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    <title>Apple on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Apple on Melabit</description>
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      <title>50 anni con Apple</title>
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      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2026-04-01-50-anni-con-apple/Bit-5-nov-1979-p30-with-caption.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2026-04-01-50-anni-con-apple/Bit-5-nov-1979-p30.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;La prima immagine di un Apple II pubblicata su Bit, che a cavallo fra la fine degli anni &amp;lsquo;70 e i primi anni &amp;lsquo;80 è stata la più importante rivista italiana dedicata ai personal computer (Bit n. 5, Novembre-Dicembre 1979).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cinquant&amp;rsquo;anni fa ero un liceale brufoloso e non avrei saputo dell&amp;rsquo;esistenza di Apple fino ai primissimi anni &amp;lsquo;80, quando Bit iniziò ad ospitare le prime pagine pubblicitarie dedicate all&amp;rsquo;Apple II.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2026-04-01-50-anni-con-apple/Bit-6-feb1980-backcover.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2026-04-01-50-anni-con-apple/Bit-6-feb1980-backcover-small.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Prima pagina pubblicitaria dedicata ad &amp;ldquo;Apple Computer&amp;rdquo; (Bit n. 6, Febbraio 1980, ultima di copertina).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma in quegli anni la parte del leone la faceva la sua principale concorrente, &lt;a href=&#34;https://www.marcomar.it/rcretrocomputer-rc0-mc_story/&#34;&gt;MCmicrocomputer&lt;/a&gt;, che fin dal primo numero del settembre 1981 dedicò ampio spazio all&amp;rsquo;azienda californiana.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel 1981 un Apple II da 48K con monitor da 11&amp;quot; e un disco floppy costava 5 milioni di lire, più di una &lt;a href=&#34;https://www.facebook.com/watch/?v=1544780529899322&#34;&gt;FIAT Panda&lt;/a&gt; tanto per capirsi. Una cifra fuori dalla portata di uno studente universitario come ero io, che al massimo potevo permettermi un Commodore 64 comprato grazie ad una vincita al Totocalcio.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2026-04-01-50-anni-con-apple/MCmicrocomputer-1-sep1981-p84.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2026-04-01-50-anni-con-apple/MCmicrocomputer-1-sep1981-p84.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Listino completo dei prodotti Apple a settembre 1981 (tratto da MC Microcomputer no. 1, Settembre 1981, pagina 84).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Però a Fisica di Apple II ce n&amp;rsquo;erano parecchi, perché li si poteva  usare per costruire i primi &lt;a href=&#34;https://sci-hub.st/10.1119/1.2341547&#34;&gt;strumenti di misurazione automatica&lt;/a&gt; o per digitalizzare le immagini.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Bastava fare un giretto nei vari laboratori per trovarne qualcuno, e se si era fortunati si riusciva anche ad usarli quando erano liberi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivò presto anche uno dei primi &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/10/30/schede-perforate-mac-128k/&#34;&gt;Macintosh 128K&lt;/a&gt;, che riuscii ad usare solo fugacemente perché venne rubato dopo un paio di giorni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poco dopo, al mio primo congresso, mi accorsi che uno degli oratori, Ken Gray, aveva usato il Macintosh per scrivere sia l&amp;rsquo;articolo che le &lt;em&gt;slide&lt;/em&gt;. Fra un centinaio di partecipanti, tutti con i testi scritti con la macchina da scrivere e le immagini incollate, il suo lavoro spiccava e si distingueva a colpo d&amp;rsquo;occhio. Il Mac fece nascere una simpatia immediata fra noi due, tanto che mi chiese di trasferirmi a Chicago a lavorare con lui. Ma avevo già accettato di andare al &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2018/08/16/tutto-anzi-niente/&#34;&gt;Physikalisch-Technische Bundesanstalt&lt;/a&gt; (PTB) in Germania, e preferii mantenere la parola data.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;E proprio al PTB arrivò la svolta, anche in campo Apple. Nel mio laboratorio di misure, assieme a strumentazione sofisticata e a uno o due Mac più vecchi, campeggiava un &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Macintosh_II&#34;&gt;Macintosh II&lt;/a&gt;, il primo Mac espandibile (finalmente!), una &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Workstation&#34;&gt;workstation&lt;/a&gt; vera e propria che poteva competere con le macchine &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Sun_Microsystems&#34;&gt;Sun&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_Equipment_Corporation&#34;&gt;DEC&lt;/a&gt;. E questo di espansioni ne aveva, eccome! Non mi ricordo se era collegato ad un sistema di acquisizione e elaborazione di immagini da microscopio che era avanzatissimo per l&amp;rsquo;epoca (una volta tornato in Italia ho impiegato anni per riuscire a realizzarne una pallida copia).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma ricordo benissimo che c&amp;rsquo;era installata una scheda di conversione analogico-digitale che poteva essere usata per digitalizzare le misure sui nostri campioni, che era arrivata insieme alla prima versione del &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/LabVIEW&#34;&gt;LabVIEW&lt;/a&gt;, il primo linguaggio di programmazione visuale, che proprio per quello girava solo ed esclusivamente sul Macintosh. Per motivi vari la scheda l&amp;rsquo;abbiamo usata poco, ma il LabVIEW diventò subito il divertimento preferito mio e di un amico danese. La sera, quando non c&amp;rsquo;era nessuno, passavamo ore ad usare il LabVIEW per le cose più assurde, più erano lontane dagli scopi originali del linguaggio meglio era.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;I Macintosh del laboratorio erano configurati per usare il tedesco, e il &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/System_6&#34;&gt;System 6&lt;/a&gt; di allora non permetteva certo di supportare utenti e linguaggi diversi. Ma nonostante il mio tedesco fosse zoppicante (molto zoppicante, in verità) io riuscivo ad usare senza troppi problemi il Mac perché mi ricordavo la posizione delle voci di menu che trovavo sui manuali o sulle riviste. Rispetto al sistema Unix proprietario e localizzato in tedesco che ero costretto ogni tanto ad usare, era davvero un altro mondo!&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Tornato a casa, iniziò il mio &lt;em&gt;inverno Apple&lt;/em&gt;, che durò fino agli albori del nuovo millennio. I computer Apple erano diventati incompatibili con &lt;em&gt;tutto&lt;/em&gt;: le tastiere e i mouse per PC non funzionavano su Mac e viceversa, idem per la RAM o le schede video e idem soprattutto per le cose più sofisticate, come le schede di acquisizione dati e immagini o le schede per il controllo degli strumenti che usavo ogni giorno. Anche trasferire un file via floppy da un PC a un Mac metteva a dura prova la pazienza (e la testardaggine) di un santo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi, finalmente, arrivò Mac OS X.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Nei primi anni &amp;lsquo;90 avevo scoperto Unix, più che altro perché era l&amp;rsquo;unico modo per riuscire a fare &lt;a href=&#34;https://pubs.aip.org/aip/jap/article-abstract/79/10/7860/491907/Step-width-enhancement-in-a-pulse-driven-Josephson&#34;&gt;certi calcoli&lt;/a&gt; piuttosto &lt;a href=&#34;https://rescience.github.io/bibliography/Maggi_2020.html&#34;&gt;complicati&lt;/a&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; E quindi quando arrivò Linux, saltai immediatamente sul carro e iniziai ad usarlo ovunque.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tecnicamente Linux era uno sballo, ma l&amp;rsquo;aspetto grafico era, diciamo così, &lt;em&gt;zoppicante&lt;/em&gt;. Per cui, quando vidi in una vetrina un &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/IBook&#34;&gt;iBook G3 &amp;ldquo;Snow&amp;rdquo;&lt;/a&gt; con &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_Jaguar&#34;&gt;Jaguar&lt;/a&gt; e lessi su Macworld che il nuovo sistema operativo era basato su BSD Unix, decisi che doveva essere mio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo stesso successe con l&amp;rsquo;iMac G4: lo vidi, me ne innamorai e lo comprai subito. E per settimane i colleghi venivano in ufficio, ammiravano il monitor e si mettevano a cercare il computer&amp;hellip; 😂.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Da allora, e sono quasi venticinque anni, ho sempre usato prodotti Apple: Mac, iPod, iPad, iPhone, Apple Watch, dimentico di sicuro qualcosa. Del resto funzionano (quasi) sempre, perfino i familiari più coriacei nei confronti della tecnologia riescono ad usarli  senza troppi problemi, sono eleganti, costano un po&amp;rsquo; di più dei concorrenti ma durano anche molto di più. Non avrebbe senso cambiare, almeno per ora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Certo, Apple ci mette del suo con certe decisioni discutibili: macOS Tahoe e Liquid Glass, la prossima dismissione di Rosetta, il &lt;em&gt;fork&lt;/em&gt; a pagamento di Pages, Numbers e Keynote (senza dimenticare Freeform), le crescenti limitazioni sull&amp;rsquo;uso di Applicazioni di terze parti, la debacle di Siri, la ristrutturazione delle Impostazioni di Sistema che ha rese ostiche anche a chi, come me, le usa quasi ogni giorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma finché Apple non deciderà di impedire l&amp;rsquo;installazione di applicazioni di terze parti anche su macOS, come succede (non sempre) giustamente su iOS e iPadOS, sarà difficile abbandonare la casa madre. Perché, proprio come in un matrimonio con i suoi alti e bassi, cinquant&amp;rsquo;anni di vita passati quasi sempre a braccetto non sono facili da dimenticare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora tanti, tanti, tanti auguri ad Apple per i prossimi cinquant&amp;rsquo;anni!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2026-04-01-50-anni-con-apple/ray-hennessy-gdTxVSAE5sk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@rayhennessy&#34;&gt;Ray Hennessy&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se confrontate il prezzo dell&amp;rsquo;Apple II base riportato in questa immagine con quello della pubblicità su Bit, noterete che in meno di due anni il prezzo dell&amp;rsquo;Apple II base era aumentato di ben un milione di lire (più o meno 1.000-1.500 euro odierni) a causa dell&amp;rsquo;inflazione galoppante di quegli anni.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era proprio l&amp;rsquo;epoca del passaggio dai &lt;em&gt;digitalizzatori umani&lt;/em&gt;, che passavano la vita chini su enormi immagini che &lt;a href=&#34;https://cds.cern.ch/record/1772154&#34;&gt;digitalizzavano&lt;/a&gt; a &lt;a href=&#34;https://cern70.cern/tracing-particles/&#34;&gt;mano&lt;/a&gt;, ai sistemi di digitalizzazione semiautomatici, che nei casi più semplici erano quasi sempre degli Apple II.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i normali comandi di &lt;code&gt;shell&lt;/code&gt; erano localizzati in tedesco, per cui il normale &lt;code&gt;whoami&lt;/code&gt;che serve per sapere il nome dell&amp;rsquo;utente che ha effettuato il login diventava &lt;code&gt;wobinich&lt;/code&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I PC erano tropo lenti. E come se non bastasse e nonostante i cartelli &lt;em&gt;terroristici&lt;/em&gt; che lasciavo in giro, alcuni colleghi si ostinavano a spegnere il PC su cui eseguivo le simulazioni durante la notte. Non volevano &amp;ldquo;sprecare corrente&amp;rdquo;, dicevano 😱.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>macOS Tahoe: liberiamo le icone!</title>
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      <pubDate>Mon, 24 Nov 2025 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non ci sono solo le &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/11/10/ancora-macos-tahoe/&#34;&gt;icone dei dischi&lt;/a&gt;. Appena ho visto quello che Tahoe aveva fatto alle icone di tante applicazioni installate sul mio Mac, ho deciso che dovevo fare qualcosa per ripristinare l&amp;rsquo;aspetto delle icone originali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci ho provato più volte, usando i &lt;em&gt;tool&lt;/em&gt; di automazione di casa Apple, &lt;code&gt;Automator&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;Comandi Rapidi&lt;/code&gt; ma niente, c&amp;rsquo;era sempre qualche funzione che mancava. O magari sono solo io che non sono capace di usarli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi ho scoperto &lt;a href=&#34;https://github.com/mklement0/fileicon&#34;&gt;fileicon&lt;/a&gt;, una libreria disponibile su &lt;a href=&#34;https://brew.sh/&#34;&gt;Homebrew&lt;/a&gt; che permette di modificare programmaticamente le icone di file e cartelle. E con quella il problema era praticamente risolto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/hennie-stander-ACmOuY2lOug-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@henniestander&#34;&gt;Hennie Stander&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;la-gabbia-dello-squircle&#34;&gt;La gabbia dello &lt;em&gt;squircle&lt;/em&gt;&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con Tahoe Apple ha introdotto un nuovo formato di icone, che ora devono necessariamente adattarsi alla forma predefinita a &lt;a href=&#34;https://dev.to/ndesmic/how-to-draw-squircles-and-superellipses-3d14&#34;&gt;squircle&lt;/a&gt;, una via di mezzo fra un quadrato e un cerchio (o una superellisse, per chi si diletta di matematica).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ha ridisegnato le icone delle sue applicazioni per adattarle al nuovo formato e ai canoni estetici di Liquid Glass, anche se l&amp;rsquo;effetto finale è spesso molto discutibile. Persino John Gruber &lt;a href=&#34;https://daringfireball.net/linked/2025/11/07/tahoes-terrible-icons&#34;&gt;non risparmia critiche su questo aspetto&lt;/a&gt;, arrivando a definire chi ha disegnato l&amp;rsquo;icona di Automator &lt;em&gt;un dilettante che non avrebbe mai dovuto ottenere un lavoro presso Apple&lt;/em&gt; (e come dargli torto?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il problema però non è solo che tante icone delle applicazioni Apple &lt;a href=&#34;https://onefoottsunami.com/2025/11/05/tahoes-terrible-icons/&#34;&gt;hanno perso significato o sono proprio brutte&lt;/a&gt;, ma anche che tante icone di applicazioni di terze parti non si adattano proprio alla &lt;em&gt;gabbia&lt;/em&gt; rappresentata dallo squircle.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Succede a tutte quelle applicazioni che hanno icone che sono veri oggetti di design, come Audio Hijack, BBEdit, Alfred, Amphetamine, VLC, NValt, Gemini 2, HandBrake, Keyboard Maestro e così via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/audiohijack.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/BBEditApplication.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/alfred.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/HandBrake.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/VLC.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/Gemini2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte applicazioni molto note, sviluppate da team medio-grandi, che però in tutti questi mesi non hanno ritenuto necessario (o utile) adattare le loro magnifiche icone ai nuovi canoni imposti da Tahoe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E figuriamoci se l&amp;rsquo;hanno fatto gli sviluppatori più piccoli, o quelli che sviluppano applicazioni multipiattaforma nelle quali è essenziale avere un look grafico unico e ben riconoscibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E cosa succede in questi casi? Che Tahoe rimpicciolisce automaticamente le icone di queste applicazioni, racchiudendole all&amp;rsquo;interno dello &lt;em&gt;squircle&lt;/em&gt;. Ma in sovrappiù, quasi a ricordare agli sviluppatori che devono sbrigarsi a rispettare i dettami di Cupertino, piazza queste icone su uno sfondo grigio che definire brutto è poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nella prima beta di Tahoe il risultato finale era semplicemente orribile, come si può vedere nelle immagini del mio &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/06/28/macos-tahoe-rimandato-a-settembre/#il-finder&#34;&gt;primo articolo su Tahoe&lt;/a&gt;. In sovrappiù, questo trattamento brutale rendeva alcune icone quasi invisibili (Tunnelblick, QGIS, OpenMV IDE, Thonny).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nella versione pubblica di Tahoe rilasciata a settembre e negli aggiornamenti successivi, Apple ha attenuato certi eccessi di trasparenza di Liquid Glass e ha anche schiarito un po&amp;rsquo; il grigio di sfondo delle icone recalcitranti allo &lt;em&gt;squircle&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/tahoe-release-applications.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/tahoe-release-other-applications.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;effetto finale è migliore, non c&amp;rsquo;è dubbio.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Però le icone bordate di grigio rimangono bruttine e molto più piccole di quanto potrebbero (e meriterebbero) essere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può fare qualcosa per ripristinare l&amp;rsquo;aspetto che avevano prima della &lt;em&gt;cura&lt;/em&gt; Tahoe?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;liberiamo-le-icone&#34;&gt;Liberiamo le icone&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente la risposta è sì, altrimenti non avrei scritto questo articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il metodo per farlo a mano è &lt;a href=&#34;https://simonbs.dev/posts/how-to-bring-back-oddly-shaped-app-icons-on-macos-26-tahoe/&#34;&gt;descritto molto bene qui&lt;/a&gt; e richiede di fare click con il tasto destro sull&amp;rsquo;icona di una applicazione, selezionare &lt;code&gt;Ottieni Informazioni&lt;/code&gt; e sostituire la miniatura dell&amp;rsquo;icona con quella che si trova all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;applicazione stessa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per trovarla, bisogna fare di nuovo click con il tasto destro sull&amp;rsquo;icona dell&amp;rsquo;applicazione selezionare &lt;code&gt;Mostra contenuto pacchetto&lt;/code&gt;, cliccare sull&amp;rsquo;icona della cartella &lt;code&gt;Contents&lt;/code&gt; e poi su &lt;code&gt;Resources&lt;/code&gt; cercare il file con estensione &lt;code&gt;.icns&lt;/code&gt; (tenendo conto che alcune applicazioni possono contenere più di un file di questo tipo) e trascinarlo sulla miniatura dell&amp;rsquo;icona della finestra di &lt;code&gt;Ottieni informazioni&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra complicato ma con un po&amp;rsquo; di pratica si fa in fretta. Ma questo metodo manuale può funzionare se si hanno poche applicazioni da &lt;em&gt;curare&lt;/em&gt;. Ma se, come nel mio caso se ne hanno più di 20, diventa rapidamente noioso e soggetto ad errori. Come se non bastasse, è probabile che vada ripetuto ogni volta che si aggiorna l&amp;rsquo;applicazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Meglio far fare tutto automaticamente al Mac. Ed è qui che entra in scena &lt;a href=&#34;https://github.com/sabinomaggi/IconLib&#34;&gt;IconLib&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;iconlib&#34;&gt;IconLib&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://github.com/sabinomaggi/IconLib&#34;&gt;IconLib&lt;/a&gt; è un piccolo script in Bash che automatizza tutto il processo, appoggiandosi alla libreria &lt;a href=&#34;https://github.com/mklement0/fileicon&#34;&gt;fileicon&lt;/a&gt; per eseguire la modifica vera e propria dell&amp;rsquo;icona. Basta dargli in pasto un file con la lista delle applicazioni da aggiornare &amp;ndash; ed eventualmente anche con il nome del file &lt;code&gt;.icns&lt;/code&gt; perché, mannaggia!, tanti sviluppatori usano per le icone dei nomi che non hanno niente a che fare con il nome dell&amp;rsquo;applicazione e tante volte mettono più di un file &lt;code&gt;.icns&lt;/code&gt; all&amp;rsquo;interno del &lt;em&gt;bundle&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;applicazione &amp;ndash; e lui fa tutto il resto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se non siamo contenti del risultato, possiamo sempre eseguire di nuovo lo script con lo switch &lt;code&gt;-u&lt;/code&gt; (per &lt;code&gt;undo&lt;/code&gt;), ripristinando le icone di Tahoe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può anche eseguire IconLib su una data lista di applicazioni e, successivamente, modificare l’elenco in modo da ripristinare le icone solo di alcune applicazioni, lasciando le altre nello stato precedente a Tahoe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i dettagli sono nel &lt;a href=&#34;https://github.com/sabinomaggi/IconLib&#34;&gt;file README del repository su GitHub&lt;/a&gt; e non li ripeterò qui. Qui invece mi limiterò a mostrare come appaiono le icone dopo la cura con &lt;code&gt;IconLib&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/tahoe-applications-fixed.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-24-macos-tahoe-liberiamo-le-icone/tahoe-other-applications-fixed.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se le vecchie icone non rispettano i dettami stilistici dello &lt;em&gt;squircle&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;aspetto più vario e meno costretto nello &lt;em&gt;squircle&lt;/em&gt; e l&amp;rsquo;assenza dello sfondo grigiastro me le fa preferire, almeno finché gli sviluppatori non svilupperanno delle nuove icone adatte a Tahoe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo ha appena fatto Bare Bones Software con BBedit. Ma il fatto stesso che una software house così importante ci abbia messo tanto tempo indica che non è uno scherzo, oppure che gli sviluppatori hanno sperato (invano) per mesi che Apple tornasse sui sui passi. E se BBEdit ci ha messo tanto,  è difficile immaginare che altre applicazioni multipiattaforma o di nicchia possano adeguarsi in tempi brevi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;IconLIb è un programma niente affatto indispensabile e che serve a pochi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Serve prima di tutto a quelli come me, che hanno tanti programmi installati sul Mac, spesso prodotti da programmatori &lt;em&gt;indie&lt;/em&gt; o da team specialistici che non hanno tempo, voglia e competenze per occuparsi di sottili questioni di grafica (penso ad esempio a Tunnelblick, per gestire le VPN, a Thonny, un programma indispensabile per chi programma i microcontrollori in Python, o a JASP che è uno dei migliori programmi grafici di statistica per chi di statistica ne mastica poca).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Serve anche a chi non è soddisfatto della &lt;em&gt;gabbia&lt;/em&gt; in cui Tahoe costringe le (ex-)magnifiche icone di tante applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E, infine, serve a chi pensa che Apple stia esagerando con questa deriva di macOS, che sembra sempre di più un sottoprodotto di iOS piuttosto che un sistema degno di una sua vita autonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma già che c&amp;rsquo;erano non potevano usare uno sfondo bianco?&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Ancora macOS Tahoe</title>
