più volte le stesse prove con valori diversi dei parametri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più importante, però, è il fatto che, a differenza della versione grafica limitata ad usare solo i parametri di default, la versione a linea di comando di PerformanceTest consente di variare in modo molto completo le condizioni di esecuzione del programma, una cosa fondamentale per mettere seriamente alla prova i Mac sotto esame.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-usare-la-versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;Come usare la versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest a linea di comando non richiede installazione, basta scaricarlo da &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt;, decomprimere il file &lt;code&gt;pt_mac.zip&lt;/code&gt;, spostarsi nella cartella risultante &lt;code&gt;PerformanceTest&lt;/code&gt; ed eseguire il programma &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; con gli opportuni parametri.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Andando nello specifico, se abbiamo scaricato e scompattato il file nella cartella &lt;code&gt;Downloads&lt;/code&gt;, per lanciare &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; da Terminale con i parametri di default dobbiamo eseguire i comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ cd ~&#xA;$ cd Downloads/PerformanceTest&#xA;$ ./pt_mac&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;Come sempre il simbolo del &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2018/12/30/script-per-tutti-i-giorni-shell-e-parametri/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; e non fa parte del comando. Il primo comando &lt;code&gt;cd ~&lt;/code&gt; serve solo per essere sicuri di &lt;em&gt;partire&lt;/em&gt; dalla cartella &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; del proprio account e non è strettamente necessario a meno che non abbiate già usato quello stesso Terminale per aggirarvi nei meandri del filesystem.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto si apre la schermata principale del programma (Figura 2). Premendo il tasto &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; eseguiamo tutti i test disponibili, se invece vogliamo eseguire solo i test relativi alla CPU o alla memoria dobbiamo premere rispettivamente i tasti &lt;code&gt;C&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;M&lt;/code&gt;. Con i parametri di default i test durano relativamente poco e alla fine ci viene chiesto se vogliamo salvare i risultati su &lt;a href=&#34;cpubenchmark.net&#34;&gt;cpubenchmark.net&lt;/a&gt; che, analogamente a quello che fa Geekbench, raccoglie i risultati dei test eseguiti con PerformanceTest. In caso di risposta positiva, alla fine dell&amp;rsquo;upload ci viene restituito l&amp;rsquo;URL dove ritrovare il nostro test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto molto comodo ma anche piuttosto difficile da analizzare a posteriori. Molto meglio eseguire &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; specificando esplicitamente i parametri da utilizzare per i test. In questo caso &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; salva i risultati dei test su un file in &lt;a href=&#34;https://www.cloudbees.com/blog/yaml-tutorial-everything-you-need-get-started&#34;&gt;formato &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt;&lt;/a&gt; e non più su cpubenchmark.net, una cosa che apre la strada all&amp;rsquo;automazione di tutta la procedura, ad esempio attraverso uno script in &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;. Io ho preferito fare tutto a mano perché il numero di test da eseguire non era così grande da non poter essere concluso in un paio di giorni sfruttando i momenti liberi delle varie macchine, ma se dovessi analizzare un gran numero di computer &lt;a href=&#34;https://xkcd.com/1319/&#34;&gt;avrebbe senso investire un po&amp;rsquo; di tempo&lt;/a&gt; nel preparare uno script come si deve.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-sono-stati-eseguiti-i-test&#34;&gt;Come sono stati eseguiti i test&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho iniziato i test sul MacBook Air M1 utilizzando macOS Big Sur 10.6, ma poi ho ripetuto le misure anche con gli aggiornamenti successivi 10.6.1 e 10.6.2.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per confronto, ho misurato anche le prestazioni dell&amp;rsquo;altro Air di casa, un modello del 2015 con processore i5 su cui è installato macOS Mojave 10.14.6, nonché quelle di due altri Mac su cui girano versioni compatibili di macOS, un vecchio ma sempre pimpante MacBook Pro i7 del 2011 &lt;em&gt;customizzato&lt;/em&gt;, su cui gira Big Sur 11.6.2 e un iMac i5 del 2013 con Mojave 10.14.6. Purtroppo il mio Mac principale usa (ancora per poco, spero) High Sierra e quindi non ho potuto includerlo in queste prove.