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    <title>Backup on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Backup on Melabit</description>
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      <title>Ma è vero che i prodotti Apple costano troppo? (seconda parte)</title>
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      <pubDate>Thu, 29 Sep 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://c5.staticflickr.com/3/2611/4159786316_dbdecc5428_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Come già  &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/09/28/ma-e-vero-che-i-prodotti-apple-costano-troppo/&#34;&gt;accennato ieri&lt;/a&gt;, i prodotti Apple sono solo apparentemente più costosi di quelli della concorrenza. Per tanti motivi, fra cui quello di sicuro più importante è il valore aggiunto incommensurabile che qualunque utente può ottenere dal servizio di assistenza della casa della mela.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riuscire a risolvere un problema &amp;ndash; con il Mac, l&amp;rsquo;iPhone o l&amp;rsquo;iPad non importa &amp;ndash; con poca fatica, in tempi brevi e in modo soddisfacente è una cosa che non ha prezzo. Basta averlo sperimentato anche una sola volta per rendersene conto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma più che le frasi di principio vale l&amp;rsquo;esperienza diretta. Per cui ecco il racconto di due episodi recenti di interazione con il servizio di assistenza della Apple. Nel primo qui sotto sono stato solo un osservatore, anche se interessato, la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/10/05/ma-e-vero-che-i-prodotti-apple-costano-troppo-terza-parte/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt; si tratterà di una esperienza personale diretta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;diana&#34;&gt;Diana&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivo una mattina in istituto e trovo, chiamiamola così, Diana &amp;ndash; una giovane collega appena dottorata che &lt;em&gt;abita&lt;/em&gt; proprio di fronte al mio studio &amp;ndash; quasi in lacrime. Il suo MacBook Pro non parte, all&amp;rsquo;accensione compare solo l&amp;rsquo;icona di una cartella con il punto interrogativo con la proposta di ripristinare il sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://i.stack.imgur.com/hmRFH.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Do una occhiata e vedo che effettivamente sta caricando il sistema di ripristino. Molto lentamente, però, &lt;em&gt;troppo&lt;/em&gt; lentamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diana mi spiega che sta usando il cellulare come hotspot perché non riusciva né ad usare il cavo ethernet né ad inserire la password del WiFi. Ci penso un po&amp;rsquo; ed è ovvio: la rete cablata non ha il DHCP, bisogna inserire i parametri a mano e Diana non sa come si fa. Per il WiFi, invece, è più banale: nei momenti critici il Mac usa la tastiera di default, con il layout USA, dove i caratteri speciali della password sono in posizioni diverse rispetto alla tastiera italiana.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine, dopo un caffé di &lt;em&gt;decompressione&lt;/em&gt; per ingannare l&amp;rsquo;attesa, compare finalmente la schermata di ripristino del sistema operativo. Si può solo scegliere di reinstallare OS X  da zero (lo so che ora si chiama macOS, ma sul MBP di Diana c&amp;rsquo;è ancora Mavericks, quindi&amp;hellip;), perdendo tutto quello che c&amp;rsquo;è sul disco rigido.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diana, naturalmente non ha un backup, nonostante la abbia detto più volte di prendere un disco esterno e attivare Time Machine. Ma sul MacBook Pro tiene tutto, la tesi di dottorato, gli articoli e i documenti che ha scritto negli ultimi anni, i dati degli esperimenti, tutto!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://c7.staticflickr.com/1/77/171398958_e03a923309_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;È un bel guaio, provo ad apparire ottimista, ma so che il problema è serio. Se il disco rigido è &lt;em&gt;morto&lt;/em&gt;, Diana ha perso tutto e non c&amp;rsquo;è più niente da fare. D&amp;rsquo;altra parte, se il disco rigido non funziona più, come ha fatto il Mac a caricare il sistema di ripristino? Forse c&amp;rsquo;è ancora speranza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente di più sbagliato: come ho imparato in seguito, quando il disco rigido non c&amp;rsquo;è o non funziona, il sistema di ripristino viene caricato ed eseguito da remoto. Anzi, la lunga attesa per il download via &lt;em&gt;hotspot&lt;/em&gt; era dovuta proprio a quello. Però il mio errore è stato utile per Diana, le ha tenuto accesa la fiammella della speranza e ha ricacciato indietro le lacrime.