<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
  <channel>
    <title>Amazon on Melabit</title>
    <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/tags/amazon/</link>
    <description>Recent content in Amazon on Melabit</description>
    <generator>Hugo</generator>
    <language>it</language>
    <lastBuildDate>Mon, 20 Mar 2023 06:00:00 +0000</lastBuildDate>
    <atom:link href="https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/tags/amazon/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml" />
    <item>
      <title>iPhone ricondizionato, ovvero perché a volte conviene essere pignoli</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2023/03/20/iphone-ricondizionato-ovvero-perche-a-volte-conviene-essere-pignoli/</link>
      <pubDate>Mon, 20 Mar 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2023/03/20/iphone-ricondizionato-ovvero-perche-a-volte-conviene-essere-pignoli/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-20-iphone-ricondizionato-ovvero-perche-a-volte-conviene-essere-pignoli/katya-ross-I4YsI1zWq_w-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@katya&#34;&gt;Katya Ross&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mio iPhone 7 era arrivato al capolinea: con soli 32 GB di spazio, una batteria con una capacità di appena la metà di quella iniziale, l&amp;rsquo;impossibilità di aggiornare iOS, non c&amp;rsquo;era più motivo di ostinarsi ancora ad usarlo. La batteria l&amp;rsquo;avevo già cambiata una volta e non avrei mai speso altri 70-80 euro in una operazione parziale, che non avrebbe risolto gli altri problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma il telefono non è il mio strumento principale di comunicazione, anzi se fosse possibile ne farei volentieri a meno, e quindi non spenderei mai 1.000 euro per un iPhone ultimissimo-modello-che-fa-anche-il-caffè. Non dico che sia sbagliato, conosco tanta gente per la quale il telefono è uno strumento indispensabile per il lavoro e la vita sociale, ma non è il mio caso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrei usare Android, in fondo con 200-250 euro posso prendere un telefono di caratteristiche più che adeguate alle mie necessità. Il problema dei telefoni Android è che dopo due anni li devi buttare, e poi con Android si perde l&amp;rsquo;integrazione quasi perfetta che ha l&amp;rsquo;iPhone con il resto dell&amp;rsquo;ecosistema Apple che domina sia a casa mia che in ufficio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per cui non c&amp;rsquo;è scelta, mi serve un altro iPhone, ma lo prendo rigenerato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per un po&amp;rsquo; ho guardato le proposte di &lt;a href=&#34;https://www.trendevice.com/&#34;&gt;TrenDevice&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/&#34;&gt;Amazon&lt;/a&gt;, ma eravamo sotto Natale e non si trovava niente di interessante. &lt;a href=&#34;https://swappie.com/it/&#34;&gt;Swappie&lt;/a&gt; non l&amp;rsquo;ho mai provato, qualche conoscente me ne ha parlato bene, ma non so se fidarmi e lascio perdere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi Amazon mi manda la solita email con proposte d&amp;rsquo;acquisto basate sulle mie ricerche precedenti, e questa volta ci sono delle buone offerte per l&amp;rsquo;iPhone XR, che è uno dei modelli che mi interessano. Il display grande ma non troppo mi alletta e, per quello che costa, anche se durasse solo due-tre anni sarebbe come comprare un Android ma rimanendo sempre in casa Apple. E poi mia moglie e mia figlia maggiore hanno già un iPhone XR e ne sono soddisfatte, per cui non ho dubbi e prendo l&amp;rsquo;XR. Mi tengo sul modello da 64 GB, in base alla mia modalità di uso (le foto le scarico sul Mac e con l&amp;rsquo;iPhone ascolto solo musica in streaming) raddoppiare la capacità rispetto al 7 dovrebbe essere più che sufficiente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Amazon come sempre è un mostro di efficienza, compro l&amp;rsquo;iPhone alla sera e il giorno dopo è già a casa mia, ma siamo nel pieno della settimana e ho solo il tempo di aprire la scatole e controllare che sia tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Arriva la domenica, per combinazione sia la moglie che le figlie sono fuori per tutto il giorno, per cui ho tutta la tranquillità per configurare il nuovo (si fa per dire) iPhone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è certo la prima volta che configuro un iPhone, mi aspetto un&amp;rsquo;oretta di lavoro per trasferire tutto dal 7 all&amp;rsquo;XR, più un&amp;rsquo;altra oretta per i ritocchi finali, l&amp;rsquo;inserimento di alcune password, la riconfigurazione di qualche app e magari anche l&amp;rsquo;installazione di qualche applicazione che volevo provare ma non avevo lo spazio fisico per farlo. Insomma, prima di pranzo dovrei aver finito, anzi mi dovrebbe avanzare un po&amp;rsquo; di tempo per giocherellare con il nuovo &lt;em&gt;gadget&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Accendo l&amp;rsquo;iPhone XR, il 7 se ne accorge e mi chiede se voglio trasferire il suo contenuto al nuovo dispositivo. Ma io ho altri piani: voglio prima effettuare una configurazione di base dell&amp;rsquo;iPhone, per poi resettarlo allo stato di fabbrica e, solo a quel punto, sincronizzarlo col il 7 tramite la comodissima funzione &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT210216&#34;&gt;Inizia subito&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che volete, sarò fissato ma preferisco avere il controllo di quello che faccio. In questo caso specifico, voglio essere sicuro che il telefono sia stato davvero resettato allo stato di fabbrica, senza errori o configurazioni spurie. Del resto installo da zero macOS anche quando compro un Mac nuovo, figuriamoci se non faccio la stessa cosa con un dispositivo già usato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E, spoiler, in questo caso specifico ho fatto benissimo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;La prima configurazione dell&amp;rsquo;iPhone si svolge senza intoppi, l&amp;rsquo;iPhone si attiva collegandosi ai server Apple e tutto procede liscio fino alla solita schermata iniziale di un nuovo iPhone fresco di fabbrica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non la guardo nemmeno, vado subito in &lt;code&gt;Impostazioni -&amp;gt; Generali -&amp;gt; Trasferisci o inizializza iPhone&lt;/code&gt; e seleziono &lt;code&gt;Inizializza contenuto e Impostazioni&lt;/code&gt;. L&amp;rsquo;idea, come dicevo qualche riga fa, era di resettare prima l&amp;rsquo;iPhone XR allo stato di fabbrica per poi sincronizzarlo con il 7.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma qui iniziano i problemi, perché dopo il reset e l&amp;rsquo;inizio del processo di trasferimento del contenuto del 7 sull&amp;rsquo;XR, il nuovo telefono mi comunica che non può essere attivato. Penso ad un problema momentaneo, riavvio l&amp;rsquo;iPhone XR e riprovo, ma&amp;hellip; niente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto collego l&amp;rsquo;iPhone al Mac, riparto da zero e provo di nuovo, ma per quanto mi sforzi non c&amp;rsquo;è verso di attivare l&amp;rsquo;iPhone XR.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-20-iphone-ricondizionato-ovvero-perche-a-volte-conviene-essere-pignoli/iphone-activation-failed.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A un certo punto compare un messaggio che mi informa che l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT208831&#34;&gt;iPhone deve essere aggiornato&lt;/a&gt; prima di poterlo collegare al Mac (strano, al primo collegamento non mi ha detto niente). Accetto l&amp;rsquo;invito, ma anche dopo questo l&amp;rsquo;aggiornamento l&amp;rsquo;attivazione  dell&amp;rsquo;iPhone fallisce.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ultima possibilità è entrare nella &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201263&#34;&gt;modalità di ripristino &lt;/a&gt; (o &lt;em&gt;recovery mode&lt;/em&gt;) dell&amp;rsquo;iPhone. Per farlo nei modelli più recenti bisogna spegnere l&amp;rsquo;iPhone, premere brevemente prima il tasto &lt;code&gt;Volume Su&lt;/code&gt; e poi il &lt;code&gt;Volume Giù&lt;/code&gt;, e infine premere il tasto di accensione tenendolo premuto finché sullo schermo dell&amp;rsquo;iPhone non compare l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT203122&#34;&gt;immagine&lt;/a&gt; che invita a collegarlo al Mac con un cavo (per gli altri modelli, basta &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201263&#34;&gt;leggere qui&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto macOS mi informa che l&amp;rsquo;iPhone ha un problema e che deve essere aggiornato oppure resettato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-20-iphone-ricondizionato-ovvero-perche-a-volte-conviene-essere-pignoli/iphone-needs-updating.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Provo ad aggiornarlo, e macOS scarica la versione più recente di iOS,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-20-iphone-ricondizionato-ovvero-perche-a-volte-conviene-essere-pignoli/iphone-update-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;la installa sull&amp;rsquo;iPhone XR apparentemente senza intoppi,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-20-iphone-ricondizionato-ovvero-perche-a-volte-conviene-essere-pignoli/iphone-update-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-20-iphone-ricondizionato-ovvero-perche-a-volte-conviene-essere-pignoli/iphone-update-3.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;ma poi si blocca di nuovo al momento dell&amp;rsquo;attivazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-20-iphone-ricondizionato-ovvero-perche-a-volte-conviene-essere-pignoli/iphone-activation-failed-again.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;La stessa cosa succede se ricollego l&amp;rsquo;iPhone XR in modalità ripristino e provo a resettarlo invece che ad aggiornarlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, sembra proprio che il mio iPhone XR non voglia più saperne di attivarsi. Dubito che  il telefono abbia origini &lt;em&gt;opache&lt;/em&gt;, perché inserendo il numero di serie in &lt;a href=&#34;https://checkcoverage.apple.com/&#34;&gt;Check Device Coverage&lt;/a&gt; di Apple sembra tutto a posto, e poi non bisogna dimenticare che, appena acceso, l&amp;rsquo;iPhone si è attivato regolarmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È più facile che sia un problema hardware, magari perché il tecnico che ha revisionato il telefono prima di venderlo ha fatto dei pasticci che, dopo qualche minuto di uso (e di riscaldamento), hanno danneggiato il telefono.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa migliore è chiedere il reso ad Amazon, che me lo concede senza problemi dopo una breve chiacchierata online con un operatore davvero gentile. Mentre aspetto la conclusione della procedura di reso trovo, sempre su Amazon, degli iPhone XR rigenerati da 128 GB a pochi euro in più di quello che ho pagato il modello da 64 GB, e a quel punto è inevitabile passare alla capacità superiore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che la procedura che mi ero prefissato fin dall&amp;rsquo;inizio (configurazione di base dell&amp;rsquo;iPhone XR, reset allo stato di fabbrica e, finalmente, sincronizzazione con l&amp;rsquo;iPhone 7) questa volta  va a buon fine senza intoppi, confermando ancora di più che il problema con il primo XR era di natura hardware e non software.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Al di là dell&amp;rsquo;esperienza personale, c&amp;rsquo;è una morale in questa storia?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uno dei motivi per scrivere questo articolo era quello di mostrare che ci sono parecchi metodi per far funzionare un iPhone recalcitrante, in particolare la &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201263&#34;&gt;modalità di ripristino&lt;/a&gt;, che è poco conosciuta ma molto efficace. Qui non ha funzionato perché i problemi erano altri, ma in passato mi ha risolto più di un problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altro motivo era quello di descrivere una pratica, quella di resettare allo stato di fabbrica i gadget informatici che ci passano per le mani (in particolare quelli rigenerati o comunque usati) e reinstallare da zero il sistema operativo, utile a partire da un sistema sicuramente &lt;em&gt;pulito&lt;/em&gt;, da configurare esattamente come vogliamo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo caso, questa abitudine potrebbe essere servita anche ad individuare un problema hardware, forse perché lo stress dovuto alle reinstallazioni e ai riavvii dopo giorni o settimane di stop ha messo in evidenza qualche problema ai componenti elettronici che altrimenti si sarebbe presentato solo più tardi, magari a garanzia scaduta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo, al di là delle esperienze personali (sempre utili ma troppo limitate), ci vorrebbero dei dati sistematici per confermare o meno l&amp;rsquo;ipotesi (anche se quello che si sa relativamente al &lt;a href=&#34;https://users.ece.cmu.edu/~koopman/des_s99/electronic_electrical/&#34;&gt;tasso di rottura nel tempo&lt;/a&gt; dei componenti elettronici ci dice che questa ipotesi non è proprio campata in aria) e invece la mia è stata solo fortuna.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma in ogni caso è una abitudine che non fa male, quindi perché non usarla?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 3)</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/10/15/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-3/</link>
