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    <title>App Store on Melabit</title>
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    <description>Recent content in App Store on Melabit</description>
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      <title>Apple abbiamo altri problemi: uno sguardo ai bachi d&#39;epoca di macOS</title>
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      <pubDate>Thu, 22 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-22-apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/macos-bugs.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;ultimo post&lt;/a&gt; ho descritto alcuni bachi freschissimi presenti in Sonoma, la versione più recente di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I bachi riportati qui, invece, si trascinano da svariate versioni di macOS e sembra che Apple non abbia &lt;a href=&#34;https://tidbits.com/2019/10/21/six-reasons-why-ios-13-and-catalina-are-so-buggy/&#34;&gt;nessuna voglia di sistemarli&lt;/a&gt; o che non li consideri dei veri e propri bachi. Questi problemi però, a differenza di &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2023/12/14/serious-bugs-remain-in-macos-sonoma-14-2/&#34;&gt;altri report&lt;/a&gt;, non si verificano in condizioni estreme o dopo aver aperto un dazillione di file ma in normalissime condizioni d&amp;rsquo;uso, e quindi mi pare ancora più strano che non siano mai stati risolti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;I primi due sono più che altro incongruenze dell&amp;rsquo;interfaccia utente, molto sorprendenti se si considera l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/design/human-interface-guidelines&#34;&gt;attenzione quasi maniacale&lt;/a&gt; che Apple dedica ai minimi &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/design/&#34;&gt;dettagli di design&lt;/a&gt; dei propri prodotti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;La barra di scorrimento (scrollbar) della lista delle applicazioni acquistate dall&amp;rsquo;App Store è parzialmente nascosta dal titolo della finestra e compare solo dopo aver scorso un certo numero di applicazioni (quante dipende dal numero totale di applicazioni presenti nella lista, se sono tante bisogna scendere parecchio per rivedere la barra).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;La stessa cosa succede nella pagina iniziale dell&amp;rsquo;App Store quando si sposta il mouse nella parte superiore della finestra facendone comparire il titolo. Qui però gli elementi contenuti nella pagina sono pochi e quindi una parte della scrollbar rimane sempre visibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo invece è un vecchio baco relativo al Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho configurato le &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema &amp;amp;#062; Scrivania e Dock&lt;/code&gt; in modo che l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Preferisci pannelli quando apri i documenti&lt;/code&gt; sia sempre attiva. In questo modo, ogni volta che apro una nuova finestra nelle applicazioni che supportano questa funzione (fra cui il Terminale), macOS crea al suo posto un nuovo pannello all&amp;rsquo;interno della finestra già aperta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se sto usando il Terminale con una configurazione personalizzata (ad esempio la mia ha 120 colonne x 40 righe) e seleziono la voce di menu &lt;code&gt;Nuova Finestra&lt;/code&gt; scegliendo un profilo che ha una dimensione diversa (ad esempio quella di default di 80 colonne x 24 righe), viene sì creato un nuovo pannello, ma tutto il Terminale cambia dimensione e assume quelle del profilo appena scelto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In effetti questa potrebbe anche essere una scelta progettuale degli sviluppatori. Scelta che però contrasta con quello che succede quando l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Preferisci pannelli quando apri i documenti&lt;/code&gt; è attiva solo a pieno schermo, perché qui il nuovo pannello assume invece la dimensione di quello di partenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Va detto che con High Sierra era perfino peggio: ogni volta che si apriva un nuovo pannello il Terminale perdeva una riga. Per fortuna questo baco è stato corretto nella versione successiva di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo baco, per me che uso sempre la modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt; nelle finestre del Finder e ordino le icone dei file in modo visuale seguendo un ordine logico (almeno per me) e lasciando spesso degli spazi vuoti, è una grandissima seccatura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fino a El Capitan, se spostavo le icone di una cartella al di sotto del bordo inferiore della finestra, il Finder non faceva una piega e manteneva l&amp;rsquo;ordine delle icone spostate, lasciando uno spazio vuoto dove queste si trovavano in origine. Da Sierra in poi, invece, il bordo inferiore della finestra del Finder è diventato una specie di barriera invalicabile, per cui la stessa operazione fa &lt;em&gt;rimbalzare&lt;/em&gt; le icone che sarebbero finite sotto il bordo nella parte superiore della finestra, ora rimasta vuota.