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda PerformanceTest, tutti i test sono stati eseguiti con la versione v10.2 Build 1000 del 21 Dicembre 2021, che è ancora l&amp;rsquo;ultima &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; disponibile. Tutte le prove riportate qui sono state eseguite con questi parametri&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ ./pt_mac -p 1 -i 5 -d 3 -r 3&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;dove &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; indica il numero di processi da eseguire in parallelo, &lt;code&gt;-i&lt;/code&gt; il numero di ripetizioni di ciascun test, &lt;code&gt;-d&lt;/code&gt; la durata dei test e infine &lt;code&gt;-r&lt;/code&gt; determina se eseguire tutti i test o solo quelli relativi alla CPU o alla memoria (maggiori dettagli sul significato di ciascuno switch si &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;possono trovare qui&lt;/a&gt;). In questo caso specifico, il numero di processi &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; è stato variato fra 1 e 32, raddoppiando ogni volta il numero precedente (quindi &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; può essere uguale a 1, 2, 4, 8, 16, 32), mentre per semplicità tutti gli altri parametri sono stati mantenuti invariati. Ciò significa che ogni test è stato ripetuto per 5 volte (&lt;code&gt;-i 5&lt;/code&gt;), eseguendo sempre dei test di tipo &lt;code&gt;Long&lt;/code&gt; (&lt;code&gt;-d 3&lt;/code&gt;) e analizzando sia la CPU che la memoria (&lt;code&gt;-r 3&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa configurazione un ciclo completo di test richiede almeno mezz&amp;rsquo;ora, inutile aspettare davanti al Terminale, meglio andare a prendere un caffè molto lungo o a fare una passeggiata. Perché mentre eseguiamo i test non possiamo assolutamente usare il Mac, anzi prima di lanciare &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; sarebbe preferibile chiudere tutte le applicazioni in esecuzione, o almeno quelle che non sono indispensabili.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Durante i test la temperatura del processore M1 del MacBook Air, misurata tramite &lt;a href=&#34;https://github.com/macmade/Hot&#34;&gt;Hot&lt;/a&gt;, arriva fino a 80°, a dimostrazione del fatto che PerformanceTest mette davvero alla frusta le capacità della CPU. Dato che il processore M1 del MacBook Air è raffreddato solo in modo passivo (cioè senza ventole, rumorose e soggette a guasti), è chiaro che a questa temperatura interviene un sistema di &lt;em&gt;throttling&lt;/em&gt; che diminuisce le prestazioni del processore e gli impedisce di riscaldarsi ulteriormente. Ben diversi i Mac con processori Intel: qui la temperatura della CPU può arrivare a 90-95°, ma ora le ventole si sentono, eccome se si sentono!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quasi tutti i test sono stati eseguiti tenendo il MacBook Air M1 sempre collegato all&amp;rsquo;alimentazione elettrica. Ho provato anche a eseguire un paio di prove con la batteria e, come vedrete fra poco, ho fatto bene, perché i risultati sono interessanti e meriterebbero un maggiore approfondimento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;risultati&#34;&gt;Risultati&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest salva sul file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; i risultati ottenuti da ciascun test, nonché due parametri riassuntivi, il &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; e il &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt;, che &lt;a href=&#34;https://forums.passmark.com/performancetest/4599-formula-cpu-mark-memory-mark-and-disk-mark&#34;&gt;combinano in un modo piuttosto contorto&lt;/a&gt; i risultati dei test della &lt;a href=&#34;https://www.cpubenchmark.net/cpu_test_info.html&#34;&gt;CPU&lt;/a&gt; e quelli relativi alla &lt;a href=&#34;https://www.memorybenchmark.net/graph_notes.html&#34;&gt;memoria&lt;/a&gt; (Figura 3). Purtroppo non è possibile mostrare una schermata con i risultati completi dei test perché alla fine dell&amp;rsquo;analisi PerformanceTest salva i risultati su file e si chiude, tornando al prompt del Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-cli-air-m1-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Risultati (quasi completi) dei test.