      <pubDate>Mon, 15 Oct 2018 18:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/10/15/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-3/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/cristina-gottardi-665241-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@cristina_gottardi&#34;&gt;Cristina Gottardi&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è qualche morale da trarre dalle storie raccontate nelle due puntate precedenti (clicca qui per leggere la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;prima parte&lt;/a&gt; e la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/05/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-2/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt;)?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo negozio in cui &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;ho cercato il cacciavite&lt;/a&gt; adatto a rimuovere la batteria del mio MacBook Pro è uno dei più grossi punti vendita della regione nel settore della ferramenta professionale e del fai-da-te. Il negozio ha una clientela variegata che va dall&amp;rsquo;artigiano al piccolo rivenditore, dall&amp;rsquo;appassionato di &lt;em&gt;bricolage&lt;/em&gt; alla famiglia in cerca di accessori per la casa. I commessi sono abbastanza competenti e disponibili, il vero problema è riuscire a trovarne uno vista la scarsità di personale in rapporto alle dimensioni del negozio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In compenso, come tanti altri grossi centri commerciali, anche questo negozio si è adeguato alle nuove abitudini dei consumatori e offre la possibilità di restituire o di sostituire qualunque prodotto entro un termine ragionevole di tempo, come è normale per gli acquisti online. Non lo fa certo per seguire la moda del momento o perché sono &amp;ldquo;buoni&amp;rdquo; e vogliono venire incontro al cliente. In realtà, consentire di restituire un eventuale acquisto sbagliato serve più che altro a compensare la mancanza di personale che possa aiutare e consigliare i clienti durante gli acquisti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal punto di vista umano non sarà il massimo, però almeno comprare qui è poco rischioso: se si sbaglia prodotto perché non si è riusciti a trovare qualcuno che avesse il tempo e la possibilità di consigliarci adeguatamente, si è sempre in tempo a correggere l&amp;rsquo;errore, un vantaggio non da poco per il cliente. Tutto sommato, dubito che risenta particolarmente della concorrenza dei negozi online, primo fra tutti Amazon.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;altro negozio&lt;/a&gt; è tutta un&amp;rsquo;altra storia. Fino a qualche anno fa era molto più grande e molto più specializzato, una specie di punto di incontro obbligato per un pubblico di appassionati e di professionisti nel campo dell&amp;rsquo;elettronica e dei computer. Ci si poteva trovare di tutto, dalle resistenze ai circuiti integrati, dal materiale per produrre circuiti stampati alla strumentazione di misura semi-professionale, oltre che naturalmente schede e accessori vari per il computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la crisi ha morso pesantemente, la concorrenza dei negozi online di materiale elettronico (non solo Amazon, ma soprattutto &lt;a href=&#34;https://it.rs-online.com/web/&#34;&gt;RS Components&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.digikey.it/products/it&#34;&gt;Digi-Key&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.adafruit.com&#34;&gt;Adafruit&lt;/a&gt; o negozi analoghi) è fortissima, a un certo punto il negozio originale non ce l&amp;rsquo;ha fatta più e si è trasferito in un locale molto più piccolo a pochi metri da quella originale. Dove però vende più che altro cinesate da quattro soldi, niente a che vedere con il materiale di qualità di qualche anno fa. Se poi il negoziante è antipatico, non si fida dei clienti,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; tratta con modi bruschi i pochi che osano varcare la soglia del suo negozio, non offre prodotti di qualità, non ha molto senso tornarci un&amp;rsquo;altra volta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una delle cose migliori di un negozio &lt;em&gt;fisico&lt;/em&gt; è il fatto di avere qualcuno con cui confrontarsi, al limite anche solo per fare due chiacchiere &amp;ndash; con il mio edicolante succede quasi sempre &amp;ndash; se il negoziante non riesce, o non vuole, &lt;a href=&#34;http://www.giovannicappellotto.it/16630-come-il-negozio-tradizionale-puo-competere-con-le-commerce/&#34;&gt;entrare in sintonia con il cliente&lt;/a&gt;, allora è meglio l&amp;rsquo;impersonalità del negozio online. Sarà pure freddo, solitario, ma almeno si può comprare quando e come si vuole, e si risparmia pure. E se qualcosa non piace o non va bene, la si rimanda indietro e amici come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Tanti sostengono, e con qualche ragione, che Amazon sta distruggendo il commercio tradizionale. Però a mio avviso una bella fetta di colpa ce l&amp;rsquo;hanno gli stessi commercianti. Se per farsi sostituire in garanzia una pendrive da pochi euro il cliente deve affrontare una procedura così fastidiosa &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/05/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-2/&#34;&gt;come quella che ho descritto&lt;/a&gt; qualche giorno fa, perché si sa a priori che il venditore non è disposto a farsene carico facilmente, è chiaro che c&amp;rsquo;è qualcosa che non funziona.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È vero, non ho nemmeno provato a chiedere la sostituzione in garanzia della pendrive a chi me l&amp;rsquo;aveva venduta, ma solo perché tante esperienze passate (una l&amp;rsquo;ho anche &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/08/10/commercio-tradizionale-o-commercio-elettronico/&#34;&gt;raccontata qui&lt;/a&gt; più di tre anni fa) mi hanno insegnato che tornare da MediaWorld, Unieuro o quello che volete dicendo &amp;ldquo;Ho comprato questo &amp;hellip;&amp;hellip;.. [riempire i puntini a piacere] ma non funziona&amp;rdquo;, significa sottoporsi ad una prova eroica di pazienza e di sopportazione che non tutti sono in grado di superare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo ancora molto bene quello che successe qualche tempo fa da MediaWorld. Avevo comprato un mouse, un volgarissimo mouse con il filo, che non ne voleva sapere di funzionare. Torno indietro dopo un giorno o due, con il mouse impacchettato come si deve e lo scontrino regolamentare, e mi indirizzano da un commesso che mi non crede &lt;em&gt;a prescindere&lt;/em&gt;. E che passa una mezz&amp;rsquo;ora a cercare di far funzionare a tutti i costi il mio mouse, infilandolo praticamente in tutti i computer che aveva sotto mano e sostenendo che fosse solo una questione di driver. Ovviamente il fatto che gli dicessi che l&amp;rsquo;avevo usato con il Mac, dove non serve nessun driver per far funzionare un mouse, non faceva che rafforzargli l&amp;rsquo;idea che fra i due l&amp;rsquo;imbecille fossi io, povero utente Apple incapace di mettere le mani nelle &lt;em&gt;fini intricatezze&lt;/em&gt; del sistema operativo a Finestre. Alla fine l&amp;rsquo;ho spuntata, ma la tentazione di strozzarlo è stata forte come non mai.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ripetere tutto ciò per una banale pendrive, dovendo ammettere per forza di averla formattata e per di più in HFS+ (ma sarebbe lo stesso anche se avessi usato NTFS), sarebbe stato troppo anche per uno con la pazienza di Giobbe. Figuriamoci per me!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Solo &lt;em&gt;dopo&lt;/em&gt; essere uscito dal negozio mi sono reso conto che forse il negoziante credeva che avrei usato il cacciavite una volta, riportando poi indietro tutto il &lt;em&gt;set&lt;/em&gt; per farmi restituire i dieci euro. Come se il gasolio me lo dessero gratis!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 2)</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/10/05/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-2/</link>
      <pubDate>Fri, 05 Oct 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/10/05/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-2/</guid>
      <description>&lt;p&gt;All&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;estate compro una chiavetta USB per rimpiazzare l&amp;rsquo;ennesima &lt;em&gt;pendrive&lt;/em&gt; perduta. Ormai sono così piccole che è praticamente impossibile non dimenticarle in giro o farle cadere per sbaglio dalla tasca. Dovrei decidermi ad attaccarle ad un portachiavi o a qualcosa del genere, ma poi diventerebbe molto più scomodo collegarle al computer. Per fortuna le uso solo (o quasi) per trasportare dei file da un Mac all&amp;rsquo;altro e perderne una non è mai troppo grave.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In genere uso le pendrive SanDisk, costano il giusto e sono abbastanza affidabili. Questa volta prendo una &lt;a href=&#34;https://www.sandisk.it/home/usb-flash/ultra-flair&#34;&gt;SanDisk Ultra Flair&lt;/a&gt; da 16 GB, che in teoria dovrebbe garantire velocità di scrittura vicine ai 100 Mb/s, ma che &lt;a href=&#34;https://usb3speed.nirsoft.net/?pdesc=SanDisk&amp;#43;Ultra&amp;#43;Flair&amp;#43;16&amp;#43;GB&amp;#43;USB&amp;#43;3.0&amp;amp;vname=SanDisk&amp;#43;Corp.&amp;amp;vid=1921&amp;amp;pid=21905&#34;&gt;in realtà&lt;/a&gt; non va oltre i 30 MB/s. Niente di straordinario ma visto il costo può ancora andar bene, significa che ci vuole poco più di un minuto per trasferire un file di 2 GB sulla chiavetta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La mia però è decisamente più lenta e impiega vari minuti per scrivere solo qualche centinaio di MB. In lettura va un po&amp;rsquo; meglio, ma è sempre molto più lenta delle altre chiavette USB con cui ho a che fare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Provo a saltare l&amp;rsquo;hub USB e collegare la chiavetta ad una porta USB del Mac. Provo a riformattarla in vari modi con il Mac e anche con un PC, perché so per esperienza che il Mac non gradisce più di tanto gestire i &lt;em&gt;file system&lt;/em&gt; non nativi. Niente da fare, la chiavetta è e rimane lentissima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto decido di rischiare e compro un&amp;rsquo;altra chiavetta identica. Questa funziona perfettamente, non è un fulmine ma è decisamente meglio della prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro che la pendrive originale ha dei problemi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Normalmente la butterei via senza pensarci, l&amp;rsquo;ho pagata 12 euro, è inutile perderci altro tempo. Ma ormai mi sono incaponito e decido di utilizzare per la prima volta la &lt;a href=&#34;https://www.sandisk.it/about/legal/warranty/warranty-emea#Italian&#34;&gt;garanzia &amp;ldquo;a vita&amp;rdquo;&lt;/a&gt; (o quasi) con cui sono venduti questi oggettini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai sono passati dei mesi da quando ho preso la prima chiavetta e i rivenditori finali (Unieuro in questo caso) tendono sempre a evitare di svolgere queste pratiche in proprio, adducendo le scuse più cervellotiche. Non ho voglia di perdere tempo anche con loro e decido di fare da me. Vado sulla &lt;a href=&#34;https://kb-it.sandisk.com/app/rmaform&#34;&gt;pagina apposita&lt;/a&gt; di Sandisk e provo a chiedere l&amp;rsquo;RMA (&lt;em&gt;Return Merchandise Authorization&lt;/em&gt;), cioè la sostituzione in garanzia della chiavetta difettosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sembra difficile, basta compilare il &lt;a href=&#34;https://kb-it.sandisk.com/app/rmaform&#34;&gt;modulo online&lt;/a&gt;, inserendo i dati personali (facile), il luogo e la data di acquisto (nessun problema, ho conservato la ricevuta), il tipo di prodotto (non facilissimo ma con un po&amp;rsquo; di attenzione si può fare) e infine il numero seriale (e dove lo trovo?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna le istruzioni sono chiare, il numero seriale è inciso sulla chiavetta stessa, basta riuscire a leggerlo. È una parola, i caratteri sono microscopici e la mia vista non è più quella di qualche anno fa. Provo a fotografarlo con il telefono ma l&amp;rsquo;obiettivo non è adatto per le foto macro. L&amp;rsquo;unica macchina fotografica &lt;em&gt;vera&lt;/em&gt; di casa ce l&amp;rsquo;ha mia figlia in Inghilterra, che faccio? Per fortuna arriva un&amp;rsquo;illuminazione, perché non provare con lo scanner? E in effetti con lo scanner ottengo una immagine ben definita nella quale il numero seriale si vede perfettamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finisco di inserire i dati richiesti, allego le scansioni della pendrive e dello scontrino fiscale richieste da Sandisk come prova di acquisto, premo Invio, sono proprio curioso di vedere cosa succede.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il giorno dopo arriva via email l&amp;rsquo;etichetta per la spedizione tramite UPS della pendrive difettosa. Sono perplesso, quanto costerà a Sandisk tutto questo &lt;em&gt;ambaradan&lt;/em&gt; per una chiavetta USB da pochi euro? E quanto costerà anche a me, in termini di fastidi e tempo perso? Ci vuole una busta imbottita (a bolle d&amp;rsquo;aria, come precisa l&amp;rsquo;email), bisogna stampare l&amp;rsquo;etichetta, fissarla alla busta con lo scotch, cercare un negozio che la prenda in carico per il ritiro del corriere, trovare il parcheggio&amp;hellip; Vale la pena fare tutto questo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma ormai sono in ballo e vado fino in fondo (come avrei potuto scrivere questo articolo se non lo avessi fatto?