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per evitarlo, bisogna trascinare le icone premendo contemporaneamente il tasto &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘), che in teoria serve per bypassare l&amp;rsquo;allineamento alla griglia, obbligando a ripristinare l&amp;rsquo;ordine delle icone  in un secondo momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questa chicca finale, quello che senza dubbio è il mio baco preferito di macOS, non è solo una seccatura ma, per dirla alla Camilleri, &lt;em&gt;una grandissima rottura di cabasisi&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio come per i documenti, io organizzo le applicazioni in modo visuale, raggruppandole in base alla tipologia e a quanto spesso le uso, e allinenando le icone alla griglia virtuale del Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza, lascio in cima alla finestra &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; tutte le applicazioni preinstallate di casa Apple e quelle che aggiungo io subito dopo la prima configurazione del sistema operativo, Pages, Numbers, Keynote, XCode, iMovie, GarageBand e così via. Subito sotto ci sono quelle da ufficio (la suite Office 365 e LibreOffice, gestori di PDF), quelle per la comunicazione (Teams, Webex, Skype), poi i browser e le applicazioni di sincronizzazione e accesso remoto. Ancora più giù le applicazioni più specifiche per il mio lavoro, per scrivere, prendere note e gestire gli articoli, editare le immagini, sviluppare codice. In fondo finiscono le utility varie per tenere sotto controllo la temperatura del Mac, gestire la clipboard, scompattare i file strani, registrare lo schermo e, ogni tanto, eseguire una scansione antivirus del Mac (MalwareBytes).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa organizzazione ci metto un attimo a scorrere la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; in cerca del programma che mi serve, perché so a priori dove dovrebbe essere anche se non ne ricordo il nome esatto.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo però, da non so più quante versioni di macOS, ogni volta che aggiorno macOS le icone delle applicazioni vengono sempre riordinate in modo alfabetico. Dato che per la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; l&amp;rsquo;ordinamento alfabetico è quello di default, la maggior parte degli utenti non se ne accorge nemmeno. Ma chi, come me, preferisce un ordinamento personalizzato, è obbligato ogni volta a rimettere tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché considero questo un baco e non una caratteristica voluta di macOS? Il motivo è banale: se per ogni cartella il Finder mi consente di ordinare i file in modi diversi &amp;ndash; alfabetico, per data, per dimensione, per tipo &amp;ndash; e mi consente anche di allinearli su una griglia o non ordinarli affatto, non si capisce perché mai la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; dovrebbe comportarsi in modo diverso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono dei motivi tecnici alla base di questa decisione? Nell&amp;rsquo;uso normale la cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; può essere personalizzata esattamente come tutte le altre cartelle del &lt;code&gt;Finder&lt;/code&gt;, quindi perché mai il &lt;code&gt;Finder&lt;/code&gt; dovrebbe essere obbligato a resettare le personalizzazioni ad ogni aggiornamento, anche minore, del sistema operativo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo la mia modestissima opinione questo errore, insieme a quello descritto al punto precedente, è legato ad un problema con i fetentissimi file &lt;code&gt;.DS_Store&lt;/code&gt;, che gestiscono la configurazione di ciascuna cartella nel Finder e il cui &lt;a href=&#34;https://0day.work/parsing-the-ds_store-file-format/&#34;&gt;formato&lt;/a&gt; è tenuto più segreto di ciò che avviene dietro i cancelli dell&amp;rsquo;Area 51.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Se qualcuno del team di sviluppo di Apple sta leggendo queste righe, può trovare un&amp;rsquo;oretta per sistemare questi bachi? Non dovrebbe essere troppo difficile, dateci una occhiata per favore, un vostro fedele utente ve ne sarà grato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;La possibilità di organizzare le applicazioni e i documenti in modo &lt;em&gt;visuale&lt;/em&gt; è una delle funzioni di macOS che me lo fa preferire a Linux o a, orrore!, a Windows, dove questo modo di lavorare semplicemente non esiste.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac di casa su cui sto scrivendo ho 148 applicazioni installate, e per le mie abitudini non sono nemmeno tante. Ricordare il nome di tutte non fa per me, infatti non ho mai usato l&amp;rsquo;ordinamento alfabetico né tanto meno applicazioni come Alfred e simili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Come installare le vecchie versioni delle app su iOS</title>