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta concluse le prove sui quattro Mac che ho usato in questo ciclo di test mi sono ritrovato con un bel numero di file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt;, uno per ogni valore di &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt;, archiviati in cartelle diverse a seconda del Mac usato. PerformanceTest non permette di scegliere il nome del file e la cartella di archiviazione, per cui bisogna rinominare e archiviare tutto a mano, un&amp;rsquo;altra delle cose che potrebbero essere facilmente automatizzate con il buon vecchio &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;. Ma tant&amp;rsquo;è, per questa volta fare tutto a mano non è stato troppo fastidioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto l&amp;rsquo;idea era di aprire RStudio e cominciare ad analizzare i dati. E invece no. Per qualche motivo la &lt;a href=&#34;https://cran.r-project.org/package=yaml&#34;&gt;libreria &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; di R&lt;/a&gt; non riusciva ad aprire i file generati da PerformanceTest (inutile dire che la stessa libreria non aveva problemi con qualunque altro file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; che avessi sotto mano), per cui ho dovuto fare un passaggio intermedio con Python per convertire i file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; in &lt;code&gt;csv&lt;/code&gt;, aprendo poi questi ultimi in R. Il resto dell&amp;rsquo;analisi è filato via senza problemi. Per semplicità mi sono limitato ad analizzare solo il &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; e il &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt;, ma non è detto che prima o poi non ci sia modo di fare uno studio più completo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo con i valori del &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; ottenuti dai 4 Mac utilizzati (Figura 4).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/CPUMark-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 4. CPU Mark in funzione del numero di processi in esecuzione nella CPU. Legenda: (iMac14,3, cerchi rossi) iMac i5 2013/Mojave 10.14.6, (MacBookAir10,1, quadrati blu) MacBook Air M1 2020/Big Sur 10.6.x, (MacBookAir7,2, rombi verdi) MacBook Air i5 2015/Mojave 10.14.6 i5 , (MacbookPro8,2, triangoli viola) MacBook Pro i7 2011/Big Sur 10.6.2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rispetto agli altri 3 Mac il MacBook Air M1 (identificato nel grafico dai quadrati blu) è di un altro pianeta, ma dai &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;risultati ottenuti con Geekbench&lt;/a&gt; sappiamo che anche i Mac più moderni con processore Intel non avrebbero fatto una figura migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Figura 4 mostra chiaramente come il processore M1, ad ogni raddoppio del numero di processi, riesce a raddoppiare (o quasi) il suo livello di prestazioni. Una tendenza alla saturazione del CPU Mark si osserva solo quando PerformanceTest arriva ad eseguire 8 processi in parallelo, impegnando così tutti gli 8 &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; della CPU, perché una parte delle risorse del sistema deve essere comunque riservata alla gestione del sistema operativo (ecco perché è bene tenere il Mac il più possibile &lt;em&gt;scarico&lt;/em&gt; durante questi test).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa piuttosto strana succede quando il numero di processi arriva a 16. Per quanto se ne sa, il processore M1 non supporta l&amp;rsquo;&lt;em&gt;hyper-threading&lt;/em&gt; &amp;ndash; la tecnologia di Intel che permette di simulare l&amp;rsquo;esistenza di due &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; logici per ogni &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; fisico&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; &amp;ndash; ma nonostante questo, con 16 processi in parallelo le prestazioni misurate dal CPU Mark invece di diminuire (a causa dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;overhead&lt;/em&gt;, cioè del tempo &lt;em&gt;perso&lt;/em&gt; dal sistema operativo ad alternare i due blocchi di 8 processi su una sola CPU) si mantengono di fatto identiche a quelle con soli 8 processi, ad ulteriore conferma dell&amp;rsquo;efficienza dell&amp;rsquo;M1. Che però si &lt;em&gt;arrende&lt;/em&gt; una volta arrivato a 32 processi in parallelo, ma questo potrebbe essere dovuto a qualche caratteristica dello stesso PerformanceTest.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, ha davvero dell&amp;rsquo;incredibile osservare come, grazie al processore M1, il piccolo Air si sia trasformato dalla cenerentola di casa Apple in quanto a potenza a un computer in grado di rivaleggiare ad armi pari con modelli ben più costosi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Guardiamo ora i valori del &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt; (Figura 5). Qui non c&amp;rsquo;è molto da dire, il Memory Mark non cambia molto al variare del numero di processi e come sempre l&amp;rsquo;Air M1 dimostra la sua superiorità rispetto ai modelli Intel, con un indice doppio rispetto al MacBook Air i5 e migliore di quasi il 50% nei confronti degli altri due modelli esaminati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/MemoryMark-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 5. Memory Mark in funzione del numero di processi in esecuzione nella CPU. Legenda: (iMac14,3, cerchi rossi) iMac i5 2013/Mojave 10.14.6, (MacBookAir10,1, cerchi blu) MacBook Air M1 