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/busta.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Lascio la busta per il ritiro il lunedì e dopo una settimana esatta Sandisk mi avvisa che la mia richiesta di RMA è in fase di revisione. Il giorno dopo la richiesta è accettata. La chiavetta sostitutiva viene spedita il giorno stesso, da Brno nella Repubblica Ceca, sempre tramite UPS. In questo momento è in transito a Norimberga e dovrebbe arrivare lunedì prossimo. Non mi sembra che quelli di UPS siano mostri di velocità, e nemmeno Sandisk, in fondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/ups.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ben diverso quello che succede in casa Amazon. Pochi mesi fa una scheda microSD (sempre Sandisk, modello Extreme-&lt;em&gt;qualcosa&lt;/em&gt;) installata nel cellulare Android di una figlia smette improvvisamente di funzionare. La tiro fuori, il Mac non la vede, Linux nemmeno, è decisamente morta. L&amp;rsquo;ho comprata da Amazon, compilo il modulo online relativo ai prodotti in garanzia, spiego brevemente quello che è successo e in un paio di giorni mi arriva una nuova scheda SD, senza altre richieste, buste, corrieri, ritardi. La vecchia scheda la tengo per qualche giorno poi, visto che Amazon non la vuole indietro, la butto via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Amazon starà anche distruggendo il commercio tradizionale, ma forse una bella fetta di colpa ce l&amp;rsquo;hanno i commercianti stessi. Se un negozio &lt;em&gt;virtuale&lt;/em&gt; garantisce più servizi e più diritti ai suoi clienti e ne semplifica la vita, qual&amp;rsquo;è il valore aggiunto offerto da un negozio &lt;em&gt;fisico&lt;/em&gt;, quali sono i motivi per continuare a rivolgersi alla distribuzione tradizionale? Io non ho risposte, ma spero che qualcuno le abbia e le scriva nei commenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Aggiornamento.&lt;/strong&gt; La chiavetta è arrivata il giorno stabilito e funziona regolarmente (anzi sembra un pelino più veloce di quella che ho già). Purtroppo non posso far sentire la mia opinione, tutto sommato positiva, a SanDisk: se clicco sul link contenuto nell&amp;rsquo;email che mi hanno mandato con la richiesta di valutare la procedura, tutto quello che ottengo è questo&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/sondaggio.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ho l&amp;rsquo;impressione che quelli di SanDisk dovrebbero dare anche una ritoccatina alle parti di &lt;em&gt;servizio&lt;/em&gt; del loro sito, &lt;a href=&#34;https://kb-it.sandisk.com/app/rmalookup&#34;&gt;guardare questa pagina&lt;/a&gt; fa un po&amp;rsquo; cascare le braccia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Durante le vacanze ho letto il bel libro di Andrew &amp;ldquo;Bunnie&amp;rdquo; Huang, &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B06XDHKV94&#34;&gt;&lt;em&gt;The Hardware Hacker&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; (consigliatissimo!), dove c&amp;rsquo;è un intero capitolo dedicato al sottobosco del materiale elettronico falso ma praticamente indistinguibile da quello originale e venduto come se fosse materiale originale. Chissà se la mia chiavetta rientra in questa casistica.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 1)</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/</link>
      <pubDate>Sat, 29 Sep 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Il MacBook Pro è aperto sul &lt;em&gt;tavolo operatorio&lt;/em&gt;. Forse si è offeso perché l&amp;rsquo;ho messo via per le vacanze e ha deciso di vendicarsi. Quando l&amp;rsquo;ho ripreso in mano a settembre, la batteria era così gonfia che aveva quasi strappato il trackpad dalla sua sede. Poco male, tanto la batteria non funzionava da un paio di anni, da quando il Mac era stato coinvolto in un incidente &lt;em&gt;idraulico&lt;/em&gt; ed aveva dovuto passare settimane coperto di riso ad asciugarsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/09/batteria_macbookpro_01.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Cambiare la batteria di un &lt;a href=&#34;https://everymac.com/systems/apple/macbook_pro/specs/macbook-pro-core-i7-2.2-15-early-2011-unibody-thunderbolt-specs.html&#34;&gt;MacBook Pro Unibody&lt;/a&gt; di qualche anno fa è uno scherzo, basta rimuovere qualche vite dal fondo per liberare il pannello inferiore del &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; ed esporre l&amp;rsquo;interno del Mac. &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/MacBook&amp;#43;Pro&amp;#43;15-Inch&amp;#43;Unibody&amp;#43;Early&amp;#43;2011&amp;#43;Battery&amp;#43;Replacement/5889&#34;&gt;Secondo iFixit&lt;/a&gt; è un lavoro di difficoltà &amp;ldquo;media&amp;rdquo;, in realtà può farlo chiunque sappia impugnare un cacciavite dal lato giusto. Ammesso però che si abbia il cacciavite &lt;em&gt;giusto&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/09/batteria_macbookpro_02.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Perché le viti che tengono a posto il pannello inferiore sono delle banali viti Torx, ma quelle che fissano la batteria &amp;ndash; accidenti a loro! &amp;ndash; sono delle strane viti con innesto a triangolo, grazie a &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Store/Tools/Tri-point-Y0-Screwdriver/IF145-081-4&#34;&gt;iFixit&lt;/a&gt; ora so che sono delle &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Tri-Wing&#34;&gt;Tri-Wing&lt;/a&gt; misura Y0. Cerco nella mia collezione di cacciavite e di punte di tutti i tipi ma niente, per la legge di Murphy puoi avere decine e decine di attrezzi ma ti mancherà sempre proprio &lt;em&gt;quello&lt;/em&gt; che ti serve.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/09/batteria_macbookpro_03.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Provo a cercare il cacciavite in un paio di negozi notoriamente ben forniti. Il primo ce l&amp;rsquo;ha, ma solo in una mega-confezione di una sessantina di punte diverse (che in gran parte ho già, e quelle che mi mancano non mi serviranno mai) a 25 euro, la metà di quello che costa su eBay una batteria nuova per il MacBook.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il secondo non ha il Tri-Wing Y0 ma solo lo Y1, sempre in una confezione multipla di punte che però costa solo una decina di euro. La prenderei, ma vorrei poterla riportare indietro se la punta non fosse adatta. Niente da fare, il negoziante è irremovibile e pure antipatico, &amp;ldquo;Una volta uscita dal negozio non si cambia&amp;rdquo;, ed è pure sicuro che la punta Y0 non esista, &amp;ldquo;Le misure delle punte iniziano sempre da uno, mai da zero&amp;rdquo;. Alla faccia di iFixit.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima di tornare nel primo negozio e buttare 25 euro per comprare un cacciavite che probabilmente userò una volta sola, decido di fare un giretto su Amazon. In pochi minuti trovo &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Triangolo-Tri-Wing-Cacciavite-Triangolare-riparazione/dp/B00MAVHHJ4&#34;&gt;questo cacciavite&lt;/a&gt;. La misura è quella giusta, i commenti specificano che serve proprio per le batterie dei MacBook Pro come il mio, lo prendo. Costa 4.95 euro, con Amazon Prime non pago neanche le spese di spedizione. Lo ordino nel pomeriggio e la mattina dopo me lo portano in ufficio. Se ci avessi pensato subito non avrei sprecato tempo e gasolio inutilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/09/batteria_macbookpro_04.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Post Scriptum #1.&lt;/em&gt; Con il cacciavite adatto è un giochetto togliere la batteria e rimettere il trackpad al suo posto. In pochi minuti l&amp;rsquo;operazione è conclusa e il Mac è tornato in perfetta forma. A parte la povera batteria, naturalmente, la cui parte nascosta, quella che premeva sul trackpad, si è gonfiata così tanto da aver strappato l&amp;rsquo;involucro di plastica. Per fortuna le batterie prodotte da Apple non sono come quelle del &lt;a href=&#34;https://www.cnet.com/news/galaxy-note-7-explosions-caused-by-aggressive-design/&#34;&gt;Galaxy Note 7&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Post Scriptum #2.&lt;/em&gt; Non credo che comprerò un&amp;rsquo;altra batteria. Ormai quando viaggio porto solo l&amp;rsquo;iPad e quindi il MacBook Pro può benissimo rimanere fisso sulla scrivania, sempre collegato all&amp;rsquo;alimentatore (come del resto ha fatto finora per il 99% del tempo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come ho scoperto solo dopo, la punta del cacciavite Y0 ha un diametro di 0.6 mm che, arrotondato all&amp;rsquo;intero inferiore, dà lo zero che &lt;em&gt;&amp;ldquo;non esiste&amp;rdquo;&lt;/em&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>La privacy al tempo dell&#39;Internet of Things: terzo tempo</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/01/12/la-privacy-al-tempo-dellinternet-of-things-terzo-tempo/</link>
      <pubDate>Fri, 12 Jan 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/01/12/la-privacy-al-tempo-dellinternet-of-things-terzo-tempo/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Dopo aver letto le puntate precedenti di questa serie (&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/11/08/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things/&#34;&gt;primo tempo&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/11/15/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-interludio/&#34;&gt;interludio&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/12/06/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-secondo-tempo/&#34;&gt;secondo tempo&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/12/08/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-secondo-interludio/&#34;&gt;secondo interludio&lt;/a&gt;), qualcuno potrebbe obiettare che, tutto sommato, poter controllare la casa o il riscaldamento a distanza è molto più vantaggioso dei rischi per la privacy che ne derivano. Alla fine, cosa sarà mai ricevere qualche annuncio pubblicitario mirato?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Magari fosse così! Come abbiamo già visto, non si tratta solo di pubblicità ma di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/11/08/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things/&#34;&gt;spiattellare dati&lt;/a&gt; che dovrebbero rimanere riservati, oltre che di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/12/06/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-secondo-tempo/&#34;&gt;rischi concreti e significativi&lt;/a&gt; per la nostra sicurezza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche mettendo da parte per un momento queste questioni, bisogna notare che i dispositivi dell&amp;rsquo;Internet delle Cose (IoT da ora in poi) presentano un altro problema grosso come una casa: in realtà non sono mai &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; nostri!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Li compriamo, spesso a caro prezzo, li montiamo, li configuriamo, e ci aspettiamo di poterli usare quanto e come vogliamo. Ma non è così, proprio il fatto che siano controllabili a distanza li mette alla mercé delle aziende produttrici, che possono decidere in qualunque momento di &lt;em&gt;staccare la spina&lt;/em&gt; rendendoli inutilizzabili, se appena appena gli garba (o gli conviene).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da remoto, a costo zero, per i motivi più svariati e improbabili, spesso senza nemmeno informare i propri clienti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Succede da anni con il software, che troppo spesso non viene veramente venduto ma solo ceduto in locazione. Succede con gli eBook, Amazon se vuole può &lt;a href=&#34;http://www.zdnet.com/article/why-amazon-is-within-its-rights-to-remove-access-to-your-kindle-books/&#34;&gt;revocare in ogni momento&lt;/a&gt; il permesso di utilizzare gli eBook acquistati per il Kindle (e qualche volta &lt;a href=&#34;https://www.bekkelund.net/2012/10/22/outlawed-by-amazon-drm/&#34;&gt;l&amp;rsquo;ha fatto veramente&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i dispositivi IoT è ancora peggio, perché la disattivazione non dipende da presunti comportamenti illeciti dell&amp;rsquo;utente ma solo dagli sghiribizzi della politica aziendale del momento. Se l&amp;rsquo;azienda decide che il nostro dispositivo non deve più funzionare, può trasformarlo in pochi secondi in un ammasso inutile di plastica e di metallo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Esagero? Sono troppo estremo? Vediamo qualche esempio concreto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo caso in assoluto di cui ho tenuto traccia si è verificato quasi due anni fa, esattamente ad aprile del 2016, quando mi è arrivato via email il link a questo articolo: &lt;a href=&#34;https://valeriosoldani.com/2016/04/06/google-nest-stacca-la-spina-a-revolv-gli-utenti-sono-furiosi/&#34;&gt;Google Nest stacca la spina a Revolv: gli utenti sono furiosi&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://icdn5.digitaltrends.com/image/revolv-premuim-devices-2-1500x1000-800x533-c.jpg?ver=1&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;All&amp;rsquo;inizio del 2014 Google ha acquistato la startup &lt;a href=&#34;https://nest.com/&#34;&gt;Nest&lt;/a&gt;, produttrice di una ampia gamma di dispositivi per l&amp;rsquo;automazione casalinga, termostati, videocamere, sensori di gas e altro. Poco dopo Nest ha acquisito a sua volta &lt;a href=&#34;http://revolv.com/&#34;&gt;Revolv&lt;/a&gt;, un&amp;rsquo;altra startup che aveva messo a punto un hub &lt;em&gt;intelligente&lt;/em&gt;, in grado di controllare da un&amp;rsquo;unica applicazione per smartphone parecchi dispositivi IoT di aziende diverse, normalmente incompatibili fra loro. Sono passati due anni, nel corso dei quali Nest (e quindi Google) ha integrato la tecnologia di Revolv nei propri prodotti. A questo punto ha deciso di &lt;a href=&#34;https://www.wired.it/gadget/elettrodomestici/2016/05/13/internet-delle-cose-che-si-spengono-sole/&#34;&gt;disabilitare da remoto&lt;/a&gt; l&amp;rsquo;hub di Revolv, rendendolo di fatto inservibile. L&amp;rsquo;edizione USA di Wired ha dedicato un lungo articolo alla questione, intitolandolo molto significativamente &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.wired.com/2016/04/nests-hub-shutdown-proves-youre-crazy-buy-internet-things/&#34;&gt;La disattivazione dell&amp;rsquo;hub di Nest dimostra che è assurdo acquistare prodotti IoT&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;. Qualcuno ha avuto il &lt;a href=&#34;https://medium.com/@davidveksler/this-is-misleading-4a818f7188ef&#34;&gt;coraggio di sostenere&lt;/a&gt; che la decisione di Nest/Google fosse sostanzialmente corretta, &amp;ldquo;perché l&amp;rsquo;hub di Revolv aveva già qualche anno e non generava più profitti.