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      <pubDate>Mon, 10 Nov 2025 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Dopo meno di due mesi dalla distribuzione ufficiale, Tahoe sembra avviato a diventare un altra di quelle versioni di macOS da dimenticare, come Lion, Mavericks, Sierra, Catalina o Ventura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto, tolto Liquid Glass, di cui parlerò fra un istante, &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2957775/7-macos-26-features-you-might-have-missed.html&#34;&gt;cos&amp;rsquo;ha Tahoe di memorabile&lt;/a&gt;? C&amp;rsquo;è il filtro delle chiamate telefoniche, che però fa più parte di iOS che di macOS e che ha comunque molte limitazioni, e anche le funzioni di ricerca di Spotlight sono migliorate. Ma vale davvero la pena aggiornare un sistema operativo solo per questo?&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Liquid Glass dovrebbe essere la vera novità di macOS 26 Tahoe, ma Macworld l&amp;rsquo;ha prima &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2861170/this-too-shall-glass.html&#34;&gt;paragonato a Vista&lt;/a&gt; e poi l&amp;rsquo;ha &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2953108/rip-liquid-glass-september-15-november-3-2025.html&#34;&gt;dichiarato morto&lt;/a&gt; nella culla. Se lo dice Macworld &amp;ndash; non PCWorld o Linux Pro &amp;ndash; c&amp;rsquo;è davvero da preoccuparsi!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto la cose con Liquid Glass sono andate storte fin dal primo momento, quando qualche bello spirito aveva pensato di &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/2025/06/wwdc25-macos-tahoe-breaks-decades-of-finder-history/&#34;&gt;invertire i colori dell&amp;rsquo;icona del Finder&lt;/a&gt;. Così, senza un motivo particolare, ma solo per cambiare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le critiche sono state così distruttive che Apple è dovuta tornare di corsa sui suoi passi &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2025/06/23/macos-tahoe-2-finder-color-change/&#34;&gt;ripristinando il &lt;em&gt;design&lt;/em&gt; storico dell&amp;rsquo;icona del Finder&lt;/a&gt;, quello che conosciamo da trent&amp;rsquo;anni e che è uno dei segni distintivi di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-10-ancora-macos-tahoe/tahoe-internal-ssd.gif&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma con le icone dei dischi Apple, se possibile, è riuscita a fare persino peggio. Nelle primissime beta di Tahoe le icone dei dischi erano identiche a quelle a cui siamo abituati da anni: l&amp;rsquo;immagine di un hard-disk meccanico per i dischi interni e un parallelepipedo stondato arancione per i dischi esterni. Tutto molto &lt;em&gt;scheumorfico&lt;/em&gt;, ma anche molto chiaro e perfino bello da vedere, con tutte quelle vitine, i LED colorati e persino l&amp;rsquo;etichetta che ci avvisa di non aprire il disco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con la quinta beta di Tahoe, Apple &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/gadgets/2025/08/rip-to-the-macintosh-hd-hard-drive-icon-2000-2025/&#34;&gt;butta nel cestino l&amp;rsquo;icona del vecchio hard-disk&lt;/a&gt; e la sostituisce con una immagine più stilizzata, che dovrebbe rappresentare il disco SSD installato ormai da molti anni su tutti i Mac.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Già che c&amp;rsquo;è, dà anche una rinfrescata anche alle altre icone dei dischi (esterni, di rete e rimovibili) ed il risultato lo vedete qui sotto, dove la riga superiore mostra le icone dei dischi fino a Sequoia e alle primissime beta di Tahoe, mentre la riga inferiore mostra le icone aggiornate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-10-ancora-macos-tahoe/disks-2-1440x810.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/gadgets/2025/08/rip-to-the-macintosh-hd-hard-drive-icon-2000-2025/&#34;&gt;Ars Technica&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poco dopo l&amp;rsquo;icona del disco interno perde tutti gli elementi frontali, che forse volevano rappresentavano delle prese di areazione o LED di attività, e diventa minimale come le altre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le nuove icone sono banali, hanno perso tutti i dettagli in nome di una maggiore semplicità, proprio come è successo a tutto il resto dell&amp;rsquo;interfaccia grafica basata su Liquid Glass. Ma fin qui tutto sommato ci può stare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Quello che è incomprensibile è perché le icone siano state ridisegnate in modo da &lt;strong&gt;sembrare più strette davanti e più larghe dietro&lt;/strong&gt;, in barba alle leggi della prospettiva e a come siamo stati abituati a vederle fino a Sequoia. È solo una illusione ottica, in realtà (&lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/red-lines-tools/id1469400117&#34;&gt;ho controllato&lt;/a&gt;) le icone hanno i lati perfettamente paralleli, ma i giochi di luci ed ombre ce le fanno sembrare strane e fuori posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’effetto peggiora quando le icone vengono affiancate, perché le diverse riflessioni fanno apparire quella grigia del disco interno più naturale e meno distorta rispetto a quelle delle unità esterne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-10-ancora-macos-tahoe/tahoe-disk-icons.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-11-10-ancora-macos-tahoe/tahoe-disk-icons.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora io capisco la necessità di adottare un linguaggio grafico omogeneo e ben definito, ma non era proprio possibile disegnare delle icone che apparissero più naturali? Ce l&amp;rsquo;ha fatta &lt;a href=&#34;https://www.mac-history.net/2023/01/19/susan-kare-pixel-design-apple-mac/&#34;&gt;Susan Kare&lt;/a&gt; con soli 32x32 pixel, come possiamo pensare che non ce la facciano i designer Apple che oggi hanno praterie sterminate di pixel a disposizione?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se oggi a Cupertino non riescono a fare nemmeno una icona convincente di un disco, come possiamo pensare che Tahoe e Liquid Glass siano una cosa seria?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il ciclo annuale di aggiornamento di macOS sarà anche buono per il marketing, ma dal punto di vista tecnico non ha senso. Non solo perché è difficile riuscire a trovare ogni ogni anno nuove funzionalità sufficientemente interessanti per la prossima &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; di macOS. Ma anche perché questa ricerca della novità a tutti i costi distrae da attività altrettanto importanti, come la correzione dei bachi della versione corrente e l&amp;rsquo;ottimizzazione delle prestazioni del sistema.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà, la nuova icona del disco interno non ha niente a che fare con l&amp;rsquo;immagine di un vero disco SSD interno, ma non facciamo i sofisti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Sopravvivere al Don Rodrigo</title>
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      <pubDate>Sun, 24 Aug 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-08-24-sopravvivere-a-don-rodrigo/4d7bc53c4a864b0c.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2870568/apple-ceo-tim-cook-presents-special-gold-gift-to-donald-trump.html&#34;&gt;Macworld&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il contrasto fra i due personaggi è stridente. Tim Cook è nato in una famiglia operaia del profondo Sud ed è asceso con le sue sole capacità alla direzione della più importante azienda tecnologica del mondo. È un gay conclamato e orgoglioso di esserlo, nonché un &lt;a href=&#34;https://www.nbcnews.com/nbc-out/out-news/apples-tim-cook-raises-concern-lgbtq-laws-us-rcna19662&#34;&gt;difensore&lt;/a&gt; dei &lt;a href=&#34;https://web.archive.org/web/20141028120600/http://www.nytimes.com/2014/10/28/technology/apples-tim-cook-calls-on-alabama-to-protect-gay-rights.html&#34;&gt;diritti&lt;/a&gt; delle &lt;a href=&#34;https://abcnews.go.com/Technology/apple-ceo-tim-cook-reacted-supreme-courts-sex/story?id=32050236&#34;&gt;minoranze&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Donald Trump è un figlio di papà che è riuscito a fallire in tutte le sue imprese imprenditoriali. È uno &lt;a href=&#34;https://www.ilpost.it/2024/12/30/condanna-appello-trump-carroll/&#34;&gt;stupratore conclamato&lt;/a&gt; e amico fraterno di pedofili. È uno a cui piace atteggiarsi a boss, anche se in realtà è solo un &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Trump_Always_Chickens_Out&#34;&gt;polletto fifone&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vedere Tim Cook costretto a &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2870568/apple-ceo-tim-cook-presents-special-gold-gift-to-donald-trump.html&#34;&gt;prostrarsi davanti a questo Don Rodrigo da quattro soldi&lt;/a&gt; fa stringere il cuore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/J6SK7lotKZQ?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Va detto però che a Intel è andata molto peggio, costretta a &lt;a href=&#34;https://www.bbc.com/news/articles/cvg3zpdl3xdo&#34;&gt;cedere il 10% delle sue azioni&lt;/a&gt; a questi nuovi &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/tech-policy/2025/08/intel-agrees-to-sell-the-us-a-10-stake-trump-says-hyping-great-deal/&#34;&gt;bravi in giacca e cravatta&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Una piccola consolazione è che alla fine della storia arriva la peste e Don Rodrigo e i suoi bravi hanno ciò che si meritano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altra è guardare e riguardare questa scenetta memorabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/5C4e93WQ4LI?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>MDR Dasher contro Flow 2: moda o buonsenso?</title>
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      <pubDate>Thu, 14 Aug 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Tutto è cominciato con &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Severance_%28TV_series%29&#34;&gt;Severance&lt;/a&gt;, la serie TV &lt;em&gt;cult&lt;/em&gt; che &lt;a href=&#34;https://www.rottentomatoes.com/tv/severance&#34;&gt;è piaciuta praticamente a tutti&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È bastato che, per promuovere l&amp;rsquo;ultima puntata della seconda stagione, Apple &lt;a href=&#34;https://web.archive.org/web/20250326175811/https://www.apple.com/mac/lumon-terminal-pro/&#34;&gt;mettesse online una pagina&lt;/a&gt; con l&amp;rsquo;immagine del Lumon Terminal Pro, il computer usato dai dipendenti delle  Lumon Industries &amp;ndash; una replica di un &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/SeveranceAppleTVPlus/comments/thn49q/a_data_general_dasher_6053_computer_terminal/&#34;&gt;terminale Data General Dasher 6053&lt;/a&gt; d&amp;rsquo;antan (altre immagini &lt;a href=&#34;https://terminals-wiki.org/wiki/index.php/Data_General_6053&#34;&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.facebook.com/groups/retrocomputers/posts/6022951941067970/&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;) &amp;ndash; per scatenare la corsa ad avere una tastiera ispirata a quel terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-08-14-mdr-dasher-contro-flow-2-moda-o-buonsenso/hero_lumon__b5raydh22lg2_large_2x.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://web.archive.org/web/20250326175811/https://www.apple.com/mac/lumon-terminal-pro/&#34;&gt;Apple&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-08-14-mdr-dasher-contro-flow-2-moda-o-buonsenso/958px-DataGeneralDasher6053.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://wiki.techtangents.net/wiki/Data_General_Dasher_6053_Terminal&#34;&gt;Data General Dasher 6053 Terminal&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://wiki.techtangents.net/&#34;&gt;Tech Tangents&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è chi se l&amp;rsquo;è &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/SeveranceAppleTVPlus/comments/1jfuew2/the_mdr_keyboard_with_a_twist/&#34;&gt;fatta in casa&lt;/a&gt;, ma c&amp;rsquo;è anche chi ha sfruttato l&amp;rsquo;occasione per promettere di &lt;a href=&#34;https://www.atomickb.com/&#34;&gt;produrne una&lt;/a&gt;, lanciando una &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/atomickb/mdr-dasher-keyboard-for-work-thats-mysterious-and-important&#34;&gt;sottoscrizione su Kickstarter&lt;/a&gt; che sarà attiva il 19 agosto. I primi (fortunati?) sottoscrittori potranno avere l&amp;rsquo;MDR Dasher Keyboard al prezzo &lt;em&gt;scontato&lt;/em&gt; di 599 dollari, che salirà fino a 699 dollari per chi la prenota dopo il lancio su Kickstarter. Chi invece la comprerà più tardi sui canali ufficiali dovrà sborsare 899 dollari, praticamente il prezzo di un iPhone 16!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io sarei fra quei potenziali &lt;em&gt;fortunati&lt;/em&gt;, ma passo più che volentieri. Uso già &lt;a href=&#34;https://www.logitech.com/en-eu/shop/p/mx-keys-s-for-mac&#34;&gt;una tastiera&lt;/a&gt; che mi soddisfa al 100%, anzi ne ho due identiche per i Mac di casa e ufficio. E poi la MDR Dasher non mi piace nemmeno: troppo grossa, troppo alta, troppo scomoda per i miei gusti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma soprattutto, non compro un prodotto solo perché è di moda e assomiglia ad uno che si vede in una serie TV. Tanto meno lo compro da una &lt;a href=&#34;https://www.atomickb.com/&#34;&gt;azienda sconosciuta&lt;/a&gt;, che ha un indirizzo falso e che è nata solo per sfruttare la moda del momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Se c&amp;rsquo;è una tastiera che comprerei senza indugio, invece, è la &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/lofree/flow-2the-smoothest-keyboard-evolved-redefined-unleashed&#34;&gt;Flow 2&lt;/a&gt;, una tastiera meccanica che ha raccolto quasi un milione di dollari su Kickstarter, cento volte la richiesta iniziale. Non solo perché costa una cifra ben più abbordabile &amp;ndash; e molto conveniente in assoluto per una tastiera meccanica &amp;ndash; ma perché dietro c&amp;rsquo;è una &lt;a href=&#34;https://www.lofree.co/&#34;&gt;azienda seria&lt;/a&gt; che le tastiere, meccaniche e di qualità, le fa da anni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Flow 2, in particolare, è prodotta partendo da un solo blocco di alluminio ed è molto curata dal punto di vista del design, un po&amp;rsquo; come i Mac che tanto ci piacciono. E poi è meccanica, ma si può scegliere la &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=f-MT_8PAOq8&#34;&gt;versione silenziata&lt;/a&gt;, perfetta per chi usa il computer di notte, o comunque non vuole disturbare familiari e colleghi con un ticchettio da macchina da scrivere che diventa presto straziante per chi lo subisce.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Come dice il titolo: da un lato c&amp;rsquo;è la moda, l&amp;rsquo;&lt;em&gt;hype&lt;/em&gt;, il marketing senza troppi scrupoli, dall&amp;rsquo;altro il buonsenso e la tranquillità un po&amp;rsquo; noiosa. A voi la scelta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E per finire: buon Ferragosto a tutti! Staccate la spina, spegnete i device e godetevi una giornata di relax e buona compagnia.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>macOS Tahoe: Developer Beta 3</title>
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      <pubDate>Tue, 22 Jul 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Pochi giorni fa, puntuale come sempre, Apple ha reso disponibile agli sviluppatori il terzo aggiornamento della Developer Beta di macOS 26, meglio conosciuto come Tahoe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta concluso l&amp;rsquo;aggiornamento, ci vuol poco per rendersi conto che Apple sta (lentamente) modificando qualcosa nell&amp;rsquo;interfaccia grafica &lt;em&gt;Liquid Glass&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;ultima versione del suo sistema operativo.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Magari anche per venire incontro alle tante critiche che nell&amp;rsquo;ultimo mese  le sono state rivolte da pezzi da novanta come Riccardo Mori &amp;ndash; comunque la si pensi, il suo &lt;a href=&#34;https://morrick.me/archives/10048&#34;&gt;primo articolo su MacOS Tahoe e Liquid Glass&lt;/a&gt; è imperdibile (ma anche il &lt;a href=&#34;https://morrick.me/archives/10068&#34;&gt;primo&lt;/a&gt; e il &lt;a href=&#34;https://morrick.me/archives/10078&#34;&gt;secondo&lt;/a&gt; &lt;em&gt;follow-up&lt;/em&gt; meritano di essere letti) &amp;ndash; da &lt;a href=&#34;114761754634101153&#34;&gt;John Gruber&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://mastodon.social/@chockenberry/114654922905140087&#34;&gt;Craig Hockenberry&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://mastodon.social/@tolmasky/114713080610786535&#34;&gt;Francisco Tolmasky&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://lmnt.me/blog/rose-gold-tinted-liquid-glasses.html&#34;&gt;Louie Mantia&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://mastodon.social/@marcoarment/114778761310429014&#34;&gt;Marco Arment&lt;/a&gt; e da tanti altri, come si può leggere in una delle magistrali raccolte di &lt;a href=&#34;https://mjtsai.com/blog/2025/06/30/assorted-notes-on-liquid-glass/&#34;&gt;Michael Tsai&lt;/a&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&#xA;Nonché, nel suo piccolissimo, anche dal sottoscritto (&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/06/28/macos-tahoe-rimandato-a-settembre/&#34;&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/07/08/macos-tahoe-dov-e-il-terminale/&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;è-una-beta&#34;&gt;È una beta&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sgomberiamo il campo da un equivoco: criticare (con fondamento) la versione beta di un sistema operativo come macOS è una cosa buona e giusta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando pubblica una beta Apple non ci fa un favore, concedendoci di usare in anteprima un prodotto non ancora pubblicato, ma piuttosto siamo noi che facciamo un favore ad Apple, analizzando e dissezionando il suo software in modi che magari non sarebbero mai venuti in mente agli sviluppatori e ai &lt;em&gt;tester&lt;/em&gt; ufficiali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sostenere, come fanno in tanti, che &amp;ldquo;bisogna avere pazienza, tanto è una beta&amp;rdquo; o che &amp;ldquo;nelle beta ci sono sempre dei bug&amp;rdquo;, è una emerita sciocchezza, perché è proprio in questa fase, quando il prodotto viene provato &lt;em&gt;sul campo&lt;/em&gt;, che vengono fuori quelle magagne che gli sviluppatori ufficiali, abituati a lavorarci su ogni giorno da mesi, ormai non notano più.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto, se negli ultimi anni Apple ha esteso l&amp;rsquo;accesso alle sue Developer Beta ad un pubblico molto più ampio, significa che quello che viene fatto in questa fase le serve, eccome se le serve!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;lo-sfondo&#34;&gt;Lo sfondo&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa che si nota accedendo al Mac dopo l&amp;rsquo;aggiornamento è il nuovo sfondo di default, che ora ci mostra la riva sassosa del lago Tahoe, circondata da una lunga catena di montagne innevate (del Nevada?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A me questi sfondi &lt;em&gt;naturali&lt;/em&gt;  non piacciono molto, ci sono troppi particolari che distraggono e impediscono di vedere con chiarezza quello che c&amp;rsquo;è sul Desktop. Però, rispetto allo &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/06/28/macos-tahoe-rimandato-a-settembre/&#34;&gt;sfondo anonimo di prima&lt;/a&gt; (che c&amp;rsquo;è ancora) non c&amp;rsquo;è confronto, per cui va bene così. E poi il leggero effetto di increspatura delle onde, che purtroppo nello screenshot non si vede, è davvero delizioso!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/new-default-wallpaper.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Aver cambiato in corsa lo sfondo attivo di default però, sembra indicare qualche problema nella direzione di sviluppo di Tahoe/Liquid Glass, come diventerà ancora più evidente nella prossima sezione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;la-barra-del-menu&#34;&gt;La barra del menu&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa a onor del vero è una modifica introdotta nella beta precedente, di cui non ho avuto modo di scrivere qui. Apple ha aggiunto una opzione per ripristinare lo sfondo della barra del menu (&lt;code&gt;Impostazioni di Sistema &amp;gt; Barra dei Menu &amp;gt; Show menu bar background&lt;/code&gt;), proprio come accadeva in Sequoia e nelle versioni precedenti di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo me è un&amp;rsquo;ottima decisione perché, dopo aver usato per alcune settimane macOS Tahoe, mi sono accorto che &lt;strong&gt;è inutile avere a disposizione una barra di menu trasparente&lt;/strong&gt;. Per almeno due motivi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo è che con la barra trasparente le voci di menu e le icone tendono a confondersi con lo sfondo, diventando molto meno leggibili. Questo effetto è particolarmente grave quando lo sfondo è pieno di dettagli e di gradienti, come nell&amp;rsquo;esempio qui sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/menu-bar-transparent.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;La differenza in termini di chiarezza con la barra dei menu con lo sfondo è evidente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/menu-bar-background.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Il secondo motivo è che, anche se la barra del menu è trasparente, non può essere (giustamente) occupata dalle finestre delle applicazioni, per cui non si guadagna nemmeno spazio utile per le applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A che serve &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt; avere una barra dei menu trasparente, se questa è meno leggibile e non aumenta lo spazio utile per le applicazioni? Solo per ottenere un (discutibile) effetto visivo più omogeneo, ma senza nessun vantaggio funzionale?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io uso il computer per lavorare, non passo la giornata a rimirare il desktop. E perché mai dovrei fare più fatica a leggere le voci dei menu o il livello della batteria, la qualità della connessione Wi-Fi e tutte le altre icone che stanno lì per uno scopo preciso, solo perché &lt;strong&gt;qualche designer da quattro soldi ha deciso che la barra dei menu deve confondersi con il resto del desktop&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È sorprendente però che, dopo ben due release della Developer Beta, l&amp;rsquo;impostazione non sia ancora stata tradotta in italiano e, immagino, nelle altre lingue. È un piccolo dettaglio, ma che dà l&amp;rsquo;impressione di una cosa un po&amp;rsquo; raffazzonata e buttata lì alla bell&amp;rsquo;e meglio, sulla quale il team che lavora su questa parte di Tahoe non ha ancora le idee ben chiare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rafforzando così i dubbi su come procede lo sviluppo di Tahoe, espressi benissimo da &lt;a href=&#34;https://mjtsai.com/blog/2025/07/07/menu-bar-madness-in-macos-26-and-ipados-26/&#34;&gt;Craig Grannelli&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;[questo cambiamento] mi fa anche dubitare della fiducia di Apple nel suo lavoro di progettazione. Quando Apple inizia a fare le sue scommesse, segnala che sa che qualcosa non va, ma non ha la convinzione di correggere la rotta. O forse queste impostazioni sono un mezzo per zittire temporaneamente le persone, mentre le scelte predefinite rivelano il vero intento e la direzione di marcia.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;le-impostazioni-di-sistema&#34;&gt;Le Impostazioni di Sistema&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel mio &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/06/28/macos-tahoe-rimandato-a-settembre/&#34;&gt;primo articolo su Tahoe&lt;/a&gt; avevo segnalato il fatto che la nuova voce &lt;code&gt;Aspetto&lt;/code&gt; delle &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema&lt;/code&gt; si comportava in maniera strana: impostando la modalità &lt;code&gt;Auto&lt;/code&gt; nella sezione relativa agli stili di icone (e widget) &lt;code&gt;Dark&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;Clear&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;Tinted&lt;/code&gt; non si osservava apparentemente nessun effetto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;articolo avevo ipotizzato che questa modalità consentisse al sistema operativo di adattare da solo i dettagli di visualizzazione dello stile di icone e dei widget prescelto al modo &lt;code&gt;Light&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;Dark&lt;/code&gt; attivo. Facevo però anche notare che l&amp;rsquo;implementazione sembrava piuttosto confusionaria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà non era una implementazione mal fatta, era un vero e proprio baco, come riportato nelle &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/documentation/macos-release-notes/macos-26-release-notes&#34;&gt;Release Notes&lt;/a&gt; di questa beta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Finder&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;strong&gt;Resolved Issues&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Fixed: Finder does not display Dark Mode app icons or tinted folder colors when the Folder Color setting in System Settings &amp;gt; Appearance is set to Automatic. (152193702)&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo, anche se Apple sostiene di aver corretto il problema, non vedo nessuna differenza rispetto a prima. Quello che vedo benissimo, invece, è che certe combinazioni di impostazioni rendono le icone così poco contrastate da rendere molto difficile distinguere una dall&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/dark-tinted-auto.