2020/Big Sur 10.6.x, (MacBookAir7,2, cerchi verdi) MacBook Air i5 2015/Mojave 10.14.6 i5 , (MacbookPro8,2, cerchi viola) MacBook Pro i7 2011/Big Sur 10.6.2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;qualche-anomalia&#34;&gt;Qualche anomalia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Air M1 presenta due risultati decisamente anomali (indicati in Figura 5 con delle etichette rosse), nei quali il Memory Mark assume valori ben al di sotto di quello che ci si potrebbe aspettare. Il valore peggiore in assoluto si ottiene utilizzando la batteria, ma un&amp;rsquo;altra prova eseguita esattamente nelle stesse condizioni ha dato un risultato normale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di primo acchito si potrebbe pensare che l&amp;rsquo;anomalia sia collegata alla versione del sistema operativo usato, perché i due valori anomali si ottengono con la versione iniziale 11.6 di macOS Big Sur (Figura 6). Ma se è plausibile che gli aggiornamenti successivi di Big Sur abbiano introdotto qualche ottimizzazione nella gestione della memoria del processore, questa ipotesi non spiega perché il Memory Mark misurato con 8 processi in parallelo sia decisamente peggiore di quello con 16 processi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/MemoryMark-macos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 6. MacBook Air M1: dipendenza del Memory Mark dalla versione di macOS Big Sur.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, come si vede in Figura 7, con il CPU Mark succede esattamente il contrario: a parità di numero di processi il CPU Mark è sempre maggiore, seppur di poco, con macOS 11.6 rispetto ai due aggiornamenti successivi del sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/CPUMark-macos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 7. MacBook Air M1: dipendenza del CPU Mark dalla versione di macOS Big Sur.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto più plausibile, invece, è che i valori occasionalmente bassi di Memory Mark siano collegati a qualche processo spurio rimasto a girare nella memoria del MacBook Air M1. È vero che proprio con questo modello ho cercato sempre di lavorare in condizioni controllate e ripetibili, ma è anche vero che ho eseguito un numero di test decisamente maggiore che con gli altri Mac, per cui potrebbe essermi sfuggito qualcosa. Questo dettaglio meriterebbe comunque un maggiore approfondimento, anche perché è importante poter valutare in modo quantitativo i miglioramenti e le ottimizzazioni introdotte dai vari aggiornamenti del sistema operativo e quanto questi si traducano in una maggiore efficienza del codice eseguito sulla macchina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;ultima puntata&lt;/a&gt; di questa serie, qualche impressione personale su Big Sur in relazione al MacBook Air M1.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nelle versioni precedenti di PerformanceTest il programma veniva decompresso nella stessa cartella contenente il file &lt;code&gt;.zip&lt;/code&gt;. Chi usa la versione v10.1 del programma (o versioni precedenti) dovrà modificare di conseguenza il percorso indicato nell&amp;rsquo;articolo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ammettere di averlo fatto con  MacBook Air M1 ma non con i Mac meno potenti, su cui girano delle applicazioni che sarebbe molto seccante dover interrompere. In ogni caso, le differenze sono così eclatanti che chiudere queste applicazioni non avrebbe cambiato granché i risultati.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche i processori AMD supportano una tecnologia analoga. Del resto l&amp;rsquo;hyper-threading è solo il nome commerciale adottato da Intel per la tecnologia di &lt;em&gt;simultaneous multithreading&lt;/em&gt; (SMT) sviluppata da Sun Microsystems già negli anni &amp;lsquo;90.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prime impressioni e reinstallazione di macOS Big Sur</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2021/10/29/macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/</link>
      <pubDate>Fri, 29 Oct 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2021/10/29/macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/antonio-scalogna-BuI0TNZ3VTk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@antonioas&#34;&gt;Antonio Scalogna&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché una non-recensione? Perché il &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/macbook-air/&#34;&gt;MacBook Air M1&lt;/a&gt; è uscito già da un anno e nel frattempo sono state pubblicate dozzine di recensioni più o meno complete e più o meno interessanti (come ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/234819/macbook-air-m1-review-an-absolutely-stunning-debut-for-apple-silicon-in-a-mac.html&#34;&gt;questa&lt;/a&gt; su Macworld, &lt;a href=&#34;https://www.theverge.com/21569603/apple-macbook-air-m1-review-price-specs-features-arm-silicon&#34;&gt;questa&lt;/a&gt; su