&amp;rdquo; Vorrei proprio vedere cosa penserebbe se il forno o la lavastoviglie di casa sua smettesse improvvisamente di funzionare solo perché l&amp;rsquo;azienda produttrice ha deciso di punto in bianco che non vale più la pena fornire assistenza tecnica per un modello non più in vendita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passa un anno, siamo ad aprile dell&amp;rsquo;anno scorso, e viene fuori un&amp;rsquo;altra notizia interessante. Dopo aver comprato un apriporta &lt;em&gt;intelligente&lt;/em&gt;, un utente insoddisfatto dall&amp;rsquo;app di controllo scrive una &lt;a href=&#34;https://twitter.com/internetofshit/status/849228940489224192&#34;&gt;recensione negativa&lt;/a&gt; su Amazon. Succede, qualche volta l&amp;rsquo;ho fatto anch&amp;rsquo;io, non è la fine del mondo, e del resto se le recensioni fosse tutte positive non servirebbero a niente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://pbs.twimg.com/media/C8kRi9VXcAA2fnC.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Il produttore, invece di lasciar perdere, di scusarsi o di spiegare in modo civile le sue ragioni al cliente, che fa? Si vendica, &lt;a href=&#34;https://www.extremetech.com/internet/247127-maker-iot-garage-door-opener-bricks-customers-device-retaliation-negative-review&#34;&gt;mettendo fuori uso&lt;/a&gt; il prodotto del cliente insoddisfatto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://pbs.twimg.com/media/C8kTGDhXgAAQ43R.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una reazione del tutto fuori luogo, un modo tremendamente poco professionale di stare sul mercato (oltre che una conferma implicita della correttezza delle opinioni negative espresse dal cliente). In questo caso il cliente ha potuto chiedere il rimborso ad Amazon, ma resta il fatto che il produttore non si è fatto nessuno scrupolo di mettere fuori uso in modo arbitrario un prodotto regolarmente acquistato e pagato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualche mese dopo anche Sonos la fa grossa. Sonos è una azienda piuttosto affermata che produce componenti audio per la casa. Niente di particolarmente Hi-Fi, ma meglio di tanta robaccia che gira nel settore. Ad agosto, nel pieno del caldo estivo, Sonos invia una email a tutti gli utenti registrati, informandoli di aver &lt;a href=&#34;https://www.extremetech.com/electronics/254561-sonos-accept-new-privacy-policy-well-brick-device&#34;&gt;cambiato unilateralmente la propria politica relativa alla gestione dei dati personali&lt;/a&gt; acquisiti dai propri utenti. Ma a differenza di quello che succede normalmente, gli utenti &lt;a href=&#34;https://www.sonos.com/en-us/legal/privacy#faq&#34;&gt;non potevano rifiutare o contestare i cambiamenti avvenuti&lt;/a&gt;, rimanendo quindi totalmente alla mercé delle decisioni dell&amp;rsquo;azienda. In caso contrario non avrebbero più potuto aggiornare il firmware del proprio sistema audio Sonos, riducendone a poco a poco le funzionalità, Nei casi più estremi la cosa avrebbe potuto comportare perfino l&amp;rsquo;interruzione del servizio. Inutile girarci intorno: se una azienda decide di fare un passo del genere, significa solo che i nostri dati fanno molto più gola di quello che pensiamo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la vera chicca me la sono tenuta per la fine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://media.wired.com/photos/5932605144db296121d6a9e8/master/w_582,c_limit/505985727.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ormai perfino i trattori sono diventati &lt;em&gt;intelligenti&lt;/em&gt;. Purtroppo all&amp;rsquo;intelligenza è associata anche una bella fregatura, perché la &lt;a href=&#34;https://www.deere.com/en/&#34;&gt;John Deere&lt;/a&gt;, una delle principali aziende produttrici di macchine agricole, impone ai suoi clienti di firmare un contratto capestro con il quale si impegnano a far riparare i loro nuovi trattori solo dal personale autorizzato dell&amp;rsquo;azienda, con i costi e i tempi di inattività forzata che tutto ciò comporta. In caso contrario l&amp;rsquo;azienda si arroga il diritto di disattivare da remoto il trattore (una perdita economica enorme per un agricoltore), oltre che di attivare una causa legale contro il cliente inadempiente. Questa pretesa ha creato immediatamente un &lt;a href=&#34;https://motherboard.vice.com/en_us/article/xykkkd/why-american-farmers-are-hacking-their-tractors-with-ukrainian-firmware&#34;&gt;mercato parallelo di firmware craccato&lt;/a&gt;, con il quale è possibile disattivare le funzioni di controllo a distanza e tornare a poter mettere le mani autonomamente nei propri trattori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La vicenda mi ha colpito perché ha qualche somiglianza con la lotta iniziata negli anni &amp;lsquo;80 da Richard Stallman, che &lt;a href=&#34;https://web.archive.org/web/20150103152231if_/https://static.fsf.org/nosvn/faif-2.0.pdf#chapter.1&#34;&gt;voleva mettere le mani nella nuova stampante laser&lt;/a&gt; del suo dipartimento al MIT per rimediare ai frequenti inceppamenti della carta. Questa lotta, basata sui principi ideali di condivisione delle informazioni tipici della cultura della ricerca, ha portato ad un cambiamento epocale nelle modalità di distribuzione del software.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://www.digibarn.com/collections/printers/xerox-9700/pa_1977_9700-medium.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;È chiaro che un firmware craccato più o meno malamente non è confrontabile con gli ideali di un personaggio estremo ma coerente come Stallman. Ma è altrettanto chiaro che se l&amp;rsquo;IoT vuole avere un futuro deve abbandonare al più presto il modello del software proprietario, chiuso e controllato solo ed esclusivamente dall&amp;rsquo;azienda produttrice, sostituendolo con applicazioni di gestione e di controllo aperte e interoperabili fra loro. Più o meno quello che aveva iniziato a fare Revolv.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>La privacy al tempo dell&#39;Internet of Things: secondo interludio</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/12/08/la-privacy-al-tempo-dellinternet-of-things-secondo-interludio/</link>
      <pubDate>Fri, 08 Dec 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/12/08/la-privacy-al-tempo-dellinternet-of-things-secondo-interludio/</guid>
      <description>&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/wn7DBdaUNLA?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;No, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/12/06/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-secondo-tempo/&#34;&gt;non me ne sono dimenticato&lt;/a&gt;, anzi l&amp;rsquo;ho messo apposta da parte per poterne parlare più diffusamente ora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché la dimostrazione &lt;em&gt;paradigmatica&lt;/em&gt; (erano anni che cercavo una scusa per usare questa parola!) dell&amp;rsquo;insicurezza intrinseca dei dispositivi IoT attuali è data da &lt;a href=&#34;https://www.amazon.com/b?&amp;amp;node=17285120011&#34;&gt;Amazon Key&lt;/a&gt;, il nuovo servizio di Amazon che permette ad un corriere di consegnare un pacco a casa nostra anche quando siamo assenti.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Amazon infatti ha un problema: con il servizio Amazon Prime si è impegnata a consegnare un gran numero di prodotti entro due giorni. Me se il corriere arriva quando la casa è vuota, la consegna non avviene. Non è colpa di Amazon, è chiaro, ma nell&amp;rsquo;economia digitale questo dettagio è irrilevante, conta solo il fatto che se i tempi si allungano i clienti sono meno invogliati a comprare e di conseguenza i profitti soffrono.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per questo Amazon ha sviluppato il kit &lt;a href=&#34;https://www.amazon.com/gp/product/B00KCYQGXE/&#34;&gt;Amazon Key In-Home&lt;/a&gt;, costituito da una videocamera proprietaria ad alta risoluzione basata sul cloud e da una di quelle &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/12/06/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-secondo-tempo/&#34;&gt;serrature non tanto &lt;em&gt;intelligenti&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di cui si parlava ieri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta installato il kit, quando il corriere arriva davanti alla porta di casa scansiona il codice a barre del pacco e lo trasmette al servizio di Amazon. Se è tutto a posto, la serratura si sblocca e la videocamera inizia a registrare. Il corriere entra in casa, lascia il pacco, richiude la porta e chiede ad Amazon di bloccare di nuovo la serratura, tutto sotto l&amp;rsquo;occhio vigile della videocamera di sicurezza. Il cliente intanto viene informato della consegna tramite lo smartphone e riceve anche un video tranquillizzante che mostra come si è svolta la procedura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Semplice, veloce e funzionale, apparentemente a prova di bomba. Ma è bastata solo una settimana per &lt;a href=&#34;https://www.wired.com/story/amazon-key-flaw-let-deliverymen-disable-your-camera/&#34;&gt;craccare il servizio&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La debolezza sta nel modo in cui viene gestito il blocco della serratura dopo la consegna.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un corriere disonesto infatti può limitarsi a chiudere la porta senza richiedere la chiusura la serratura, mentre lancia  da un portatile (ma basta anche un microscopico RaspberryPi) un programmino che mette offline la videocamera senza che il cliente se ne accorga. Anzi, il cliente continua a vedere l&amp;rsquo;ultima immagine registrata prima del blocco, quella della porta chiusa, che è esattamente ciò che si aspetta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intanto il corriere si ficca in casa, chiude di nuovo la porta, si allontana dal raggio di azione della videocamera e rimette online la videocamera, inviando regolarmente ad Amazon la richiesta di blocco della porta. Tutto si svolge in pochi secondi e senza che nessuno, prima di tutto Amazon, possa sospettare nulla. Intanto il delinquente è libero di aggirarsi per la casa, per rubare o ficcare il naso fra le nostre cose.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/2GSK7cIimFY?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Non ci vuole molto per correggere questa vulnerabilità, basta inviare un&amp;rsquo;allerta al servizio ogni volta che la videocamera va offline anche per pochissimi secondi (ad esempio per uno sbalzo di tensione o per un blocco del router Wi-Fi), in particolare durante la consegna. Ma è probabile che prima o poi vengano fuori altre vulnerabilità, e comunque da Amazon ci si poteva (e ci si doveva) aspettare fin dall&amp;rsquo;inizio un meccanismo di sicurezza più affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto mi riguarda, penso che sia preferibile aspettare un pacco un giorno in più piuttosto che farsi svaligiare la casa. Forse le vecchie Poste non avevano tutti i torti a prendersela comoda.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;E in futuro di ordinare altri servizi del tutto impensabili qui da noi, come far pulire la casa mentre siamo assenti o far fare la passeggiatina al cane.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>La privacy al tempo dell&#39;Internet of Things: secondo tempo</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/12/06/la-privacy-al-tempo-dellinternet-of-things-secondo-tempo/</link>