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      <pubDate>Thu, 02 May 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Il mio iPad 3 è ormai definitivamente bloccato su iOS 9, ma quasi tutte le app che uso continuano ad essere aggiornate e sempre più spesso le nuove versioni sono compatibili solo con le &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; più recenti di iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Normalmente non ci sono problemi, se le app sono già installate sull&amp;rsquo;iPad iOS non le aggiorna più e tutto finisce qui. Ma cosa succede se abbiamo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/04/29/come-ripristinare-un-ipad-che-non-si-avvia/&#34;&gt;ripristinato l&amp;rsquo;iPad allo stato di fabbrica&lt;/a&gt; e vogliamo reinstallare le app che ci servono? (anche in questo articolo ogni riferimento all&amp;rsquo;iPad sottintende che le stesse considerazioni valgono anche per l&amp;rsquo;iPhone e l&amp;rsquo;iPod Touch).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;unapp-è-per-sempre&#34;&gt;Un&amp;rsquo;app è per sempre&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ha introdotto da qualche anno una funzione (utilissima!), che permette di installare su un vecchio dispositivo iOS l&amp;rsquo;ultima versione compatibile delle app &lt;em&gt;acquistate&lt;/em&gt;, cioè delle app che abbiamo già scaricato dall&amp;rsquo;App Store. Infatti, ogni volta che scarichiamo un&amp;rsquo;app dall&amp;rsquo;App Store, acquisiamo una licenza perpetua per quell&amp;rsquo;app, per cui Apple la considera a tutti gli effetti come se fosse stata acquistata, anche quando l&amp;rsquo;app in effetti è gratuita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo significa che se anni fa abbiamo installato sull&amp;rsquo;iPad l&amp;rsquo;app ABC, la cui ultima versione compatibile con iOS 9 è la 2.3.0, potrò ancora installare sul mio iPad quest&amp;rsquo;ultima versione anche se intanto lo sviluppatore ha continuato ad aggiornarla ed ora l&amp;rsquo;app è arrivata alla versione 4.5.3 e gira solo su iOS 11 e superiori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per reinstallare un&amp;rsquo;app basta aprire l&amp;rsquo;App Store sull&amp;rsquo;iPad, cliccare sulla scheda delle app &lt;code&gt;Acquistate&lt;/code&gt; e cercare l&amp;rsquo;app che ci interessa, ad esempio Google Chrome (l&amp;rsquo;immagine qui sotto mostra ancora la &lt;em&gt;vecchia&lt;/em&gt; interfaccia dell&amp;rsquo;App Store perché iOS 9 non supporta l&amp;rsquo;interfaccia pesantemente modificata, e anche molto meno usabile, introdotta da Apple nelle ultime release del suo sistema operativo mobile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-01.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Le app che abbiamo già acquistato hanno accanto l&amp;rsquo;icona di una &lt;em&gt;nuvola&lt;/em&gt;, per cui possono essere reinstallate nella versione corrente (se lo sviluppatore ha deciso di supportare anche le versioni meno recenti di iOS), oppure nell&amp;rsquo;ultima versione compatibile con il nostro iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto facile? Non proprio, perché in questo meccanismo apparentemente lineare c&amp;rsquo;è un piccolo intoppo. Partiamo dalla schermata mostrata qui sopra e proviamo a toccare l&amp;rsquo;icona di Google Chrome, oppure il nome dell&amp;rsquo;app.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-02.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Si apre una finestra sovrapposta a quella principale con la solita icona della nuvola, a confermare che l&amp;rsquo;app è stato già acquistata ed è disponibile nella nostra &lt;em&gt;nuvola&lt;/em&gt; virtuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-03.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma se proviamo ad installare l&amp;rsquo;app toccando l&amp;rsquo;icona della nuvola, otteniamo un messaggio scoraggiante, &amp;ldquo;Google Chrome non è compatibile con questo iPad&amp;rdquo;, messaggio che non possiamo far altro che accettare toccando la scritta &lt;code&gt;OK&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-04.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Torniamo indietro alla lista delle app, ma questa volta tocchiamo l&amp;rsquo;icona della nuvola accanto a Google Chrome.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-05.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Questa volta l&amp;rsquo;icona si trasformerà immediatamente nell&amp;rsquo;icona rotante, ad indicare che l&amp;rsquo;app è in fase di download.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-06.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dopo poco comparirà la scritta che ci chiede se vogliamo installare l&amp;rsquo;ultima versione compatibile con il nostro iPad. Toccando &lt;code&gt;Download&lt;/code&gt; potremo finalmente installare Google Chrome sul nostro dispositivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-07.