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;il-finder&#34;&gt;Il Finder&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Appena ho aperto il Finder ho avuto l&amp;rsquo;impressione che Apple avesse diminuito l&amp;rsquo;intensità dell&amp;rsquo;ombra sui gruppi separati di icone che ora costituiscono la &lt;code&gt;Barra degli Strumenti&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/finder-window.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Purtroppo non è così, l&amp;rsquo;intensità dell&amp;rsquo;ombra, così come la trasparenza delle icone è identica a prima, producendo lo stesso &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/06/28/macos-tahoe-rimandato-a-settembre/&#34;&gt;pasticcio di colori descritto nell&amp;rsquo;articolo precedente&lt;/a&gt; tutte le volte che le icone più sgargianti della finestra principale del Finder finiscono al di sotto di quelle della Barra degli Strumenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/finder-toolbar.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per evitarlo, sarebbe sufficiente che la Barra degli Strumenti del Finder conservasse lo sfondo bianco presente a partire da Big Sur (n sostituzione di quello &lt;em&gt;metallico&lt;/em&gt; precedente). In questo modo, le icone mostrate nella finestra principale del Finder rimarrebbero visibili solo in questa finestra, senza più sconfinare nell&amp;rsquo;area riservata alla Barra degli Strumenti.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più uso il neo-Finder di Tahoe e più mi chiedo che senso abbia questa confusione di ruoli, nella quale la Barra degli Strumenti &amp;ndash; che non sta lì per bellezza ma che serve per gestire i file e per spostarsi all&amp;rsquo;interno del &lt;em&gt;file system&lt;/em&gt; del Mac &amp;ndash; si deve confondere e sovrapporre ai file stessi, in un mix indistinto che non è nemmeno bello da guardare?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tanto più che nemmeno gli sviluppatori Apple sembrano tanto convinti delle loro scelte perché, se dalla vista ad &lt;code&gt;Icona&lt;/code&gt; si passa alla vista ad &lt;code&gt;Elenco&lt;/code&gt;, si ritrova la solita separazione netta fra la finestra principale e la Barra degli Strumenti (a parte l&amp;rsquo;effetto tridimensionale aggiunto a quest&amp;rsquo;ultima da Liquid Glass).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/finder-list-view.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;E se cambiamo ancora vista e passiamo a quella in &lt;code&gt;Colonna&lt;/code&gt;, ritroviamo una terza modalità diversa e intermedia fra le due precedenti, nella quale c&amp;rsquo;è uno sfondo bianco sotto la Barra degli Stumenti, ma dove le icone delle applicazioni e dei file vengono &lt;em&gt;sfocate&lt;/em&gt; ben prima di arrivare sotto la Barra degli Stumenti, come invece succede nella normale vista ad &lt;code&gt;Icona&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/finder-column-view.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Questa confusione nella modalità di visualizzazione della Barra degli Strumenti, non è presente solo nel Finder ma anche in applicazioni come Note dove, a seconda della modalità di visualizzazione scelta, ci si può ritrovare con una Barra degli strumenti trasparente, che sfoca malamente tutto ciò che ci finisce sotto,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/notes-transparent-toolbar.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;oppure con una normalissima barra con lo sfondo bianco, come siamo abituati a vedere da Big Sur in poi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/notes-background-toolbar.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualcosa di simile succede anche con Libro Font, anche se con modalità leggermente diverse, mentre non succede con Freeform o Anteprima, che hano una Barra degli Strumenti sempre trasparente. Reminders è un altro caso particolare, ma vi lascio il piacere di scoprire da soli perché.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, la confusione regna sovrana dalle parti di Cupertino e sembra che nemmeno gli sviluppatori riescano a decidere cosa sarebbe meglio fare con la nuova Barra degli Strumenti in stile Liquid Glass.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;le-icone-delle-applicazioni&#34;&gt;Le icone delle applicazioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alle nuove icone delle applicazioni voglio dedicare una sezione separata da quella del Finder, perché qui non si tratta più di una semplice questione di gusti, ma di rapporto con gli sviluppatori. I quali, non dimentichiamolo mai, sono fondamentali per il successo di una piattaforma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricapitolo brevemente la questione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In macOS Tahoe Apple ha introdotto un &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/design/Human-Interface-Guidelines/app-icons&#34;&gt;nuovo formato di icone&lt;/a&gt; per le applicazioni, mutuato da iOS. Le nuove icone hanno la forma di uno &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Squircle&#34;&gt;&lt;em&gt;squircle&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; (in italiano un &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Supercerchio&#34;&gt;&lt;em&gt;supercerchio&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;), una forma geometrica intermedia fra il cerchio e il quadrato, e possono essere create con il nuovo &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/icon-composer/&#34;&gt;&lt;code&gt;Icon Composer&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;. Questo nuovo formato permette, fra l&amp;rsquo;altro, di &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/design/Human-Interface-Guidelines/app-icons&#34;&gt;adattare dinamicamente&lt;/a&gt; le icone allo stile, o meglio all&amp;rsquo;&lt;code&gt;Aspetto&lt;/code&gt;, prescelto (si veda la sezione relativa alle &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2025/07/22/macos-tahoe-developer-beta-3/#system-settings&#34;&gt;Impostazioni di Sistema&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fin qui tutto bene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il problema nasce dal fatto che non c&amp;rsquo;è scelta: &lt;strong&gt;le icone di tutte le applicazioni installate sul Mac non possono più avere una forma personalizzata&lt;/strong&gt;, come ad esempio quella di &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-22-macos-tahoe-developer-beta-3/app_icon-14-512.png&#34;&gt;BBEdit&lt;/a&gt; che sto usando per scrivere questo articolo, ma devono obbligatoriamente adottare la forma a &lt;code&gt;squircle&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte le icone delle applicazioni che non si sono ancora adeguate ai nuovi dettami stilistici imposti da Liquid Glass vengono racchiuse automaticamente in uno &lt;code&gt;squircle&lt;/code&gt; con dietro un &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/06/28/macos-tahoe-rimandato-a-settembre/#il-finder&#34;&gt;orribile sfondo grigio scuro&lt;/a&gt;, che sembra messo lì apposta per segnalare quei &lt;em&gt;prodotti cattivi&lt;/em&gt; che non si sono ancora adeguati alle nuove linee guida Apple.&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma rifare le icone non è una passeggiata. Non l’hanno ancora fatto, ad esempio, quelli di &lt;a href=&#34;https://www.barebones.com/&#34;&gt;Bare Bones Software&lt;/a&gt;, che non sono esattamente degli indie sprovveduti. Il loro prodotto di punta BBedit ha ricevuto un aggiornamento pesante proprio pochi giorni fa, ma ha mantenuto la sua icona tradizionale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli sviluppatori indipendenti sono ancora meno entusiasti di dover rifare tutte le icone delle loro applicazioni seguendo il nuovo formato imposto da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non lo è, ad esempio, &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/&#34;&gt;Howard Oakley&lt;/a&gt;, che definisce ironicamente macOS Tahoe come il &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2025/06/22/last-week-on-my-mac-tahoe-the-iconoclast/&#34;&gt;&lt;em&gt;distruttore di icone&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, ed equipara lo squircle con lo sfondo grigio ad un &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2025/06/22/last-week-on-my-mac-tahoe-the-iconoclast/&#34;&gt;&lt;em&gt;sin bin&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, ovvero alla zona del campo dove viene confinato temporaneamente un giocatore che ha fatto un fallo.&lt;sup id=&#34;fnref:6&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:6&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;6&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Qualcun altro ci va giù ancora più pesante e definisce lo squircle una vera e propria &lt;a href=&#34;https://github.com/XcodesOrg/XcodesApp/issues/721&#34;&gt;prigione&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche chi decide di adeguarsi ha dei problemi perché, come ci &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2025/07/10/tahoe-b3-and-xcode-26-b3-can-screw-app-icons/&#34;&gt;racconta il solito Howard Oakley&lt;/a&gt;,  non è detto che le icone aggiornate per Tahoe funzionino correttamente anche nelle versioni precedenti di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La metà delle applicazioni installate sul Mac che ho aggiornato a macOS Tahoe ha le icone grigie, e nel mese e mezzo intercorso dalla prima Developer Beta ad oggi credo che nessuna di queste abbia adottato il nuovo formato di icone. Non l&amp;rsquo;ha fatto nemmeno Chrome di Google, a cui non mancano di certo i mezzi per adeguarsi in un batter d&amp;rsquo;occhio. Perfino alcune applicazioni Apple non seguono le sue stesse linee guida, ad esempio Garage Band o XCode. Il caso di quest&amp;rsquo;ultimo è particolarmente significativo, visto che XCode è lo strumento principale per sviluppare le applicazioni per il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La mia impressione è che l&amp;rsquo;interfaccia grafica di Tahoe non sia scolpita nel marmo &amp;ndash; oops nel vetro &amp;ndash; e che gli sviluppatori preferiscono aspettare la versione finale prima di adeguarsi ai dettami di Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto, fra le 26 Developer Beta 1 e Beta 2 Apple ha già cambiato l&amp;rsquo;icona del Finder, causa sollevazione popolare, e ha aggiunto l&amp;rsquo;opzione per ripristinare lo sfondo della barra dei menu. Per cui è chiaro che Apple non è insensibile alle critiche espresse da chi sta provando in anteprima Tahoe.&lt;sup id=&#34;fnref:7&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:7&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;7&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo: chi vuole può &lt;a href=&#34;https://simonbs.dev/posts/how-to-bring-back-oddly-shaped-app-icons-on-macos-26-tahoe/&#34;&gt;ripristinare le solite icone&lt;/a&gt; anche in Tahoe, ma è un processo manuale e piuttosto noioso, che va ripetuto per ogni applicazione interessata e per ogni Mac. Io passo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;prestazioni&#34;&gt;Prestazioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La terza Developer Beta di macOS Tahoe sembra molto più lenta delle due versioni precedenti. Ad esempio, Firefox ci può mettere una vita per partire e ripristinare le schede precedenti, ma un po&amp;rsquo; tutte le applicazioni appaiono più &lt;em&gt;legnose&lt;/em&gt;, in particolare in avvio, di quanto è lecito aspettarsi su Apple Silicon. Anche certi pannelli delle &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema&lt;/code&gt; a volte appaiono completamente vuoti, e solo dopo parecchi secondi riescono a visualizzare le opzioni disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto noioso, &lt;strong&gt;questo è un comportamento normale in una beta&lt;/strong&gt;, che per sua natura è infarcita di codice di debug e di funzioni ancora immature o poco testate, che magari generano &lt;em&gt;memory leak&lt;/em&gt;, usi erronei della cache e cose simili. Se lo segnalo qui è solo perché le prime due Developer Beta apparivano molto più reattive di questa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, un riavvio risolve, almeno temporaneamente, il problema, in attesa del rilascio della versione definitiva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra pochi giorni, forse domani stesso, Apple renderà disponibile a tutti la beta di Tahoe, che quindi potrà essere provata da un pubblico molto più ampio e variegato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come ho già detto, la vicenda dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://512pixels.net/2025/06/finder-icon-fixed/&#34;&gt;icona del Finder modificata in corsa&lt;/a&gt; dimostra che Apple non è sorda alle critiche sulla nuova interfaccia di macOS, e quindi c&amp;rsquo;è speranza che qualcosa venga corretto nei due mesi che si separano dal rilascio ufficiale della nuova versione di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se poi qualcuno pensa che gli articoli critici come quelli citati qui sopra, e persino queste notarelle che avete appena letto, vengono scritti solo allo scopo di acchiappare facili click&amp;hellip; beh, pazienza, gli autori se ne faranno una ragione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sta facendo lo stesso per la versione corrispondente di iPadOS (che sto provando sul mio iPad Pro) e di iOS (che per ora invece lascio stare).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://morrick.me/&#34;&gt;Riccardo Mori&lt;/a&gt; si autodefinisce un traduttore ed uno scrittore, ma in realtà ha grosse competenze anche nel campo del design e della tipografia. &lt;a href=&#34;https://daringfireball.net/&#34;&gt;John Gruber&lt;/a&gt; scrive da più anni di quanto possa ricordare uno dei blog più importanti dedicati all&amp;rsquo;universo Apple ed è l&amp;rsquo;inventore di Markdown. &lt;a href=&#34;https://furbo.org/&#34;&gt;Craig Hockenberry&lt;/a&gt; è uno sviluppatore che ha prodotto fra l&amp;rsquo;altro &lt;a href=&#34;https://tot.rocks/&#34;&gt;Tot&lt;/a&gt;, che io adoro, ed è una delle anime di &lt;a href=&#34;https://iconfactory.com/&#34;&gt;Iconfactory&lt;/a&gt;. &lt;a href=&#34;https://tolmasky.com/&#34;&gt;Francisco Tolmasky&lt;/a&gt; è stato un membro del team original dell&amp;rsquo;iPhone, nel quale ha contribuito a sviluppare Safari per iOS, ed è il creatore di &lt;a href=&#34;https://www.cappuccino.dev/learn/objective-j.html&#34;&gt;Objective-J&lt;/a&gt;, un superset di JavaScript, e di &lt;a href=&#34;https://www.cappuccino.dev/&#34;&gt;Cappuccino&lt;/a&gt;, un &amp;ldquo;framework open source che semplifica la creazione di applicazioni di livello desktop eseguite in un browser web&amp;rdquo;. &lt;a href=&#34;https://lmnt.me/intro/&#34;&gt;Louie Mantia&lt;/a&gt; è un artista e un grafico specializzato nel &lt;a href=&#34;https://lmnt.me/intro/portfolio/&#34;&gt;design di icone&lt;/a&gt;. &lt;a href=&#34;https://marco.org/&#34;&gt;Marco Arment&lt;/a&gt; è uno sviluppatore di applicazioni per iOS e per il web, oltre che &amp;ldquo;scrittore, produttore di podcast, geek e amante del caffè&amp;rdquo;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Succede più o meno lo stesso quando si scrive: se si fa leggere un testo ad una terza persona, questa nota molto più facilmente degli errori a cui l&amp;rsquo;autore, che ormai conosce il testo a memoria, non fa più caso.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come è normale che sia e come è sempre successo, non solo in macOS (o Mac OS X, o come lo volete chiamare), da Sequoia e andando indietro nel tempo fino a Cheetah, ma anche nelle versioni di Mac OS prodotte per tutti gli anni &amp;lsquo;80 e &amp;lsquo;90.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fare un paragone sportivo, Apple sembra più o meno come quell&amp;rsquo;arbitro di calcio che tira fuori il cartellino giallo mentre avverte il centravanti che &amp;ldquo;alla prossima sciocchezza ti butto fuori&amp;rdquo;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:6&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Giuro che, quando ho scritto il paragone calcistico della nota precedente, non avevo ancora letto questo commento di Howard Oakley.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:6&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:7&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non posso evitare di pensare che se Steve Jobs avesse visto come sarebbero diventate certe icone del &lt;em&gt;suo Finder&lt;/em&gt;, avrebbe cacciato i responsabili a calci nel sedere.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:7&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>macOS Tahoe: dov&#39;è il Terminale?</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2025/07/08/macos-tahoe-dov-e-il-terminale/</link>
      <pubDate>Tue, 08 Jul 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-08-macos-tahoe-dov-e-il-terminale/p4xisap4xisap4xi.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://gemini.google.com&#34;&gt;Google Gemini&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prendete macOS Tahoe, aggiornato alla versione 26.0 Developer Beta 2, e aprite il Terminale. Anzi non apritene solo uno, aprite due, tre, quattro Terminali diversi, &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/terminal/trmlb20c7888/mac&#34;&gt;ciascuno nel suo pannello&lt;/a&gt;. Più o meno così:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-08-macos-tahoe-dov-e-il-terminale/tahoe-where-is-my-terminal.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto ditemi: qual&amp;rsquo;è il Terminale attivo in questo momento?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per rispondere dovrete aguzzare lo sguardo, e solo allora vi accorgerete che la barra del titolo del Terminale attivo è di un grigio appena appena più scuro degli altri, e che il titolo stesso è in grassetto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rifate lo stesso giochetto con Sequoia, o con qualunque versione precedente di macOS, e vedrete a colpo d&amp;rsquo;occhio qual&amp;rsquo;è il Terminale che state usando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-08-macos-tahoe-dov-e-il-terminale/sequoia-where-is-my-terminal.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;In realtà, un modo per distinguere il Terminale in uso esiste anche in Tahoe, ma è contro-intuitivo e richiede l&amp;rsquo;uso del mouse. Se si sposta il mouse sopra la barra del Terminale attivo non si vede nessun cambiamento,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-08-macos-tahoe-dov-e-il-terminale/tahoe-where-is-my-terminal-hover.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;mentre, quando si sposta mentre il mouse sopra il pannello di uno dei Terminali inattivi, lo sfondo diventa più scuro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-07-08-macos-tahoe-dov-e-il-terminale/tahoe-where-is-my-terminal-hover-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;A tanti sembrerà un dettaglio trascurabile, ma il Terminale è uno strumento essenziale per interagire a basso livello con il sistema operativo e viene usato da gente che non possono permettersi di perdere tempo a cercare il Terminale giusto o, peggio ancora!, di rischiare di inserire un comando pericoloso nel Terminale sbagliato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fare un esempio concreto: per gestire questo blog uso tre pannelli del Terminale, ciascuno dedicato ad un compito specifico. In uno di questi lavoro via &lt;code&gt;ssh&lt;/code&gt; su un sito privato di test, che mi serve per verificare che tutto funzioni prima di caricare il blog sul vero server. Essendo un ambiente di prova, sono abituato a cancellare tutto con un brutale &lt;code&gt;rm -r *&lt;/code&gt;. Oggi posso farlo senza problemi, perché so a colpo d&amp;rsquo;occhio e senza bisogno di leggere che sono nel Terminale &lt;em&gt;giusto&lt;/em&gt;. Ma con Tahoe dovrò cambiare abitudini, perché eseguire lo stesso comando nel pannello sbagliato potrebbe avere conseguenze catastrofiche.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Fra tutte le &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/06/28/macos-tahoe-rimandato-a-settembre/&#34;&gt;incongruenze di macOS Tahoe&lt;/a&gt;, questa è forse è la più incomprensibile, e potenzialmente la più pericolosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto una domanda è d&amp;rsquo;obbligo: ma gli sviluppatori Apple usano davvero i prodotti che realizzano?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Certo, io per non fare errori prendo ulteriori precauzioni, come assegnare colori diversi ai vari Terminali. Ma il problema di fondo rimane.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>macOS Tahoe: rimandato a settembre</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2025/06/28/macos-tahoe-rimandato-a-settembre/</link>
      <pubDate>Sat, 28 Jun 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Sta diventando una abitudine. All&amp;rsquo;inizio di quest&amp;rsquo;anno, invece di aspettare, come al solito, che fosse già pronta (o quasi) la versione successiva di macOS prima di installare quella corrente, &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/02/04/apple-abbiamo-risolto-dei-problemi-da-sonoma-a-sequoia/&#34;&gt;ho installato Sequoia su tutti i miei Mac&lt;/a&gt;. Pochi giorni fa ho deciso di saltare il fosso, installando la primissima beta di Tahoe, quella riservata agli sviluppatori, su un Mac che uso poco, più che altro per provare la nuova interfaccia grafica &lt;em&gt;Liquid Glass&lt;/em&gt; su macOS.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dato che è la prima volta che provo una beta di macOS, non sono in grado di valutare se le versioni precedenti fossero più o meno mature di Tahoe in questa fase dello sviluppo, ancora molto lontana dal rilascio ufficiale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza, mi limiterò a descrivere le mie prime impressioni sulla nuova interfaccia grafica, concentrandomi in particolare sul &lt;code&gt;Finder&lt;/code&gt;, che è una delle applicazioni più usate in assoluto, e sulle &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema&lt;/code&gt;, che è fondamentale quando si prende confidenza con un nuovo sistema operativo. Dopo il rilascio ufficiale a settembre, ci sarà sarà tempo per una valutazione più approfondita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;aggiornamento&#34;&gt;Aggiornamento&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;aggiornamento da Sequoia 15.5 a Tahoe 26 Beta &lt;em&gt;pesa&lt;/em&gt; poco più di 7 GB, che mi pare in linea con gli aggiornamenti precedenti, anzi forse è perfino un filo sotto la media.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/ready-to-update.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;installazione del nuovo sistema operativo è veloce, non so dire esattamente quanto ci ha messo, ma ricordo di essermi sorpreso quando ho visto che aveva finito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa che si vede dopo l&amp;rsquo;aggiornamento è questa schermata, che ci mostra una anteprima di Liquid Glass, con i suoi bottoni in rilievo rispetto al resto della finestra. Qui non si vede nessun effetto di trasparenza, ma ci sarà tempo anche per quella.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/software-update-complete.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;il-desktop-e-i-widget&#34;&gt;Il Desktop e i widget&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta premuto &lt;code&gt;Continua&lt;/code&gt; compare il &lt;em&gt;Welcome Screen&lt;/em&gt; di Tahoe che, poverino, sembra una scritta fatta con il dentifricio sovrapposta allo sfondo di default del mio Mac. Purtroppo sono passati da un pezzo i tempi dei &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=H2uzNyiODsw&#34;&gt;magnifici Welcome Video&lt;/a&gt; delle prime versioni di macOS, quelle con i nomi di felini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/welcome-to-tahoe.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Da qui si arriva direttamente al Desktop del Mac, che ora mostra alcuni &lt;em&gt;widget&lt;/em&gt; sul lato sinistro della schermata (alcuni widget sembrano non funzionare solo perché gli screenshot sono stati fatti la sera tardi al mare, senza attivare il collegamento ad internet).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/desktop-widgets.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;I widget non mi sono mai piaciuti. Su Tiger e seguenti ne usavo alcuni, ma solo perché erano in una schermata ben separata, la &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Dashboard_%28macOS%29&#34;&gt;Dashboard&lt;/a&gt;. Averli invece in bella vista sul Desktop che uso tutto il giorno mi da fastidio, e so già che, appena finito quest&amp;rsquo;articolo, li eliminerò senza pensarci due volte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è tempo, per ora cambio lo sfondo e ci metto quello di default di Tahoe.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/default-wallpaper.