      <pubDate>Wed, 06 Dec 2017 18:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/12/06/la-privacy-al-tempo-dellinternet-of-things-secondo-tempo/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Nelle puntate precedenti abbiamo visto come &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/11/08/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things/&#34;&gt;l&amp;rsquo;invasione nella vita privata&lt;/a&gt;  operata dai dispositivi IoT sia tanto massiccia e intollerabile da rendere utile consultare una &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/11/15/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-interludio/&#34;&gt;guida ai rischi per la privacy&lt;/a&gt; prima di acquistare un qualunque dispositivo IoT.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo gli esempi presentati sono solo la punta dell&amp;rsquo;iceberg. Le modalità usate da questi dispositivi per spiarci sono &lt;a href=&#34;https://www.forbes.com/sites/josephsteinberg/2014/01/27/these-devices-may-be-spying-on-you-even-in-your-own-home/#21c53da6b859&#34;&gt;praticamente infinite&lt;/a&gt; e superano di gran lunga le fantasia più audaci di una persona &lt;em&gt;normale&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://i.pinimg.com/564x/00/06/dc/0006dcf66c3c033e46abe5da36399556.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Perché anche le &lt;a href=&#34;http://www.zdnet.com/article/how-to-keep-your-smart-tv-from-spying-on-you/&#34;&gt;smart TV&lt;/a&gt; ci guardano e ci sentono &amp;ndash; non è un caso che anche &lt;a href=&#34;http://www.zdnet.com/article/how-cia-mi5-hacked-your-smart-tv-to-spy-on-you/&#34;&gt;CIA e MI5&lt;/a&gt; ci abbiano messo le mani dentro &amp;ndash; e Samsung non si fa nessuno scrupolo di &lt;a href=&#34;https://www.cnet.com/news/samsungs-warning-our-smart-tvs-record-your-living-room-chatter/&#34;&gt;rivendere&lt;/a&gt; a terze parti le &lt;a href=&#34;https://techcrunch.com/2015/02/08/telescreen/&#34;&gt;informazioni raccolte&lt;/a&gt; dalle sue TV.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo stesso vale per i termostati &lt;em&gt;intelligenti&lt;/em&gt;, che in 15 secondi(15 secondi!) possono essere &lt;a href=&#34;https://www.computerworld.com/article/2476599/cybercrime-hacking/black-hat-nest-thermostat-turned-into-a-smart-spy-in-15-seconds.html&#34;&gt;trasformati in spioni&lt;/a&gt; senza scrupoli. O per il frigorifero con una &lt;a href=&#34;https://www.theregister.co.uk/2015/08/24/smart_fridge_security_fubar/&#34;&gt;falla di sicurezza&lt;/a&gt; che espone al mondo i dati di login del nostro account Gmail, attraverso il quale si può raccogliere una grandissima quantità di informazioni sulla nostra vita e su quella dei nostri conoscenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se inizialmente l&amp;rsquo;obiettivo di questa invasione nel privato &amp;ndash; sapere quanto più possibile dei nostri gusti e delle nostre abitudini per poterci inviare suggerimenti di acquisto mirati &amp;ndash; poteva essere considerato relativamente inoffensivo, la cosa si è trasformata rapidamente in una vera e propria minaccia per la nostra intimità e il nostro portafoglio, a volte per una strategia dolosa (vedi i casi Samsung e Sony riportati qui), in tanti altri casi per l&amp;rsquo;incapacità delle aziende produttrici di garantire un livello di sicurezza decente per i loro prodotti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://images.wired.it/wp-content/uploads/2017/01/31004735/1485816451_carosello.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una decina di anni fa lo scandalo del &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Sony_BMG_copy_protection_rootkit_scandal&#34;&gt;software malevolo&lt;/a&gt; installato di soppiatto da certi CD musicali della Sony per trasmettere a &amp;ldquo;casa&amp;rdquo; &lt;a href=&#34;https://blogs.technet.microsoft.com/markrussinovich/2005/10/31/sony-rootkits-and-digital-rights-management-gone-too-far/&#34;&gt;dati sulle abitudini musicali&lt;/a&gt; dell&amp;rsquo;acquirente scosse dalle fondamenta l&amp;rsquo;azienda giapponese e la costrinse ad una ritirata precipitosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi succede molto di peggio ma, complici la smania di protagonismo e la frenesia di condividere qualunque emozione con i propri &lt;em&gt;amici&lt;/em&gt; virtuali alimentata dai social network, nella percezione comune è diventato quasi naturale essere spiati 24 ore su 24, &lt;em&gt;&amp;ldquo;tanto io non ho niente da nascondere&amp;rdquo;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà anche vero, ma non è così irrilevante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perchè ciò che dici in casa può essere usato dal datore di lavoro senza scrupoli per licenziarti. Quello che metti nel frigorifero può essere scrutato dalla tua assicurazione, che ti aumenta la polizza se decide che quello che mangi non è abbastanza sano e può farti venire l&amp;rsquo;infarto. Le foto scattate dalla videocamera di sicurezza quando giri per casa dopo la doccia possono finire su qualche sito equivoco prima ancora che ti asciughi i capelli. Parole e sospiri &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Amazon_Alexa&#34;&gt;captati dall&amp;rsquo;Alexa&lt;/a&gt; di turno mentre fai sesso con l&amp;rsquo;amante possono essere usate contro di te dal partner tradito senza dover nemmeno scomodare il classico investigatore privato di serie D.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se una azienda non è capace di garantire la riservatezza dei dati personali affidati ai propri dispositivi IoT, figuriamoci se sarà in grado di assicurare che questi non possano essere violati dai delinquenti che si aggirano per la rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ransomware può facilmente &lt;a href=&#34;https://motherboard.vice.com/en_us/article/aekj9j/internet-of-things-ransomware-smart-thermostat&#34;&gt;compromettere un termostato&lt;/a&gt; (poco) intelligente,  minacciando di innalzare (o abbassare) la temperatura della casa ad un livello intollerabile, a meno di non pagare un riscatto salato. Ricatti analoghi possono essere portati tramite il frigorifero o il condizionatore. Una porta protetta (si fa per dire) da una serratura ancora meno intelligente può essere &lt;a href=&#34;https://techcrunch.com/2016/08/08/smart-locks-yield-to-simple-hacker-tricks/&#34;&gt;aperta senza troppi problemi&lt;/a&gt; (e quando non ci si riesce, &lt;a href=&#34;https://www.cnet.com/videos/testing-the-security-of-the-kwikset-kevo-bluetooth-door-lock/&#34;&gt;basta un cacciavite&lt;/a&gt; ed un po&amp;rsquo; di esperienza per superare le deboli difese meccaniche della serratura).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://motherboard-images.vice.com/content-images/contentimage/36385/1470580434407450.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Persino i pacemaker sono a rischio. Pochi mesi fa la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha obbligato una azienda produttrice di pacemaker ad &lt;a href=&#34;https://www.fda.gov/MedicalDevices/Safety/AlertsandNotices/ucm573669.htm&#34;&gt;aggiornare il firmware di mezzo milione di suoi dispositivi&lt;/a&gt;, perché potevano essere penetrati così facilmente da remoto da mettere a rischio la vita dei pazienti cardiopatici che avevano la sfortuna di portarli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo non è l&amp;rsquo;unico caso, anzi è stato dimostrato che tutti i modelli di pacemaker &amp;ldquo;connessi&amp;rdquo; presentano &lt;a href=&#34;http://blog.whitescope.io/2017/05/understanding-pacemaker-systems.html&#34;&gt;così tante vulnerabilità&lt;/a&gt; da poter essere facilmente violati da chiunque possegga un minimo di conoscenze tecniche e attrezzature disponibili a pochi soldi perfino su eBay.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta ottenuto il controllo del dispositivo, chi potrebbe impedire ad un terrorista di attentare alla vita di qualche alta personalità della politica o dell&amp;rsquo;industria con scompensi cardiaci? Oppure, più  prosaicamente, di simulare un malfunzionamento  che costringa la vittima a precipitarsi in ospedale, mentre l&amp;rsquo;abitazione lasciata senza sorveglianza viene svaligiata con tranquillità dai complici? Con conseguente infarto (questa volta vero) del malcapitato, al ritorno a casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora tutto ciò è rimasto solo a livello ipotetico, ma scommettiamo che prima o poi qualcosa di simile accadrà davvero?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>La privacy al tempo dell&#39;Internet of Things</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/11/08/la-privacy-al-tempo-dellinternet-of-things/</link>
      <pubDate>Wed, 08 Nov 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/11/08/la-privacy-al-tempo-dellinternet-of-things/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://farm4.staticflickr.com/3549/3372471040_8233d08b39_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Lars Schleicher, &lt;a href=&#34;https://www.flickr.com/photos/cool_colonia4711/3372471040/&#34;&gt;Flickr&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come reagireste se qualcuno si intrufolasse in casa vostra per registrare tutto ciò che dite? O se nascondesse una videocamera e osservasse quello che fate fra le mura domestiche? Il minimo sarebbe cacciarlo via a calci, fino ad arrivare nei casi peggiori ad una denuncia all&amp;rsquo;autorità giudiziaria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il guaio è che, mentre prestiamo molta attenzione agli spioni &lt;em&gt;reali&lt;/em&gt;, non ci rendiamo conto di avere in casa un gran numero di spioni &lt;em&gt;virtuali&lt;/em&gt;, oggetti tecnologici collegati ad internet che sentono e vedono tutto quello che facciamo e lo comunicano a mezzo mondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Internet of Things (IoT, Internet delle Cose) è il mantra di questi anni. Tutto deve essere &lt;em&gt;intelligente&lt;/em&gt; e sempre &lt;em&gt;connesso&lt;/em&gt;, tutto deve essere controllabile e gestibile a distanza, a volte per liberarci da presunte &amp;ldquo;fatiche&amp;rdquo; di cui non ci siamo mai accorti (la mia preferita è ordinare automaticamente quello che manca nel frigorifero).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La maggior parte delle applicazioni dell&amp;rsquo;IoT sono comode, non c&amp;rsquo;è che dire: controllare da lontano se qualcuno è entrato in casa, accedere o spegnere a distanza le luci o il riscaldamento, verificare che non ci siano perdite d&amp;rsquo;acqua (o di gas) e nel caso poter chiudere la valvola, sono funzioni utilissime, che si ripagano praticamente da sole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per poter fare tutto ciò, però, dobbiamo condividere con le aziende produttrici, tante (troppe?) informazioni sul nostro stile di vita, sulle nostre abitudini, su quando ci svegliamo, cosa mangiamo, quanto a lungo siamo fuori casa, cosa guardiamo in TV, quando andiamo a letto, persino cosa facciamo quando siamo sotto le lenzuola.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo le aziende sono attentissime a raccogliere informazioni su tutto ciò che ci riguarda, ma sono molto meno attente quando si tratta di garantire la sicurezza delle informazioni che gli forniamo e ad evitare che vengano usate per scopi più o meno illeciti. Sembra una specie di &amp;ldquo;&lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/La_Corrida_-_Dilettanti_allo_sbaraglio#Radio:_12_edizioni&#34;&gt;&lt;em&gt;Corrida&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&amp;rdquo;, dilettanti allo sbaraglio in gara a chi fa di peggio. Qualche esempio venuto alla luce negli ultimi mesi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è il &lt;a href=&#34;https://www.pcmag.com/news/357024/lg-robot-vacuums-can-spy-on-you-thanks-to-app-flaw&#34;&gt;robot aspirapolvere con videocamera incorporata di LG&lt;/a&gt;, utile per controllare la casa a distanza collegandosi tramite una app al proprio account personale. Ma anche un ladro può entrare (troppo) facilmente nell&amp;rsquo;account del malcapitato acquirente e controllare che non ci sia nessuno in casa. L&amp;rsquo;azienda ha corretto subito la vulnerabilità, è vero, ma quanti utenti di questi apparecchi si rendono conto dell&amp;rsquo;importanza di aggiornare al più presto il firmware dell&amp;rsquo;apparecchio per renderlo più sicuro (e sono in grado di farlo)?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://static6.businessinsider.com/image/5650a147c28144b3018b481b-935/amazon%20echo.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è &lt;a href=&#34;https://motherboard.vice.com/en_us/article/evng4p/hack-that-turns-amazon-echo-into-a-spying-device-cant-be-fixed-by-software-patch&#34;&gt;Echo, l&amp;rsquo;assistente digitale di Amazon&lt;/a&gt;, un maggiordomo virtuale sempre in ascolto, pronto a soddisfare tutti i nostri desideri. Ma basta avere l&amp;rsquo;occasione di rimanere pochi minuti da soli con Echo per tramutare l&amp;rsquo;assistente digitale in uno spione in grado di trasmettere a un dispositivo remoto tutto ciò che viene detto intorno al lui. Nel modello più recente questo errore di progettazione è stato corretto, ma ci sono in giro per il mondo circa sette milioni di dispositivi Echo vulnerabili, sette milioni di potenziali &lt;em&gt;spioni&lt;/em&gt;. È non è solo un aquestione di corna. L&amp;rsquo;Echo spione non serve solo a dimostrare l&amp;rsquo;infedeltà di qualche marito (o moglie). Pensate ai segreti che può carpire qualche Echo &lt;em&gt;trasformato&lt;/em&gt; installato strategicamente in alberghi o uffici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è &lt;a href=&#34;https://motherboard.vice.com/it/article/pgwe47/dati-trafugati-da-orsacchiotti-smart-cloudpets&#34;&gt;l&amp;rsquo;orsacchiotto &lt;em&gt;intelligente&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; che consente a genitori lontani di inviare messaggi vocali al loro bambino. Purtroppo il database contenente i dati di accesso degli utenti era liberamente accessibile a chiunque dal web, mettendo a disposizione dei malintenzionati 800.000 indirizzi email e password, crittografate in modo sicuro ma nella maggior parte dei casi così semplici da poter essere lo stesso facilmente craccabili (in fondo stiamo parlando di un giocattolo!). Con queste informazioni qualunque delinquente poteva accedere ai messaggi vocali associati, veri e propri tesori per pedofili, stalker e immonda compagnia cantante. L&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://spiraltoys.com/products/&#34;&gt;azienda&lt;/a&gt; non si è nemmeno degnata di allertare i genitori inconsapevoli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi c&amp;rsquo;è il &lt;a href=&#34;https://www.wired.co.uk/article/we-vibe-sex-toy-surveillance&#34;&gt;We-Vibe Sync&lt;/a&gt;, un &lt;em&gt;giocattolo&lt;/em&gt; per coppie controllabile a distanza, che trasmette all&amp;rsquo;azienda produttrice, senza il consenso degli interessati, dettagli personalissimi sull&amp;rsquo;uso dell&amp;rsquo;apparecchio, per di più associati all&amp;rsquo;indirizzo email dei clienti. Che se ne fa l&amp;rsquo;azienda di questi dati? Chi può impedire a qualche impiegato senza scrupoli di usarli a scopo di ricatto? Ma questo è ancora niente rispetto al modello concorrente con videocamera incorporata che crea un punto di accesso Wi-Fi &amp;ndash; nemmeno fosse il router di casa &amp;ndash; con &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/SSID&#34;&gt;SSID&lt;/a&gt; (il nome assegnato al punto di accesso) predefinito e password di default costituita da una semplice sequenza di otto &amp;ldquo;8&amp;rdquo;. Chi si trova nelle vicinanze può quindi accedere facilmente al giocattolo e guardare tutto quello che &lt;em&gt;vede&lt;/em&gt; l&amp;rsquo;apparecchietto. Roba più da ginecologi che da amanti, ma i gusti sono gusti&amp;hellip; Chi ha &lt;a href=&#34;https://www.pentestpartners.com/security-blog/vulnerable-wi-fi-dildo-camera-endoscope-yes-really/&#34;&gt;scoperto la vulnerabilità&lt;/a&gt; non ha potuto trattenersi dal notare che:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;A volte cadono decisamente le braccia. [Nel campo] della sicurezza [dell&amp;rsquo;Internet of Things] vediamo roba fatta veramente male, ma questa sembra assolutamente incredibile.