The Verge oppure &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/blog/68112-m1-macbook-air-benchmarks-and-review/&#34;&gt;quest&amp;rsquo;altra&lt;/a&gt; su Rocket Yard), e non ha senso ripetere per l&amp;rsquo;ennesima volta le stesse considerazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei prossimi articoli terrò quindi una specie di diario di appunti delle mie prime settimane alle prese con l&amp;rsquo;Air M1 e macOS Big Sur, cercando di affrontare alcuni aspetti meno battuti di questa macchina sorprendente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;apertura-e-prime-impressioni&#34;&gt;Apertura e prime impressioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so voi, ma per me l&amp;rsquo;apertura di una nuova scatola targata Apple è sempre una esperienza di per sé, e ogni volta mi stupisco per il livello di ingegnerizzazione e di attenzione ai dettagli più minuti raggiunto da questa azienda. Non che i concorrenti non cerchino di starle dietro, anzi: Apple ha tolto per prima il polistirolo dalle sue scatole e dopo un paio di anni l&amp;rsquo;hanno seguita tutti a ruota. Lo stesso è successo con le linguette che permettono di rimuovere con facilità la plastica protettiva. E potrei andare avanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;imitazione però non è mai la stessa cosa: mesi fa ho dovuto combattere per aprire una piccola scatola composta da due parallelepipedi incastrati uno nell&amp;rsquo;altro, non c&amp;rsquo;era nessun modo di fare pressione per separarli. La scatola dell&amp;rsquo;iPhone è praticamente uguale, ma si apre con il tocco di un dito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma torniamo all&amp;rsquo;Air. L&amp;rsquo;ho preso da Amazon ed è arrivato nella solita scatola sorridente, ben riempita di carta da imballo. Dentro questa c&amp;rsquo;era una seconda scatola marrone più piccola, contenente a sua volta l&amp;rsquo;inconfondibile parallelepipedo bianco targato Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante l&amp;rsquo;aspetto dimesso, anche la seconda scatola è &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=ffaSY0Hy55o&#34;&gt;prodotta da Apple&lt;/a&gt; (la linguetta che facilita l&amp;rsquo;apertura dello scotch è inconfondibile), ed è anch&amp;rsquo;essa un discreto pezzo di ingegneria, sia per l&amp;rsquo;ottima protezione che fornisce all&amp;rsquo;Air durante la spedizione, che per le alette di cartone le quali, una volta allargate, fanno fuoriuscire leggermente la scatola bianca dell&amp;rsquo;Air. Sembra una cosa da niente, ma è l&amp;rsquo;ennesimo esempio della maestria di Apple anche in questi dettagli apparentemente secondari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/IMG-0826.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta aperta la scatola bianca interna, il piccolo Air appare in tutto il suo splendore tecnologico grigio siderale, un colore più moderno del solito argento dei miei altri MacBook. I gusti sono gusti, ma questo mi sembra davvero azzeccato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettere in funzione il computer è questione di pochi minuti, basta togliere i vari involucri di plastica, collegare il caricabatterie, aprire lo schermo e si parte. In realtà il caricabatterie non era necessario, l&amp;rsquo;Air è arrivato già carico all&#39;80% e con le batterie moderne il vecchio rito di caricare un nuovo dispositivo fino al 100% prima di usarlo per la prima volta non è più necessario.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche la configurazione iniziale del sistema è velocissima, è vero che ho una certa pratica e so a memoria cosa devo attivare e cosa no, ma è altrettanto vero che le informazioni da inserire sono ormai minime, perfino la lingua e il fuso orario sono configurati automaticamente grazie ai servizi di localizzazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta entrati finalmente in Big Sur la prima cosa che colpisce è lo schermo Retina, e non poteva essere diversamente. Il normale schermo del MacBook Air Intel inizio 2015 da 1440ｘ900 pixel non mi dispiaceva affatto, con i suoi 13.3 pollici era un po&amp;rsquo; troppo piccolo per le mie abitudini ma comunque era piuttosto chiaro e ben definito. Ma lo schermo di questo nuovo Air M1 è un vero spettacolo, una risoluzione nativa di 2560 x 1600 pixel (4 volte quella del vecchio Air ed equivalenti a 227 pixel per pollice) ancora pochissimi anni fa sarebbe stata impensabile in un portatilino da poco più di 1.000 euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cosa-non-fare&#34;&gt;Cosa non fare&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni volta che ho per le mani un nuovo Mac non mi accontento di configurare il sistema ma devo sempre reinstallare da zero il sistema operativo. Mi rendo conto che può sembrare una fissazione, ma reinstallare il sistema operativo mi serve non solo per osservare di persona il processo