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Devo ammettere che lo sfondo non mi fa impazzire: ci sono troppi dettagli e troppi gradienti per i miei gusti, e il contrasto con le icone chiare, come quella del disco, è troppo scarso. Però nessuno mi obbliga ad usare proprio questo sfondo, per cui è un non-problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;il-finder&#34;&gt;Il Finder&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un &lt;em&gt;problema reale&lt;/em&gt;, invece, sono le icone delle applicazioni con lo sfondo grigio scuro, la cui visione mi ha fatto saltare sulla sedia appena ho aperto il Finder.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/applications.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Le icone originali avevano uno sfondo trasparente, per accorgersene basta cambiare lo sfondo della cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; di Sequoia o di versioni precedenti di macOS. Per motivi imperscrutabili, in Tahoe questo sfondo invisibile viene sostituito da uno di colore grigio scuro, che definire orribile è fargli un complimento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le applicazioni Apple, naturalmente, non hanno questo problema mentre, come si vede nell&amp;rsquo;immagine precedente, alcune fra quelle più diffuse ne sono affette, una su tutte Google Chrome.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/apple-applications.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma se scendo verso la sezione delle applicazioni meno note, trovo un sacco di orride icone bordate di grigio! In alcuni casi, le icone vengono pure rimpicciolite, forse per effetto delle nuove regole di adattamento dinamico di Liquid Glass, rendendo ancora più ampia l&amp;rsquo;area colorata in grigio. Ma chi è che ha ideato una roba del genere?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/other-applications.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma questa non è l&amp;rsquo;unico aspetto discutibile del nuovo Finder. Qui la familiare &lt;code&gt;Barra degli Strumenti&lt;/code&gt; del Finder è stata sostituita da gruppi separati di icone translucenti, che sembrano fluttuare al di sopra della finestra principale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La modifica sembra un po&amp;rsquo; raffazzonata, anche perché si sono dimenticati di mettere in rilievo il nome della cartella. Però, quando sotto queste icone c&amp;rsquo;è uno sfondo chiaro, la nuova barra degli strumenti può essere considerata accettabile, anche se inconsistente (come si vede in alcune delle immagini precedenti).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma, quando le icone translucenti della Barra degli Strumenti si sovrappongono alle icone più colorate della finestra principale del Finder (come nell&amp;rsquo;immagine qui sotto), si forma un guazzabuglio di colori che non solo è brutto da vedere, ma rende pure difficile distinguere una icona della Barra degli Strumenti dall&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/finder-toolbar.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Forse una sfocatura più spinta o una trasparenza minore potrebbe evitare il problema. Ma a quel punto non sarebbe meglio mantenere la vecchia barra chiara con sopra le icone flottanti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi, io capisco pure che ora bisogna ficcare ovunque il concetto di &lt;em&gt;liquido&lt;/em&gt;, ma era proprio necessario trasformare il cursore nella barra di stato del Finder (quello in basso a destra che permette di ingrandire e rimpicciolire le icone) in una &lt;em&gt;capsula&lt;/em&gt; così grossa, ma allo stesso tempo quasi invisibile?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il nuovo cestino dei rifiuti invece non è male, è più moderno di quello cilindrico a cui siamo abituati da sempre. Mi chiedo come potrebbe stare in piedi ma, si sa, lo skeumorfismo è morto da tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/trashcan.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Sempre rimanendo in tema Finder: qualcuno mi spiega perché la finestra delle &lt;code&gt;Impostazioni&lt;/code&gt; del Finder mantiene ancora gli angoli poco smussati di Sequoia e perché le sue icone sono meno &lt;em&gt;spesse&lt;/em&gt; di quelle della barra laterale della finestra principale?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/finder-settings.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;la-nuova-apps&#34;&gt;La nuova Apps&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente male, invece, la nuova applicazione &lt;code&gt;Apps&lt;/code&gt;, che raggruppa le applicazioni installate in modo logico, un po&amp;rsquo; come succede su iOS. Di sicuro sembra meglio di &lt;code&gt;Launchpad&lt;/code&gt;, che ho provato ad usare ma che ho subito abbandonato,&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; anche se non mi piace molto il fatto che siano necessari due click per accedere alle applicazioni di un dato gruppo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/apps.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;&lt;code&gt;Mission Control&lt;/code&gt; non è cambiata, e la cosa mi va benissimo perché lo uso di continuo e mi peserebbe dover cambiare abitudini. Lo stesso vale per gli &lt;code&gt;Scacchi&lt;/code&gt;, a cui non gioco mai perché perdo sempre, ma che è presente da sempre in macOS (e c&amp;rsquo;era anche nel papà, NeXTSTEP).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche le altre applicazioni di default non sembrano essere cambiate più di tanto, ma per questo mi riservo di fare una valutazione più approfondita più avanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;le-impostazioni-di-sistema&#34;&gt;Le Impostazioni di Sistema&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine uno sguardo alle &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema&lt;/code&gt;. Non dirò nulla sul fatto che ormai non ci si capisce nulla: fino a Monterey bastava un colpo d&amp;rsquo;occhio per trovare l&amp;rsquo;impostazione giusta, ma da quando macOS scimmiotta iOS bisogna usare sistematicamente la funzione di ricerca per trovare l&amp;rsquo;impostazione che serve.&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dirò qualcosa invece sulla nuova funzione che cambia globalmente i colori delle icone e dei widget di macOS Tahoe. Qui si vede lo stile di &lt;code&gt;Default&lt;/code&gt; delle icone (e dei widget) che, a parte il bordo grigiastro di cui ho già detto, è quello a cui siamo sempre stati abituati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/settings-appearance-default.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Questa immagine, invece, mostra cosa succede si attiva lo stile &lt;code&gt;Dark&lt;/code&gt;. Le icone delle applicazioni visibili nel Finder non cambiano &amp;ndash; probabilmente perché devono essere aggiornate per supportare questo nuovo stile &amp;ndash; mentre cambiano tutte le icone della applicazioni Apple visibili nel Dock. Il tema &lt;code&gt;Light&lt;/code&gt; però non rende giustizia a questo nuovo stile,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/settings-appearance-light-theme-dark-icons.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;mentre con il tema &lt;code&gt;Dark&lt;/code&gt; è tutta un&amp;rsquo;altra cosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/settings-appearance-dark-theme-dark-icons.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Però, se attivo lo stile &lt;code&gt;Dark&lt;/code&gt; e scelgo la modalità &lt;code&gt;Auto&lt;/code&gt;, tutta l&amp;rsquo;interfaccia torna ad essere identica allo stile di &lt;code&gt;Default&lt;/code&gt;. Lo si può vedere nelle due immagini qui sotto, dove la prima mostra lo schermo del Mac quando è attivo lo stile &lt;code&gt;Dark&lt;/code&gt; e la modalità &lt;code&gt;Auto&lt;/code&gt;, mentre la seconda  mostra lo stile di &lt;code&gt;Default&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/settings-appearance-dark-icons-auto.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/settings-appearance-default.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Immagino che la modalità &lt;code&gt;Auto&lt;/code&gt; voglia indicare che il sistema operativo sceglie da solo i dettagli di stile più adatti al  modo &lt;code&gt;Light&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;Dark&lt;/code&gt; in uso. Una cosa sensata, ma che forse andrebbe implementata in modo diverso, perché messa così confonde solo le idee.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli altri due stili &lt;code&gt;Clear&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;Tinted&lt;/code&gt; sono carini, ma francamente avere tutte le icone dello stesso colore non mi alletta più di tanto. A tanti questi nuovi stili omogenei piaceranno di certo, ma io dubito che li userò mai.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/settings-appearance-clear.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/settings-appearance-tinted.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche con questi stili, la modalità &lt;code&gt;Auto&lt;/code&gt; adatta da sola l&amp;rsquo;aspetto al tema in uso. Anche in questo caso, mi pare che vada rivista sia la posizione che la titolazione della modalità automatica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non male, invece, la possibilità di cambiare il colore di accento dell&amp;rsquo;interfaccia grafica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/settings-appearance-accent-color-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/settings-appearance-accent-color-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un appassionato di queste cose, ma a tanti piacciono e comunque non stravolgono l&amp;rsquo;interfaccia, per cui perché no?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perla finale: l&amp;rsquo;interruttore, davvero gigantesco, che attiva il Bluetooth (ma anche il Wi-Fi o la VPN). È vero, anche in Sequoia questi interruttori erano più grandi di tutti gli altri, ma non vi sembra che quelli di Apple questa volta abbiano esagerato un po&#39;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-28-macos-tahoe-rimandato-a-settembre/bluetooth-panel.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;conclusioni-per-ora&#34;&gt;Conclusioni (per ora)&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui si conclude questa veloce carrellata su macOS Tahoe, e sulla sua interfaccia grafica Liquid Glass. Se ho dato l&amp;rsquo;impressione di non esserne entusiasta, ebbene sì, è proprio così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi piace molto che Apple abbia avuto il coraggio di cambiare, provando a sviluppare una interfaccia grafica omogenea per tutti i suoi dispositivi. Liquid Glass ha di sicuro molte potenzialità, ma su macOS è ancora molto immaturo, forse ancora più immaturo che su iPad. Mi ricorda la transizione &lt;em&gt;metallica&lt;/em&gt; di Leopard, che ha avuto bisogno di diverse versioni successive di macOS per essere affinata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, Liquid Glass è il futuro e ci dovremo convivere per parecchi anni. Per cui meglio apprezzarne già da ora gli aspetti positivi ed essere pazienti su quelli negativi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel frattempo gli sviluppatori Apple hanno sistemato &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/2025/06/finder-icon-fixed/&#34;&gt;l&amp;rsquo;icona &lt;em&gt;al contrario&lt;/em&gt; del Finder&lt;/a&gt;, che aveva &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/2025/06/wwdc25-macos-tahoe-breaks-decades-of-finder-history/&#34;&gt;destato tanto scalpore&lt;/a&gt;. Speriamo che prima del rilascio ufficiale di settembre facciano lo stesso per le tante altre stranezze e incongruenze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sull&amp;rsquo;iPad Liquid Glass è interessante, anche se ancora piuttosto acerbo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A meno che non siano proprio brutti, come alcuni sfondi per Linux, io uso sempre gli sfondi di default. Io non sono un fanatico della personalizzazione estrema del sistema, e usare lo sfondo di default mi aiuta a sapere a colpo d&amp;rsquo;occhio che versione del sistema operativo sto usando. E comunque gli sfondi di default di macOS sono quasi sempre &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/26/dai-wallpaper-agli-sfondi/&#34;&gt;molto belli&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà queste icone &lt;em&gt;ingrigite&lt;/em&gt; si vedevano già nel Dock. Ma sarà stata l&amp;rsquo;ora tarda, sarà stato il basso contrasto, non ci avevo fatto caso.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad esempio, perché tendeva a perdere il layout impostato a mano e non permetteva di sincronizzarlo fra un Mac e l&amp;rsquo;altro.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe obiettare che avere un layout simile fra macOS e iOS è positivo. E in effetti è così, peccato solo che le impostazioni di iOS siano sempre state una delle cose più confusionarie che abbia mai visto. Per cui al limite sarebbe stato più saggio fare il contrario, adattando a iOS il modello di impostazioni di macOS.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>WWDC 25</title>
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      <pubDate>Thu, 12 Jun 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Qual&amp;rsquo;è stato l&amp;rsquo;ultimo WWDC davvero memorabile? Direi quello del 2020, anno già memorabile di suo, quando Apple presentò i nuovi Mac con processore Apple Silicon, in grado di &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/&#34;&gt;surclassare&lt;/a&gt; i modelli equivalenti basati su CPU Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so se ciò che è stato presentato al WWDC di quest&amp;rsquo;anno sarà altrettanto memorabile, però non c&amp;rsquo;è dubbio che Apple abbia partorito alcune novità interessanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Prima fra tutte un aggiornamento di &lt;strong&gt;iPadOS&lt;/strong&gt; che introduce finalmente (e ci voleva tanto?) le finestra sovrapponibili e una gestione più decente del filesystem, mandando di fatto in pensione Stage Manager.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho mai amato Stage Manager. L&amp;rsquo;ho sempre trovato fastidioso e troppo limitato, con le sue quattro-e-non-più-di-quattro mini-finestre laterali che vanno e vengono, senza che si possa fissarne una al suo posto una volta per tutte. Penso che pochi ne sentiranno la mancanza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-06-12-wwdc25/stage-manager-it.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Le nuove finestre sovrapponibili di iPadOS 26 profumeranno pure di &amp;ldquo;vecchia scuola&amp;rdquo;, ma funzionano da 40 anni e sono di sicuro più intuitive e facili da gestire. Se devo cambiare, Apple mi deve offrire qualcosa di meglio, non di peggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avere finalmente Anteprima e Calcolatrice sull&amp;rsquo;iPad è un bonus non da poco, da utente più che soddisfatto di Anteprima sono molto curioso di provarla sull&amp;rsquo;iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altra novità importante è la nuova &lt;strong&gt;interfaccia grafica&lt;/strong&gt; &amp;ldquo;Liquid Glass&amp;rdquo;, estesa a tutte le piattaforme Apple, dal Mac all&amp;rsquo;iPhone e fino a Vision Pro. Al di là dell&amp;rsquo;aspetto in sé, oggi &lt;em&gt;vetroso&lt;/em&gt; domani chissà, quello che è importante è che da ora in poi tutte le piattaforme Apple parleranno la stessa &lt;em&gt;lingua grafica&lt;/em&gt;, con un indubbio vantaggio in termini di facilità di uso del sistema e, credo, anche di sviluppo delle applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che poi Liquid Glass sia la &lt;strong&gt;versione moderna di &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Aqua_%28user_interface%29&#34;&gt;Aqua&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; mi pare &lt;a href=&#34;https://mastodon.social/@chockenberry/114654922905140087&#34;&gt;evidente ad una prima occhiata&lt;/a&gt;. Nei primissimi anni 2000 sono tornato al Mac da Linux non solo perché aveva UNIX sotto il cofano, ma anche perché Aqua mi piaceva da morire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il successivo passaggio ad un tema grafico &lt;em&gt;metallico&lt;/em&gt; e poi ai toni di grigio spento di oggi, per quanto eleganti non mi hanno mai fatto impazzire, per cui aspetto con molta curiosità di vedere Aqua 2.0 in azione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Del resto del keynote, lo ammetto, ricordo poco. Che ora l&amp;rsquo;Apple Watch mi faccia credere che corro meglio di Jacobs mi importa meno di zero. Idem per l&amp;rsquo;ora che si allunga o si accorcia a seconda dello sfondo dell&amp;rsquo;iPhone. O per le onnipresenti Memoji. Però se hanno tanto spazio significa che piacciono, e quindi forse sono io quello sbagliato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che Apple migliori le applicazioni integrate nei suoi sistemi operativi dovrebbe essere di normale amministrazione. Però questa mania di nascondere le funzioni sta diventano un filino patologica (vero Fotocamera?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Call Screening&lt;/strong&gt;, invece, potrebbe fare la differenza, ammesso che funzioni qui da noi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che poi Federighi non scoppi a ridere mentre afferma che nell&amp;rsquo;ultimo anno &lt;strong&gt;Apple Intelligence&lt;/strong&gt; è stata &lt;em&gt;rilevante&lt;/em&gt;, la dice lunga su quante volte è stata ripetuta la scena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo: la nuova &lt;strong&gt;numerazione dei sistemi operativi&lt;/strong&gt;. Magari è un bene che sia unica per tutti, ma era proprio necessario usare l&amp;rsquo;anno (e pure sbagliato)? Ci ha già provato Microsoft con Windows 95, Windows 98 e Windows 2000. Non era proprio possibile inventare qualcosa di più originale?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E comunque questa unificazione obbligherà Apple a far uscire ogni anno una nuova versione di una mezza dozzina di sistemi operativi diversi, anche quando non ci sarà uno straccio di nuova funzione degna di nota. Personalmente credo che un ciclo annuale di rilascio sia eccessivo e non sostenibile a lungo termine. Ma evidentemente il marketing di Apple ha sempre bisogno di &lt;em&gt;qualcosa di nuovo&lt;/em&gt;, che poi sia utile o funzioni è un altro paio di maniche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Una nota finale un po&amp;rsquo; triste. Ma come è possibile che, in un&amp;rsquo;ora e mezza di keynote, Tim Cook e soci non siano riusciti a ritagliare un minuto per ricordare &lt;a href=&#34;https://www.wired.com/story/bill-atkinson-apple-engineer-dies/&#34;&gt;Bill Atkinson&lt;/a&gt;? E in una conferenza di sviluppatori, per di più!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se Apple è quella che è oggi, è anche per il suo contributo. RIP.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Apple abbiamo risolto dei problemi: da Sonoma a Sequoia</title>
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      <pubDate>Tue, 04 Feb 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-02-04-apple-abbiamo-risolto-dei-problemi-da-sonoma-a-sequoia/bug-fix-in-sequoia.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli ultimi mesi ho scritto ben quattro articoli sui bachi di macOS Sonoma (la lista completa si trova alla fine di questo articolo), perché mi sembrava incredibile che questa versione di macOS fosse stata pubblicata con dei bachi così evidenti nel Finder e nella gestione del disco .&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nelle versioni più recenti di Sonoma, &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;alcuni bachi segnalati&lt;/a&gt; &amp;ndash; come quello dello svuotamento ballerino del cestino, del nome del file di default quando si stampa virtualmente in PDF una pagina web, o della mancata visualizzazione di un nuovo file o di una nuova cartella nella  modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt; &amp;mdash; &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/05/31/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/&#34;&gt;sono stati corretti&lt;/a&gt;, ma quelli più seccanti sono rimasti lì, intoccati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un paio di giorni fa, dopo aver provato macOS Sequoia su una macchina che uso come muletto, ho deciso di aggiornare anche il Mac Mini M1 che ho a casa a Sequoia 15.3 e, con grandissima soddisfazione, posso dire che tutti, o quasi, i bachi più gravi riportati in quegli articoli sono scomparsi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #1&lt;/strong&gt;: Se abbiamo una cartella piena di file e ne trasciniamo le icone sotto il limite inferiore della finestra mentre premiamo il tasto CMD (⌘), il limite inferiore della finestra ora si estende correttamente e visualizza anche le icone poste più in basso, senza più dare l’impressione che i file siano scomparsi.&#xA;Unica eccezione è quando la cartella non ha la barra di scorrimento attiva perché i file contenuti sono pochi. In questo caso le icone continuano a scomparire, proprio come con Sonoma, ma perlomeno ora basta cliccare sull&amp;rsquo;icona &amp;lt; in alto a sinistra sulla barra degli strumenti per poi tornare alla cartella di partenza per ripristinare la visualizzazione completa dei file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #2&lt;/strong&gt;: Se in uno Spazio abbiamo due finestre del Finder sovrapposte e usiamo le combinazioni di tasti CTRL(⌃)-1 e CTRL–2 e così via per &lt;a href=&#34;https://youtu.be/lnCxG2AVfgI&#34;&gt;trascinare la finestra in primo piano da uno spazio all&amp;rsquo;altro&lt;/a&gt;, al ritorno nello Spazio di partenza la finestra &lt;em&gt;viaggiatrice&lt;/em&gt;_ ora finisce sopra quella rimasta ferma, come è giusto che sia. Lo stesso avviene quando le finestre sovrapposte sono più di due.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #3&lt;/strong&gt;: Anche lo &lt;a href=&#34;https://youtu.be/nUBGoUJiW_A&#34;&gt;sfarfallio&lt;/a&gt; ben visibile con Sonoma quando si trascinava una finestra del Finder da uno Spazio all&amp;rsquo;altro ora è scomparso. Osservare una cosa del genere era semplicemente scandaloso, non solo perché avveniva su macchine che montano processori potentissimi come gli Apple Silicon, ma anche perché prima di Sonoma questo sfarfallio non si era mai verificato su macchine molto, molto meno prestanti, come i Mac Book Air Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #4&lt;/strong&gt;: Sequoia ha anche corretto il baco relativo alla &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/11/14/apple-abbiamo-un-altro-problema-un-nuovo-baco-di-macos-sonoma/&#34;&gt;finestra che scompariva più veloce di una Formula 1&lt;/a&gt; quando si collegava una chiavetta USB ad un portatile, ma di questo ne avevo già scritto a suo tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #5&lt;/strong&gt;: Il Finder è finalmente tornato alla normalità quando deve &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/05/31/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/&#34;&gt;mostrare cartelle di un disco esterno USB contenenti qualche centinaio di file&lt;/a&gt;. La lentezza (per dire poco) sperimentata con Sonoma era davvero seccante, e non ce la facevo più a dover aspettare decine e decine di secondi ogni volta che dovevo accedere ad una cartella esterna un po&amp;rsquo; piena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Baco #6&lt;/strong&gt;: Ma la vera chicca di Sequoia, quella con la quale gli dò già un 8 secco alla fine del primo quadrimestre, è il fatto che, per la prima volta dopo anni ed anni, l&amp;rsquo;aggiornamento di macOS non ha &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/22/apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/&#34;&gt;scombinato la disposizione delle icone&lt;/a&gt; nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt;.&#xA;Saranno pochissimi quelli che, come me, preferiscono tenere organizzate le applicazioni installate in modo visuale invece che alfabetico. Ma voglio farmi lo stesso portavoce di questi quattro gatti e ringraziare di cuore gli sviluppatori Apple per una correzione che aspettavamo da non so più quante versioni di macOS.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Che dire? Sono davvero molto soddisfatto che con Sequoia Apple sia riuscita a correggere tanti bachi imbarazzanti di Sonoma. Anche perché quelli che avevo segnalato non erano bachi legati a &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2023/12/14/serious-bugs-remain-in-macos-sonoma-14-2/&#34;&gt;funzioni&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2024/01/24/serious-bugs-fixed-in-macos-sonoma-14-3&#34;&gt;esotiche&lt;/a&gt; del sistema operativo o del &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2024/03/18/serious-bug-in-sonoma-14-4-will-destroy-saved-versions-in-icloud-drive/&#34;&gt;file&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2024/03/19/sonomas-lost-versions-bug-what-it-is-and-how-to-safeguard-versions/&#34;&gt;system&lt;/a&gt;, ma problemi ben evidenti a chiunque usasse l&amp;rsquo;interfaccia grafica di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo non credo che in quel di Cupertino ci sia qualcuno che compulsa avidamente le pagine di &lt;a href=&#34;https://melabit.com/posts/it&#34;&gt;Melabit&lt;/a&gt;. Ma questo significa anche che le criticità segnalate negli articoli precedenti erano dei problemi concreti ed evidenti anche ad altri utenti, nonché agli stessi sviluppatori di Apple, e non solo le preoccupazioni immaginarie di un utente un po&amp;rsquo; troppo zelante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rimane il problema di fondo, e cioè che non ha senso continuare con questa politica di rilasci annuali di nuove versioni di macOS (ma anche di iOS, iPadOS, watchOS e così via), ciascuno infarcito di nuove funzioni luccicanti ma quasi sempre inutili, che rimangono per forza di cose poco testate e che magari portano nuovi bachi nei fondamenti del sistema operativo, senza dare il tempo di correggere i bachi già presenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ciclo annuale di nuove &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; sarà senza dubbio utile per il marketing, ma è proprio quello che serve agli utenti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per chi fosse interessato alla mia saga sui bachi (e non solo) di macOS Sonoma, ecco i link alle puntate precedenti:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/22/apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/&#34;&gt;Apple abbiamo altri problemi: uno sguardo ai bachi d’epoca di macOS&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/05/31/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/&#34;&gt;Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma (aggiornamento)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/11/14/apple-abbiamo-un-altro-problema-un-nuovo-baco-di-macos-sonoma/&#34;&gt;Apple abbiamo un altro problema: un nuovo baco di macOS Sonoma&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tanto che subito dopo ho aggiornato anche il Mac Studio che uso per lavoro.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi pare evidente che non c&amp;rsquo;era nessun motivo tecnico alla base del problema (come ad esempio la separazione rigida fra le applicazioni installate di default in macOS e quelle installate dall&amp;rsquo;utente), ma solo una scarsa attenzione a un dettaglio che sarà pure minore, ma che è piuttosto seccante per chi ne fa uso.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Mac bloccato? Come ripristinarlo con la modalità DFU</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/11/19/mac-bloccato-come-ripristinarlo-con-la-modalita-dfu/</link>