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma naturalmente &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/12/06/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-secondo-tempo/&#34;&gt;non finisce qui&lt;/a&gt;&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Due pesi e due misure</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/10/12/due-pesi-e-due-misure/</link>
      <pubDate>Wed, 12 Oct 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/10/12/due-pesi-e-due-misure/</guid>
      <description>&lt;img src=&#34;http://cdn.slashgear.com/wp-content/uploads/2014/07/worried-820x420.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Google ha annunciato un telefono (l&amp;rsquo;ha già fatto diverse volte, ma poiché sembra che gli opinionisti abbiano ricevuto una botta collettiva sulla testa, nessuno sembra ricordarsene), un hub WiFi (Apple ne fa già uno), un visore VR (praticamente un telecomando e un paio di occhiali per metterci il Pixel) e un assistente intelligente per la casa simile all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Amazon_Echo&#34;&gt;Echo&lt;/a&gt; (di Amazon).&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;adorazione [della stampa] nei confronti di quest&amp;rsquo;ultimo [prodotto] è uno spaccato delizioso del doppio standard usato nei confronti di Apple.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le vendite di Echo probabilmente non superano fino ad oggi i pochi milioni [di pezzi], ma gli esperti sono sono ansiosi [di celebrare] questo successo incredibile.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel frattempo Apple ha venduto circa 15 milioni di Watch, domina il mercato degli smartwatch e sta facendo estremamente bene anche nella categoria complessiva degli orologi, buttando a mare Android Wear&amp;hellip; ma [nonostante ciò, secondo i commentatori] l&amp;rsquo;orologio di Apple è più o meno un flop.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno si ricorda ancora di Android Wear? Oppure il suo totale fallimento ha creato una sorta di effetto di casualità temporale, causando un ritorno indietro nel tempo e cancellandone l&amp;rsquo;esistenza?&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Google vende circa un milione di telefoni Nexus al mese. Apple vende 4 milioni di iPhone &lt;em&gt;ogni settimana&lt;/em&gt;. Il Pixel è un telefono migliore del Nexus, ma costa anche di più. Anche [se Google riuscisse] a triplicarne le vendite, non riuscirebbe ad avvicinarsi ai numeri di Apple.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettendo da parte gli effetti teatrali e considerando i numeri che contano veramente, [Google] ha ancora tanta strada da fare prima di diventare la nuova Apple.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ndash; &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3129309/ios/elevated-status-google-declared-king-by-fiat.html&#34;&gt;The Macalope, 8 Ottobre 2016&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cosa aggiungere di più (e di meglio)?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>eBook si, eBook no</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/02/16/ebook-si-ebook-no/</link>
      <pubDate>Tue, 16 Feb 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/02/16/ebook-si-ebook-no/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Nel &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/01/16/kobo-glo-hd-elogio-della-lentezza/&#34;&gt;post precedente&lt;/a&gt; ho descritto la mia esperienza con il Kobo Glo HD e come questo lettore di eBook si sia rivelato tanto insoddisfacente da spingermi a restituire il prodotto (che nel frattempo mi è stato rimborsato).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo episodio mi fornisce lo spunto per domandarmi (e domandarvi) se è ragionevole pensare, &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt;, di sostituire la lettura su carta con quella sullo schermo di un tablet, di un computer o, magari, di un lettore dedicato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono convinto che sia un percorso inevitabile. Abbiamo già vissuto la dematerializzazione della musica e del video, il passaggio brusco e quasi brutale dai CD e dai DVD ai prodotti privi di un supporto fisico. È successo anche per le fotografie, ora è la volta dei libri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo è anche una transizione difficile da digerire per chi con i libri (ma anche con i vecchi LP e, in fondo, persino con i CD e i DVD) ha un rapporto &lt;em&gt;fisico&lt;/em&gt;, li considera degli oggetti &lt;em&gt;quasi vivi&lt;/em&gt;, che invecchiano, ingialliscono, prendono polvere, si sciupano, più o meno come un mobile o un pezzo di artigianato. O come il padrone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma mettiamo da parte queste considerazioni incomprensibili a chiunque abbia un rapporto &lt;a href=&#34;http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2016/02/06/news/quentin_tarantino_adoro_il_passato_e_non_resisto_al_vintage_-132818402/?ref=HRERO-1&#34;&gt;meno feticistico&lt;/a&gt; con le cose, e parliamo di cose pratiche. &lt;em&gt;It&amp;rsquo;s the economy, stupid&lt;/em&gt;, come si diceva qualche anno fa.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Provo a rispondere con un elenco ragionato di vantaggi e svantaggi degli eBook. A voi decidere se prevalgono i primi o i secondi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;PRO: Gli eBook sono comodi da portare in giro, un solo lettore (che sia smartphone, tablet o un dispositivo dedicato) può contenere un numero spropositato di volumi e pesa poche centinaia di grammi. Rispetto a pochi anni fa, quando ad ogni viaggio dovevo portare con me chili e chili di libri e documenti, non c&amp;rsquo;è storia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;CONTRO: Se si scarica la batteria non c&amp;rsquo;è niente da fare, addio lettura. I lettori dedicati sono decisamente meglio da questo punto di vista, perché la carica della batteria può durare parecchi giorni (con la retroilluminazione attiva) o perfino settimane (senza retroilluminazione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;PRO: Si può leggere al buio senza dare (troppo) fastidio al partner. Molto meglio i lettori dedicati, che illuminano lo schermo senza &lt;em&gt;sparare&lt;/em&gt; la luce negli occhi e affaticare la vista, come invece fanno i dispositivi con schermo LCD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;CONTRO: Non si può leggere al sole, in particolare con lo smartphone o il tablet. Anche in questo caso vincono i lettori dedicati, perché il loro schermo si comporta (quasi) come la carta e permette di leggere tranquillamente anche in pieno sole (ammesso che sotto il sole si riesca a leggere).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;PRO: Con gli eBook è facilissimo effettuare ricerche nel testo, mettere dei segnalibri che non cadano a terra aogni volta che apriamo il volume, cercare il significato di parole sconosciute. Cose indispensabili se leggete &lt;a href=&#34;http://riccio.sebastian.it/?q=node/415&#34;&gt;Parigi Brucia&lt;/a&gt;, con i suoi rimandi continui a persone ed episodi descritti decine di pagine prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;CONTRO: Con gli eBook non si può cercare qualcosa sfogliando rapidamente il libro, magari perché si ricorda la posizione di una frase o di una figura in modo &lt;em&gt;visuale&lt;/em&gt;. Con un libro di carta bastano pochi secondi, con un eBook è snervante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;CONTRO: Se si compra un  eBook da Amazon (e non solo), in realtà lo &lt;em&gt;si prende solo in prestito&lt;/em&gt; (anche se per un tempo indefinito), con il rischio di perdere tutto se un giorno ad Amazon venisse il ticchio di &lt;a href=&#34;http://www.bekkelund.net/2012/10/22/outlawed-by-amazon-drm/&#34;&gt;chiudere il nostro account&lt;/a&gt;, magari con &lt;a href=&#34;http://www.theguardian.com/money/2012/oct/22/amazon-wipes-customers-kindle-deletes-account&#34;&gt;motivazioni risibili&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;CONTRO: Non è praticamente possibile prestare un eBook. Nei pochissimi casi in cui è consentito farlo, le &lt;a href=&#34;http://www.ebook-reader.it/news/guida-al-prestito-degli-ebook-di-kindle/&#34;&gt;limitazioni sono tali e tante&lt;/a&gt; da far passare subito la voglia di farlo. E in ogni caso, il prestito è consentito solo sulla stessa piattaforma sulla quale l&amp;rsquo;eBook è stato comprato. In fondo in fondo non è poi uno svantaggio, almeno se penso ai tanti (troppi!) libri prestati che non sono mai tornati a casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;CONTRO: Ci sono troppe piattaforme incompatibili, &lt;a href=&#34;http://www.amazon.it/ebooks-kindle/b/ref=sd_allcat_kbo?ie=UTF8&amp;amp;node=827182031&#34;&gt;Amazon&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://store.kobobooks.com/it-it&#34;&gt;Kobo&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/ibooks/&#34;&gt;iBooks&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://play.google.com/store/books&#34;&gt;Google Play Books&lt;/a&gt;, solo per citare le più diffuse. Ciascuna ha la sua app, i suoi acquisti, le sue modalità di funzionamento e di sincronizzazione. Qui la flessibilità del libro di carta vince a mani basse.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;PRO: Su Amazon si può sincronizzare ciascun eBook fra tutti i dispositivi e le app di lettura abilitate. Si può iniziare a leggere un eBook sul tablet e continuare la lettura sul Kindle o sullo smartphone, ritrovando esattamente il punto in cui si era arrivati, insieme ai segnalibri e alle eventuali annotazioni. Sembra una cosa da poco, ma quando ci si abitua fa la differenza. &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/01/16/kobo-glo-hd-elogio-della-lentezza/&#34;&gt;Kobo non lo fa&lt;/a&gt;, ed anzi questo è stato uno de motivi per abbandonare la piattaforma. Se ricordo bene, la sincronizzazione funziona anche su iBooks (anche se purtroppo iBooks soffre del fatto di essere limitata ai soli prodotti Apple) e mi stupirebbe molto se non funzionasse anche su Google Play (ma ammetto di non aver letto nemmeno un libro su Google Play).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;CONTRO: Come è possibile che un eBook costi poco meno di un libro cartaceo, anche se non ci sono costi di stampa e di distribuzione, e spesso nemmeno i ricarichi dovuti al venditore? Alcuni esempi: l&amp;rsquo;intramontabile &lt;a href=&#34;http://www.amazon.it/casta-politici-italiani-diventati-intoccabili-ebook/dp/B0067MKMBW/&#34;&gt;La casta&lt;/a&gt; di Rizzo e Stella, 8.99 euro in formato Kindle, 10.80 cartaceo in edizione economica. &lt;a href=&#34;http://www.amazon.it/Steve-Jobs-Italian-Edition-Ingrandimenti-ebook/dp/B00606NPIW&#34;&gt;Steve Jobs:  La biografia autorizzata del fondatore di Apple&lt;/a&gt; di Walter Isaacson, 6.99 euro su Kindle, 7.65 con copertina rigida. &lt;a href=&#34;http://www.amazon.it/gp/product/8817064858&#34;&gt;Il canto del diavolo&lt;/a&gt; di Walter Siti, ancora 6.99 euro, contro gli 8.50 su carta.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Ci sono perfino casi in cui la versione Kindle costa più di quella cartacea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine il numero dei PRO è minore dei CONTRO, ma bisogna anche considerare il peso che ciascuno assegna alle diverse voci.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quello che vale la mia opinione, trovo che la situazione attuale sia un buon compromesso, che permette di prendere il meglio dei due mondi e di limitare il più possibile gli svantaggi di ciascuno. Il libro di carta per la lettura a casa o per conservare i volumi in biblioteca, l&amp;rsquo;eBook per i viaggi o per le letture disimpegnate e di consumo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spero che duri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A proposito, sarà meglio avere un presidente sessualmente un po&amp;rsquo; &lt;em&gt;esuberante&lt;/em&gt; ma competente, o un pupazzo idiota tutto casa e chiesa, almeno  a parole? Parlo degli USA, naturalmente.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi limito ad Amazon per comodità, ma è lo stesso anche sulle altre piattaforme. Ad esempio, la biografia di Steve Jobs citata prima costa 8.41 euro &lt;a href=&#34;https://store.kobobooks.com/it-it/ebook/steve-jobs-9&#34;&gt;su Kobo&lt;/a&gt;, 11.90 euro &lt;a href=&#34;http://www.mondadoristore.it/Steve-Jobs-Walter-Isaacson/eai978880469351/&#34;&gt;il volume&lt;/a&gt; pubblicato da Mondadori.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Kobo Glo HD, elogio della lentezza</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/01/16/kobo-glo-hd-elogio-della-lentezza/</link>