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Naturalmente quanto detto vale in generale: ogni volta che proviamo ad installare una vecchia versione di un&amp;rsquo;app già acquistata, il successo o meno dell&amp;rsquo;operazione dipende da come procediamo. Sembra un baco piuttosto evidente dell&amp;rsquo;App Store.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo dubito che Apple rilascerà un update di iOS 9 solo per correggere questo problema, per cui è bene sapere come procedere per riuscire ad installare ancora oggi le app che ci interessano su un vecchio dispositivo iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;e-se-lapp-non-ce-lho&#34;&gt;E se l&amp;rsquo;app non ce l&amp;rsquo;ho?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se l&amp;rsquo;app non l&amp;rsquo;abbiamo già acquistata? È possibile installare una versione compatibile con il nostro dispositivo di una app &lt;em&gt;qualunque&lt;/em&gt;, e non solo di quelle che abbiamo già acquistato in passato? In teoria non è possibile, in pratica ci sono parecchi modi semplici e legali per risolvere il problema. Ma questo lo vedremo la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/05/09/come-installare-le-vecchie-versioni-delle-app-su-ios-seconda-parte-quando-le-app-non-le-abbiamo-gia-acquistate/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Workflow Visualizer: quando la pubblicità è asfissiante</title>
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      <pubDate>Sat, 04 Mar 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono un fanatico delle &lt;a href=&#34;http://www.lemappedelpensiero.it/wordpress/le-mappe-mentali/&#34;&gt;mappe mentali&lt;/a&gt;, ma ogni tanto le uso per buttare giù rapidamente qualche idea da sviluppare poi in modo più convenzionale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questi casi uso &lt;a href=&#34;http://www.xmind.net/&#34;&gt;XMind&lt;/a&gt;, la versione gratuita è più che sufficiente per le mie esigenze, o &lt;a href=&#34;http://www.literatureandlatte.com/scapple.php&#34;&gt;Scapple&lt;/a&gt;, un ottimo prodotto sviluppato dalla stessa software house di &lt;a href=&#34;http://www.literatureandlatte.com/scrivener.php&#34;&gt;Scrivener&lt;/a&gt;, uno dei &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/06/05/il-ritorno-dellofferta/&#34;&gt;migliori strumenti di scrittura&lt;/a&gt; che ci siano sul Mac (e su Windows).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma ieri volevo provare qualcosa di nuovo e ho fatto un giretto sull&amp;rsquo;App Store per vedere se c&amp;rsquo;era qualche nuova applicazione interessante di &lt;em&gt;mind mapping&lt;/em&gt;, più che altro una scusa per raccogliere un po&amp;rsquo; le idee.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pochi click e ho installato tre o quattro applicazioni gratuite, quasi tutte versioni di prova delle applicazioni complete acquistabili con il solito meccanismo &lt;em&gt;in-app&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra queste ce n&amp;rsquo;era una dal titolo altisonante, &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/workflow-visualizer-mindmap-master/id1049003149&#34;&gt;Workflow Visualizer - MindMap Master&lt;/a&gt;, il Maestro delle Mappe Mentali, nemmeno troppo accattivante dal punto di vista grafico, come è evidente guardando le immagini sull&amp;rsquo;App Store.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so bene perché ma l&amp;rsquo;ho scaricata lo stesso. E ho fatto bene, perché in cambio di dieci minuti del mio tempo ho avuto a che fare con una delle applicazioni più insulse e irritanti che possano essere concepite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il modello di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT202023&#34;&gt;acquisto &lt;em&gt;in-app&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; funziona più o meno così: lo sviluppatore mette sull&amp;rsquo;App Store una applicazione completa ma con qualche limitazione più o meno forte, dando modo agli utenti di provare liberamente le funzioni base del programma e di sbloccare eventualmente le funzionalità aggiuntive senza dover reinstallare tutto da zero. In alcuni casi ci sono livelli diversi di acquisto, che attivano funzioni via via più avanzate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Workflow Visualizer è una di queste: la installi gratis dall&amp;rsquo;App Store, la provi e se ti piace acquisti direttamente da lì la versione completa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto questo in teoria, perché in realtà Workflow Visualizer ha tanta di quella pubblicità che non riesci nemmeno a provarla senza farti venire una crisi di nervi. Come potrebbe mai venirti voglia di spendere soldi per la versione completa è un vero mistero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad ogni avvio di Workflow Visualizer c&amp;rsquo;è una attesa di 20 secondi, con uno spot che ti propone di rimuovere la pubblicità, al costo di 9.99 euro, o di acquistare &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/imap-builder-pro-structure-your-thoughts/id1113996115&#34;&gt;iMap Builder Pro&lt;/a&gt;, una &amp;ldquo;&lt;em&gt;semplice applicazione fatta apposta per mettere ordine nei tuoi pensieri, raggruppare le idee e farne una chiara mappa mentale&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, che dovrebbe essere una versione più completa e professionale di Workflow Visualizer. Non posso saperlo, ogni volta che provo a lanciarla va immediatamente in crash, e comunque per 29.99 euro ci si aspetterebbe molto di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/03/wv01.