      <pubDate>Tue, 19 Nov 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-19-mac-bloccato-come-ripristinarlo-con-la-modalita-dfu/macos-startup-exclamation-mark-in-circle.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/102164&#34;&gt;Apple Support&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si sperimenta può succedere che qualcosa vada storto. Ed è proprio quello che è capitato a me quando, dopo una installazione andata male di macOS, è comparso questo grande punto interrogativo con l&amp;rsquo;invito perentorio a visitare la pagina dedicata al &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/mac/restore&#34;&gt;ripristino dello stato del Mac&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da qualche anno, quando un Mac non è più in grado di avviare macOS e non riesce nemmeno ad eseguire &lt;code&gt;Recupero di macOS&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;macOS Recovery&lt;/em&gt;) per riparare o reinstallare il sistema operativo, l&amp;rsquo;unico modo per riportarlo ad uno stato funzionante è attivare la &lt;a href=&#34;https://theapplewiki.com/wiki/DFU_Mode&#34;&gt;modalità DFU (Device Firmware Upgrade)&lt;/a&gt;, che è memorizzata in una &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Read-only_memory&#34;&gt;ROM&lt;/a&gt; e quindi non può essere cancellata in alcun modo.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;La modalità DFU si usa da anni (da sempre?) per riportare in vita un iPhone o un iPad (ma anche l&amp;rsquo;iPod, l&amp;rsquo;Apple TV e l&amp;rsquo;Apple Watch). Questa modalità richiede di collegare il dispositivo al Mac premendo una combinazione di tasti predefinita, per poi procedere con il ripristino direttamente dal computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con i Mac Intel la procedura di ripristino era diversa, perché tramite le &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;combinazioni di tasti&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) ed &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;, oppure &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥), &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) ed &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt; oppure &lt;strong&gt;SHIFT&lt;/strong&gt; (⇧), &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥), &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) ed &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt; si poteva eseguire l&amp;rsquo;avvio da macOS Recovery dai server Apple, scaricando e reinstallando una versione di macOS diversa a seconda della combinazione di tasti utilizzata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel 2018, con l&amp;rsquo;introduzione del &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/103265&#34;&gt;chip di sicurezza T2&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;avvio da internet è stato mandato in soffitta, e la modalità DFU è diventata l&amp;rsquo;unico modo per ripristinare un Mac che non ne vuole sapere di avviarsi. Il problema è che questo significa che bisogna avere a disposizione un &lt;strong&gt;secondo Mac funzionante&lt;/strong&gt;, che per fortuna può essere sia Apple Silicon che Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Ma non basta. Perché, oltre al secondo Mac, per ripristinare un Mac in modalità DFU ci vogliono altri tre elementi, nonché un pizzico di coordinazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Serve prima di tutto un &lt;strong&gt;cavo USB-C&lt;/strong&gt; per collegare il Mac &lt;em&gt;ammalato&lt;/em&gt; con quello funzionante, che funge da &lt;em&gt;dottore&lt;/em&gt;. In teoria i cavi di terze parti non funzionano, ma almeno uno della mia collezione riesce ad attivare senza problemi la modalità DFU. Se però volete stare sul sicuro ed usare un cavo originale Apple, vi consiglio il &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/MW493ZM/A/cavo-di-ricarica-usb-c-da-60w-1-m&#34;&gt;cavo da 1 metro&lt;/a&gt;, che è lungo quanto basta e costa una cifra decente. Altrimenti, c&amp;rsquo;è il &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/MYQT3ZM/A/cavo-di-ricarica-usb%E2%80%91c-da-240w-2-m&#34;&gt;cavo da 2 metri&lt;/a&gt;, che però ha un prezzo da rapina (un metro di fili di rame in più e un po&amp;rsquo; di plastica non costano certo dieci euro). In ogni caso, acquistare il cavo vi costa sempre molto meno di un viaggetto all&amp;rsquo;Apple Store più vicino.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo, se il Mac che funge da &lt;em&gt;dottore&lt;/em&gt; non ha una porta USB-C si può usare una comune &lt;strong&gt;porta USB-A&lt;/strong&gt; (tramite apposito adattatore, tipo &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/MW5L3ZM/A/adattatore-da-usb%E2%80%91c-a-usb&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o anche &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B0861Y5LF6/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;, provato di persona).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il cavo andrà collegato alla &lt;strong&gt;porta DFU&lt;/strong&gt; del Mac da ripristinare (mentre per l&amp;rsquo;altro Mac si può usare qualunque porta USB) Qual&amp;rsquo;è la porta DFU? Dipende, la descrizione dettagliata la &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/120694&#34;&gt;trovate qui&lt;/a&gt;. Ad esempio, nel MacBook che ho dovuto recuperare la porta DFU è quella più vicina allo schermo LCD. Ma non sarebbe stato più semplice mettere una iconcina vicino alla porta corretta?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, bisogna &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/apple-configurator/id1037126344&#34;&gt;scaricare&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Apple Configurator 2&lt;/strong&gt; dall&amp;rsquo;App Store sul Mac usato per il ripristino. Con le versioni più recenti di macOS si potrebbe anche usare il Finder, ma Apple Configurator funziona bene ed è (secondo me) molto più comodo da usare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Una volta che avete preparato tutto, lanciate Apple Configurator 2 sul Mac &lt;em&gt;dottore&lt;/em&gt; e tenetelo in primo piano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto, se dovete &lt;strong&gt;ripristinare un Mac desktop&lt;/strong&gt; vi basterà scollegare il cavo di alimentazione, premere il tasto di accensione mentre ricollegate il cavo di alimentazione, e aspettare 10 secondi. Sullo schermo di Apple Configurator comparirà un grosso quadratone con la scritta &lt;code&gt;DFU&lt;/code&gt; e il più è fatto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-19-mac-bloccato-come-ripristinarlo-con-la-modalita-dfu/dfu-mode.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se invece dovete &lt;strong&gt;ripristinare un MacBook&lt;/strong&gt; dovrete armarvi di un po&amp;rsquo; di pazienza, perché non è detto che la procedura di attivazione della modalità DFU funzioni al primo colpo. O almeno, questo è successo a me che ho provato a seguire alla lettera le &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/108900&#34;&gt;istruzioni ufficiali&lt;/a&gt; di Apple, che suggerivano di premere la combinazione di quattro tasti necessari per attivare la modalità DFU per &lt;em&gt;circa&lt;/em&gt; 10 secondi (io premevo sempre per &lt;em&gt;più&lt;/em&gt; di 10 secondi, per essere sicuro di aver aspettato un tempo sufficiente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna, dopo un po&amp;rsquo; di tentativi andati a vuoto ho trovato &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=i5xmA3lDz3g&#34;&gt;questo video&lt;/a&gt; del grande Mr. Macintosh, ho seguito le sue istruzioni e finalmente sono riuscito ad attivare la modalità DFU.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Attivata la modalità DFU, avete due possibilità. La prima è quella di provare a far &lt;em&gt;rivivere&lt;/em&gt; il Mac, ripristinando &lt;code&gt;macOS Recovery&lt;/code&gt; sul Mac ammalato senza cancellare il contenuto del disco di sistema. Per farlo, dovete premere con il tasto destro del mouse sul quadratone &lt;code&gt;DFU&lt;/code&gt; di Apple Configurator, selezionare &lt;code&gt;Advanced&lt;/code&gt; e poi &lt;code&gt;Revive&lt;/code&gt; e aspettare che il Mac scarichi l&amp;rsquo;immagine della &lt;code&gt;macOS Recovery&lt;/code&gt; e la trasferisca al Mac che non si avvia. Se il processo funziona vi ritroverete di nuovo con un Mac perfettamente funzionante, con tutti i file e le applicazioni al loro posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-19-mac-bloccato-come-ripristinarlo-con-la-modalita-dfu/dfu-revive.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma se, come è successo a me, il semplice &lt;code&gt;Revive&lt;/code&gt; non funziona, dovrete eseguire il processo più radicale di &lt;code&gt;Restore&lt;/code&gt;, che riporterà il Mac allo stato di fabbrica e installerà la versione più recente di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-19-mac-bloccato-come-ripristinarlo-con-la-modalita-dfu/dfu-restore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Il &lt;code&gt;Restore&lt;/code&gt; si esegue premendo con il tasto destro del mouse sul quadratone DFU e selezionando la voce &lt;code&gt;Restore&lt;/code&gt; del menu principale. Dopo che Apple Configurator vi avrà chiesto se siete davvero sicuri di voler resettare il Mac allo stato di fabbrica, inizierà il processo di scaricamento di reinstallazione di macOS sul Mac ammalato, che può tranquillamente durare un&amp;rsquo;ora o più, a seconda della velocità della vostra rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine della reinstallazione di macOS vi ritroverete con un Mac guarito al 100%, ma avrete perso tutti i vostri file e le applicazioni installate. Non è un grosso problema, perché potrete facilmente ripristinare tutto da Time Machine (perché &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2016/09/29/ma-e-vero-che-i-prodotti-apple-costano-troppo-seconda-parte/&#34;&gt;usate sempre Time Machine&lt;/a&gt;, no?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A meno di malfunzionamenti hardware, che richiedono obbligatoriamente l&amp;rsquo;intervento dell&amp;rsquo;assistenza.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Esiste anche un &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=q-FsB2onSx0&#34;&gt;video più recente&lt;/a&gt; con altri due metodi per mettere un MacBook in modalità DFU, ma in genere il metodo originale dovrebbe essere più che sufficiente.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Apple abbiamo un altro problema: un nuovo baco di macOS Sonoma</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/11/14/apple-abbiamo-un-altro-problema-un-nuovo-baco-di-macos-sonoma/</link>
      <pubDate>Thu, 14 Nov 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-14-apple-abbiamo-un-altro-problema-un-nuovo-baco-di-macos-sonoma/sonoma-new-bugs.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I bachi di Sonoma non mancano mai di sorprendere, e qui descrivo un baco fresco fresco, che per fortuna è stato corretto in Sequoia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prendete un MacBook Air o Pro nuovo, dove avete appena installato Sonoma, oppure un MacBook dove prima di installare Sonoma avete cancellato il disco di avvio (quello che succede aggiornando semplicemente da una versione precedente potrebbe essere diverso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Provate a inserire una chiavetta o un disco esterno USB (o anche, quando c&amp;rsquo;è, una scheda SD). Quello che vedrete sarà questo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/GvHlNf3Gtcc?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Cioè non vedrete praticamente niente, anche al rallentatore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria, macOS dovrebbe far comparire una finestra a scomparsa che chiede all&amp;rsquo;utente se vuole consentire il collegamento dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;accessorio USB&lt;/em&gt; (come lo definisce Apple) al Mac. Peccato solo che, come si vede nel video, il &lt;em&gt;pop-up&lt;/em&gt; scompaia più veloce di un&amp;rsquo;auto di Formula 1.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo dire che le prime volte che mi è successo non vedevo nemmeno quello. Solo dopo alcuni tentativi infruttuosi e sempre più frustanti, un&amp;rsquo;ombra velocissima sullo schermo mi ha fatto pensare ad una finestra a scomparsa troppo zelante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo baco si verifica con macOS Sonoma 14.6, non ho idea se anche le versioni precedenti ne siano soggette. Per ovviare al problema bisogna andare nelle Impostazioni di Sistema alla voce Privacy e sicurezza e modificare l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Consenti il collegamento degli accessori&lt;/code&gt; da &lt;code&gt;Chiedi ogni volta&lt;/code&gt;, oppure &lt;code&gt;Chiedi per i nuovi accessori&lt;/code&gt;, in &lt;code&gt;Sempre&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-14-apple-abbiamo-un-altro-problema-un-nuovo-baco-di-macos-sonoma/macos-sonoma-accessory-bug.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta collegata l&amp;rsquo;unità USB, per maggiore sicurezza si può tornare a selezionare l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Chiedi per i nuovi accessori&lt;/code&gt;, ricordandosi di ripetere la procedura ogni volta che si inserisce una nuova chiavetta (o disco esterno).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;A prima vista sembra strano che la richiesta di consenso per il collegamento dei nuovi accessori compaia solo nei MacBook e non nei Mac desktop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma a ben pensarci la cosa ha un senso. Non credo che gli sviluppatori di macOS vogliano impedirci di collegare le chiavette USB di nostra proprietà o quelle delle persone che conosciamo. Credo, invece, che vogliano evitare che qualcuno inserisca di soppiatto una &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=e_f9p-_JWZw&#34;&gt;&lt;em&gt;chiavetta cattiva&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; (detta anche &lt;a href=&#34;https://shop.hak5.org/products/usb-rubber-ducky?variant=353378649&#34;&gt;Rubber Ducky&lt;/a&gt;), che ormai si può anche fare in casa con un &lt;a href=&#34;https://github.com/dbisu/pico-ducky&#34;&gt;Raspberry Pi Pico&lt;/a&gt; da pochi spiccioli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Queste chiavette sono programmabili e possono fare danni molto seri ad un computer, dal trasferire automaticamente sulla chiavetta dei file riservati,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; fino a cancellare &amp;ndash; se chi la programma è in possesso della password di un account amministrativo &amp;ndash; tutto il disco di sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che è più facile che un attacco di questo tipo avvenga su un MacBook, lasciato spesso incustodito, piuttosto che su un computer desktop, che rimane stabilmente in ambienti più controllati come la casa o l&amp;rsquo;ufficio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inserire un controllo di sicurezza di questo tipo nel sistema operativo è quindi un&amp;rsquo;ottima idea, ciò che è pessimo è il modo in cui è stata implementata in macOS Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La buona notizia è che su macOS Sequoia il baco è stato corretto e la finestra rimane ben visibile sullo schermo finché l&amp;rsquo;utente non effettua una scelta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per chi fosse interessato alla mia saga sui bachi (e non solo) di macOS Sonoma, ecco i link agli articoli precedenti:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/26/sonoma-ce-del-buono/&#34;&gt;Sonoma: c’è del buono&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/05/31/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/&#34;&gt;Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma (aggiornamento)&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è affatto detto che succeda solo a chi progetta un &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Velivolo_stealth&#34;&gt;velivolo stealth&lt;/a&gt;, perché potrebbero più prosaicamente essere i documenti di un divorzio o di una controversia finanziaria.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Diritto alla riparabilità: i prodotti Apple</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono il tipo che rimpiange i &amp;ldquo;bei vecchi tempi&amp;rdquo; che poi, in verità, tanto belli non erano, anzi. La vita media era vent&amp;rsquo;anni più breve di oggi, la mortalità infantile molto alta e chi riusciva a crescere invecchiava più in fretta, tanto che a cinquant&amp;rsquo;anni sembrava già anziano. Il cibo era più genuino ma scarseggiava, altro che carne e pesce tutto l&amp;rsquo;anno, in alcune zone d&amp;rsquo;Italia la dieta invernale si riduceva a polenta e poco più. Le case erano fredde in inverno, mentre d’estate le auto diventavano forni. E potrei continuare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è una cosa che rimpiango del passato: la possibilità di mettere le mani nei computer, cambiando componenti fondamentali come il disco o la RAM e, nei desktop, anche la scheda grafica o il processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intendiamoci, i computer odierni sono dei mostri di potenza rispetto a quelli di 10-15 anni fa, e questo deriva anche (ma non solo) dall&amp;rsquo;integrazione sempre più spinta dei componenti, che rende i computer attuali dei sistemi unici e molto meno modulari rispetto al passato. Ma questo significa anche che sono diventati &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/Mac&amp;#43;Studio&amp;#43;2023&amp;#43;Housing&amp;#43;Replacement/165221&#34;&gt;più complicati da smontare&lt;/a&gt; di una &lt;a href=&#34;https://www.vanishingincmagic.com/puzzles-and-brainteasers/articles/what-is-a-japanese-puzzle-box/&#34;&gt;scatola segreta giapponese&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-11-diritto-alla-riparabilita-i-prodotti-apple/DALL-E-2024-11-08.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: Immagine di una scatola segreta giapponese generata da &lt;a href=&#34;https://openai.com/index/dall-e&#34;&gt;DALL-E&lt;/a&gt; attraverso &lt;a href=&#34;https://chatgpt.com&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Apple in questo è stata un precursore, nel senso che, se la memoria non mi inganna, è stata la prima azienda a integrare in modo sempre più spinto i componenti dei propri prodotti hardware. A volte a ragione, come nel caso degli iPhone, dove la batteria integrata permette di prolungarne la durata diminuendo allo stesso tempo il peso dello smartphone, oppure degli AirPods e dell&amp;rsquo;Apple Watch, che senza questa integrazione non potrebbero proprio esistere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i Mac questa integrazione ha portato ad una chiusura eccessiva del prodotto finale, snaturando l&amp;rsquo;idea di computer che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=VtvjbmoDx-I&#34;&gt;&lt;em&gt;cambiano il mondo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e che permettono di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=iKS0EIyevSU&#34;&gt;&lt;em&gt;pensare in modo differente&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Prendiamo l&amp;rsquo;iMac. Gli iMac G5, quelli prodotti a partire dal 2004 per intenderci, si aprivano dal retro &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5&#34;&gt;svitando tre viti&lt;/a&gt; e davano accesso a tutto l&amp;rsquo;interno della macchina, permettendo di cambiare praticamente tutto, perfino il display LCD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma a un certo punto &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/07/10/jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/&#34;&gt;certi progettisti&lt;/a&gt; più attenti al design che alla funzionalità hanno deciso che il corpo dell&amp;rsquo;iMac doveva essere un pezzo unico di alluminio (&lt;em&gt;unibody&lt;/em&gt;), trasformando lo schermo LCD nell&amp;rsquo;unico punto di accesso all&amp;rsquo;interno del computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Smontare uno schermo LCD da 20 e più pollici non è una operazione alla portata di tutti, soprattutto se questo non è fissato non con delle semplici viti (già immagino lo sguardo disgustato dei progettisti di cui sopra), ma con dei potenti magneti o, peggio ancora, con delle strisce iperadesive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E, una volta superato questo primo ostacolo, anche cambiare la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;RAM&amp;#43;Replacement/136306&#34;&gt;RAM&lt;/a&gt; o la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;PRAM&amp;#43;Battery&amp;#43;Replacement/136307&#34;&gt;batteria interna&lt;/a&gt; è diventata una operazione che costringe a fare a pezzi l&amp;rsquo;intero computer, nonostante l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://guide-images.cdn.ifixit.com/igi/6A4EHvapeoMdolHS.large&#34;&gt;interno del Mac sia mezzo vuoto&lt;/a&gt; o quasi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Oggi è anche peggio. Quando acquistiamo un Mac con processore Apple Silicon siamo obbligati a decidere al momento dell&amp;rsquo;acquisto la dimensione della RAM e del disco SSD. Dato che questi due componenti sono integrati nel blocco del processore (la RAM) o saldati sulla scheda logica (l&amp;rsquo;SSD), la loro dimensione non potrà più essere modificata, a meno di non cambiare l&amp;rsquo;intera scheda logica (oppure di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=E3N-z-Y8cuw&#34;&gt;modifiche fai-da-te da prendere con le pinze&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per garantire una vita più lunga al proprio nuovo Mac, tanti utenti preferiscono quindi largheggiare con le dimensioni di questi componenti. Ma questo significa dover sottostare ai prezzi letteralmente da rapina praticati da Apple: 230 euro in più per passare dal ridicolo disco SSD da 256 GB ad uno più normale da 512 GB, e ben 460 euro per il salto fino a 1 TB. Oppure altri 230 euro per ogni 8 GB di RAM in più rispetto al modello base.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il bello è che gli iMac odierni sono sottili quanto un Air, ma dentro sono praticamente vuoti e, per di più, sono di nuovo &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/iMac&amp;#43;M3&amp;#43;24-Inch&amp;#43;Teardown:&amp;#43;Apple%E2%80%99s&amp;#43;Most&amp;#43;Replaceable&amp;#43;Battery-/172727&#34;&gt;molto facili da smontare&lt;/a&gt;. Con tanto spazio libero, ci voleva molto ad inserire qualche connettore per aggiungere un secondo disco SSD o dell&amp;rsquo;altra RAM? Questi componenti sarebbero di sicuro meno efficienti a quelli integrati, ma permetterebbero di adattare meglio la macchina alle esigenze variabili nel tempo dei suoi utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Si dirà: ma queste scelte ingegneristiche rendono il Mac più affidabile, dato che non ci sono connettori che possono rovinarsi. La semplificazione delle connessioni sulla scheda logica permette anche di renderla sempre più piccola, più facile da progettare e di conseguenza più economica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto vero. Ma che ce ne facciamo di una scheda madre piccolissima quando l&amp;rsquo;iMac è già grande di suo? Inoltre, la scheda logica sarà anche più economica da produrre per Apple, ma l’utente finale non ne ricava alcun vantaggio: sostituirla può costare intorno ai 1000 euro, rendendo di fatto più conveniente acquistare un Mac nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E quanto detto per l&amp;rsquo;iMac, vale a maggior ragione per il Mac Studio e il Mac Pro, macchine professionali di costo e dimensioni molto più importanti dell&amp;rsquo;iMac, ma che non possono lo stesso essere aggiornate dopo l&amp;rsquo;acquisto (il Mac Studio), oppure possono essere &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/77003/2023-mac-pro-teardown-still-grate-en&#34;&gt;aggiornate in modo molto limitato&lt;/a&gt; (il Mac Pro) usando quasi esclusivamente &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/101787&#34;&gt;componenti proprietari&lt;/a&gt; Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ha senso tutto ciò? I Mac sono prodotti che durano anni ed anni, e chi li compra lo fa non solo perché sono belli, ma direi soprattutto per l&amp;rsquo;eccellente integrazione fra hardware, software e il resto dell&amp;rsquo;ecosistema Apple. Rendere le macchine più accessibili e più facilmente aggiornabili li renderebbe anche più &lt;em&gt;adattabili&lt;/em&gt;, e sarebbe un colpo da maestro anche per l&amp;rsquo;immagine di Apple, che ultimamente sembra un po&amp;rsquo; appannata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte certi modelli da 27&amp;quot; che hanno mantenuto uno sportellino che permetteva di accedere facilmente alla RAM.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto stesso che questi prezzi siano sempre uguali dimostra che dietro di essi non c&amp;rsquo;è una motivazione tecnica, ma solo una scelta di marketing.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Nove nove</title>