di installazione delle varie versioni di macOS,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ma anche per fare una prima valutazione della velocità della macchina, ed in particolare della sua memoria di massa, SSD oggi o disco rigido meccanico fino a qualche anno fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se volete un consiglio, con Big Sur non provate anche voi a reinstallare da zero il sistema operativo (a meno che non siate obbligati a farlo), perché è facile sbagliare e ritrovarsi con un sistema non funzionante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quando il sistema operativo non viene più distribuito su un supporto fisico, per reinstallare macOS bisogna riavviare il Mac e accedere alle utility di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/mac&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;. Sui Mac con processore Intel la procedura &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;è ben nota&lt;/a&gt;: per reinstallare la versione di macOS installata in precedenza su quel Mac bisogna premere COMMAND (⌘) ed R all&amp;rsquo;avvio (mentre &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;altre combinazioni di tasti&lt;/a&gt; permettono di installare l’ultima versione di macOS compatibile con il Mac in uso, oppure quella fornita originariamente con il sistema).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sui Mac con processore M1 la procedura di accesso a macOS Recovery è stata ulteriormente semplificata, si deve spegnere il Mac e riaccenderlo continuando a premere il tasto di accensione finche non compare la scritta &amp;ldquo;Carico opzioni di avvio&amp;hellip;&amp;rdquo;. Dopo qualche secondo comparirà una nuova finestra, dove bisogna selezionare il pulsante &lt;code&gt;Opzioni&lt;/code&gt; e fare click su &lt;code&gt;Continua&lt;/code&gt; (Figura 1), aprendo così la finestra principale di macOS Recovery con l&amp;rsquo;elenco delle utility disponibili (Figura 2).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/macos-big-sur-as-recovery-options.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Foto tratta dal sito di supporto di Apple, documento &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT211983&#34;&gt;HT211983&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/macos-big-sur-recovery-utilities.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Foto tratta dal sito di supporto di Apple, documento &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT212541&#34;&gt;HT212541&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta arrivato a questo punto, in genere uso Utility Disco per formattare il disco di avvio, dandogli un nome più significativo del solito &lt;code&gt;Macintosh HD&lt;/code&gt; di default, e poi eseguo l&amp;rsquo;installatore di macOS. Ed è proprio quello che ho fatto anche questa volta. Ma non ho tenuto conto che, quando il disco è formattato in APFS, il &lt;code&gt;Volume&lt;/code&gt; su cui è preinstallato il sistema operativo non coincide necessariamente con l&amp;rsquo;intero disco rigido (non chiedetemi di spiegarlo meglio perché non ho ancora capito bene come funziona APFS). Il risultato finale è che, una volta uscito da Utility Disco e fatto partire il programma di installazione di Big Sur, mi sono ritrovato davanti un messaggio di errore che mi informava che non c&amp;rsquo;era &amp;ldquo;Nessun utente disponibile per l&amp;rsquo;autorizzazione&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun utente???&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La temperatura esterna era ancora tiepida, ma ho sentito lo stesso i brividi correre dietro la schiena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questi casi &amp;ndash; lo dico sempre ma è facile dimenticarsene &amp;ndash; non bisogna mai farsi prendere dal panico, spegnere di brutto il computer o cliccare all&amp;rsquo;impazzata senza sapere bene cosa si sta facendo. La cosa più sensata da fare, invece, è prendersi una pausa, calmare l&amp;rsquo;ansia bevendo un tè o magari una camomilla, e poi andare a fare un giro su Google in cerca di informazioni affidabili. Per fortuna non sono l&amp;rsquo;unico ad aver fatto questa sciocchezza ed Apple ne è ben consapevole, per cui ho trovato subito un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT212541&#34;&gt;ottimo articolo sul supporto Apple&lt;/a&gt; che spiega in dettaglio il significato dell&amp;rsquo;errore e cosa fare per correggerlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta letto l&amp;rsquo;articolo, è stato un attimo tornare in Utility Disco, cliccare sul menu &lt;code&gt;Vista&lt;/code&gt; e attivare la voce &lt;code&gt;Mostra tutti i dispositivi&lt;/code&gt;, in modo da riuscire a selezionare e ad inizializzare la radice del disco (quella denominata &lt;code&gt;APPLE SSD&lt;/code&gt; seguita da un serie di numeri e lettere), cancellando così ogni minima traccia di macOS dall&amp;rsquo;SSD dell&amp;rsquo;Air.