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già che ci sono provo ad usare gli altri strumenti disponibili nel sistema di ripristino. Disk Utility non vede nessun disco, e lo stesso succede dal Terminale con &lt;code&gt;diskutil&lt;/code&gt; &amp;ndash; lo strumento fondamentale di Mac OS X per &lt;a href=&#34;http://www.theinstructional.com/guides/disk-management-from-the-command-line-part-1&#34;&gt;gestire il disco rigido dal Terminale&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio perfino &lt;code&gt;fdisk&lt;/code&gt;, che funziona ancora più a basso livello e che mi mostra una tabella delle partizioni completamente vuota.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è niente da fare, inutile cercare di fare da soli, bisogna rivolgersi all&amp;rsquo;assistenza. Diana ha finito il dottorato da poco, è senza contratto e quindi senza uno stipendio regolare, ma non può e non vuole perdere i suoi documenti, costi quello che costi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Telefono a &lt;a href=&#34;http://www.compulab.biz/&#34;&gt;Compulab&lt;/a&gt;, il centro di assistenza autorizzato per la mia zona, nonché il rivenditore Apple per il settore &lt;em&gt;Educazionale&lt;/em&gt;, da cui compro (e faccio comprare) tutti i Mac che mi passano per le mani. Nessun problema, possiamo andarci subito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dieci minuti e siamo lì. Ci riceve un tecnico molto preparato, bastano poche parole e capisce subito quello che può essere successo. Nel MacBook Pro di Diana, il cavo che collega l&amp;rsquo;hard-disk alla scheda madre ha un difetto noto e riconosciuto dalla stessa Apple, tanto che la sostituzione è gratuita anche fuori garanzia. Però dobbiamo lasciare lì il notebook perché possa controllare, ma ci farà sapere al più presto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diana è perplessa, la faccia parla da sé, il tecnico sorride e la rassicura, se ci riesce proverà a farle sapere qualcosa già nel pomeriggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È proprio quello che succede, dopo poche ore Diana va a riprendere il suo Mac tornato in perfetta forma, con tutti i suoi file intatti. Costo dell&amp;rsquo;intervento: zero. Apparentemente solo una spesa a vuoto per Compulab ed Apple, ma quanti nuovi clienti potrà guadagnare con il passaparola?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il giorno dopo Diana inizia finalmente ad usare Time Machine. La paura fa miracoli.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Vodafone, l&#39;offerta che non c&#39;è</title>
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      <pubDate>Sat, 07 May 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Da qualche giorno Vodafone &lt;a href=&#34;http://www.vodafone.it/portal/Privati/Vantaggi-Vodafone/Applicazioni/BackupPlus&#34;&gt;pubblicizza la sua app Backup+&lt;/a&gt;, per Android e iOS, con la quale gli utenti con piani telefonici comprendenti almeno 1 GB di traffico internet possoo ottenere 25 GB di spazio gratuito in più su Dropbox.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo almeno è quello che vien detto nella sezione Domande Frequenti dell&amp;rsquo;offerta:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Come posso avere 25GB di spazio extra su Dropbox?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con tutte le offerte internet con almeno 1GB incluso, ottieni 25GB di spazio su Dropbox. Scarica l’app di Backup+, vai nella sezione “le mie offerte” e ottieni il tuo spazio extra. &amp;hellip; Se la tua offerta non dovesse invece includere lo spazio extra puoi comunque avere i 25GB di spazio su Dropbox al costo di 2.49€ al mese.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Interessante, ho due SIM Vodafone intestate a me (le usano le mie figlie), con piani comprendenti 2GB di traffico mensile, perché non approfittarne?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Installo quindi Backup+ su un telefono, lo configuro e cosa viene fuori? Che devo pagare 2.49 euro al mese per avere lo spazio extra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/05/backup_plus.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/05/backup_plus.png?w=576&#34; alt=&#34;Offerta Vodafone per Backup+&#34; width=&#34;288&#34; class=&#34;aligncenter wp-image-2539&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è puzza di fregatura?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non proprio, perché se si legge più attentamente la pagina di Backup+ si nota che l&amp;rsquo;offerta è riservata &lt;strong&gt;solo&lt;/strong&gt; ai clienti Vodafone con le opzioni &lt;em&gt;Giga, Vodafone Under30 e Relax&lt;/em&gt;, non a &lt;strong&gt;tutti&lt;/strong&gt; i clienti con &lt;em&gt;piani con 1GB incluso&lt;/em&gt;, come sembra di capire leggendo le FAQ.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però una grande azienda come Vodafone dovrebbe prestare più attenzione e specificare in modo più chiaro questi dettagli, proprio per evitare equivoci.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma alla fine cosa farò, pagherò i 2.49 euro al mese per avere 25GB in più? Nemmeno per sogno, 2.49 euro per ciascuna SIM fanno 4.98 euro al mese, per avere in totale 50 GB in più su Dropbox.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spendendo il doppio &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com/pro&#34;&gt;posso avere 1 TB&lt;/a&gt;, venti volte di più, risolvendo per parecchio tempo i problemi di backup online di tutta la famiglia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo me non c&amp;rsquo;è storia. Voi che ne pensate?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>La memoria di Android</title>