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/03/wv01.png&#34; alt=&#34;Finestra di avvio di Workflow Visualizer&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/03/wv02.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/03/wv02.png&#34; alt=&#34;Acquisto in-app&#34; width=&#34;300&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/03/wv03.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/03/wv03.png&#34; alt=&#34;Spot pubblicitario&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma lo spot iniziale non basta, la finestra principale di Workflow Visualizer mostra in continuazione un banner pubblicitario animato molto invasivo, che fa di tutto per distrarre da quello che stai facendo. Ovviamente il banner non si può chiudere, anche se l&amp;rsquo;icona con la &amp;ldquo;X&amp;rdquo; farebbe pensare il contrario. Se ci si clicca sopra, tenta di farti inserire la password dell&amp;rsquo;App Store, probabilmente per farti comprare (senza nemmeno avvisarti?) l&amp;rsquo;applicazione senza pubblicità o magari perfino iMap Builder Pro (io non ho provato ad inserire la mia password, se devo buttare i miei soldi preferisco scegliere qualcosa di meglio).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se dopo tutto questo si prova ad usare Workflow Visualizer, ci si accorge che &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; è un programma di mind mapping ma piuttosto una banale applicazione che mette qualche disegnino colorato sullo schermo, senza creare le relazioni dinamiche fra i diversi elementi che sono tipiche dei programmi di mappe mentali. Altro che il &lt;em&gt;Maestro delle Mappe Mentali&lt;/em&gt;!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/03/wv04.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/03/wv04.png&#34; alt=&#34;Finestra di lavoro di Workflow Visualizer&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto è perfino inutile notare che i disegnini sono rozzi, che non si possono ridimensionare o ruotare e non ci si può nemmeno scrivere dentro (le scritte sono indipendenti dal disegno), tutte cose normalissime per le applicazioni di questo tipo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però allo sviluppatore non bastava produrre una cosa così insulsa, ha pure pensato di interrompere il lavoro ogni due minuti (non esagero, l&amp;rsquo;ho cronometrato) con lo stesso spot visto all&amp;rsquo;inizio, forse confidando nel fatto che nessuno è in grado di reggere due minuti filati di uso di questo abominio di programma.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo: lo spot pubblicitario si interrompe appena si mette il programma in secondo piano, per cui bisogna sciropparselo tutto ogni volta se si vuole continuare (chissà perché) ad usare Workflow Visualizer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che dire? Workflow Visualizer è così irritante (e sconcertante) da chiedersi cosa stesse pensando (o fumando) lo sviluppatore quando lo ha concepito. Perché nessuno può essere invogliato a comprare Workflow Visualizer (o iMap Builder Pro o qualunque altro prodotto di questa software house) dopo averlo provato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma forse non è così. Perché è probabile che il vero &lt;em&gt;business&lt;/em&gt; si basi sugli incauti che cliccano sulla &amp;ldquo;X&amp;rdquo; per chiudere il banner pubblicitario e si ritrovano con con una decina (o più) di euro in meno nel portafogli. Oppure su quelli che, infastiditi dalla pubblicità, provano a cliccare sul tasto che offre di rimuoverla e si ritrovano più poveri ma altrettanto insoddisfatti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Basta guardare sul sito web di &lt;a href=&#34;http://newtech-ltd.com/en/&#34;&gt;New Technologies&lt;/a&gt; per accorgersi che questa software house produce solo applicazioni &lt;em&gt;scam&lt;/em&gt;, truffaldine, prodotti scopiazzati e tutti uguali fra loro, dove magari cambiano solo le icone. Una pratica che Apple dovrebbe stroncare con decisione al più presto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente Workflow Visualizer non è già più sul mio Mac, sono stato molto attento a cancellare qualunque traccia della sua immonda presenza dal mio hard-disk. Ho fatto lo stesso con &amp;ldquo;iMap Builder Business Edition&amp;rdquo; e &amp;ldquo;Oh! My Mind Mapping 2&amp;rdquo;, due altre applicazioni gratuite di Mind Mapping di New Technologies, che vanno in crash appena lanciate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;State lontani dai prodotti di New Technologies. Se una piccola sofware house come questa ha ben 193 applicazioni diverse sull&amp;rsquo;App Store, c&amp;rsquo;è di sicuro qualcosa che non va.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ci sono riuscito nemmeno io, me ne sono accorto solo perché sono passato a fare dell&amp;rsquo;altro e al ritorno ho trovato lo spot che mi aspettava.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Setapp: oltre l&#39;App Store?</title>