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su un Mac con processore M1, questa procedura comporta il riavvio automatico del computer che, dopo essere stato riattivato tramite Internet, torna di nuovo in &lt;code&gt;macOS Recovery&lt;/code&gt; utilizzando di default la lingua inglese. Una volta scelta la lingua preferita dal menu &lt;code&gt;File&lt;/code&gt;, si può finalmente reinstallare il sistema operativo senza altri problemi. Per maggiori dettagli si può far riferimento al &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT212030&#34;&gt;documento HT212030&lt;/a&gt; sul sito di supporto Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con un Mac con processore Intel, la procedura non comporta il riavvio automatico del sistema, ma per il resto è identica alla precedente ed è descritta molto bene nel &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT208496&#34;&gt;documento di supporto HT208496&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;reinstallazione-di-big-sur&#34;&gt;Reinstallazione di Big Sur&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E dopo questa &lt;strong&gt;lunga descrizione di cosa non fare&lt;/strong&gt;, veniamo finalmente all&amp;rsquo;installazione di macOS Big Sur sul MacBook Air. Il processo di installazione in sé è senza storia, ormai basta cliccare due o tre volte sul tasto Continua e il sistema fa tutto da solo. L&amp;rsquo;unico aspetto su cui bisogna fare un minimo di attenzione è la scelta del disco su cui installare macOS, ma l&amp;rsquo;Air ha solo un SSD interno per cui non si può sbagliare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che invece è molto interessante è il &lt;strong&gt;tempo di installazione&lt;/strong&gt;. L&amp;rsquo;installatore di Big Sur è molto grosso ed occupa ben 12.5 GB, il 50% in più di Catalina (8.3 GB) e il doppio di Mojave (6 GB), ma nonostante ciò l&amp;rsquo;installazione sull&amp;rsquo;Air dura appena 20 minuti, il tempo di preparare un caffè con la moka e di leggere le nuove email.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Da anni non annoto più i tempi di installazione di macOS sui Mac che mi passano per le mani, ma 20 minuti per una installazione completa (e così grossa!) sono davvero pochi, a quanto ricordo i tempi normali di installazione su disco SSD sono di almeno il doppio, ed è meglio non parlare di quanto durava un&amp;rsquo;installazione su un disco rigido meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, già il processo di installazione di Big Sur sembra indicare chiaramente quali saranno le prestazioni velocistiche di questo piccolo portatile. Ma di questo ne parliamo la &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passando da Lion a Big Sur, senza nemmeno bisogno di tornare indietro nel tempo fino a Jaguar o a Tiger, le differenze nel processo di installazione di macOS sono davvero notevoli. Peccato solo che, a partire da Yosemite, abbiano tolto il &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=GjIdk7-PqJM&amp;amp;t=5s&#34;&gt;video musicale di benvenuto&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cambiano le versioni di macOS ma quello che rimane sempre costante è la scarsa accuratezza dei tempi riportati dall&amp;rsquo;installatore. Sull&amp;rsquo;Air M1, l&amp;rsquo;installer di Big Sur prevedeva inizialmente di impiegare ben 3 ore, per poi accelerare progressivamente fino al minuto finale, che in realtà è durato almeno cinque minuti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Apple Silicon: un nuovo inizio</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2020/06/23/apple-silicon-un-nuovo-inizio/</link>
      <pubDate>Tue, 23 Jun 2020 10:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2020/06/23/apple-silicon-un-nuovo-inizio/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Qualche veloce considerazione sull&amp;rsquo;ultima parte del Keynote di ieri, con l&amp;rsquo;annuncio del passaggio dei Mac ai processori Apple Silicon basati su ARM.&#xA;Sono solo delle note sparse, buttate giù durante la presentazione per focalizzare meglio quello che veniva annunciato. Nei prossimi mesi non mancheranno le occasioni per approfondire il significato di questa ennesima transizione compiuta da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Confermato, proprio alla fine del Keynote, il passaggio dei computer Macintosh ai nuovi processori basati su architettura ARM, la stessa utilizzata negli iPhone e negli iPad. Con il solito genio del marketing i nuovi processori vengono denominati &lt;strong&gt;Apple Silicon&lt;/strong&gt;, un nome decisamente più accattivante della sigla A12Z usata dai tecnici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tim Cook afferma subito che Apple ha lavorato insieme agli &lt;strong&gt;amici della Microsoft&lt;/strong&gt; per portare da subito la suite Office sulla nuova piattaforma. I tempi sono decisamente cambiati e la Microsoft, almeno a parole, non