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      <pubDate>Thu, 27 Feb 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;NOTA: Questo non è un post tecnico. Della gestione della memoria di massa di Android ne so pochissimo e parlo qui solo da utente finale. Analisi molto più dettagliate ma comprensibili si possono trovare su queste pagine web:&lt;/em&gt;&#xA;&lt;em&gt;&lt;a href=&#34;http://www.navigaweb.net/2013/08/android-poca-memoria-interna-spazio.html&#34;&gt;Sopravvivere con Android con memoria interna piena o spazio esaurito sul cellulare&lt;/a&gt;,&#xA;&lt;a href=&#34;http://www.navigaweb.net/2012/05/liberare-spazio-sulla-memoria-android-e.html&#34;&gt;Liberare spazio sulla memoria Android e sulla scheda SD&lt;/a&gt;,&#xA;&lt;a href=&#34;http://www.androidworld.it/forum/guide-e-tutorial-11/%5Bguida%5D-gestione-memoria-e-spostamento-applicazioni-84753/&#34;&gt;Gestione memoria e spostamento applicazioni&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I cellulari Android hanno almeno tre partizioni separate di memoria di massa a stato solido (l&amp;rsquo;equivalente dell&amp;rsquo;hard-disk di un computer) e non è facile afferrarne la logica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fisicamente la memoria di massa è analoga a quella dei dischi SSD o delle diffusissime chiavette USB ed è divisa in &lt;em&gt;memoria interna&lt;/em&gt; (da alcuni GB sui cellulari di fascia alta fino ad appena 512 MB e anche meno su quelli di fascia bassa o infima) e &lt;em&gt;memoria esterna&lt;/em&gt;, quest&amp;rsquo;ultima in forma di &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/MicroSD&#34;&gt;scheda microSD&lt;/a&gt; da inserire in uno slot apposito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei cellulari di fascia più bassa la memoria interna è divisa a sua volta in due sezioni (&lt;em&gt;partizioni&lt;/em&gt;) ben distinte. In quelli di fascia alta la configurazione della memoria cambia a seconda della versione di Android, e ne parleremo meglio più sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima partizione è la partizione di sistema e contiene il sistema operativo Android, in versione &lt;em&gt;stock&lt;/em&gt; (fornita dal produttore dell&amp;rsquo;apparecchio) o &lt;em&gt;custom&lt;/em&gt; (sviluppata da terze parti) e le applicazione preinstallate. Maggiori dettagli sulla differenza fra Android &lt;em&gt;stock&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;custom&lt;/em&gt; (definite spesso anche &lt;em&gt;cooked&lt;/em&gt;, cucinate) si possono trovare in &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/02/25/frammenti-di-android-parte-2/&#34;&gt;questo post di qualche giorno fa&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La seconda partizione interna contiene invece la maggior parte dei dati dell&amp;rsquo;utente, le applicazioni installate dall&amp;rsquo;utente e i relativi file di configurazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto il resto dovrebbe finire nella scheda di memoria esterna: messaggi, foto, file multimediali, ed eventualmente anche le applicazioni sviluppate in modo da poter essere spostate in questa partizione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il problema di questa organizzazione della memoria di massa è che, nei telefoni che dispongono di soli 512 MB (o meno) di memoria di massa interna, la partizione di sistema occupa la maggior parte dello spazio disponibile, anche a causa delle personalizzazioni e dei software aggiuntivi installati dai produttori (il cosiddetto &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Software_bloat&#34;&gt;&lt;em&gt;bloatware&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;), lasciando troppo poco spazio alla partizione che contiene i dati e le applicazioni. Tutto ciò ha due effetti principali:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo alcuni mesi di uso iniziano a comparire dei messaggi che informano l&amp;rsquo;utente che &amp;ldquo;la scheda di memoria è esaurita&amp;rdquo;. Questi messaggi sono assolutamente incomprensibili per gli utenti che sanno bene di avere la scheda di memoria &lt;em&gt;esterna&lt;/em&gt; ancora semivuota (per gli utenti che non lo sanno il problema non si pone: nella maggior parte dei casi usano il cellulare solo come un telefono o poco più e hanno pochissime applicazioni non standard installate). I messaggi indicano in realtà che è partizione dati &lt;em&gt;interna&lt;/em&gt; ad essere esaurita e che è l&amp;rsquo;ora di cercare di fare un po&amp;rsquo; di pulizia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante sia ormai possibile spostare la maggior parte delle applicazioni sulla scheda microSD esterna, è comunque sempre necessario installare &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; l&amp;rsquo;applicazione nella partizione dati interna e solo &lt;em&gt;dopo&lt;/em&gt; spostarla sulla scheda microSD. Ma se lo spazio disponibile nella partizione dati è troppo scarso, è impossibile installare le applicazioni più grandi pur avendo una scheda microSD molto capiente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine l&amp;rsquo;utente medio si convince che il suo cellulare &lt;em&gt;non ce la fa più&lt;/em&gt; e tende a guardarsi intorno in cerca di qualcosa di fascia (e costo) maggiore. Puro marketing?