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      <pubDate>Tue, 28 Feb 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Di Setapp &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/12/15/setapp-il-netflix-delle-applicazioni-per-il-mac/&#34;&gt;ho già parlato un paio di mesi fa&lt;/a&gt;. Per chi non lo sapesse, &lt;a href=&#34;https://setapp.com/&#34;&gt;Setapp&lt;/a&gt; è un sistema di distribuzione delle applicazioni per macOS (e OS X, per chi come me non ha ancora aggiornato a Sierra) basato sul modello ad abbonamento reso popolare da Netflix, Spotify o Apple Music per i film, le serie TV o i brani musicali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I vantaggi di questi servizi sono innegabili: con pochi euro di abbonamento mensile si può guardare o ascoltare senza limiti tutto ciò che il servizio mette a disposizione tramite un qualunque computer, tablet o smartphone su cui sia installata l&amp;rsquo;app dedicata, oppure direttamente nel browser web.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;teoria-e-pratica&#34;&gt;Teoria e pratica&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Setapp estende questo approccio al software: pagando 9.99 (più IVA) dollari al mese si ha il diritto di scaricare ed usare senza limiti sul proprio Mac tutte le applicazioni distribuite dal servizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria un&amp;rsquo;ottima idea, anche perché le applicazioni disponibili sono quasi tutte utili e di buona qualità, in particolare &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/12/28/ftp-con-caffe-e-cornetto/&#34;&gt;Yummy FTP Pro&lt;/a&gt;, XMind, Ulysses, Hype, Blogo, Findings, iStat Menus, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/05/24/rapidweaver-7-in-anteprima/&#34;&gt;Rapid Weaver&lt;/a&gt;, Manuscripts, Marked, e ne ho dimenticato di sicuro più di una.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma in pratica? In pratica non mi sembra che finora la cosa funzioni più di tanto. Quando &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/12/15/setapp-il-netflix-delle-applicazioni-per-il-mac/&#34;&gt;ne ho scritto a metà dicembre&lt;/a&gt;, Setapp era in beta e comprendeva una cinquantina di applicazioni. A fine gennaio la beta è finita e il programma è stato distribuito ufficialmente, con un mese di prova gratuita (che per me scade proprio oggi). Quanti programmi ci sono a disposizione in questo momento? Appena 65, in due mesi non mi sembra che ci sia stato un grosso passo avanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/02/setapp_trial.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Invece il modello ad abbonamento funziona se c&amp;rsquo;è una buona disponibilità &amp;ndash; di film, di brani musicali, di software &amp;ndash; altrimenti diventa conveniente comprare una volta per tutte quello di cui si ha bisogno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tanto più che chi usa il Mac da tempo probabilmente possiede già più di una delle applicazioni distribuite da Setapp, o applicazioni analoghe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mi-serve&#34;&gt;Mi serve?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel mio caso ho già (legalmente) quasi tutte le applicazioni di Setapp che mi interessano: Yummy FTP Pro e Marked che uso moltissimo, Blogo che ho comprato con qualche offerta sull&amp;rsquo;App Store, Rapid Weaver, Squash e Focused che mi sono stati regalati come beta tester e blogger, Numi e Hype, comprati con qualche bundle ma usati poco (il primo) o nulla (il secondo).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per il resto, al posto di PDF Squeezer presente in Setapp uso da anni con molta soddisfazione &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/us/app/pdf-toolkit/id545164971?mt=12&#34;&gt;PDF Toolkit+&lt;/a&gt; (due euro ben spesi!), lo stesso per &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/us/app/diagrammix/id418534796?mt=12&#34;&gt;Diagrammix&lt;/a&gt; al posto di iThoughtsX o di XMind (e comunque non amo troppo le mappe mentali), per &lt;a href=&#34;http://www.publicspace.net/ABetterFinderRename/&#34;&gt;A Better Finder Rename&lt;/a&gt; al posto di Renamer o per &lt;a href=&#34;http://www.jumsoft.com/money/&#34;&gt;Money di Jumsoft&lt;/a&gt; invece di MoneyWiz.