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      <pubDate>Sat, 31 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-31-nove-nove/fluximageai-1725050391433.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://www.fluximageai.com/&#34;&gt;Flux Image AI&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra pochi giorni, è ufficiale, Apple terrà l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.apple.com/apple-events/&#34;&gt;evento di inizio settembre&lt;/a&gt; &amp;ldquo;It&amp;rsquo;s Glowtime&amp;rdquo;, durante il quale presenterà i nuovi iPhone e Apple Watch e rilascerà le versioni &lt;em&gt;definitive&lt;/em&gt; (magari fosse davvero così!) di iOS e macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E ormai la cosa, lasciatemelo dire, mi lascia indifferente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà perché questi eventi periodici finiscono per somigliarsi tutti: stesso periodo dell&amp;rsquo;anno, stesso format, stessa enfasi un po&amp;rsquo; artificiosa. Una sorta di rito laico.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà per il fatto che l&amp;rsquo;iPhone è un prodotto più che maturo ed è difficile inventarsi ogni anno una nuova diavoleria che faccia rizzare i capelli sulla testa e far venire l&amp;rsquo;acquolina in bocca. Quest&amp;rsquo;anno ci sarebbe &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2412089/ios-18-1-beta-release-date-apple-intelligence.html&#34;&gt;Apple Intelligence&lt;/a&gt;, ma è &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2413704/apple-intelligence-features-ios-18-1-beta-available-coming-later.html&#34;&gt;ancora incompleta&lt;/a&gt; e comunque non ci tocca, perché per ora è riservata ai modelli Pro e Pro Max e al solo mercato statunitense.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà perché compro solo quando mi serve, non perché devo avere a tutti i costi l&amp;rsquo;ultimissimo oggetto del desiderio, che sia un iPhone, un iPad, un iWatch o chissà che altro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà infine per il fatto che ormai manca pure l&amp;rsquo;effetto sorpresa di qualche anno fa. I siti di &lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;, e di conseguenza Macworld, ci hanno descritto per filo e per segno da mesi come saranno i nuovi modelli di iPhone e affini e ormai ci prendono al 100%. L&amp;rsquo;unica cosa che non si capisce è se sia Apple che fa filtrare volutamente le notizie o se sia la filiera produttiva così estesa che rende impossibile mantenere anche il più piccolo segreto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da parte mia preferirei che i nuovi prodotti Apple &amp;ndash; che siano i prodotti hardware come l&amp;rsquo;iPhone, l&amp;rsquo;iPad o il Mac, oppure le varie incarnazioni dei relativi sistemi operativi &amp;ndash; fossero presentati quando sono pronti e non solo perché bisogna rispettare una cadenza annuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ne soffrirebbe il marketing, ma ne guadagnerebbero gli utenti finali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In una prima versione avevo scritto che sembravano una festa del santo patrono (di cui mi importa ancor meno che dell&amp;rsquo;evento settembrino di Apple).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti gli altri dovranno consolarsi con la possibilità di &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2404049/how-iphone-mirroring-lets-you-access-your-iphone-on-your-mac-in-macos-sequoia.html&#34;&gt;usare l&amp;rsquo;iPhone tramite il Mac&lt;/a&gt; o di &lt;a href=&#34;https://www.macstories.net/stories/ipados-18s-smart-script-a-promising-start-but-dont-toss-your-keyboard-out-yet/&#34;&gt;poter riconoscere la scrittura&lt;/a&gt; sull&amp;rsquo;iPad (che secondo me è la cosa più interessante in assoluto).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Il ritorno di MagSafe</title>
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      <pubDate>Wed, 28 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;apertura della scatola del &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/08/26/da-air-ad-air/&#34;&gt;nuovo Air M2&lt;/a&gt; ha riservato una piccola sorpresa. Non solo perché il modello Mezzanotte si dimostra davvero molto più elegante e moderno degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa, ma anche perché ho ritrovato un vecchio amico, il connettore di alimentazione MagSafe, che nei MacBook Air e Pro più recenti era stato inspiegabilmente eliminato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-28-il-ritorno-di-magsafe/IMG_2516.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Sembra una cosa da poco, ma quando ti ritrovi con un computer in pezzi perché un amico è inciampato nel cavo di alimentazione, impari ad apprezzare un sistema di collegamento che si sgancia facilmente in caso di necessità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Menzione speciale per il cavo di alimentazione con la guaina rivestita in tessuto; è molto più flessibile e, secondo me, anche molto più duraturo rispetto ai precedenti cavi in plastica, troppo rigidi e facilmente danneggiabili.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Peccato solo per la discrepanza di colore fra il connettore MacSafe e quello USB-C, ma è anche vero che l&amp;rsquo;alimentatore è bianco e quindi ha senso che il connettore sia in tinta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-28-il-ritorno-di-magsafe/IMG_2524.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Anche l&amp;rsquo;alimentatore ha ora due porte USB-C, cosa che permette di ricaricare l&amp;rsquo;iPhone o l&amp;rsquo;iPad senza aver bisogno di portarsi dietro un secondo alimentatore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La reintroduzione del connettore MagSafe porta con sé un altro beneficio: a differenza del MacBook Air M1, che disponeva di due porte USB-C/Thunderbolt di cui una destinata di fatto alla ricarica, il MacBook Air M2 (e anche il modello M3) ora mette a disposizione due porte USB-C/Thunderbolt sempre utilizzabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-28-il-ritorno-di-magsafe/IMG_2526.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Certo, un hub multiporta non fa mai male, soprattutto se oltre alle classiche porte USB dispone di un connettore HDMI e magari anche di una presa Ethernet. Io ho ne &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B0BWMY5LBW?ref=ppx_yo2ov_dt_b_fed_asin_title&#34;&gt;preso uno&lt;/a&gt; un po&amp;rsquo; più grosso e pesante della media ma che dispone perfino di un connettore VGA, che può essere ancora utile in ambienti non troppo aggiornati dal punto di vista tecnologico, come la scuola.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il cavo dell&amp;rsquo;Air M1 è uno di questi. Per fortuna Apple lo ha reso facilmente sostituibile con un cavo più adeguato.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Da Air ad Air</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-26-da-air-ad-air/fluximageai-1724448260028.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://www.fluximageai.com/&#34;&gt;Flux Image AI&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mia moglie aveva bisogno di un nuovo Mac perché il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;suo MacBook Air M1&lt;/a&gt; era stato requisito dalla nostra figlia più grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa scegliere? Apple ormai ha una offerta molto più articolata di quella a &lt;a href=&#34;https://appleworld.today/2022/03/steve-jobs-four-quadrant-plan-would-no-longer-work-but-apples-product-line-is-overly-complicated/&#34;&gt;quattro quadranti&lt;/a&gt; introdotta dopo il ritorno di Steve Jobs nel 1997,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; quindi bisogna fare delle scelte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uno potrebbe chiedersi: cosa ce ne importa a noi lettori di questo blog del computer di tua moglie? È vero, è una questione che al mondo interessa meno di zero. Tuttavia, le esigenze di mia moglie sono molto più rappresentative di quelle dell&amp;rsquo;utente medio di quanto possano essere le mie, quindi queste considerazioni potrebbero rivelarsi utili per orientarsi un po&amp;rsquo; meglio tra l&amp;rsquo;offerta Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per cominciare, niente computer desktop, quindi niente Mac Mini o iMac (il Mac Studio e il Mac Pro non sono certo destinati ad un utente medio come mia moglie). Io preferisco ancora i desktop, del resto uso ogni giorno sia un Mac Studio che un Mini, ma è anche vero che ho a disposizione diversi portatili ed iPad per le mie esigenze mobili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quando il computer personale è unico, non c&amp;rsquo;è dubbio, un portatile è ormai la scelta di gran lunga più pratica e flessibile. Tanto più che in pochi secondi lo si può trasformare in un vero e proprio desktop, semplicemente collegandolo ad un monitor e ad una tastiera/mouse wireless.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche prendere un MacBook Pro non aveva senso. Le esigenze di mia moglie sono molto basiche e qualunque Air con processore Apple Silicon è in grado di soddisfare le sue necessità per parecchi anni a venire (figlie permettendo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se fosse dipeso da me, avrei preso l&amp;rsquo;Air M3 da 15&amp;quot;, perché uno schermo di quelle dimensioni è ideale per chi trascorre l&amp;rsquo;intera giornata davanti al computer. Ma per mia moglie è molto più importante la portabilità; poter mettere l&amp;rsquo;Air in una borsa insieme a penne, libri e compiti conta molto di più di uno schermo più grande, tanto più che usa poche applicazioni e non ha bisogno di passare continuamente da una all&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine rimane il MacBook Air da 13&amp;quot;, che è senza alcun dubbio il prodotto più equilibrato in termini di rapporto fra prestazioni e prezzo. Si trattava solo di scegliere se il modello 2022 con processore Apple Silicon M2 o quello di quest&amp;rsquo;anno con processore M3.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;è stato molto da lambiccarsi: su Amazon, a fine luglio, il MacBook Air M2 era in offerta con uno sconto interessante mentre l&amp;rsquo;M3 era disponibile solo a prezzo pieno, con una differenza di prezzo di circa 300-400 euro a seconda del colore. Il piccolo incremento di prestazioni garantito dal processore M3, a mio avviso, non giustificava il dover spendere il 25% in più. E quindi che M2 sia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho scelto il modello Mezzanotte, costava un po&amp;rsquo; di più ma il colore è bellissimo e molto più elegante dell&amp;rsquo;Argento o Grigio siderale degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Quali considerazioni si possono trarre da questa storia?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credo di averlo già scritto più volte, ma lo ribadisco anche qui: il MacBook Air è in questo momento il computer più interessante prodotto da Apple. Ha un rapporto prestazioni/prezzo davvero eccezionale ed è perfettamente in grado di soddisfare le esigenze della stragrande maggioranza degli utenti, a parte quelli davvero &lt;em&gt;pro&lt;/em&gt; che hanno bisogno di un computer in grado di lavorare al massimo delle prestazioni per lunghi periodi di tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro asso nella manica dell&amp;rsquo;Air è la batteria, che è davvero in grado di durare per tutto il giorno (io mi porto dietro il caricatore solo quando viaggio). Il fatto che l&amp;rsquo;Air sia totalmente silenzioso può sembrare un dettaglio da poco, ma in certe situazioni si rivela estremamente utile, come in un&amp;rsquo;aula di lezione oppure di notte (so di cosa parlo, anni fa avevo un portatile le cui ventole erano sempre attive e facevano il rumore di un aereo al decollo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ha senso spendere troppo per comprare un computer solo &lt;em&gt;nel caso servisse&lt;/em&gt;. Il mercato elettronico è tumultuoso e quello che oggi è il top, venduto a prezzi premium, domani diventerà la norma e dopodomani sarà obsoleto. Di conseguenza, è preferibile acquistare il modello di computer che ci serve davvero &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt;, magari utilizzando i soldi risparmiati per aggiornarlo (leggi sostituirlo) più  spesso. Senza dimenticare che, a differenza di 20-30 anni fa, un computer di qualità odierno è in grado, anche dopo alcuni anni, di eseguire tutto ciò che gli viene richiesto senza particolari rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il discorso appena fatto non vale per i computer &lt;em&gt;da supermercato&lt;/em&gt;, quelle ciofeche da 500 euro che riescono a valere molto meno di quello che costano. Se avessi solo 500 euro da spendere, preferirei prendere un modello di qualità usato piuttosto che buttare i miei soldi in oggetti che, dopo un anno (e sono ottimista!), sono letteralmente da buttare via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, e mi dispiace molto dirlo, i computer desktop non se la passano affatto bene. Sono ancora indispensabili per chi ha bisogno di potenze di calcolo elevate o li tiene sempre accesi, magari utilizzandoli da remoto come se fossero server, ma la stragrande maggioranza degli utenti preferisce, giustamente, la flessibilità e la comodità di un portatile. Tanto più che il problema della durata della batteria, che una volta costringeva a cercare di continuo una presa elettrica, è stato sostanzialmente superato nei portatili Apple, che ormai sono in grado di funzionare senza alimentazione per l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. Anche nei portatili di qualità con Windows, in particolare quelli con processore ARM, questa limitazione sta diventando sempre meno significativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Senza arrivare, per fortuna, alle assurdità dei produttori di PC, i cui &lt;a href=&#34;https://www.hp.com/it-it/shop/&#34;&gt;prodotti impronunciabili&lt;/a&gt; differiscono spesso solo per particolari risibili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>La prima email dallo spazio</title>
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      <pubDate>Sat, 10 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-10-la-prima-email-dallo-spazio/commander-blaha-space-shuttle-mac-portable.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.quora.com/Why-is-a-Mac-not-used-in-the-ISS&#34;&gt;Quora&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dal diario di bordo dello Space Shuttle Atlantis, 10 agosto 1991&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi, non c&amp;rsquo;è molto da segnalare. La giornata è trascorsa tra i soliti esperimenti scientifici e la normale manutenzione della navicella. Ci siamo accorti che il sistema  di raffreddamento di APU-2 non funziona, speriamo che non ci dia problemi al ritorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un membro dell&amp;rsquo;equipaggio mi ha fatto notare che ieri non ho annotato sul diario l&amp;rsquo;invio del primo messaggio elettronico dallo spazio, che diceva più o meno:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Ciao Terra! Saluti dall&amp;rsquo;equipaggio STS-43. Questo è il primo AppleLink dallo spazio. Ci stiamo divertendo un mondo, vorremmo che foste qui,&amp;hellip; mandate altro carburante! Buona giornata&amp;hellip;&amp;hellip; Haste la vista, baby,&amp;hellip; torneremo!&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ha ragione, ma mi sembrava una cosa così&amp;hellip; inutile. Chi mai vorrà usare sulla Terra un computer portatile &amp;ndash; portatile per modo di dire, il &lt;a href=&#34;https://lowendmac.com/1989/mac-portable&#34;&gt;Macintosh Portable&lt;/a&gt; che abbiamo usato per mandare il messaggio pesa ci hanno dato in dotazione pesa 17 libbre (che e equivalgono a quasi 8 chilogrammi, &lt;em&gt;ndt&lt;/em&gt;) &amp;ndash; per mandare un brevissimo messaggio scritto, quando una telefonata è molto più pratica? E poi un telefono lo trovi dappertutto, non hai mica bisogno di portartelo dietro!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Post Scriptum. Da ingegnere, mi piacerebbe vedere come è fatto dentro questo benedetto Macintosh Portable. Mi hanno detto che i vari pezzi si &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2018/12/25/un-mac-montato-in-diretta/&#34;&gt;incastrano uno con l&amp;rsquo;altro come in un puzzle&lt;/a&gt;, appena siamo sulla Terra voglio proprio vedere se è vero.&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;annotazione riportata qui sopra è inventata di sana pianta, ma i fatti sono veri, il Macintosh Portable è stato il primo computer che ha inviato una e-mail dallo spazio, nel corso della &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/STS-43&#34;&gt;nona missione (STS-43)&lt;/a&gt; dello Space Shuttle Atlantis dell&amp;rsquo;agosto 1991.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non era la prima volta che un Macintosh Portable veniva inviato in orbita, &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=99pXlcakHdE&#34;&gt;era già successo l&amp;rsquo;anno precedente&lt;/a&gt; nel corso della missione STS-41. La NASA voleva verificare se un computer con interfaccia grafica potesse essere utilizzato in modo efficace nello spazio, al posto dei tradizionali computer a linea di comando, studiando in particolare l&amp;rsquo;usabilità di un mouse o un trackpad in condizioni di gravità zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/99pXlcakHdE?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Durante la missione del STS-43 furono provati ben quattro diversi dispositivi di puntamento: il trackball integrato nel Portable, un mouse e un trackball di terze parti e infine una leva di comando di un aereo con una piccola trackball montata sulla sommità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è chiaro se alla fine abbiano funzionato o no ma, a dispetto dello scetticismo del redattore del diario di bordo, quel Mac adattato dalla NASA per l&amp;rsquo;uso in orbita è passato alla storia proprio per aver inviato la prima e-mail dallo spazio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eh sì, ormai il telefono ce lo portiamo veramente sempre dietro!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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    <item>
      <title>Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma (aggiornamento)</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/05/31/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/</link>