      <pubDate>Sat, 16 Jan 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/01/16/kobo-glo-hd-elogio-della-lentezza/</guid>
      <description>&lt;img src=&#34;https://cdn.shopify.com/s/files/1/0933/1412/products/GloHD_pairing.jpeg&#34; alt=&#34;Kobo Glo HD&#34;&gt;&lt;p&gt;Il mio primo (e finora unico) lettore di eBook è stato un Kindle 4, il &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Amazon_Kindle#/media/File:Kindle4.jpg&#34;&gt;modello senza retroilluminazione&lt;/a&gt; disponibile alcuni anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ho usato per alcuni mesi, poi l&amp;rsquo;ho dato via. Non mi piaceva dover usare i tasti fisici per cambiare pagina e soprattutto mi mancava la possibilità di leggere al buio. Ho provato anche un paio di lampade da lettura a clip, ma la precarietà e la scomodità dell&amp;rsquo;accrocchio mi faceva passare la voglia di leggere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per anni ho usato tablet e smartphone per leggere, ma per Natale ho deciso di regalarmi un nuovo lettore di eBook, e questa volta ho scelto un &lt;a href=&#34;https://it.kobobooks.com/products/kobo-glo-hd&#34;&gt;Kobo Glo HD&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché Kobo invece di un nuovo Kindle con retroilluminazione?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Essenzialmente per  due motivi. Prima di tutto perché il Kobo è compatibile con i principali formati di eBook, ed in particolare con il diffuso formato &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/EPub&#34;&gt;ePub&lt;/a&gt;, mentre il Kindle da questo punto di vista è molto più limitato e supporta solo i formati &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Mobipocket&#34;&gt;MOBI/AZW&lt;/a&gt;. Inoltre mi allettava la possibilità di poter accedere direttamente dal lettore a &lt;a href=&#34;https://getpocket.com&#34;&gt;Pocket&lt;/a&gt;, un servizio online che uso moltissimo per salvare articoli lunghi da leggere in un secondo momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal punto di vista hardware il Kobo Glo HD non è male, è piccolo, pesa poco, ha una risoluzione eccellente, confrontabile con quella degli schermi Retina degli ultimi dispositivi Apple, ha tantissime opzioni di configurazione. Però&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però tutto questo non basta e il confronto con il Kindle, e con l&amp;rsquo;ecosistema di Amazon, diventa rapidamente impietoso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Subito dopo aver acceso e configurato per la prima volta il lettore nasce il problema di riempirlo di libri da leggere. I pochi libri presenti nel mio account sullo &lt;a href=&#34;https://store.kobobooks.com/it-it/&#34;&gt;store Kobo&lt;/a&gt; possono essere sincronizzati automaticamente con il lettore, ma come fare per aggiungere gli eBook presenti sul computer?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa che viene in mente è connettere il Kobo tramite il cavo USB in dotazione. Ma non funziona. Bisogna prima installare &lt;a href=&#34;https://www.kobo.com/desktop&#34;&gt;Kobo Desktop&lt;/a&gt;, una applicazione che attiva la connessione fra il computer ed il lettore, oltre a permettere di leggere gli eBook Kobo sul Mac (o sul PC).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta lanciato Kobo Desktop, sul Mac compare finalmente l&amp;rsquo;icona del dispositivo, esattamente come se fosse una memoria USB. A questo punto basta trascinarvi sopra i file per aggiungere i propri eBook al lettore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Facile, ma credetemi, è piuttosto fastidioso dover eseguire ogni volta Kobo Desktop e attendere il completamento della sincronizzazione fra il lettore e il computer solo per aggiungere (o togliere) un eBook. Per di più senza poter nemmeno usare il Wi-Fi, ma solo collegandosi fisicamente al computer tramite il cavo USB: una cosa che sembra ormai d&amp;rsquo;altri tempi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Kobo ha moltissime opzioni di configurazione, molte in più rispetto al Kindle: più font, più livelli di dimensione del carattere o di spaziatura far le righe, perfino di illuminazione notturna. Ma in realtà, come insegna Apple e il Mac, &lt;a href=&#34;http://stackoverflow.com/questions/1546763/what-makes-a-good-options-settings-dialog-box&#34;&gt;troppe opzioni spesso sono controproducenti&lt;/a&gt;, non portano altro che confusione e rendono difficile ritrovare una configurazione precedente dopo aver smanettato un po&amp;rsquo; con il lettore. In questi casi sono meglio poche opzioni ben centrate che troppa libertà di scelta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Appena si inizia ad usarlo per leggere ci si rende conto che il Kobo è lento, troppo lento rispetto alle app Kindle che sono abituato ad usare, e perfino rispetto al mio Kindle di qualche anno fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il problema non è tanto girare le pagine &amp;ndash; quello in fondo va ancora bene, almeno se si tien conto dei limiti &lt;em&gt;velocistici&lt;/em&gt; degli schermi &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/E_Ink&#34;&gt;e-ink&lt;/a&gt; &amp;ndash; ma soprattutto evidenziare un passaggio o selezionare una parola per cercarla sul vocabolario. Operazioni semplici e comuni leggendo un eBook, ma che in questo caso diventano così imprecise da essere quasi inutilizzabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quello che è perfino peggio è che ogni Kobo è un mondo a se stante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il Kindle è possibile condividere gli eBook fra il proprio account Amazon e tutti i dispositivi e le app di lettura abilitate, sincronizzando anche la posizione di lettura, i segnalibri e le annotazioni. Tramite un indirizzo di posta elettronica dedicato si possono inviare al Kindle nuovi eBook e documenti vari, che vengono convertiti automaticamente nel formato compatibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se si passa da un Kindle (o da una app) all&amp;rsquo;altro ci si ritrova quindi esattamente nello stesso ambiente, e si può continuare a leggere il libro dallo stesso punto in cui ci si era interrotti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il Kobo non è possibile. La sincronizzazione funziona automaticamente, e in modalità wireless, solo per gli eBook acquistati sullo store Kobo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come già notato, gli eBook inseriti manualmente si sincronizzano solo fra il lettore e il Mac (o il PC), ma non con altri Kobo o con le app per i dispositivi mobili.&#xA;Quindi, se inizio a leggere un eBook sul mio Kobo Glo HD e volessi proseguire la lettura sul tablet &amp;ndash; ammesso che mi sia ricordato di aggiungere &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; l&amp;rsquo;eBook al tablet &amp;ndash; dovrei comunque a mano per ritrovare l&amp;rsquo;ultima pagina letta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poco male, quante volte si perde il segno con un libro &lt;em&gt;fisico&lt;/em&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vero, però se sul libro di carta posso perdere il segno, ritrovo comunque sempre le annotazioni, le sottolineature, i segnalibri. Invece usando l&amp;rsquo;app Kobo sul tablet non ci saranno le annotazioni inserite nel lettore, e viceversa. A meno (forse, ma ammetto di non averci pensato prima) di usare Kobo Desktop come ponte per sincronizzare &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; il lettore con il computer e &lt;em&gt;poi&lt;/em&gt; il computer con il tablet. Decisamente troppo complicato, siamo nel 2016!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vogliamo infine confrontare lo store di Amazon con quelli di Kobo e di Mondadori? Qui non c&amp;rsquo;è partita, né per quantità né tanto meno per qualità dei titoli. Tanti dicono che anche i prezzi degli eBook siano diversi e che Amazon sia mediamente molto più economica di Kobo/Mondadori. Sembra anche a me, ma ammetto di non averlo verificato in modo approfondito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, è evidente che il Kobo Glo HD non mi ha soddisfatto. Dopo averlo usato per alcuni giorni ho deciso di restituirlo, approfittando di una offerta di reso esteso valida per il periodo di Natale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora devo solo valutare se lasciar perdere o riprovare con il Kindle.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Venerdì nero</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/11/27/venerdi-nero/</link>
      <pubDate>Fri, 27 Nov 2015 18:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/11/27/venerdi-nero/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Oggi è il Venerdì Nero, il giorno che negli USA apre tradizionalmente la stagione degli acquisti natalizi. La rete ha diffuso in tutto il mondo quella che era una tradizione prettamente americana e le offerte speciali fioccano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anzi, sono così numerose che non si sa cosa scegliere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora non mi sono fatto sfuggire &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/pixelmator/id924695435?l=en&amp;amp;mt=8&#34;&gt;Pixelmator per iOS&lt;/a&gt; a 1.99 euro e &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/m3-data-recovery/id1019411710?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;M3 Data Recovery&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/commander-one-pro-ftp-sftp/id1035237815?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;Commander One Pro&lt;/a&gt; per OS X al prezzo di un caffé.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prezzo imbattibile anche per &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/nodebeat-hd/id430218329?l=en&amp;amp;mt=8&#34;&gt;NodeBeat HD&lt;/a&gt; (che avevo già da tempo), &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/geekbench-3/id683676887?l=en&amp;amp;mt=8&#34;&gt;Geekbench 3&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/calculator/id458535080?l=en&amp;amp;mt=8&#34;&gt;Calculator #&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/sea-of-squares/id1031013627?l=en&amp;amp;mt=8&#34;&gt;Sea of Squares&lt;/a&gt;, tutti gratis.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se non fossi già troppo affezionato a Parallels, prenderei in considerazione l&amp;rsquo;aggiornamento a &lt;a href=&#34;http://store.vmware.com/store/vmwde/en_IE/home&#34;&gt;VMware Fusion 8&lt;/a&gt;, scontato del 30%.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però anche il &lt;a href=&#34;http://www.amazon.it/dp/B00QJDO0QC/ref=br_imp?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&amp;amp;pf_rd_s=desktop-0&amp;amp;pf_rd_r=01QVMYNGA4DJDSESY88V&amp;amp;pf_rd_t=36701&amp;amp;pf_rd_p=766066087&amp;amp;pf_rd_i=desktop&#34;&gt;Kindle Paperwhite&lt;/a&gt; scontato di ben 30 euro è molto interessante, anche per un vero regalo di Natale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo intanto M3 Data Recovery è stranamente tornato al prezzo originale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Sviluppare in HTML5</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/09/01/sviluppare-in-html5/</link>