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le soluzioni ci sono, &lt;a href=&#34;http://www.androidworld.it/forum/guide-e-tutorial-11/%5Bguida%5D-gestione-memoria-e-spostamento-applicazioni-84753/&#34;&gt;come si può leggere in questa guida&lt;/a&gt; su AndroidWorld, ma francamente non credo siano alla portata dell&amp;rsquo;utente medio. In questi casi, installare ROM &lt;em&gt;custom&lt;/em&gt; aiuta moltissimo ad alleviare il problema, dato che queste molte di queste riducono fortemente le dimensioni della partizione di sistema con ottimizzazioni specifiche del codice ed evitando di installare applicazioni inutili insieme al sistema operativo vero e proprio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Concludiamo ora il discorso parlando brevemente di quello che cambia nei cellulari di fascia più alta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In quelli con versioni di Android precedenti alla 4.x (ad esempio il mio Samsung Galaxy S &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/01/14/frammenti-di-android/&#34;&gt;di cui ho scritto tanto in questi ultimi giorni&lt;/a&gt;), la memoria interna contiene ben tre partizioni, le due discusse più sopra ed una terza partizione vista dal sistema operativo esattamente come se fosse una scheda SD esterna. L&amp;rsquo;eventuale scheda microSD vera e propria diventa quindi una memoria di massa aggiuntiva (ma non più indispensabile), utile principalmente per salvarvi foto, musica e video. Le applicazioni installate sono quindi eventualmente spostate sulla terza partizione &lt;em&gt;interna&lt;/em&gt;, una specie di scheda SD &lt;em&gt;virtuale&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se vi gira la testa sappiate che non siete i soli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con Android 4.x Google ha deciso di semplificare ed ottimizzare l&amp;rsquo;organizzazione della memoria di massa interna dividendola in due sole partizioni: una per il sistema operativo e l&amp;rsquo;altra per tutto il resto, applicazioni, file di configurazione, dati, file utente. Rimane comunque la possibilità, tranne che nei Nexus di Google, di aggiungere una scheda SD esterna su cui trasferire i file di dimensioni maggiori come i file multimediali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci voleva tanto? È dalla fine degli anni &amp;lsquo;90 che si discute, sui sistemi Unix e in particolare su Linux, se sia meglio dividere il disco rigido in tante partizioni distinte (ad esempio: una per il sistema operativo, una per i programmi di avvio, una per i file che cambiano continuamente ed una per i dati utente) oppure usare una sola partizione &amp;ndash; o al più due partizioni &amp;ndash; per tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel primo caso il backup dei dati e l&amp;rsquo;installazione di nuove versioni o distribuzioni di Linux/Unix diventa molto più semplice, a scapito dell&amp;rsquo;uso efficiente del disco rigido. Se una partizione viene occupata completamente, il sistema può smettere di funzionare anche se c&amp;rsquo;è ancora molto spazio libero sulle altre partizioni.&#xA;Nel secondo caso si ottimizza l&amp;rsquo;occupazione del disco rigido, rendendo però più difficile il backup dei dati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi la disponibilità di dischi rigidi esterni molto capienti ha reso praticamente inutile la discussione, almeno per i sistemi casalinghi o da ufficio. Dato che è molto semplice e poco costoso eseguire il backup di tutto il disco rigido su un disco esterno, è inutile dividerlo in tante partizioni separate per prevenire eventuali danni al sistema operativo o ai dati dell&amp;rsquo;utente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se tutto ciò è vero per un computer, è ancora più vero per un cellulare, in cui ogni semplificazione del sistema aiuta a renderlo più fruibile per gli utenti finali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple insegna. Ed è veramente strano che Google ci abbia messo tanto ad imparare.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Box - Una alternativa a SugarSync?</title>