è più il nemico giurato di Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è un po&amp;rsquo; troppa enfasi nel mettere in evidenza la &lt;strong&gt;fluidità&lt;/strong&gt; dei nuovi processori targati Apple nel gestire le applicazioni che gli vengono date in pasto. Mi fa venire più di un dubbio. Perché una cosa è vedere che un Mac Pro con processore Apple Silicon è in grado di gestire velocemente un documento Word di una pagina, un&amp;rsquo;altra è verificare cosa succede quando il gioco si fa duro e bisogna lavorare su file di grosse dimensioni. Capisco che nel corso di un Keynote sia più importante l&amp;rsquo;aspetto scenografico di quello tecnico, ma ci vorranno parecchie prove più approfondite per valutare la velocità dei nuovi processori in scenari realistici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come era prevedibile quelli di Apple hanno ritirato fuori dal cilindro le due vecchie tecnologie usate nel corso dell&amp;rsquo;ultima transizione dai processori PowerPC ad Intel, e cioè &lt;strong&gt;Universal&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Rosetta&lt;/strong&gt;. Con la prima si può fare in modo che un programma contenga sia il codice binario dei processori Intel che di quelli Apple Silicon, e possa quindi girare indifferentemente sia sui Mac di oggi che sui nuovi modelli con processore Apple. Per uno sviluppatore è molto facile realizzare questa specie di &lt;em&gt;magia&lt;/em&gt;, basta solo ricompilare il programma con le opzioni giuste. Non dovrebbero esserci problemi. Rosetta invece è un sistema di virtualizzazione che &lt;em&gt;traduce&lt;/em&gt; il codice binario per i processori Intel in quello tipico dei processori Apple. La prima versione di Rosetta, quella usata per gestire il passaggio da PowerPC ad Intel, funzionava ma era piuttosto lenta, vedremo cosa succederà con questa nuova versione. Di certo non è una cosa facile, non a caso questa volta la traduzione sarà eseguita (se possibile) al momento dell&amp;rsquo;installazione del programma e non al volo, ogni volta che lo si lancia. Vedremo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;In parallelo a Rosetta (o inglobato in questa?) ci sarà un sistema di &lt;strong&gt;virtualizzazione&lt;/strong&gt; in grado di far girare sui nuovi Mac con processore Apple anche Linux e chissà, forse anche Windows e le versioni precedenti di macOS. L&amp;rsquo;impressione è che Apple abbia fatto un accordo con Parallels per lo sviluppo di questo sistema di virtualizzazione. Sembra una copia del sistema analogo presente in Windows 10. Non c&amp;rsquo;è niente di male a riprendere le idee buone della concorrenza, bisogna vedere come vengono implementate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa molto interessante dei nuovi processori è la possibilità di far girare nativamente le applicazioni per iPhone e iPad. Mi chiedo solo che fine abbia fatto la &lt;a href=&#34;https://www.digitaltrends.com/computing/what-is-project-catalyst/&#34;&gt;tecnologia Marzipan (o Catalyst)&lt;/a&gt;, e quanto abbia contribuito a porre le basi di questa nuova funzionalità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;È disponibile da subito per gli sviluppatori il &lt;strong&gt;Developer Transition Kit&lt;/strong&gt; (DTK), un Mac Mini con processore A12Z. Sarebbe bello riuscire ad averne uno, costa solo 500 dollari, ma purtroppo va restituito ad Apple alla fine del periodo di transizione. Niente da fare, io non ci riuscirei mai.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/06/apple-silicon-dtk.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple prevede di concludere la transizione ai nuovi processori in soli &lt;strong&gt;due anni&lt;/strong&gt;, ma intanto continuerà a produrre nuovi Mac basati su Intel. Mi chiedo quanto possa essere saggio acquistare questi modelli destinati a diventare obsoleti in breve tempo. L&amp;rsquo;ultima transizione da PowerPC ad Intel danneggiò parecchio chi aveva (incautamente) acquistato gli ultimi Mac con PowerPC.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, ma non meno importante, questo segna la fine degli &lt;strong&gt;Hackintosh&lt;/strong&gt;, i comuni PC su cui si può far girare macOS. Di certo Apple non ha deciso di passare ai suoi processori per contrastare questo fenomeno, che è e rimane  una piccolissima nicchia di mercato. Però è un peccato che venga a cadere una alternativa così interessante per tanti smanettoni del computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;P.S. Dimenticavo, il nuovo macOS si chiama &lt;strong&gt;Big Sur&lt;/strong&gt;, la &lt;a href=&#34;https://www.ventanabigsur.com/big-sur/cultural-history&#34;&gt;località preferita dagli esponenti della controcultura degli anni &amp;lsquo;60&lt;/a&gt;. Forse Apple vuole sottintendere che abbandonare i processori Intel equivale a rompere con gli schemi culturali dominanti?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
  </channel>
</rss>