      <pubDate>Tue, 01 Sep 2015 09:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/09/01/sviluppare-in-html5/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/09/html5_web_application_development_by_example.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/09/html5_web_application_development_by_example.png?w=243&#34; alt=&#34;html5_web_application_development_by_example&#34; width=&#34;243&#34; height=&#34;300&#34; class=&#34;aligncenter size-medium wp-image-2118&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da alcuni mesi &lt;a href=&#34;https://www.packtpub.com&#34;&gt;Packt Publishing&lt;/a&gt; è tornata ad offrire un &lt;a href=&#34;https://www.packtpub.com/packt/offers/free-learning&#34;&gt;ebook gratis al giorno&lt;/a&gt;. Tutti gli ebook sono disponibili per la lettura online ma possono essere anche scaricati sul proprio computer (non sa si mai!) nei formati più popolari, epub, mobi e pdf.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho già &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/02/17/ancora-un-packt/&#34;&gt;segnalato l&amp;rsquo;iniziativa&lt;/a&gt; qualche mese fa, ma da allora ho evitato volutamente di proporre i (tanti) titoli che mi sembravano interessanti, perché non volevo far diventare il blog una specie di vetrina pubblicitaria della casa editrice.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non posso esimermi dal segnalare l&amp;rsquo;ebook in offerta oggi (e solo oggi), &lt;a href=&#34;https://www.packtpub.com/web-development/html5-web-application-development-example&#34;&gt;HTML5 Web Application Development By Example : Beginner&amp;rsquo;s guide&lt;/a&gt; di J.M. Gustafson, che normalmente costa più di 25 euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché proprio questo volume?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché, come segnalato anche sull&amp;rsquo;ottimo &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2015/09/01/oggi-e-un-bel-giorno-per-morire/&#34;&gt;QuickLoox&lt;/a&gt;, proprio da oggi Google Chrome inizia a bloccare automaticamente tutti i contenuti erogati in Flash che non sono essenziali per la pagina web visualizzata: annunci pubblicitari, video che partono automaticamente e simili.&#xA;L&amp;rsquo;utente interessato dovrà cliccare espicitamente sul contenuto bloccato per visualizzarlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quasi si fossero messi d&amp;rsquo;accordo, anche Amazon rifiuta da oggi gli annunci pubblicitari in Flash.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturalmente Google ed Amazon non agiscono con &lt;a href=&#34;https://nakedsecurity.sophos.com/2015/08/31/google-chrome-will-block-flash-from-tomorrow-well-sort-of/&#34;&gt;intenti altruistici, o spinte da motivazioni legate ai ben noti problemi di sicurezza di Flash&lt;/a&gt;. Anzi, Google ha messo a punto un meccanismo per &lt;a href=&#34;https://plus.google.com/&amp;#43;GoogleAds/posts/UQSBzWiMpEG&#34;&gt;convertire automaticamente&lt;/a&gt; gli annunci Flash in HTML5, almeno finché la transizione non sarà completata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro però che queste iniziative segnano (finalmente) la morte definitiva di Flash e la necessità di conoscere ed imparare ad usare &lt;a href=&#34;http://www.w3.org/TR/2014/REC-html5-20141028/&#34;&gt;HTML5&lt;/a&gt;, uno strumento standard &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/information-technology/2014/10/html5-specification-finalized-squabbling-over-who-writes-the-specs-continues/&#34;&gt;messo definitivamente a punto&lt;/a&gt; da quasi un anno dal World Wide Web Consortium, adatto non solo alla semplice visualizzazione di pagine web ma anche allo sviluppo di applicazioni complesse eseguibili direttamente nel browser.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo volume, per di più gratuito, è un&amp;rsquo;ottima occasione per farlo.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Commercio tradizionale o commercio elettronico?</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/08/10/commercio-tradizionale-o-commercio-elettronico/</link>
      <pubDate>Mon, 10 Aug 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/08/10/commercio-tradizionale-o-commercio-elettronico/</guid>
      <description>&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;La soddisfazione di un acquisto informato e supportato dal dialogo di un commesso o un commerciante ha tutto un altro sapore. Se dovessi stilare una classifica tra qualità/prezzo delle esperienze di acquisto su web e quella al negozio, affermo senza timore di smentita che l&amp;rsquo;acquisto nei negozi di quartiere vince alla grande.&amp;rdquo; &amp;ndash; &lt;a href=&#34;http://www.solocommercio.it/web-marketing/web-marketing/destino-del-commercio-urbano&#34;&gt;Che fine farà il commercio urbano?&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il commercio elettronico sta uccidendo il commercio tradizionale? Può darsi, ma anche i commercianti tradizionali ci mettono tanto del loro. Quattro storie personali, valutate voi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Negozio sotto casa&lt;/strong&gt;. Otto e trenta di una mattina già bollente di fine luglio. Entro nel panificio-salumeria vicino casa e trovo il padrone che armeggia intorno al frigorifero del latte. È chiaro che lo sta accendendo dopo la notte. Non è nemmeno la prima volta che mi succede sia al Nord che al Sud, città diverse, stesse abitudini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho detto niente al gestore, ho imparato a mie spese che cercare di discutere con questa gente è inutile, anzi controproducente. Però il mio sconcerto era evidente, e così il suo imbarazzo. Ora ha un cliente in meno, il latte preferisco scaldarlo a casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Media World&lt;/strong&gt;. Mesi fa a Media World vedo una catasta di tablet Android, di marca decente e a poche decine di euro, e decido di prenderne uno. Il classico &lt;em&gt;acquisto d&amp;rsquo;impulso&lt;/em&gt; un po&amp;rsquo; sciocco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta arrivato a casa mi rendo conto che lo schermo fa schifo, si vede qualcosa solo guardando in verticale, e ha una risoluzione anni &amp;lsquo;90. Anche la connessione Wi-Fi lascia parecchio a desiderare, anche se il router è a pochi metri, nel corridoio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il giorno dopo lo riporto a Media World. Ci passo vicino ogni giorno, per me ha un impatto praticamente nullo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Stranamente il commesso fa un sacco di difficoltà per il reso. Mai successo prima, non è certo la prima volta che porto indietro qualcosa. Gli faccio notare che ho il diritto di restituire un acquisto entro una settimana &amp;ndash; lo ripetono continuamente anche gli altoparlanti del negozio &amp;ndash; e che tutto è a posto: ho lo scontrino, il pacco è praticamente intatto, ho persino resettato il tablet allo stato iniziale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il commesso mi risponde che non è possibile effettuare il reso di prodotti che contengono software, ed il tablet ha del software al suo interno. Se non fosse assurdo sarebbe pure divertente, ormai anche le lavatrici ce l&amp;rsquo;hanno. Discutiamo per un po&amp;rsquo; a vuoto, poi il commesso va a cercare lumi nei meandri del negozio. Quando torna mi annuncia seccato che, ok, il suo capo mi concede il cambio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma solo per questa volta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non mi piace litigare in pubblico, si passa subito dalla parte del torto, per cui preferisco evitare di replicare che non è una concessione ma un diritto. Però questa me la segno, è un insegnamento per il futuro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Amazon, vendtore indipendente&lt;/strong&gt;. All&amp;rsquo;inizio di luglio compro su Amazon una custodia per cellulare. Costo 4.49 euro più spese di spedizione, consegna prevista fra il 9 e il 21 luglio. Il 22 luglio Amazon mi manda la solita email con la quale chiede di valutare la mia esperienza di acquisto. Il pacchetto non è arrivato e io do distrattamente una valutazione negativa, motivandola con il fatto che, insomma, non ricevere una custodia in venti giorni non è tanto normale. Non sono nemmeno &lt;em&gt;tranchant&lt;/em&gt;, solo un po&amp;rsquo; seccato, del resto sono meno di 5 euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si scatena l&amp;rsquo;inferno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poche ore dopo mi scrive Pallavi, dell&amp;rsquo;Online Sales Team del venditore.&#xA;&amp;ldquo;Dear Sabino Maggi,&#xA;Ho appena letto i vostri commenti e mi dispiace sentire che non hai ricevuto il pacco perché Royal Mail normalmente consegnare rapidamente.&#xA;Io inseguire questo con Royal Mail per voi e vedere se hanno ulteriori informazioni.&#xA;Merion come me di emettere un rimborso completo se c&amp;rsquo;è un problema con la consegna?&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;italiano non è perfetto, ma il senso si: vogliono rimborsare il costo della custodia. Veramente gentilissimi, mi fa piacere non tanto per i soldi quanto per il gesto. Però è tardi, a che serve rispondere subito?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il giorno dopo, squilla il telefono. Guardo il numero, chi sarà mai che mi chiama dall&amp;rsquo;Inghilterra alle nove di mattina? Non ho neanche preso ancora il caffé che inizia ufficialmente la giornata!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È Pallavi. Confusa, affannata, continua a scusarsi dell&amp;rsquo;inconveniente. Io sono più confuso di lei. Ma come, questi mi chiamano apposta per 4 euro e 49, cerco di lasciar perdere. Non se ne parla nemmeno, Pallavi è irremovibile, devo assolutamente accettare il rimborso. E se poi arriva il pacco? Non importa, devo considerarlo un regalo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non posso fare altro che accettare, anche se ormai sono più imbarazzato di lei. Il rimborso, comprese le spese di spedizione, mi è stato accreditato il giorno dopo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna il pacchetto non è mai arrivato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Amazon, vendita diretta&lt;/strong&gt;. Il cellulare di mia figlia smette improvvisamente di funzionare, per lei è quasi una tragedia, anche perché sa che è colpa sua. Le do il mio, è identico al suo, in un oretta, grazie al backup, è di nuovo tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora per me si tratta di comprarne un&amp;rsquo;altro. Guardo un po&amp;rsquo; in rete, leggo parecchie recensioni di smartphone di varie marche. Nessuna mi convince e decido di riprendere per la terza volta lo stesso modello, in versione leggermente aggiornata (inutile dire quale, prima o poi ne parlerò diffusamente qui).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è su Amazon a un prezzo interessante e in versione &amp;ldquo;Italia&amp;rdquo;, mentre i primi due arrivavano da Francia e Gran Bretagna (c&amp;rsquo;è chi pensa che ci siano differenze di garanzia fra la versione italiane e le altre, ma è sbagliato dato che sono tutti paesi UE). Lo compro pagando la spedizione veloce, mi serve e ho fretta di farlo arrivare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre, almeno quando la spedizione è gestita direttamente da Amazon, arriva puntualissimo. Apro il pacco e mi accorgo subito che c&amp;rsquo;è un problema. Il pacchetto del cellulare non ha il sigillo di garanzia. Il sigillo non è rotto o rovinato, non c&amp;rsquo;è proprio. Controllo le scatole degli altri due cellulari identici e il sigillo c&amp;rsquo;è, con il marchio dell&amp;rsquo;azienda stampigliato chiaramente sopra. Del resto il sigillo di garanzia lo mettono persino sulle custodie, figuramoci sulla scatola di un telefono!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Leggo quello che ne dicono gli altri acquirenti dello stesso modello &amp;ndash; le domande e le recensioni dei clienti sono la cosa che apprezzo di più del servizio di Amazon &amp;ndash; e in effetti sembra che non sia un caso isolato, almeno per i telefoni in versione Italia. Ma quel che è peggio, alcuni dopo un po&amp;rsquo; hanno avuto problemi. Per farla breve, potrebbe essere un telefono ricondizionato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ammettere che la scatola è integra, gli accessori pure, ma perché rischiare? Io comunque ho acquistato un prodotto garantito come nuovo, al prezzo di un prodotto nuovo. Mi lascio il weekend per decidere e il lunedì eseguo la procedura di reso. Non l&amp;rsquo;avevo mai fatto prima, è una esperienza fantastica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È tutto semplicissimo, in due minuti sei a posto. C&amp;rsquo;è solo da scrivere qualche parola per la motivazione, scegliere se usare Poste o SDA (ci sono dubbi?), specificare l&amp;rsquo;indirizzo da cui vengono a riprendere il pacco e stampare due fogli con le istruzioni e i dati dell&amp;rsquo;ordine, da infilare nel pacco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho nemmeno problemi con l&amp;rsquo;imballo, nel dubbio avevo conservato quella originale di Amazon. Dopo pochi minuti, mi arriva una email che mi informa che il giorno dopo SDA verrà a prelevare il pacco a partire dalle 10.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il giorno dopo, martedì, prima ancora che arrivi SDA, ricevo una email da Amazon che mi comunica che hanno effettuato il rimborso dell&amp;rsquo;ordine, &lt;em&gt;comprensivo&lt;/em&gt; delle spese di spedizione. Sono allibito. Il pacco ce l&amp;rsquo;ho ancora io e già mi rimborsano? Alle 10:07 (ho controllato) mi chiamano da SDA per avvisarmi che stanno arrivando. Dopo due giorni, il giovedì, Amazon mi avvisa di aver ricevuto il reso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che altro dire?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Post scriptum&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il commerciante è ormai costretto a competere con Amazon (e simili) dovrebbe cercare di offrire un &lt;a href=&#34;http://www.giovannicappellotto.it/16630-come-il-negozio-tradizionale-puo-competere-con-le-commerce/&#34;&gt;servizio con un valore aggiunto&lt;/a&gt;, che il commercio online non può avere. Amichevolezza, simpatia, cooperazione, prodotti unici e di qualità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non cercare di fare il furbetto, prendendo in in giro il cliente. O comportarsi come i vecchi venditori, convinti di poter mantenere le proprie rendite di posizione a dispetto dei tempi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando vivevo a Torino, avevo ben quattro panifici vicino a casa. L&amp;rsquo;unico sempre pieno era anche il più caro. Tutti snob nel quartiere? Nemmeno per sogno: era solo perché il pane lo producevano loro, ottimo e di tanti tipi diversi, le brioche e i dolci vari erano sempre freschissimi, le commesse cortesi, la padrona sempre sorridente alla cassa (si ricorda ancora di me, anche se purtroppo ormai ci vado molto di rado). Negli altri panifici, quando vendevano qualcosa sembrava che ti facessero un favore. Non c&amp;rsquo;era partita.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
  </channel>
</rss>