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      <pubDate>Wed, 22 Jan 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Come accennato &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/01/18/sugarsync-addio/&#34;&gt;in un post precedente&lt;/a&gt;, ho iniziato a provare alcuni servizi di sincronizzazione cloud per sostituire l&amp;rsquo;ottimo &lt;a href=&#34;http://www.sugarsync.com&#34;&gt;SugarSync&lt;/a&gt;, che fra pochi giorni diventerà solo a pagamento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo periodo &lt;a href=&#34;http://www.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt; offre ben 50 GB di spazio di memorizzazione a tutti gli utenti che installano l’applicazione per iOS, uno spazio decisamente superiore a quello offerto dai servizi concorrenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se Box può essere tranquillamente usato in un browser tramite interfaccia web, con la possibilità di trasferire i file dal computer al cloud tramite drag and drop (ma non il contrario!), è molto più comodo installare sul Mac una applicazione di supporto che renda automatica la gestione dei documenti sincronizzati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho quindi installato sul Mac l&amp;rsquo;ultima versione di &lt;a href=&#34;https://sites.box.com/sync4/&#34;&gt;Box Sync&lt;/a&gt; che, come i prodotti analoghi, crea una cartella specifica (e omonima) &lt;code&gt;Box Sync&lt;/code&gt; nella cartella Inizio (o home) dell&amp;rsquo;utente. Tutti i file (o le cartelle) inseriti in &lt;code&gt;Box Sync&lt;/code&gt; vengono sincronizzati automaticamente nello spazio cloud dell&amp;rsquo;utente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E qui sono iniziati i guai.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;installatore di Box Sync 4.0 non permette di scegliere la posizione della cartella di sincronizzazione, che risiede automaticamente nella cartella Inizio dell&amp;rsquo;utente. Questa opzione era presente nella versione precedente di Box Sync ma, stranamente, &lt;a href=&#34;https://support.box.com/hc/en-us/articles/201084243-What-features-from-Sync-3-have-been-removed-in-Sync-4-&#34;&gt;è stata rimossa nella versione corrente&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da anni ho l&amp;rsquo;abitudine a inserire tutte le cartelle speciali dei servizi che uso nella mia cartella Documenti, e questa mancanza di flessibilità mi disturba non poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà è possibile selezionare manualmente una posizione diversa per la cartella di sincronizzazione seguendo &lt;a href=&#34;https://support.box.com/hc/en-us/articles/200874358&#34;&gt;le istruzioni riportate in questa pagina&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li&gt;disinstallare il programma;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;riavviare il Mac. Nonostante quanto riportato nelle istruzioni suddette, qualche servizio di Box rimane comunque in memoria ed impedisce di cancellare definitivamente la directory &lt;code&gt;~/Library/Application Support/Box/&lt;/code&gt;. Solo un riavvio rimuove il servizio definitivamente dalla memoria;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;salvare il file di configurazione &lt;code&gt;com.box.sync.plist&lt;/code&gt; contenente il percorso desiderato della cartella di sincronizzazione in &lt;code&gt;/Library/Preferences/&lt;/code&gt; (una directory di sistema!);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare finalmente Box.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;p&gt;Follia!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una soluzione inutilmente complicata. E perché poi? Non sarebbe molto più semplice che l&amp;rsquo;installatore proponga una installazione di default per l&amp;rsquo;utente medio ed una custom per gli utenti avanzati?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E perché non inserire nel pacchetto di installazione un file LEGGIMI con le istruzioni per una installazione custom &lt;strong&gt;prima&lt;/strong&gt; di installare Box Sync, senza obbligare l&amp;rsquo;utente a disinstallare il programma e a riavviare il Mac?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi, perché il file di configurazione deve essere salvato nella directory di sistema &lt;code&gt;/Library/Preferences/&lt;/code&gt; e non come sarebbe più ragionevole nella cartella &lt;code&gt;~/Library/Preferences/&lt;/code&gt; dell&amp;rsquo;utente (la &lt;code&gt;~&lt;/code&gt; indica per convenzione la cartella Inizio dell&amp;rsquo;utente che ha eseguito il login)?&#xA;I sistemi operativi basati su Unix come OS X separano rigidamente i file di configurazione del sistema da quelli dell&amp;rsquo;utente, allo scopo di impedire possibili danni al funzionamento del sistema operativo. Obbligare ad editare un file di sistema per configurare un programma utente come Box va contro tutte le buone pratiche di gestione di Unix.