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine mi rimangono solo due o tre applicazioni interessanti: iStat Menus su tutte, di cui posseggo una vecchia versione, Manuscripts e (forse!) Ulysses e Findings. Di sicuro mi conviene comprarle piuttosto che affittarle.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturalmente chi ha meno disponibilità di software o usa il Mac da meno tempo la penserà in modo diametralmente opposto e potrebbe trovare molto più conveniente la formula dell&amp;rsquo;affitto mensile rispetto all&amp;rsquo;acquisto di ciascun pacchetto software, con la relativa e noiosissima gestione manuale di licenze e aggiornamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;addio-o-meglio-arrivederci&#34;&gt;Addio, o meglio arrivederci&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da domani, finita la beta e il mese di prova gratuita, Setapp non sarà più attivo sul mio Mac. Mi dispiace un po&amp;rsquo;, mi ero abituato ai suoi annunci periodici (pochi in verità) dei nuovi pacchetti software disponibili. Ma non proseguirò con l&amp;rsquo;abbonamento mensile perché, dopo più di due mesi di uso abbastanza &lt;em&gt;light&lt;/em&gt; di Setapp, la prima impressione è rimasta intatta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Setapp può essere molto utile per un neofita del Mac o per chi non dispone di un  parco software consistente, perché mette a disposizione ad un prezzo ragionevole una serie di applicazioni di qualità &amp;ndash; anche quelle più &lt;em&gt;invasive&lt;/em&gt; non permesse dall&amp;rsquo;App Store ufficiale di Apple &amp;ndash; installabili comodamente con un semplice click.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma per chi ha già anni e anni di Mac alle spalle o per chi non si fa troppi problemi ad installare il software &lt;em&gt;a mano&lt;/em&gt;, il numero di applicazioni distribuite in questo momento con Setapp è troppo limitato per essere utile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bisogna vedere cosa accadrà nei prossimi mesi: se &lt;a href=&#34;http://macpaw.com/&#34;&gt;MacPaw&lt;/a&gt;, la software house che ha sviluppato Setapp, riuscirà a coinvolgere nell&amp;rsquo;iniziativa altre aziende importanti e ad allargare a sufficienza il parco software disponibile, Setapp potrebbe diventare un prodotto interessante anche per gli utenti più avanzati. Se non ci riesce, temo che Setapp sia destinato rapidamente all&amp;rsquo;irrilevanza e al dimenticatoio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I &lt;em&gt;bundle&lt;/em&gt; sono in genere molto convenienti, purtroppo però arriva tanta di quella roba tutta insieme che perdi una giornata solo a scaricare i file, salvare i serial number, installare le applicazioni, e poi sei troppo stremato per aver anche voglia di provarle.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Dieci anni di iPhone</title>
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      <pubDate>Mon, 09 Jan 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non mi piacciono particolarmente le celebrazioni, ma per oggi faccio una eccezione doverosa. Perché il 9 gennaio di dieci anni fa &lt;a href=&#34;http://www.nytimes.com/2013/10/06/magazine/and-then-steve-said-let-there-be-an-iphone.html?_r=1&amp;amp;pagewanted=all&amp;amp;&#34;&gt;Steve Jobs presentò il primo iPhone&lt;/a&gt;, il telefono che avrebbe reinventato il concetto stesso di telefono &lt;em&gt;intelligente&lt;/em&gt;, rendendo finalmente praticabile portare con sé un vero e proprio computer con cui essere sempre connessi con il resto del mondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://www.theapplelounge.com/wp-content/uploads/2013/10/steve-jobs-photo-first-iPhone-15-sized.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iPhone non venne fuori dal nulla, lo avevano preceduto i &lt;a href=&#34;http://www.borto.net/nokia_9000_communicator.htm&#34;&gt;vari Communicator&lt;/a&gt; di Nokia e l&amp;rsquo;accoppiata &lt;a href=&#34;https://www.cnet.com/products/palm-treo/review/&#34;&gt;Treo 600&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.cnet.com/products/palm-treo-650-at-t/review/&#34;&gt;Treo 650&lt;/a&gt; di Palm/Handspring, senza dimenticare i vari &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Palm_%28PDA%29&#34;&gt;PDA Palm&lt;/a&gt; o gli Psion &lt;a href=&#34;http://the-gadgeteer.com/1999/11/08/psion_revo_review/&#34;&gt;Revo&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Psion_Series_5&#34;&gt;5/5mx&lt;/a&gt;, computer palmari senza funzioni telefoniche che hanno però reso popolare l&amp;rsquo;idea del computer da portare in tasca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con l&amp;rsquo;iPhone Apple non ha inventato il telefono intelligente, ma lo ha reso realmente utilizzabile da chiunque e ovunque, affermando l&amp;rsquo;idea che si potesse interagire con il telefono solo con le dita, senza intermediazioni &lt;em&gt;fisiche&lt;/em&gt; come la tastiera o lo stilo, che facevano a pugni con le dimensioni limitate dell&amp;rsquo;apparecchio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ho usato per parecchi anni con molta soddisfazione