      <pubDate>Fri, 31 May 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-31-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/sonoma-bugs-update.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un paio di mesi fa ho &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;elencato alcuni bachi più o meno gravi di Sonoma&lt;/a&gt; di cui mi sono accorto mentre prendevo confidenza con l&amp;rsquo;ultima versione di macOS, prima sul nuovo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;Mac Studio M2 Ultra&lt;/a&gt; e poi sul &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/03/11/da-intel-ad-apple-silicon/&#34;&gt;Mac Mini M1&lt;/a&gt; di casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In quel momento stavo usando macOS Sonoma 14.3, che poco dopo ho aggiornato sul Mini alla versione 14.3.1. Con questa &lt;em&gt;minor release&lt;/em&gt; Apple ha corretto un paio dei bachi descritti, in particolare il baco relativo allo svuotamento del Cestino in uno Spazio a casaccio e quello che impediva di dare un nome decente ai file PDF generati dalla funzione di &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché uso la funzione di &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt; (virtuale) dei PDF soprattutto in Firefox, mi è venuto il dubbio che quest&amp;rsquo;ultimo baco fosse legato al browser piuttosto che al sistema operativo. Ma non è così. Sul Mini aggiornato il problema è scomparso, ma il Mac Studio, rimasto più a lungo alla versione 14.3, ha continuato a darmi fastidio nonostante avesse esattamente lo stesso browser del Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora su entrambe le macchine è installato macOS 14.5 e anche sul Mac Studio il problema dei nomi dei PDF è scomparso. Tutti gli &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;altri bachi segnalati&lt;/a&gt; continuano invece a presentarsi allegramente. Anzi, con questo post aggiungo due nuovi bachi, uno dei quali è finito immediatamente in cima alla mia &lt;a href=&#34;https://www.facebook.com/share/v/6KYMsC2rCoHTYpsd/&#34;&gt;lista di seccature&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Il primo me l&amp;rsquo;ha segnalato &lt;a href=&#34;https://muloblog2.netlify.app&#34;&gt;Mimmo&lt;/a&gt; (grazie!) ai tempi di Sonoma 14.3 e riguardava Safari che ogni tanto nascondeva il testo contenuto nella selezione, come si può vedere nell&amp;rsquo;immagine qui sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-31-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/sonoma-safari-bug-zoom.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Non è un problema gravissimo, mi rendo conto, ma sorprende in un prodotto di un&amp;rsquo;azienda attenta ai minimi dettagli come Apple. L&amp;rsquo;avranno pensato anche dalle parti di Cupertino, dato che sembra essere stato risolto con il passaggio dalla versione 14.3 alla 14.5. Meglio così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altro baco è così evidente che non capisco come mi sia sfuggita prima: ogni volta che apro una cartella con un gran numero di file, il Finder di Sonoma impiega un&amp;rsquo;eternità a mostrarli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da anni utilizzo un disco esterno USB per tenere tutto ciò che desidero conservare ma che non ho bisogno quotidianamente. Alcune cartelle contengono migliaia e migliaia di file, ma fino ad ora la visualizzazione del loro contenuto è sempre stata istantanea, o quasi. E questo anche se il disco è (o meglio era, ma di questo parlo dopo) un semplice disco meccanico, di qualità ma pur sempre meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con Sonoma improvvisamente è cambiato tutto: ogni volta che apro una cartella molto piena, mi tocca aspettare diverse decine di secondi prima di vederne il contenuto. E quando dico decine di secondi intendo 40, 50, persino 60 secondi per una cartella con dentro 1.000-2.000 elementi.  Che saranno tanti, ma non sono certo la fine del mondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa strana è che fino a Monterey, &lt;strong&gt;con lo stesso disco esterno&lt;/strong&gt;, la visualizzazione era praticamente istantanea, quindi escludo che sia un problema di lentezza del disco o del collegamento con il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per togliermi il dubbio ho perfino acquistato un disco SSD NVMe da 2 TB, che ho installato in un &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B0CK2292Z4&#34;&gt;hub esterno&lt;/a&gt; collegato al Mini tramite la porta USB-C. Ora la visualizzazione del contenuto delle cartelle è più veloce (e ci mancherebbe!) ma sempre molto meno veloce di quello che sarebbe normale aspettarsi. A occhio ci mette la metà del tempo di prima, che per un SSD NVMe, anche se esterno, mi pare comunque un risultato inaccettabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spero che Apple si sia accorta del problema e che ci metta una pezza con macOS 15. Altrimenti mi toccherà davvero scrivere un &lt;em&gt;bug report&lt;/em&gt;, e non ne ho la minima voglia.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Da Intel ad Apple Silicon</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Mar 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-11-da-intel-ad-apple-silicon/viktor-forgacs-WZT4YzbXiMk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@sonance&#34;&gt;Viktor Forgacs&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La transizione è conclusa, da alcuni giorni tutti i computer che uso per lavorare funzionano con un processore ARM Apple Silicon: un Mac Studio M2 Ultra di cui &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;ho già parlato a lungo&lt;/a&gt; e che sta sulla scrivania del mio ufficio, un Mac Mini M1 16 GB/1 TB &amp;ndash; rimasto semidimenticato su uno scaffale per motivi che non sto qui a dire &amp;ndash; nell&amp;rsquo;ufficio casalingo e un Mac Book Air M1 molto molto basico (appena 8 GB di RAM e 256 GB di SSD, la metà di quello di mia moglie) per usi &lt;em&gt;light&lt;/em&gt; e per quando devo andare in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo, dalla scorsa estate c&amp;rsquo;è anche un iPad Pro 11&amp;quot; M1 che è una vera meraviglia e merita un post a sé stante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac Studio e sul Mini gira Sonoma, che &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;non mi fa impazzire&lt;/a&gt; ma ormai c&amp;rsquo;è e ce lo dobbiamo tenere, mentre l&amp;rsquo;Air ha ancora Monterey. Appena possibile aggiornerò anche quello a Sonoma, per avere un ambiente coerente su tutte le macchine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che, rispetto ai modelli Intel che ho usato prevalentemente finora, le prestazioni sono di un altro pianeta. I benchmark &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;dicono&lt;/a&gt; già &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/&#34;&gt;molto&lt;/a&gt;, ma ancora di più vale l&amp;rsquo;esperienza di ogni giorno, i programmi che si aprono in un amen, la fluidità delle applicazioni più avide di risorse, gli script in Python o R che prima richiedevano di minuti di attesa e ora invece finiscono quasi prima di poter battere ciglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Un altro indice della velocità di queste macchine è il tempo impiegato per installare (come al solito) da zero il sistema operativo e tutti gli applicativi che mi servono (e sono parecchi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il Mini ho fatto tutto in un solo giorno (e si tratta di un centinaio di applicazioni da scaricare, registrare configurare una ad una), mentre un secondo giorno mi è servito per le cose più fini, come copiare i file da un Mac all&amp;rsquo;altro, configurare i meandri del sistema (una cosa piuttosto complicata che, per fortuna, la maggior parte degli utenti può risparmiarsi) e installare strumenti da Terminale come &lt;code&gt;homebrew&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;conda&lt;/code&gt;, che per me sono essenziali per lavorare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rosetta si è installata da sola la prima volte che ho aperto una applicazione solo Intel e finora tutte le applicazioni che ho installato girano senza problemi, anche quelle più di nicchia che richiedono librerie più o meno specializzate. Del resto sono passati più di tre anni dalla presentazione dei primi Mac M1 e le &lt;a href=&#34;https://developer.r-project.org/Blog/public/2020/11/02/will-r-work-on-apple-silicon/&#34;&gt;asperità&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.wafrat.com/installing-tensorflow-2-5-and-jupyter-lab-on-m1/&#34;&gt;iniziali&lt;/a&gt; dovrebbero essere state risolte da tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, la transizione da Intel ad Apple Silicon è stata facile, più facile di quello che mi sarei aspettato all&amp;rsquo;inizio e forse persino più facile del passaggio precedente da PowerPC a Intel. In ogni caso, molto più facile che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=WhvlomhAh3Q&#34;&gt;attraversare una strada trafficata di Roma&lt;/a&gt; negli anni &amp;lsquo;60.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/WhvlomhAh3Q?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;P.S. E i vecchi Mac che fine fanno? Come ho già &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;scritto altrove&lt;/a&gt;, ho in mente un nuovo progetto per riutilizzarli al meglio, le prime prove sono molto positive ma prima di scriverne preferisco essere sicuro di certi dettagli. &lt;em&gt;Stay tuned!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Come si fa a...</title>
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      <pubDate>Sat, 09 Mar 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-09-come-si-fa-a/walls-io-73FaIHG8UYU-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@walls_io&#34;&gt;Walls.io&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Servono davvero 39 paragrafi, 5 figure, 620 parole, 3350 caratteri (didascalie incluse), per spiegare come si digita il carattere &lt;code&gt;#&lt;/code&gt; con la tastiera del Mac? È proprio quello che è riuscito a fare un paio di giorni fa &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/673395/hashtag-mac-keyboard.html&#34;&gt;David Price su Macworld&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il prossimo articolo sarà &lt;em&gt;Come si digitano i numeri sulla tastiera del Mac&lt;/em&gt; seguito, dopo alcuni intensi giorni di studio, da &lt;em&gt;La grande guida all&amp;rsquo;uso del tasto SHIFT&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece per poter leggere &lt;em&gt;Come ho creato la tastiera ibrida senza il tasto ESC che Apple non farà mai&lt;/em&gt; ci sarà da aspettare un po&amp;rsquo; perché richiede delle pesanti modifiche hardware. Ma sono sicuro che l&amp;rsquo;amico David prima o poi ce la farà.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Quando iCloud non va...</title>
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      <pubDate>Fri, 01 Mar 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-01-quando-icloud-non-va/polina-kuzovkova-KuyKNXklMcg-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@p_kuzovkova&#34;&gt;Polina Kuzovkova&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi usa il Mac, iCloud è lo strumento più semplice e naturale per sincronizzare i propri file con computer diversi (sì, anche se usano &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/icloud-windows/icwd3c1cca5e/icloud&#34;&gt;Windows&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://github.com/cross-platform/icloud-for-linux&#34;&gt;Linux&lt;/a&gt;) o con l&amp;rsquo;iPhone e l&amp;rsquo;iPad. Costa un pelo più dei concorrenti ma è studiato specificatamente per i prodotti Apple, funziona bene ed è veloce a sufficienza, non mi pare che ci sia partita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche iCloud ogni tanto si &lt;em&gt;incrocchia&lt;/em&gt; e rimane bloccato, senza più riuscire a completare la sincronizzazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-01-quando-icloud-non-va/icloud-stuck.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Tante grazie a &lt;a href=&#34;https://koolinus.net/blog/&#34;&gt;kOoLiNuS&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La soluzione più immediata è riavviare il Mac, cosa che risolve quasi sempre il problema senza troppa fatica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma riavviare il computer può essere seccante per chi ha sempre molte finestre aperte, oppure se ha l&amp;rsquo;abitudine di tenere sempre acceso il computer (come faccio io). In realtà riavviare non serve, basta solo interrompere il processo &lt;code&gt;bird&lt;/code&gt;, che gira di continuo nel &lt;em&gt;retrobottega&lt;/em&gt; del  Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo ci sono due modi diversi ma equivalenti:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;selezionando il processo &lt;code&gt;bird&lt;/code&gt; nella scheda &lt;code&gt;CPU&lt;/code&gt; di &lt;code&gt;Monitoraggio Attività&lt;/code&gt; (si trova in &lt;code&gt;Applicazioni &amp;amp;#62; Utility&lt;/code&gt;) e cliccando sull&amp;rsquo;icona di &lt;code&gt;Stop&lt;/code&gt; (&lt;span style=&#34;font-size:1.2em;&#34;&gt;⊗&lt;/span&gt;) nella barra dell&amp;rsquo;applicazione;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;aprendo il &lt;code&gt;Terminale&lt;/code&gt; (anche questo si trova in &lt;code&gt;Applicazioni &amp;amp;#62; Utility&lt;/code&gt;) ed &lt;a href=&#34;https://superuser.com/questions/1045791/icloud-drive-sync-stuck&#34;&gt;eseguendo il comando&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;killall bird&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;In entrambi i casi il processo verrà interrotto e fatto ripartire automaticamente, risolvendo (quasi sempre) il problema senza alcun bisogno di riavviare.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Sonoma: c&#39;è del buono</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-26-sonoma-ce-del-buono/sonoma-rainbow.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sonoma è ancora acerbo e con un &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;discreto numero di bachi&lt;/a&gt;, ma per fortuna anche qui c&amp;rsquo;è del buono.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto mi riguarda, mi piace che &lt;code&gt;Condivisione Schermo&lt;/code&gt; (Screen Sharing) abbia preso finalmente piena cittadinanza sul Mac, prendendo posto nella cartella &lt;code&gt;Utility&lt;/code&gt; delle &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; del Mac, invece che essere relegato in &lt;code&gt;/System/Library/CoreServices/Applications&lt;/code&gt;, come è stato finora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-26-sonoma-ce-del-buono/screen-sharing.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Potrei sbagliare, ma ricordo che una applicazione analoga, &lt;code&gt;Apple Remote Desktop&lt;/code&gt; era presente in &lt;code&gt;Utility&lt;/code&gt;  diversi anni fa (più o meno ai tempi di Tiger o di Leopard, magari fra i &lt;em&gt;tool&lt;/em&gt; opzionali da scegliere durante l&amp;rsquo;installazione), ma che Apple sia rapidamente tornata sui sui passi nascondendo l&amp;rsquo;applicazione di accesso remoto fra i servizi di sistema di macOS e richiamandola attraverso la voce di menu del Finder &lt;code&gt;Vai &amp;gt; Connessione al server&lt;/code&gt; oppure tramite la sezione &lt;code&gt;Posizioni&lt;/code&gt; (Locations) della barra laterale.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma tornando ad oggi e a Sonoma, la cosa più interessante della nuova &lt;code&gt;Condivisione Schermo&lt;/code&gt; è che l&amp;rsquo;applicazione ora presenti una storia di tutte le connessioni eseguite, permettendo di ricollegarsi con facilità ai computer usati più spesso e di creare gruppi coerenti di connessioni ai diversi computer che usiamo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-26-sonoma-ce-del-buono/screen-sharing-connections.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Avere a disposizione una applicazione vera e propria permette anche di poterla configurare secondo le proprie preferenze personali, una cosa che in effetti si poteva fare anche con l&amp;rsquo;applicazione pre-Sonoma, ma di cui io stesso mi sono accorto solo ora, scrivendo queste righe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-26-sonoma-ce-del-buono/screen-sharing-settings.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Perché sono cosi entusiasta di &lt;code&gt;Condivisione Schermo&lt;/code&gt;? Perché lavorando spesso in rete trovo molto interessante avere a disposizione uno strumento nativo che abbia funzioni più avanzate di quelle offerte in precedenza. Peccato solo che Apple usi il protocollo &lt;code&gt;vnc&lt;/code&gt; per il collegamento ai Mac remoti, un protocollo con tanti problemi di sicurezza e che per questo viene spesso bloccato dai firewall, limitando l&amp;rsquo;uso di fatto di &lt;code&gt;Condivisione Schermo&lt;/code&gt; alle sole reti locali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero peccato, perché dopo anni di lavoro parzialmente da remoto posso dire che &lt;code&gt;Condivisione Schermo&lt;/code&gt; è molto più efficiente di &lt;code&gt;Teamviewer&lt;/code&gt; (che ho smesso di usare da tempo) o di &lt;code&gt;Chrome Remote Desktop&lt;/code&gt;, che uso attualmente anche se non mi soddisfa al 100%.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi ultimi quattro anni ci hanno insegnato che lavorare da remoto si può ma che ci vogliono gli strumenti giusti per farlo. Per cui, dopo &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;tante&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/22/apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/&#34;&gt;critiche&lt;/a&gt;, un ben fatto ad Apple è doveroso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sull&amp;rsquo;App Store è anche disponibile una &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/apple-remote-desktop/id409907375&#34;&gt;versione avanzata&lt;/a&gt; di &lt;code&gt;Apple Remote Desktop&lt;/code&gt; a 89.99 euro, un prezzo non proprio popolare per chi ne ha bisogno solo occasionalmente, ma assolutamente adeguato a che ne fa un uso professionale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Apple abbiamo altri problemi: uno sguardo ai bachi d&#39;epoca di macOS</title>
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      <pubDate>Thu, 22 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-22-apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/macos-bugs.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;ultimo post&lt;/a&gt; ho descritto alcuni bachi freschissimi presenti in Sonoma, la versione più recente di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I bachi riportati qui, invece, si trascinano da svariate versioni di macOS e sembra che Apple non abbia &lt;a href=&#34;https://tidbits.com/2019/10/21/six-reasons-why-ios-13-and-catalina-are-so-buggy/&#34;&gt;nessuna voglia di sistemarli&lt;/a&gt; o che non li consideri dei veri e propri bachi. Questi problemi però, a differenza di &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2023/12/14/serious-bugs-remain-in-macos-sonoma-14-2/&#34;&gt;altri report&lt;/a&gt;, non si verificano in condizioni estreme o dopo aver aperto un dazillione di file ma in normalissime condizioni d&amp;rsquo;uso, e quindi mi pare ancora più strano che non siano mai stati risolti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;I primi due sono più che altro incongruenze dell&amp;rsquo;interfaccia utente, molto sorprendenti se si considera l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/design/human-interface-guidelines&#34;&gt;attenzione quasi maniacale&lt;/a&gt; che Apple dedica ai minimi &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/design/&#34;&gt;dettagli di design&lt;/a&gt; dei propri prodotti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;La barra di scorrimento (scrollbar) della lista delle applicazioni acquistate dall&amp;rsquo;App Store è parzialmente nascosta dal titolo della finestra e compare solo dopo aver scorso un certo numero di applicazioni (quante dipende dal numero totale di applicazioni presenti nella lista, se sono tante bisogna scendere parecchio per rivedere la barra).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;La stessa cosa succede nella pagina iniziale dell&amp;rsquo;App Store quando si sposta il mouse nella parte superiore della finestra facendone comparire il titolo. Qui però gli elementi contenuti nella pagina sono pochi e quindi una parte della scrollbar rimane sempre visibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo invece è un vecchio baco relativo al Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho configurato le &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema &amp;amp;#062; Scrivania e Dock&lt;/code&gt; in modo che l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Preferisci pannelli quando apri i documenti&lt;/code&gt; sia sempre attiva. In questo modo, ogni volta che apro una nuova finestra nelle applicazioni che supportano questa funzione (fra cui il Terminale), macOS crea al suo posto un nuovo pannello all&amp;rsquo;interno della finestra già aperta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se sto usando il Terminale con una configurazione personalizzata (ad esempio la mia ha 120 colonne x 40 righe) e seleziono la voce di menu &lt;code&gt;Nuova Finestra&lt;/code&gt; scegliendo un profilo che ha una dimensione diversa (ad esempio quella di default di 80 colonne x 24 righe), viene sì creato un nuovo pannello, ma tutto il Terminale cambia dimensione e assume quelle del profilo appena scelto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In effetti questa potrebbe anche essere una scelta progettuale degli sviluppatori. Scelta che però contrasta con quello che succede quando l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Preferisci pannelli quando apri i documenti&lt;/code&gt; è attiva solo a pieno schermo, perché qui il nuovo pannello assume invece la dimensione di quello di partenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Va detto che con High Sierra era perfino peggio: ogni volta che si apriva un nuovo pannello il Terminale perdeva una riga. Per fortuna questo baco è stato corretto nella versione successiva di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo baco, per me che uso sempre la modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt; nelle finestre del Finder e ordino le icone dei file in modo visuale seguendo un ordine logico (almeno per me) e lasciando spesso degli spazi vuoti, è una grandissima seccatura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fino a El Capitan, se spostavo le icone di una cartella al di sotto del bordo inferiore della finestra, il Finder non faceva una piega e manteneva l&amp;rsquo;ordine delle icone spostate, lasciando uno spazio vuoto dove queste si trovavano in origine. Da Sierra in poi, invece, il bordo inferiore della finestra del Finder è diventato una specie di barriera invalicabile, per cui la stessa operazione fa &lt;em&gt;rimbalzare&lt;/em&gt; le icone che sarebbero finite sotto il bordo nella parte superiore della finestra, ora rimasta vuota.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per evitarlo, bisogna trascinare le icone premendo contemporaneamente il tasto &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘), che in teoria serve per bypassare l&amp;rsquo;allineamento alla griglia, obbligando a ripristinare l&amp;rsquo;ordine delle icone  in un secondo momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questa chicca finale, quello che senza dubbio è il mio baco preferito di macOS, non è solo una seccatura ma, per dirla alla Camilleri, &lt;em&gt;una grandissima rottura di cabasisi&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio come per i documenti, io organizzo le applicazioni in modo visuale, raggruppandole in base alla tipologia e a quanto spesso le uso, e allinenando le icone alla griglia virtuale del Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza, lascio in cima alla finestra &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; tutte le applicazioni preinstallate di casa Apple e quelle che aggiungo io subito dopo la prima configurazione del sistema operativo, Pages, Numbers, Keynote, XCode, iMovie, GarageBand e così via. Subito sotto ci sono quelle da ufficio (la suite Office 365 e LibreOffice, gestori di PDF), quelle per la comunicazione (Teams, Webex, Skype), poi i browser e le applicazioni di sincronizzazione e accesso remoto. Ancora più giù le applicazioni più specifiche per il mio lavoro, per scrivere, prendere note e gestire gli articoli, editare le immagini, sviluppare codice. In fondo finiscono le utility varie per tenere sotto controllo la temperatura del Mac, gestire la clipboard, scompattare i file strani, registrare lo schermo e, ogni tanto, eseguire una scansione antivirus del Mac (MalwareBytes).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa organizzazione ci metto un attimo a scorrere la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; in cerca del programma che mi serve, perché so a priori dove dovrebbe essere anche se non ne ricordo il nome esatto.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo però, da non so più quante versioni di macOS, ogni volta che aggiorno macOS le icone delle applicazioni vengono sempre riordinate in modo alfabetico. Dato che per la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; l&amp;rsquo;ordinamento alfabetico è quello di default, la maggior parte degli utenti non se ne accorge nemmeno. Ma chi, come me, preferisce un ordinamento personalizzato, è obbligato ogni volta a rimettere tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché considero questo un baco e non una caratteristica voluta di macOS? Il motivo è banale: se per ogni cartella il Finder mi consente di ordinare i file in modi diversi &amp;ndash; alfabetico, per data, per dimensione, per tipo &amp;ndash; e mi consente anche di allinearli su una griglia o non ordinarli affatto, non si capisce perché mai la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; dovrebbe comportarsi in modo diverso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono dei motivi tecnici alla base di questa decisione? Nell&amp;rsquo;uso normale la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; può essere personalizzata esattamente come tutte le altre cartelle del &lt;code&gt;Finder&lt;/code&gt;, quindi perché mai il &lt;code&gt;Finder&lt;/code&gt; dovrebbe essere obbligato a resettare le personalizzazioni ad ogni aggiornamento, anche minore, del sistema operativo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo la mia modestissima opinione questo errore, insieme a quello descritto al punto precedente, è legato ad un problema con i fetentissimi file &lt;code&gt;.DS_Store&lt;/code&gt;, che gestiscono la configurazione di ciascuna cartella nel Finder e il cui &lt;a href=&#34;https://0day.work/parsing-the-ds_store-file-format/&#34;&gt;formato&lt;/a&gt; è tenuto più segreto di ciò che avviene dietro i cancelli dell&amp;rsquo;Area 51.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Se qualcuno del team di sviluppo di Apple sta leggendo queste righe, può trovare un&amp;rsquo;oretta per sistemare questi bachi? Non dovrebbe essere troppo difficile, dateci una occhiata per favore, un vostro fedele utente ve ne sarà grato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;La possibilità di organizzare le applicazioni e i documenti in modo &lt;em&gt;visuale&lt;/em&gt; è una delle funzioni di macOS che me lo fa preferire a Linux o a, orrore!, a Windows, dove questo modo di lavorare semplicemente non esiste.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac di casa su cui sto scrivendo ho 148 applicazioni installate, e per le mie abitudini non sono nemmeno tante. Ricordare il nome di tutte non fa per me, infatti non ho mai usato l&amp;rsquo;ordinamento alfabetico né tanto meno applicazioni come Alfred e simili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma</title>