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il tutto è anche poco pratico: come si fa a configurare Box se due utenti usano il Mac con account diversi e ciascuno vuole specificare separatamente la posizione della propria cartella di sincronizzazione? Se il file di configurazione è in &lt;code&gt;/Library/Preferences/&lt;/code&gt; è impossibile, e potrebbe anche creare seri problemi di permessi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non è finita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver perso un mare di tempo ad installare (e a disinstallare!) Box, decido di provare ad utilizzarlo usando, come sempre, dei collegamenti simbolici (&lt;em&gt;simlink&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;soft link&lt;/em&gt;) per evitare di dover copiare o spostare le cartelle da sincronizzare nella cartella speciale del servizio cloud.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Collegamento_simbolico&#34;&gt;collegamento simbolico&lt;/a&gt; è un semplice riferimento ad un altro file (o cartella), che viene però considerato dal sistema operativo come un file vero e proprio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Usare dei collegamenti simbolici permette di &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/01/18/sugarsync-addio/&#34;&gt;simulare il funzionamento di SugarSync&lt;/a&gt; anche con i servizi cloud (come Dropbox) che non consentono di selezionare a piacere le cartelle da sincronizzare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo&amp;hellip; &lt;a href=&#34;https://support.box.com/hc/communities/public/questions/200284708-Support-Symlink&#34;&gt;Box non supporta i collegamenti simbolici&lt;/a&gt;. Non si può quindi evitare di copiare (o spostare) i file e le cartelle da sincronizzare nella cartella &lt;code&gt;Box Sync&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Assolutamente incredibile e dilettantesco. Sembra proprio che Box nasca su Windows e sia stato portato (malamente!) a OS X.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi spiace ma, anche con 50 GB disponibili gratis, Box non fa per me. Finché non verranno corretti questi gravi difetti mi limiterò ad usarlo per salvare i file sul cloud tramite l&amp;rsquo;interfaccia web.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>SugarSync addio</title>
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      <pubDate>Sat, 18 Jan 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Recentemente SugarSync ha informato i suoi utenti che, a partire dall’8 febbraio, &lt;a href=&#34;http://www.sugarsync.com/blog/20131210_sugarsync_press_release/&#34;&gt;sarà necessario sottoscrivere un piano a pagamento&lt;/a&gt; o smettere di usare il servizio. Dal prossimo mese si pagheranno 37.49 dollari per il primo anno (e il doppio in seguito), corrispondenti a circa 27.50 euro (55 euro dal secondo anno) per 60 GB di spazio di memorizzazione. Molto meno di iCloud o di Dropbox.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma da ieri ho detto addio a SugarSync, dopo anni di uso fedele e quasi sempre soddisfacente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;SugarSync ha sempre avuto due caratteristiche uniche:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;la possibilità di definire per ogni computer le directory (cartelle) da sincronizzare con il cloud, indipendentemente da dove fossero localizzate sul disco rigido;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;la possibilità di mantenere ciascuna directory sincronizzata con uno o più computer, in modo del tutto indipendente dalle altre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i più diffusi servizi cloud obbligano invece l’utente a scegliere &lt;em&gt;un’unica directory&lt;/em&gt; da sincronizzare in rete e fra i computer associati all’account, con un approccio molto semplificato che in tanti casi si rivela poco flessibile. Ci sono dei trucchi per ovviare a questa limitazione, ma rendono la gestione del servizio più complessa del necessario.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’interfaccia utente della prima versione di SugarSync permetteva di gestire in modo molto efficace queste interdipendenze. Mostrava una mappa dettagliata dei vari computer associati all’account e delle directory sincronizzate fra i vari computer, permettendo di aggiungere o rimuovere le associazioni mediante un semplice drag and drop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_229&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/01/sugarsync-addio-1.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/01/sugarsync-addio-1.png?w=605&#34; alt=&#34;Da: http://sugarsync.hivelive.com/posts/5c1e901613&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;384&#34; class=&#34;size-large wp-image-229&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Da: &lt;a href=&#34;http://sugarsync.hivelive.com/posts/5c1e901613[/caption]&#34;&gt;http://sugarsync.hivelive.com/posts/5c1e901613[/caption]&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo nella seconda versione di SugarSync questa mappa visuale è stata rimossa ed è diventato quindi più difficile gestire le sincronizzazioni fra i vari computer. Anche il servizio ha cominciato a battere un po’ la fiacca, è diventato più lento e con troppi momenti di fermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Abbandonare SugarSync non è quindi per me solo una questione di costo ma di insoddisfazione complessiva verso la direzione presa dallo sviluppo. Vale quindi la pena provare le alternative gratuite, alcune delle quali offrono spazi enormi di memorizzazione sul cloud e sono ben supportate dalle applicazioni per OS X e iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pole position c’è &lt;a href=&#34;https://app.