sia i Treo che un Communicator,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ma quando ho avuto a che fare (in treno e purtroppo solo per pochi minuti) con uno dei primissimi iPhone arrivati in Italia, mi sono accorto che era un vero e proprio &lt;em&gt;game changer&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo iPhone aveva però un grosso difetto: le applicazioni di terze parti potevano essere &lt;a href=&#34;http://www.imore.com/history-app-store-year-zero&#34;&gt;solo applicazioni web&lt;/a&gt;, quelle che oggi vengono dette applicazioni HTML5, una cosa che era troppo avanti per i tempi e che venne &lt;a href=&#34;http://daringfireball.net/2007/06/wwdc_2007_keynote&#34;&gt;duramente criticata&lt;/a&gt; anche da personaggi del calibro di John Gruber.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Se le web app che girano dentro Safari sono un ottimo mezzo per scrivere applicazioni per l&amp;rsquo;iPhone, perché le web app che girano dentro Safari non sono un ottimo mezzo per scrivere applicazioni per il Mac?&amp;hellip; Non c&amp;rsquo;è dubbio che ci saranno delle fantastiche web app per l&amp;rsquo;iPhone. Ma ci sono tonnellate di grandi idee per il software dell&amp;rsquo;Phone che non possono [semplicemente] essere realizzate nella forma di web app.&amp;rdquo;&lt;/em&gt; &amp;ndash; John Gruber&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ebbe il coraggio di &lt;a href=&#34;http://www.imore.com/history-app-store&#34;&gt;correggere la rotta&lt;/a&gt;, introducendo pochi mesi dopo la possibilità di installare applicazioni (o meglio &lt;em&gt;app&lt;/em&gt;, come siamo ormai abituati a chiamarle) che giravano nativamente sull&amp;rsquo;iPhone e con le quali si potevano adattare le funzioni del telefono alle necessità e agli stili di vita di ciascuno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma il vero colpo di genio fu quello di mettere a disposizione un vero e proprio &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/us/store&#34;&gt;negozio virtuale&lt;/a&gt; da cui scaricare e installare con facilità tutte le &lt;em&gt;app&lt;/em&gt; disponibili per l&amp;rsquo;iPhone. Una vera benedizione per chi ha usato gli smartphone precedenti, che costringevano a vagare per decine di siti diversi &amp;ndash; spesso rapidamente evanescenti &amp;ndash; in cerca dell&amp;rsquo;applicazione &lt;em&gt;giusta&lt;/em&gt; o ad affrontare procedure bizantine e sempre diverse di installazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per non parlare dei costi: prima dell&amp;rsquo;iPhone una applicazione per smartphone costava cifre da capogiro, anche svariate decine di dollari per cosucce tutto sommato limitate. Con l&amp;rsquo;iPhone i costi delle app si sono abbassati enormemente, perché l&amp;rsquo;enorme diffusione dello smartphone di Apple consentiva agli sviluppatori di aumentare a dismisura la base potenziale di installazione del proprio software.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma realizzare l&amp;rsquo;iPhone non è stato affatto facile: dieci anni fa i telefoni avevano dimensioni decisamente inferiori a quelle odierne e gli ingegneri Apple hanno dovuto affrontare delle sfide tecniche enormi per riuscire a ficcare tutto l&amp;rsquo;hardware necessario nello spazio limitato a disposizione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il prototipo presentato il 9 gennaio di dieci anni fa nel corso del Macworld 2007 funzionava a malapena e si bloccava di continuo. Se fosse successo nel corso della presentazione sarebbe stato un fiasco inaudito. Invece &amp;ndash; un po&amp;rsquo; per fortuna ma tanto per la cura maniacale di Steve Jobs e dei suoi collaboratori verso i più piccoli dettagli &amp;ndash; tutto è andato per il meglio e ha cambiato la storia della tecnologia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;http://www.nytimes.com/2013/10/06/magazine/and-then-steve-said-let-there-be-an-iphone.html?_r=1&amp;amp;pagewanted=all&amp;amp;&#34;&gt;storia dello sviluppo dell&amp;rsquo;iPhone&lt;/a&gt; è stata raccontata qualche anno fa da Fred Vogelstein sul New York Times. Per chi non è troppo pratico dell&amp;rsquo;inglese ne esiste anche una &lt;a href=&#34;http://www.theapplelounge.com/steve-jobs/iphone-svelato-il-dietro-le-quinte-della-presentazione-del-2007/&#34;&gt;sintesi in italiano&lt;/a&gt;, purtroppo molto meno godibile dell&amp;rsquo;originale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una lettura imperdibile per chi voglia capire come funziona, visto da &lt;em&gt;dentro&lt;/em&gt;, lo sviluppo di un nuovo prodotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Li ho ancora nella mia piccola collezione personale di hardware &lt;em&gt;retro&lt;/em&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;enorme successo dell&amp;rsquo;App Store sta creando oggi gravi problemi di visibilità per i piccoli sviluppatori indipendenti, ma questo è un altro discorso.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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