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      <pubDate>Mon, 12 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-bugs.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uso il Mac per lavorare e quindi sono sempre restio ad aggiornare macOS troppo velocemente. In genere preferisco aspettare che la versione corrente maturi e qualche volta la salto completamente, magari perché ho letto un  &lt;em&gt;report&lt;/em&gt; &lt;a href=&#34;https://mjtsai.com/blog/2022/12/27/ventura-issues/&#34;&gt;particolarmente negativi&lt;/a&gt; o perché non mi ha convinto dopo averla usata su qualche computer di amici o colleghi (l&amp;rsquo;ho fatto ad esempio con Sierra, con Catalina e con Ventura).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora quindi tutti i Mac sotto il mio controllo, quelli che uso personalmente e quelli della famiglia, erano fermi a Monterey, che mi piace, è stabile, è veloce, ed è compatibile con tutte le applicazioni che uso ogni giorno (e sono parecchie).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il mio &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;nuovo Mac Studio&lt;/a&gt; ho dovuto fare una eccezione, perché arriva con Sonoma preinstallato e comunque non credo sia compatibile con Monterey. Forse lo è con Ventura, ma Ventura è una delle versioni sulla mia lista nera, quindi che senso avrebbe usarlo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;premessa&#34;&gt;Premessa&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sonoma mi ha indispettito sin dal giorno in cui ho letto che non avrebbe più permesso di convertire nativamente un file PostScript o EPS (Encapsulated PostScript) in un PDF. Lo so, oggi pochi usano PostScript e per convertire i miei vecchi file EPS posso sempre usare &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2023/09/27/how-to-convert-postscript-and-eps-files-in-sonoma-in-a-vm-apple-silicon/&#34;&gt;Ghostscript o un emulatore&lt;/a&gt; al posto di &lt;code&gt;Anteprima&lt;/code&gt;, ma è un fatto quasi &lt;em&gt;filosofico&lt;/em&gt;: macOS è un sistema operativo molto complesso e costituito da migliaia e migliaia di componenti che si incastrano uno nell&amp;rsquo;altro, davvero non c&amp;rsquo;era più spazio per mantenere il supporto per i file PostScript/EPS? &lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Appena ho iniziato ad usare Sonoma sul Mac Studio mi sono accorto che la mia contrarietà aprioristica aveva un fondamento reale, perché Sonoma è afflitto da un bel po&amp;rsquo; di bachi incomprensibili che non rendono giustizia a quello che può fare davvero il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;i-bachi-di-sonoma&#34;&gt;I bachi di Sonoma&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La maggior parte dei bachi di Sonoma di cui mi sono accorto si verificano nel &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchlp2605/14.0/mac/14.0&#34;&gt;Finder&lt;/a&gt; e negli &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mh14112/14.0/mac/14.0&#34;&gt;Spazi&lt;/a&gt;, il primo usatissimo da tutti gli utenti di macOS, l&amp;rsquo;altro meno diffuso fra i normali utenti ma presumibilmente popolare fra gli sviluppatori del sistema operativo. Alcuni bachi, poi, sono così evidenti che mi sembra davvero strano che non siano stati corretti nel corso del &lt;em&gt;beta-testing&lt;/em&gt;, né nei vari aggiornamenti che si sono succeduti in questi mesi. In ogni caso, sono tutti bachi presenti in Sonoma 14.3, la versione attualmente installata sul Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;elenco che segue è più o meno in ordine di importanza (personale), partendo dai bachi, diciamo così, più &lt;em&gt;veniali&lt;/em&gt;, piccole seccature che non incidono sull&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;uso di macOS Sonoma, e arrivando fino a quelli davvero &lt;em&gt;mortali&lt;/em&gt; e ingiustificabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Subito dopo l&amp;rsquo;installazione di Sonoma, sfogliando la rete da un altro Mac, l’icona del Mac Studio appare come un punto interrogativo, mentre quella degli altri Mac pre-Sonoma è normale. Dopo alcune ore anche l&amp;rsquo;icona del Mac Studio torna alla normalità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni tanto, il messaggio di conferma dello svuotamento del Cestino appare in uno Spazio diverso da quello in cui si è eseguito il comando. Succede anche in Monterey, è vero, ma in quest&amp;rsquo;ultimo il Finder si sposta automaticamente nello Spazio del messaggio, permettendo di cliccare sul tasto di conferma. In Sonoma questo non succede e, non riuscendo a vedere il messaggio, si continua a provare a svuotare il cestino inutilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se usiamo  la funzione &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt; per generare un file PDF di un documento o di una pagina web, il file PDF non assume automaticamente il nome del documento di origine ma risulta essere &lt;code&gt;Senza titolo&lt;/code&gt;. Mai successo prima ed è una cosa davvero seccante.  Possibile che gli sviluppatori di macOS non generino mai un file PDF?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho l&amp;rsquo;impressione che il baco sia legato alla rimozione del supporto PostScript, ma non metterò la mano sul fuoco per questo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Siamo in una finestra del Finder e abbiamo impostato la modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt;. Se trasciniamo un gruppo di file sotto il limite inferiore della finestra premendo contemporaneamente il tasto &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) e poi rilasciamo il mouse, le icone più in basso non vengono più visualizzate, dando l&amp;rsquo;impressione che i file siano scomparsi.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tornare a vederli, bisogna cambiare modalità di visualizzazione, scegliendo ad esempio di mostrare la lista dei file (&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt;) e tornando poi alla vista per icone (&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;), oppure ci si deve spostare nella cartella superiore per poi tornare indietro, oppure si deve semplicemente chiudere la finestra corrente ed aprirne una nuova, selezionando di nuovo la cartella su cui stiamo lavorando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le figure qui sotto mostrano quello chi succede. La prima immagine mostra una cartella del Finder contenente una raccolta di documenti e altre cartelle.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-finder-drag-bug-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qui ho selezionato alcuni file e li ho spostati in basso premendo contemporaneamente il tasto &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) (se non lo usassi, una volta oltrepassato il bordo inferiore i file più in basso si sposterebbero nella parte superiore della finestra). Questa operazione dovrebbe ingrandire la finestra virtuale del Finder, facendo comparire la  barra di scorrimento, ma su Sonoma questo non succede e sembra che i file siano scomparsi.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-finder-drag-bug-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Passando alla vista come lista di file e ritornando poi alla vista per icone compare finalmente la barra di scorrimento, rendendo evidente che ci sono altri file sotto il bordo inferiore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-finder-drag-bug-3.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Strettamente legato al baco precedente è questo: se apro una cartella del Finder dove è attiva la modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt; e vi aggiungo un nuovo file, questo a volte non è visibile finché non eseguo una delle operazioni descritte prima. La stessa cosa succede creando o copiando una nuova cartella. Per non farsi mancare niente, questo baco si verifica in modo casuale, a volte va tutto bene altre no, generando ancora più confusione nel povero utente alle prese con il Finder di Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Supponiamo di avere due finestre sovrapposte in uno Spazio, diciamo lo Spazio numero 1. Se clicchiamo con il mouse sulla barra della finestra che sta sopra e, tenendo sempre premuto il pulsante del mouse, usiamo le combinazioni di tasti &lt;strong&gt;CTRL&lt;/strong&gt;(⌃)-&lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;CTRL&lt;/strong&gt;-&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt; per spostarci nello Spazio numero 2 per poi  tornare in quello di partenza, al ritorno nello Spazio iniziale la finestra &lt;em&gt;viaggiatrice&lt;/em&gt; finisce sempre sotto quella rimasta ferma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/lnCxG2AVfgI?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Se ci sono tre o più finestre parzialmente sovrapposte, quella che va avanti e indietro fra gli Spazi finisce sempre &lt;strong&gt;sotto&lt;/strong&gt; la finestra che ha ricevuto il &lt;em&gt;focus&lt;/em&gt; prima della finestra &lt;em&gt;viaggiatrice&lt;/em&gt;, ma &lt;strong&gt;sopra&lt;/strong&gt; tutte le altre finestre del Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/NZxeilBRUsI?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo giochetto avviene solo con le finestre del Finder: se si sovrappone una finestra del Finder a una, diciamo, di Safari, la finestra del Finder che viene spostata fra uno Spazio e l&amp;rsquo;altro ricompare nello Spazio originale sempre sopra quella di Safari, proprio come dovrebbe essere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/SVtTsi-NVa4?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi ha visto i video qui sopra si sarà accorto di un&amp;rsquo;altro problema molto, ma molto serio: ogni volta che si trascina una qualunque finestra da uno Spazio all&amp;rsquo;altro si verifica uno &lt;strong&gt;sfarfallio&lt;/strong&gt; evidente dello sfondo della finestra, che potrebbe essere legato al codice che la ridisegna.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/nUBGoUJiW_A?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Succede sul potentissimo Mac Studio, e succede sui Mac meno performanti (grazie Mimmo!), ma non è mai, mai, mai successo in tutte le versioni precedenti di macOS.&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa strana è che questa è una operazione comunissima per chi usa regolarmente gli Spazi, e mi pare incomprensibile che gli sviluppatori non se ne siano accorti oppure che, se l&amp;rsquo;hanno fatto, non abbiano posto rimedio prima del rilascio del sistema operativo. Ragazzi, ma è possibile che con i computer ultrapotenti che abbiamo oggi dobbiamo attendere mezzo secondo per ridisegnare una finestra?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi sono i bachi di Sonoma di cui finora mi sono accorto personalmente. La lista non è di certo esaustiva, ma riflette la mia particolare modalità d&amp;rsquo;uso di macOS, fra cui un utilizzo continuo degli Spazi (che trovo molto più comodi di una configurazione multi-monitor). delle operazioni di trascinamento nel Finder e delle combinazioni di tasti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come abbiamo appena visto, Sonoma ha introdotto parecchi bachi più o meno gravi, ma macOS è affetto anche da tanti &lt;em&gt;bachi d&amp;rsquo;epoca&lt;/em&gt;, bachi che esistono da anni e che Apple si rifiuta di correggere o non considera tali. Ma di questi leggerete nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/22/apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei confronti delle versioni più recenti di macOS non sono &lt;a href=&#34;https://morrick.me/archives/9696&#34;&gt;ostile come Riccardo Mori&lt;/a&gt;, però ammetto che quello che scrive tocca più di un nervo scoperto.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui potrei partire con una lunga sparata sul fatto che i nostri documenti su computer rischiano di non essere più leggibili nel giro di pochi anni a meno che non ne abbiamo fatta una copia su carta, ma ve la risparmio perché non è il vero argomento di questo post.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A cosa serve una operazione del genere? Ad esempio a fare spazio a nuovi file che, per qualche motivo, si vogliono sistemare prima di quelli preesistenti mantenendo l&amp;rsquo;ordine delle icone già presenti, oppure per aver modo di riordinare a mano i file.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che nelle &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema&lt;/code&gt; ho scelto di avere le barre di scorrimento sempre attive.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so dire di Ventura, che non ho mai provato a fondo, ma di sicuro non è mai successo da Monterey in giù.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Mac Studio!</title>
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      <pubDate>Sun, 04 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2162.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ed ecco il Mac Studio. Ho dovuto fare una lunga trafila burocratica per averlo, ma alla fine ce l&amp;rsquo;ho fatta ed ora è qui davanti a me.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa che si nota è che la scatola è pesante, molto pesante. Le specifiche dicono che il Mac Studio è grande e pesa più o meno quanto tre Mac Mini messi uno sull&amp;rsquo;altro (19.7 x 19.7 x 9.5 cm^3 e 3.6 kg per il Mac Studio contro 19.7 x 19.7 x 3.6 cm^3 e 1.2 kg per il Mac Mini). Io  non ho mai preso in mano tre Mac Mini insieme, ma in ogni caso la scatola dà una bella impressione di solidità, che per un oggetto costoso come questo è una cosa più che positiva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Mac Studio in effetti non è economico, la configurazione che ho scelto è quasi al top &amp;ndash; processore M2 Ultra con CPU a 24 core, GPU a 60 core e Neural Engine a 32 core, 128 GB di RAM e disco SSD da 1 TB, &amp;ndash; ed è venuta a costare un pelo meno di 7.000 euro, cioè quanto due Vision Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la qualità costa, e del resto per una workstation HP, Dell o Lenovo con caratteristiche equivalenti  bisogna tirare fuori dai 1.000 ai 4.000 euro in più.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Apple, in questo caso, è perfino conveniente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;unboxing&#34;&gt;Unboxing&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un fanatico dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;unboxing&lt;/em&gt;, ma il Mac Studio merita questo rito di iniziazione. La scatola del Mac Studio è un parallelepipedo più sviluppato in altezza che in larghezza, fatto interamente di cartone pressato molto robusto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2165.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2163.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2164.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aprire la scatola è facilissimo, basta tirare la linguetta e aprire a libro un lato della scatola, una cosa che mi ricorda il &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/Opening&amp;#43;PowerMac&amp;#43;G4&amp;#43;M5183&amp;#43;Case/2016&#34;&gt;sistema di apertura del Mac Pro G4&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2166.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2167.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vedere il Mac Studio coricato su un lato fa un po&amp;rsquo; impressione, e sembra che possa cadere in ogni momento. Ma le alette laterali sono molto più robuste di quello che appare e il Mac Studio è troppo grosso per sfuggire alla loro presa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto bisogna coricare la scatola su un lato, allargare le alette nel senso delle frecce, togliere la pellicola protettiva di carta e prendere finalmente in mano il Mac Studio.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2173.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2179.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra davvero un Mac Mini cresciuto in altezza e ora sembra pesare il giusto in rapporto alle sue dimensioni. Tutto il peso aggiuntivo è dovuto alla scatola che, ora si vede benissimo, è studiata per proteggere al meglio il prezioso oggetto al suo interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche il cavo di alimentazione è un&amp;rsquo;opera di ingegneria, piuttosto spesso ma molto flessibile e con una guaina in tessuto che mi ricorda quella dei &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2024/02/ferro-da-stiro-anni-60.png&#34;&gt;vecchi ferri da stiro&lt;/a&gt;. Questo però ha una trama molto più fitta ed è inequivocabilmente molto più elegante. Peccato per la spina, io avrei preferito una Schuko, ma pazienza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1884.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Collegare il cavo di alimentazione e quello USB-C per il monitor è un attimo. Anche collegare la tastiera e il mouse wireless (Logitech, entrambi ottimi) è facilissimo, mi basta togliere il &lt;em&gt;dongle&lt;/em&gt; USB dal mio solito Mac e infilarlo in una porta del Mac Studio, senza bisogno di configurare niente o di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/14.0/mac/14.0&#34;&gt;trafficare con il Bluetooth&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1889.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Più complicato trovare il tasto di accensione. È sull&amp;rsquo;angolo in basso a sinistra, perfettamente a filo con il corpo della macchina, al tocco non si sente praticamente niente. Ma una volta premuto, badaboom! pochi secondi e sono sullo schermo di benvenuto di macOS. Una veloce configurazione del sistema (tanto lo devo reinstallare) e compare il desktop di Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1896.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;reinstallazione-di-macos&#34;&gt;Reinstallazione di macOS&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiamatemi fissato ma io reinstallo sempre macOS da zero su ogni nuovo Mac che mi capita per le mani. Non so, sarà un retaggio del passato, sarà appunto una fissazione, sarà puro desiderio di controllo, ma sta di fatto che non ho mai usato un Mac dove non ho installato personalmente macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo sui Mac basati su processore Apple Silicon bisogna tenere premuto il tasto di accensione finché non compare l&amp;rsquo;icona &lt;code&gt;Options&lt;/code&gt; a forma di ruote dentate concentriche, in genere affiancata a una o più icone che rappresentano i dischi del Mac. Cliccando su &lt;code&gt;Options&lt;/code&gt; e confermando la scelta si carica il programma di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/14.0/mac/14.0&#34;&gt;Recovery di macOS&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1897.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta caricato il Recovery, inizializzo prima il disco di sistema con Utility Disco, dandogli un nome più significativo del solito &lt;code&gt;Macintosh HD&lt;/code&gt; (in genere lo stesso nome che uso in rete in modo da averlo sempre davanti agli occhi), e poi reinstallo macOS tramite la ormai semplicissima procedura guidata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre, il tempo di installazione visualizzato è del tutto inattendibile: le tre ore e passa necessarie mostrate all’inizio dell’installazione diventano in realtà una quarantina di minuti, che non è poco ma non è nemmeno un tempo esorbitante per installare un sistema operativo complesso come macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1910.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Curioso anche che, dopo il riavvio d&amp;rsquo;ordinanza, la risoluzione dello schermo diventi così scarsa, per tornare normale una volta comparsa la schermata di benvenuto di macOS. Mai vista una cosa del genere in altre versioni di macOS, però è anche vero che ormai la maggior parte delle (re)installazioni le faccio sui MacBook che, a differenza dei sistemi desktop, hanno un hardware ben definito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1914.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1915.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La configurazione iniziale di macOS, questa volta fatta in modo accurato, non ha storia e dopo pochi minuti sono di nuovo sul desktop di Sonoma. E qui inizio davvero a toccare con mano come si comporta il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-va-il-mac-studio&#34;&gt;Come va il Mac Studio?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Mac Studio va che è una bellezza (ma poteva essere diversamente?), tutto è fluido e senza la minima incertezza. Succede anche con gli altri Mac con processore Apple Silicon ma qui, rispetto agli Air e ai Mini con cui ho avuto a che fare finora, si nota immediatamente che siamo su un gradino superiore (magari anche due).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’installazione delle applicazioni è immediata: doppio click sul .dmg, trascinamento dell’icona nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; e&amp;hellip; già finito, senza nemmeno avere il tempo di vedere la finestra di dialogo che ci informa che sta copiando il file. Con le applicazioni davvero grosse, tipo GNU Emacs, GIMP o Miniconda, si possono aspettare due-tre secondi, ma niente di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora solo QGIS gli ha dato un po&amp;rsquo; di filo da torcere, perché sul Mac Studio l’installazione di questa applicazione dura ben due minuti e mezzo. Ma si tratta di un mostro di 3 GB, che contiene al suo interno migliaia e migliaia e migliaia di piccoli file, da copiare uno ad uno. Non a caso il processo di installazione è molto più veloce all’inizio, quando vengono copiati i file più grossi, e rallenta visibilmente solo quando arriva a copiare i tantissimi piccoli file di supporto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho volutamente provato ad usare &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com/&#34;&gt;Geekbench&lt;/a&gt; o simili per misurare le prestazioni del Mac Studio. La rete &lt;a href=&#34;https://browser.geekbench.com/search?utf8=%E2%9C%93&amp;amp;q=mac&amp;#43;studio&amp;#43;m2&amp;#43;ultra&#34;&gt;pullula già di questi dati&lt;/a&gt; e la mia sarebbe stata solo una ripetizione inutile.  In realtà mi interessa di più vedere come si comporta il Mac Studio con le applicazioni davvero impegnative, ho già qualche indicazione ma voglio aspettare ancora un po&amp;rsquo; a parlarne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sonoma però è una palla al piede, si vede subito che è ancora un sistema operativo pieno di bachi e di incongruenze (che farò vedere nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;) e non rende giustizia a quello che può fare davvero il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci ha abituato ad un approccio tick-tock per i suoi sistemi operativi (come &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Intel_Tick-Tock&#34;&gt;quello che per anni ha seguito Intel&lt;/a&gt; per i suoi processori): un anno fa uscire un sistema operativo innovativo ma lento e bacato, e l&amp;rsquo;anno dopo (a volte due) pubblica una versione che comprende quasi solo correzioni di bug e ottimizzazioni. È successo con Leopard e Snow Leopard, e poi con Lion e Mountain Lion. Più tardi ha ripetuto il giochetto con El Capitan, praticamente perfetto, che veniva dopo gli orrendi Mavericks e Yosemite, e anche con Mojave, che seguiva due versioni opache come Sierra e High Sierra, nonché più recentemente con Monterey, davvero ottimo dopo il disastro di Catalina. Sonoma, in teoria, sarebbe la versione &lt;em&gt;bug-fix&lt;/em&gt; di Ventura, e invece è una delusione. Speriamo che al prossimo WWDC di giugno Apple ci metta una pezza, e pure bella grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto l&amp;rsquo;unboxing e la configurazione del Mac Studio l&amp;rsquo;ho fatta a casa mia, per poter lavorare in pace evitando il solito caos dell&amp;rsquo;istituto. Ma dopo una settimana il Mac Studio ha traslocato, prendendo posto al centro della scrivania del mio ufficio, in mezzo a monitor, tastiere, mouse, cavi e ammennicoli vari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1970.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;E il mio vecchio computer con High Sierra? Quello è destinato ad un nuovo progetto e sono proprio curioso di vedere cosa ne verrà fuori. &lt;em&gt;Stay tuned!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è da dire che le suddette workstation sono, almeno in teoria, più espandibili del Mac Studio, ma nel mio caso specifico l&amp;rsquo;espandibilità non è un fattore importante.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nella scatola non c&amp;rsquo;è nemmeno un pezzetto piccolo piccolo di plastica. Non sarà molto dal punto di vista ambientale, ma dimostra che si può fare.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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