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt; che da qualche giorno (e per tutto il prossimo mese) offre &lt;a href=&#34;http://techcrunch.com/2014/01/15/box-refreshes-its-ios-apps-gives-users-who-download-the-new-code-50gb-of-free-storage/&#34;&gt;ben 50 GB di spazio di memorizzazione&lt;/a&gt; a tutti gli utenti che installeranno l’applicazione per iOS. Il limite di 250 MB massimi per ciascun file mi sembra poco penalizzante, almeno per la maggior parte dei file che ha senso salvare sul cloud e data la lentezza della rete qui in Italia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al secondo posto nella mia lista personale di servizi cloud da provare si trova &lt;a href=&#34;https://www.copy.com&#34;&gt;Copy&lt;/a&gt;, che offre ai nuovi utenti 15 GB senza limitazioni. Questo per me è un servizio particolarmente interessante, dato che ho ben 105 GB disponibili gratis. Non so nemmeno perché, immagino di essere stato uno dei primi utenti iscritti (senza mai usarlo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi c’è sempre &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt;, che in questi giorni sta faticosamente prendendo il posto di SugarSync per i miei documenti essenziali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A presto, per un aggiornamento.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>La versione di Apple</title>
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      <pubDate>Sun, 22 Dec 2013 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Fra le funzioni più utili introdotte a partire da OS X 10.7/Lion c&amp;rsquo;è di sicuro &lt;code&gt;Versions&lt;/code&gt; (in italiano &lt;code&gt;Versioni&lt;/code&gt;, ma permettetemi di usare l&amp;rsquo;originale inglese).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Erano moltissimi anni che mancava un sistema di gestione delle diverse versioni dei file (quasi) &lt;em&gt;integrato&lt;/em&gt; con il sistema operativo (il motivo del &lt;em&gt;quasi&lt;/em&gt; lo si trova più sotto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quanto ricordo, uno dei primi sistemi operativi che implementava un &lt;a href=&#34;http://h71000.www7.hp.com/doc/731final/6489/6489pro_005.html#understanding_files_specs&#34;&gt;sistema rudimentale di gestione delle versioni dei file&lt;/a&gt; è stato il &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/OpenVMS&#34;&gt;VMS&lt;/a&gt; della Digital Equipment Corporation (DEC) che negli anni &amp;lsquo;80 dominava, con i minicomputer della serie VAX, nei dipartimenti universitari scientifici di tutto il mondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad ogni salvataggio di un file, il sistema operativo creava una nuova versione, distinta dalle altre da un un numero progressivo. Era anche possibile cancellare le versioni salvate, singolarmente o a gruppi. Un po&amp;rsquo; rozzo ma, per i tempi, efficace.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi ha usato il VAX in quegli anni ricorda ancora di essere stato istruito (o meglio, catechizzato!) a &lt;strong&gt;non usare mai, mai, mai&lt;/strong&gt; il comando &lt;code&gt;del _._;*&lt;/code&gt; con il quale si cancellavano tutte le versioni di tutti i file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io, purtroppo, l&amp;rsquo;ho fatto! Una sola volta, ma l&amp;rsquo;ho fatto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;errore mi ha obbligato a riscrivere da zero un programma quasi completo, ma da allora sono diventato un maniaco dei backup.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torniamo ad oggi e a Versions. A che serve Versions? Non basta Time Machine?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà sono due strumenti profondamente diversi. Time Machine effettua un backup di tutti i file modificati nell&amp;rsquo;ultima ora, mentre Versions salva automaticamente solo il file su cui si sta lavorando: ogni 5 minuti, ogni volta che si preme &lt;code&gt;cmd + S&lt;/code&gt;, e anche ogni volta che si apre o si chiude il file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo permette, in pratica, di recuperare le modifiche fatte ad un file nel corso del tempo: si può sia scegliere di ripristinare integralmente una versione precedente del file (esattamente come Time Machine) o di estrarre solo alcune parti dalle vecchie versioni del file per incollarle in quella corrente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Appena si comincia a provarlo ci si chiede come si faceva&amp;hellip; prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Facciamo un esempio pratico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho appena salvato questo documento, che sto scrivendo in &lt;a href=&#34;http://daringfireball.net/projects/markdown/&#34;&gt;Markdown&lt;/a&gt; (ne riparleremo di sicuro). Rileggendolo, mi accorgo che alcune modifiche recenti non mi piacciono e decido di ripristinare le parti di testo corrispondenti scritte il giorno prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun problema: sposto solo il mouse alla destra del nome del file, in cima alla finestra dell&amp;rsquo;applicazione. Nelle applicazioni supportate compare un triangolino grigio. Cliccandolo vengono mostrate alcune opzioni che permettono di bloccare o duplicare il file, di ripristinare l&amp;rsquo;ultima versione salvata o, infine, di scorrere tutte le versioni salvate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scelgo quest&amp;rsquo;ultima opzione. Lo schermo si trasforma in quello, sempre affascinante, di Time Machine, ma questa volta il file su cui sto lavorando viene affiancato da una sequenza di finestre contenenti le versioni precedenti del file, che posso scorrere esattamente come in Time Machine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torno quindi &lt;em&gt;indietro nel tempo&lt;/em&gt; e scelgo una versione precedente del file, sostituendola al posto di quella corrente. Seleziono la porzione di testo da ripristinare, la copio e uso di nuovo Versions per tornare alla versione più recente del documento, incollandovi il testo appena copiato. Piuttosto complicato da descrivere, ma efficace.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma gli sviluppatori Apple sono &lt;em&gt;grandiosi&lt;/em&gt;: posso anche copiare il testo da ripristinare dalla versione precedente del documento &lt;em&gt;direttamente nell&amp;rsquo;interfaccia di Versions&lt;/em&gt;, tornare alla versione più recente del documento su cui sto lavorando (senza ripristinare nulla) ed incollare il testo appena copiato dal vecchio file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fantastico!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Versions però non è integrato con il sistema operativo ma funziona solo nelle applicazioni scritte appositamente per supportarlo. E in fondo non ha molto senso implementare questa funzionalità in &lt;em&gt;tutte&lt;/em&gt; le applicazioni. Ma per quelle in cui serve veramente, è una funzione utilissima. Provare per credere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Maggiori approfondimenti su Versions si possono trovare nella già mitica &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2011/07/mac-os-x-10-7/14/&#34;&gt;recensione di Lion di John Siracusa&lt;/a&gt; su ArsTechnica e anche nell&amp;rsquo;interessantissimo post &lt;a href=&#34;http://tekonomist.wordpress.com/2011/08/06/mac-os-x-lion-file-versions-part-1/&#34;&gt;Mac OS X Lion file versions&lt;/a&gt; pubblicato sul &lt;a href=&#34;http://tekonomist.wordpress.com/&#34;&gt;blog TeX, Tech and Theory&lt;/a&gt;. Fra parentesi, il blog è gestito da un economista: un teorico, un italiano che lavora negli USA, e un utente di LaTeX. Una combinazione straordinaria.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Il migliore spot</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2013/12/18/il-migliore-spot/</link>
      <pubDate>Wed, 18 Dec 2013 07:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Giorni fa una collega è venuta da me, spaventata e pallidissima. Aveva un grave problema con il suo PC ed era sicura di aver perso tutti i documenti e i file di lavoro. In parte era colpa sua, &lt;em&gt;nessuno&lt;/em&gt; si degna di fare mai un backup su Windows&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vado a vedere, un po&amp;rsquo; scettico. Per esperienza so che i file ci sono, magari hanno dei problemi ma ci sono, e che sono recuperabili, almeno finché il disco rigido funziona.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In effetti il PC era gravemente infettato. Ad un primo controllo sembrava veramente che avesse perso &lt;em&gt;tutto&lt;/em&gt;. Non solo i documenti ma anche le icone e i link ai programmi. Ma in realtà i file erano solo nascosti, e già quello è stato tranquillizzante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono voluti due giorni di ricerche sulla rete, di scansioni con anti-virus, anti-malware e tool vari, di operazioni sul famigerato registro di Windows, per tornare ad uno stato usabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La collega si è rapidamente convinta a comprare un MacBook Air.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quale pubblicità migliore per Apple della consapevolezza di non dover più fare i conti, tutti i giorni, con queste porcherie? E di avere un Time Machine sempre attivo, con una copia &lt;em&gt;fresca&lt;/em&gt; di tutto quello che c&amp;rsquo;è sull&amp;rsquo;hard-disk?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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